Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

108. L’ILLUSIONE DELL’INNAMORAMENTO

Caro viandante, questa volta vorrei parlarti di una tematica lanosa e spesso mal percepita, quella sul grande evento che rivitalizza l’uomo: l’innamoramento.

L’innamoramento non è vero amore. Ma capita che ci confondiamo, rimanendo legati a trame fitte che oscurano elementi davvero interessanti.
Spesso questo stato non è altro che il desiderio di avere per sél’immagine che ci creiamo di una persona, un fenomeno che prende il nome di “imago”.
Siamo rapiti, siamo malati da sindrome da innamoramento! In questa percezione distorta da come crediamo ci faccia sentire questa persona, frutto del nostro interesse, erriamo nell’illusione di amare, ma questo sentimento è falsato.

Potrebbe accadere a chiunque, è molto facile, passa nelle vene e giunge al cuore fingendosi per sangue, invece si tratta di una illusione talmente reale da sembrare autentico amore.
Si potrebbe paragonare a un sogno, un film che l’innamorato si crea come abile regista. In realtà ciò che la persona pensa di questo malcapitato non è ciò che è: essa si scopre poco a poco diversa, poiché l’immagine non ha nulla a che vedere con l’individuo di per sé.
Con il tempo e la conoscenza, con il viversi, la coppia scopre che le cose sono differenti da ciò che si pensava, e allora arriva la grande delusione che fa cadere col sedere a terra anche il più bravo pilota di volo che si conosca.

Di cosa è fatto l’innamoramento?

Esso è alimentato dai desideri di ciò che si vorrebbe per noi, viene allisciato da come crediamo di essere visti, da ciò che pensiamo che la persona pensi di noi. Questi desideri sono la fonte primaria di sofferenza, poiché figli del disagio di essere scollegati dalla realtà. Vivremo in questo modo l’instabilità che porta alla sfiducia, e nelle successive relazioni proveremo l’insicurezza nei confronti del prossimo e della possibilità di essere o meno amati.
L’innamoramento sembra, così, frutto dell’immaturità affettiva, mentre ancora si stanno facendo le prove, e nell’accorgersi ne comprenderemo le trappole e le potenziali evoluzioni dell’amore.
L’innamoramento è un delizioso carburante di cui tutti ne siamo ghiotti perché ci fa provare forti emozioni e torniamo in questo modo a destarci, a sentirci vivi: ma è della vita stessa che dovremmo essere innamorati! E di tutto ciò che la contiene.

Tra le caratteristiche primarie della malattia da innamoramento troviamo la falsata verità, o la distorsione della stessa, per evitare che l’altro si offenda o ci veda meno splendenti, così, in questo modo, si inizia a non dire le cose come stanno per paura che cada l’illusione, perché se cade l’immagine idealizzata finisce l’illusione e con essa ciò che si crede sia amore.
Questa manipolazione della realtà è ciò che comunemente chiamo innamoramento. Un modo che ci si procura vicendevolmente per alimentare il desiderio, per creare il bisogno, nutrendo l’attaccamento. Questo “sistema a base paura” è il contrario netto dell’amore, perché stai sicuro, viandante, dove c’è amore, amore vero, non c’è mai paura!

Ciò è frutto dei sistemi inculcati nell’educazione infantile (vedi il precedente post) e sostenuti dall’accondiscendenza, corroborati dalle insicurezze. Tutte queste attività di pensiero creativo-distruttivo andranno ad alimentare ammassi interi di egregore, che a loro volta tenteranno il prossimo (ne parlo anche nel mio libroSincronicità – Tutto quello che non sai può essere usato contro di te, Anima Edizioni).

Le persone fragili e insicure non vogliono davvero essere felici: esse non sanno cosa sia la vera felicità, né ciò che occorre per perseguirla; persone di questo genere temono la felicità stessa e la sua via, che è quella della libertà e del vivere l’amore con gioia in assenza di paura e di “maniglie”. Per questo motivo, molte persone preferiscono la via della dipendenza affettiva, alimentando i falsi desideri e procurandosi quotidianamente, per sé e per gli altri, iniezioni di illusioni: imago, appunto.

Quando siamo in questa posizione distorta e, dopo molto tempo, incontriamo qualcuno con cui iniziare una relazione, verremo subito spinti dalla paura di perdere, quindi metteremo in atto tutta una serie di circostanze che ci faranno, a nostra insaputa, caro lettore, perdere.
Tale fenomeno persisterà fino a quando non riusciamo a far nascere fiori diversi, fino a quando, dentro di noi, non inizierà a farsi strada un amore nuovo e autentico, incondizionato, nella totale accettazione dell’altro, perché si è accettato per prima cosa se stessi, così, come si è, con i propri chili di troppo o l’infinita magrezza, con l’alito invadente o i capelli crespi, e nel potenziare le nostre caratteristiche diveniamo unici e forti, quindi liberi.

Nella libertà di se stessi e nel sentirsi liberi di manifestare ciò che pensiamo senza temere di essere giudicati, noi ogni giorno alimentiamo l’amore, perché senza sforzarci siamo nell’amore.
Questo momento di gioia avverrà quando non desidereremo più cambiare la persona con cui stiamo, senza programmarla a essere nella nostra vita per sempre e come vogliamo che lei sia.

Quanta strada da fare, viandante… Cammini con me?

10/12/12
108. L'ILLUSIONE DELL'INNAMORAMENTO

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