Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

06. IL RANCORE E L’ACCETTAZIONE

Il rancore è un demone terribile: una valigia pesante che fa marcire il contenuto senza dare evidenti segni al contenitore. Accade così che si marcisce sempre più da dentro, un po’ al giorno, “contaminando” gli eventi futuri con gli stessi sentimenti che da noi fluiscono come vibrazioni mute o appena, appena sentite.

Quando ormai il contenitore si sfalda è troppo tardi, si viene travolti dall’immondizia del ripieno… Cose da non credere, caro viandante!

Ora non dico che se qualcuno ci fa un torto dobbiamo perdonare, questa è una “cosa da santi”, da illuminati sulla via della trascendenza: il perdono è un’arte, un talento, un miracolo.

Esiste invece un modo più semplice, più fattibile e raggiungibile da tutti, o meglio da tutti quelli che si accorgono. Si tratta dell’accettazione. Accettare quello che ci è accaduto come qualcosa che doveva accaderci, che certo ci ha ferito ma non ci appartiene, che è un fatto e non “noi”… capire che è una esperienza, un insegnamento… è lasciar andare senza essere abbandonati.

“Accettare” è una possibilità concreta e non ha a che fare col lusso del perdono. Tutti noi possiamo metterla in pratica nel tempo dell’oggi e senza troppi “perché” (semmai con un solo grande “perché no???”).

Accettare significa capire cosa ci è accaduto, non scusare, non essere buonisti e permissivi ma capire perché e perché no! Con l’accettazione noi possiamo allontanare dal nostro cuore le forme pensiero del rancore, della rabbia, del rimorso, del rimpianto: tutte energie tossiche che ci avvelenano e che ci farebbero marcire dall’interno a nostra insaputa.

Accettare per poter lasciar andare… Lasciar andare per liberarsi da ciò che non serve, liberarsi da ciò che non serve per discernere, per capire, per dividere l’utile da ciò che non mi somiglia più, e che è il caso di lasciare.

Lasciare per non essere abbandonati… abbandonati dagli altri ma soprattutto da noi stessi, dalla fiducia verso di noi, dal nostro amor proprio e dalla nostra verità personale che non deve essere ferita, ma rispettata.

Imparare a lasciar andare nell’accettazione è la differenza che passa tra capire ed essere vittime.

C’è da accorgersi!

5/05/10
06. IL RANCORE E L'ACCETTAZIONE

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