Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

59. VIVERE CON SPIRITO INNAMORATO

Sabato 1 Ottobre ho avuto l’onore di assistere alla conferenza stampa del Dr. Bruce Lipton. Ciò che ne è emerso è stato oltre ogni mia aspettativa! 59cTra qualche settimana renderò pubblico il contenuto dell’incontro, in modo da condividere gli incredibili contenuti che mi sono stati dati di scoprire.

Questa settimana invece, anticipo alcuni vitali suggerimenti, come al solito sottovoce, ma non meno funzionali, tratti dal mio ultimo libro Progetto Anima – L’attenzione consapevole attraverso l’accorgersi – Strumento pratico per sedurre il tuo Ego e condurti al successo oltre l’epigenetica, Anima edizioni.
Ho cominciato a luglio il tour di presentazione, per chi volesse notizie a riguardo ci sono aggiornamenti sul sitowww.moniazanon.com

*

Caro viandante, come anche il Dr. Bruce Lipton afferma, lo stress è la fonte di ogni male, ma per il nostro ben-essere non basta l’assenza di stress; ci devono essere l’amore e la gioia!

Attrezzati per portare gioia nella tua vita!

Nel Libro dei Morti egizio (che meriterebbe di essere intitolato Il Libro dei Vivi), viene descritto il momento della «pesatura dell’anima» e vi è rappresentata una enorme bilancia. Su un piatto si trova il cuore del faraone, in attesa di essere pesato per ciò che ha fatto durante la vita. Nell’altro, per fare il confronto, si trova una piuma.

Per pesare come la piuma, il cuore del regnante doveva essere stato ben leggero e agile nella sua vita terrena, e d’altra parte solo a questa condizione avrebbe meritato la vita eterna!

53dAl faraone, inoltre, venivano poste due domande dai giudici celesti, e la risposta a questi due sostanziali quesiti avrebbe fatto vivere o perire per l’eternità il monarca.

La prima domanda era: «Hai vissuto la gioia nella tua vita?»

La seconda chiudeva ogni dubbio: «Hai vissuto portando gioia agli altri nella tua vita?».

Gioia! Chi vive con gioia sperimenta il senso del vivere come un innamorato. Le persone innamorate tendono a invecchiare meno, a vedere il mondo colorato di rosa. I cabalisti dicono che il vero colore della vita è proprio questo, il rosa… e se non la vediamo così colorata è perché siamo in astinenza d’amore.

Quando ci troviamo in un ambiente ostile anche noi tendiamo a diventare guardinghi e andiamo, come le cellule, in chiusura, poiché ciò che ci circonda non ci risulta nutriente. Inoltre l’informazione «paura» è viscida, verrà registrata e, ogni volta che ci si ritroverà in una situazione simile, ci sarà riproposto dall’inconscio lo stesso atteggiamento di chiusura da assumere.

La paura è la prima delle infezioni umane a essere contratta quando raggiungiamo il livello fisico poiché, quando veniamo al mondo, percepiamo l’ignoto, ed è allora, quando non sappiamo che cosa può accadere, che la paura entra in scena. In quel momento è lei a scegliere e ad essere al posto nostro.

La fiducia è un accessorio dell’amore. Quando c’è amore ci si apre al nuovo senza temere, senza reagire. Bruce Lipton chiama questo stato “effetto luna di miele”, un momento nel quale l’innamorato difficilmente si ammala poiché il suo sentire gli crea ben-essere in tutto il corpo. Quando siamo innamorati, infatti, non ci importa di essere più ricchi, più belli, più simpatici, non ci preoccupiamo che il mondo possa avere qualche tragedia in atto, poiché ci sembra che tutto sia come deve essere.

La gioia, l’amore che ci fa vivere ogni cosa con lo spirito innamorato, è il motore che in assoluto fa integrare più dati poiché ci rende disponibili alla scoperta, alla continua azione, in apertura costante, che è ben altra cosa rispetto al meccanico reagire a ciò che ci cade addosso.

Con l’azione noi ci connettiamo alla fonte dell’accorgersi, e altra gioia è in arrivo ogni qualvolta ci accorgiamo dell’esistenza. L’esistenza ci ricorda che esistiamo, e viceversa. In un certo senso, l’esistenza gioisce accorgendosi di se stessa attraverso di noi. Noi ci accorgiamo di essa che si accorge di noi… Che meraviglia, viandante, ci sono milioni di cellule che integrano questo dato!

Quando siamo tristi, questo accorgersi non accade, poiché con la tristezza si congela ogni impeto all’azione. Come brina su campi d’inverno, essa nasconde la reale realtà a vantaggio del «grigio» che ci costringerà a diventare. È così che noi inizieremo a vedere quel colore spalmato ovunque, fuori, mentre i danni dentro di noi saranno ben maggiori, perché non visibili. Entreremo così in disaffezione da noi.

Niente riuscirà più a stupirci o ad attivare l’accorgersi, poiché la tristezza è davvero potente. Produce poi uno strano stato di «piacere necrotico» che ci porterà a rincarare la dose. Si scivolerà in uno spazio semi-ipnotico in cui il dolore sarà compagno di viaggio e di scelte. E tutto questo in assenza di «noi», cara anima!

Tutti questi stati d’animo sono solo frutto di percezioni, non realtà assolute ed esclusive, ed oggi è davvero un bel momento per accorgerci!

4/10/11

Commenta l'articolo tramite e-mail

Messaggio (max 2000 caratteri)Tutti i campi sono obbligatori. L'e-mail non sarà pubblicata

Commenta l'articolo tramite Facebook