Nati a formar l’angelica farfalla

Mariacristina Errani, nel suo libro Oltre la malattia con la Divina Commedia, ripercorre il viaggio compiuto e narrato da Dante, e lo confronta con il percorso evolutivo a cui la malattia sospinge chi ne sia portatore. In questo estratto, l’autrice pone il focus sull’importanza di rinunciare a una versione statica di se stessi per aprirsi al cambiamento, trasformandosi da bruco a farfalla…

Non v’accorgete voi che noi siam vermi
nati a formar l’angelica farfalla,
che vola a la giustizia sanza schermi?
Di che l’animo vostro in alto galla,
poi siete quasi antomata in difetto,
sì come vermo in cui formazion falla?

(Purg. X, 124-129)

Virgilio al cospetto dei superbi che Dante non riesce a riconoscere poiché sono curvi e ranicchiati sotto i massi che trasportano, rispondendo alla domanda del poeta, si rivolge agli uomini chiedendo se non si accorgono che tutti noi siamo come larve nate per operare la trasformazione dell’anima in un’angelica farfalla, la quale arriva al cospetto della giustizia di Dio senza nessuna difesa. Prosegue interrogandoli sul perché il loro animo galleggia in alto, anche se possono essere considerati quasi alla stregua di insetti incompleti, come il bruco non ancora sviluppato del tutto.

Dante è chiaro, c’è un’unica vera giustizia, un’unica vera realtà che ci attende e un unico modo per arrivarci. Non passare attraverso la scelta di rinunciare a se stessi per come ci siamo sempre intesi significa restare come si è in quello stato misero e fallace in cui ci convinciamo di avere il controllo della nostra vita e di perseguire i nostri scopi senza ammettere che siamo «vermi» proprio perché abbiamo scelto di non essere farfalle. È effettivamente un atto di presunzione che facciamo, credendo di poter evitare di incontrare la verità e così di poterci esimere dall’agirla.

L’ammalato-pellegrino lo sa e teme a tal punto quella prova da utilizzare la superbia per mascherare la sua paura, ma proprio come il bruco non può esimersi dal trasformarsi, anch’esso va avanti nonostante tutto. L’universalità del messaggio del poeta, la sua profonda conoscenza dell’animo umano e dei suoi movimenti interiori si conferma ai miei occhi e soprattutto al mio cuore, nel ritrovare tra i miei scritti questo, intitolato La farfalla (scritto “a caldo” appena uscita dalla terapia, ancora in sala d’aspetto):

Il senso di oppressione non si può descrivere. Pensi di non poter resistere un attimo di più, non c’è dopo, c’è solo basta, c’è oppressione, angoscia, costrizione, dolore, non c’è fine, c’è un pensiero che tenta di uscire dal corpo portandosi dietro il corpo e lo spinge ad alzarsi, ma il corpo sa di non potersi alzare e richiama la mente a un pensiero di stasi per resistere. Un’onda di emozione sconosciuta e indecifrabile sale quando senti i passi di chi ti viene a liberare, è finita, senti la voce, abbiamo finito, inizia a sganciare la maschera, il rumore dei bulloni, la tensione e l’oppressione addosso calano, il dolore al cranio e al collo scemano, metto una mano sotto la testa, non riesco ad aprire gli occhi, le lacrime escono a tradimento. I muscoli intorno alla bocca mi si contraggono a loro piacimento, non ce la facevo più.

Non riesco a trovare le parole per esprimere le sensazioni che provo. I miei pensieri sono positivi, ma non bastano a contenere le emozioni, me le gioco tutte, tutto ciò che ho capito, imparato, conquistato in questo anno di grande evoluzione e fantastica scoperta, ma mantengo il controllo a fatica, anche l’autoipnosi non aiuta più di tanto, non capisco il perché.

Penso a chi si trova sepolto sotto le macerie o a chi ha subito torture del genere e provo una profonda pietà. Per loro e per me. So perché sono qui, per amarmi, per stare al mio fianco, per essere “una”, dico alla mia piccola Cri (la bambina interiore, N.d.R.) che lo so, che è difficile, che lo so che è dura, ma lo sapevamo e ce la faremo.

La mia nuova vita è già cominciata, sono già guarita, sono felice, faccio ciò che mi piace fare, mi vedo felice e sento il piacere interiore di essere realizzata nel fare ciò che amo, nell’essere ciò che sono, vedo e sento il mio sorriso e la mia felicità, penso che in fondo mi sia data la possibilità di essere ciò che sono e per questo di essere felice, che grande privilegio. È come l’evoluzione del bruco in farfalla, chissà come deve essere stretto e costretto dentro il bozzolo, più si avvicina il momento più deve essere difficile restare stretti nella crisalide.

È come venire al mondo, più il momento si avvicina più si sente l’impellente bisogno di uscire e lo spazio è angusto, opprimente, insopportabile. La mia maschera lo è stata prima, falsamente confortevole, ora insopportabilmente opprimente. Forse la sensazione che provo è paura di morire e l’unico modo di non morire, di salvarmi è togliere la maschera, quella fisica, ma soprattutto quella invisibile agli occhi, ma che mi ha oscurato e costretto l’anima. L’ho capito da un po’, ora lo sto vivendo…

La conclusione di Widmann (autore del libro La Divina Commedia come percorso di vita, N.d.R) su questo passaggio del poeta ci restituisce perfettamente il senso delle sue parole: «I Superbi mostrano che il “gran disio” d’eccellenza insegue le più caratteristiche ambizioni dell’Io: bellezza, forza, intelligenza, bravura, considerazione, soprattutto considerazione. Con feroce allegoria Dante dice che compiacersi di ciò è compiacersi dell’essere “verme”, anziché farfalla. Anche se egli non lo sapeva, per i Greci, anima e farfalla sono entrambe “psyche”; la sua apostrofe coglie nel narcisismo un impoverimento psichico, una drammatica perdita d’anima» (vol. 2, p. 161).

Le domande:

Quale paura ti impedisce di passare da verme a farfalla? Come nascondi a te stesso che si tratta di paura?

 

Mariacristina Errani

Estratto dal libro Oltre la malattia con la Divina Commedia

 

Lunedì 12 giugno Mariacristina Errani presenterà il suo libro Oltre la malattia con la Divina Commedia, dal vivo presso la nostra sede in corso Magenta 83, a Milano, oppure in diretta streaming al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=YENR1Io-Tyc

 

 


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