Accogliere i cambiamenti

Accogliere i cambiamenti fuori di me è stato il primo passo per riuscire ad accettarli…

 

A volte ti prende così, all’improvviso: una sensazione disarmante e avvolgente. Brividi sulle braccia che si irradiano in tutto il corpo per arrivarti al cuore. Una canzone, un punto di luce, un tramonto, una fotografia.

In genere capita quando si è soli. Spesso senza parole. Sempre senza pensieri. Come quando ti ritrovi a cantare la tua canzone preferita che la radio sta passando per caso e a te, fermo in macchina in coda, non frega niente della coda o del ritardo che farai: sei lì e ti perdi nelle note della tua canzone, sotto gli sguardi perplessi della gente nelle altre macchine, gente incazzata e che ti scruta come se fossi fuori di testa e forse un po’ invidiosa perché se canti bloccato in coda di certo non starai andando a lavorare. Se no non te ne fregheresti. Ma capita così, che se anche devi andarci a lavorare, e magari pure a fare un lavoro che non vorresti, te ne freghi sì: perché quella è la tua canzone preferita e solo tu sai quanto ti faccia venire i brividi sulla pelle riconoscerla dalle prime note, e poi sentirle prendere piede dentro di te e suonare ogni parte del tuo corpo e della tua mente, mettendola, la mente, del tutto a tacere.

È forse questo il samadhi? Se non lo è a me basta comunque.

Certo, direte, poi passa e torna tutto come prima.

E invece no. Anche se non sempre è così acuto, una volta messo in moto il processo di trasformazione alchemica, nulla tornerà mai come prima, anche perché nulla lo è mai davvero.

Ogni respiro è unico e irripetibile, come ogni attimo, come ogni reazione chimica che avviene ogni millisecondo nel nostro corpo e nei nostri neuroni: unica e irripetibile. Ma ci pensiamo mai che nulla dentro [e fuori] di noi è mai uguale a un attimo fa? Io da quando ho cominciato a farlo ho cominciato a vivere decisamente meglio perché mi permetto di accogliere anche gli imprevisti, i cambi di rotta improvvisi che la vita mi riserva. E non per una mera accettazione priva di presa di responsabilità delle mie scelte: un conto è lasciare che sia, un conto è lasciare che gli altri siano per te.

Accogliere i cambiamenti fuori di me è stato il primo passo per riuscire ad accettarli, e non me ne ero nemmeno resa conto di quello che stava accadendo, in me. Le mie reazioni emotive e mentali erano già diventate le protagoniste di un telefilm, qualcosa solo da osservare, che in quel momento cominciò a trasformarsi in un videogame con cui interagire.

Era ed è tuttora affascinante guardare e guardarmi all’opera: una volta uscita dagli schemi, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, come i mostri, o i tesori, dei videogiochi. E poi ne cominci a prevedere le mosse, sia dei tuoi mostri che di quelli degli altri. E non è che non starai più male, solo che il tuo male non sarà più così invadente e pungente e rimarrà un po’ meno nitido e netto, sullo sfondo.

Certo, ci saranno sempre condizioni nelle quali provare dolore, ma in un modo del tutto diverso: non si starà più male per ciò che per anni, per una vita forse, ti ha rovinato, portandoti a rimbalzare da psicologi e terapisti per cercare di curare il tuo male, per cercare di curar te stesso.

Ma se non ci fosse nulla da curare? Se i nostri mali venissero davvero, come Morelli insegna, per aprirci un varco verso il nostro vero sé ormai in balia di un modo di voler e dover essere che non gli si confà per niente?

I nostri automatismi esistono e sempre esisteranno fino a quando, forse, si uscirà dal ciclo delle reincarnazioni, per chi ci crede. O dal ciclo delle morti e rinascite di tutti i giorni. Esisteranno sempre finché ogni parte di noi non sarà integrata. Dove? In ognuno di noi. Mi ero sempre chiesta cosa volessero dire queste parole che leggevo, e rileggevo, trasmesse dalla bocca o dall’esempio dai “saggi”. Certo razionalmente è facile capirlo. Ma comprendere è diverso. Abbracciare in sé, contenere in sé. Questo vuol dire integrare. Sentire e non pensare. Sentio ergo sum.

Valentina Nizardo

Estratto dal libro Yoga e alchimia (Anima Edizioni)

 

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