Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

121. TROVIAMO NUOVI MODI DI PREGARE!

Lancio questa settimana un sassolino che coinvolga te, mio caro viandante, verso nuovi modi di pregare, meno meccanici e distaccati. 
Se è pur vero che, come visto in altri articoli precedenti, il valore della preghiera è enorme – comportando vere e proprie “sanazioni” per corpo, mente e spirito, spingendoci a elevarci verso livelli di pulizia di pensiero indiscutibili – è altrettanto vero che il cattivo modo di pregare non produce molto e annoia. 

La maggior parte di noi, quando medita o prega, s’addormenta!
Serve con urgenza di trovare un modo differente, che stimoli, che faccia venire voglia di approcciarsi alla meditazione e alla preghiera.

Mi piacerebbe, caro lettore, distinguere in primis tra la preghiera e la contemplazione (o meditazione libera).
La preghiera è una forma di comunione con Dio, di comunicazione con tale immensità, volta al riconoscimento dell’unione con Esso. E’ come una sorta di telefonata: quando chiamo una persona lo faccio perché la penso, perché desidero o ho bisogno di comunicare con lei.
Altra cosa è la contemplazione o meditazione libera. In quest’ultimo caso, infatti, si tratta di un modo di comunicare con Dio più largo, che riduce al minimo l’uso di immagini, parole, pensieri.

Dio è puro pensiero in movimento. Si può allora pregare Dio attraverso la contemplazione, oltre che con la più conosciuta preghiera, connettendosi al suo immenso potere e ricordandoci che siamo in Lui quanto Lui in noi, in ogni momento della giornata e quando più ci garba.
Possiamo contemplare Dio al rosso di un semaforo (incredibile quante cose si possono fare al rosso di un semaforo!). Si può meditare osservando un albero al parco e perdendosi in esso per potersi ritrovare. Si può contemplare una nuvola (c’è chi la chiama nuvolo-terapia) e scorgervi l’immenso. Si può bere e ascoltare i sensi mentre assimilano quel liquido e si rinnovano (in Oriente si contempla spesso attraverso il rito del tè). Insomma, mentre mi vesto, mi lavo sotto la doccia, mi nutro, accarezzo il mio bambino…
L’obiettivo è ricordarsi che siamo immensi, al di là di ogni tempo, e di ogni dimensione.

Questa settimana prega!
Questa settimana contempla divertendoti!
Rilassa il corpo nella meditazione di ciò che intorno ti riporta a Dio.

Buon viaggio nel tuo territorio di ricerca…

17/04/13
121. TROVIAMO NUOVI MODI DI PREGARE!

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