Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

102. UN’AMICIZIA DA SPOSARE

Caro viandante,

questa settimana vorrei raccontarti una storia, una storia di amicizia e di amore oltre il tempo, la malattia, le ristrettezze materiali…
Per farlo mi servirò di una penna d’eccezione, di un’anima pura, candida fino all’incredibile, quella di Roberto Giovanetti, fraterno amico che, attraverso l’arte dell’inchiostro, ha saputo far commuovere e aprire il cuore al suo lettore con il romanzo La donna dei sogni.

Nell’auguraci che entrambi possiamo meritare il lusso di un amore così, ti accompagno nell’apertura di cuore che è la lettura di questo breve racconto, tratto dal volume sopracitato e dedicato a tutti i genitori che si amano, alle coppie che si aiutano, alle anime che si comprendono e insieme imparano.

Un’amicizia da sposare

Marco e Lucia sono amici. Marco le fa da mangiare, le ricorda le posate giuste. Spesso dove è il frigo. Le compra il cocomero, perché Lucia lo adora. Lucia trova pace solo a letto. E solo allora Marco inizia i lavori dei folletti, in silenzio. Quelli “da donne”. Prepara la lavatrice. Mette a posto tutte le briciole in cucina. Finisce di rigovernare, e dà cibo ai gattini. Guarda le bollette sospese, le pesa con gli occhi. Guarda il frigo, e sospirano insieme. Domani la Caritas darà loro un pacco, solo due ore di coda, e quel frigo prende fiato. Oggi con gli spiccioli salvati è riuscito a comprare un’ortensia a Lucia. Le brillavano gli occhi, come quando da piccola sfilava sui carri in paese, con i capelli che gli arrivavano ai ginocchi. Ginocchi adesso secchi, come la fame dei nuovi poveri. I ginocchi di Marco hanno invece calli, e sono grossi come sogni ibernati. Però ha una sua felicità, schegge di attimi, che non si possono raccontare. Come quello quando chiede a Lucia se gli vuole bene. Lei, con gli occhi come stelle dice: “Si può arrivare solo lì, e ci si ferma”. E Marco ride, anche se lo stomaco gorgoglia. E’ amore, a pezzi, fosse uno yogurt.

Marco la sveglia con la colazione. Pochi secondi. Latte e 20 biscotti. Lucia li mangia da sola. Con la lentezza di mille anni. Lucia ha la memoria in soffitta. Una volta faceva 7 passi e scordava tutto. Adesso al quarto, non ricorda del terzo. Marco la manda in cucina a prendere un coltello, e lei dopo un millennio torna con una tazza. Lui la guarda e ride. Marco ha la pazienza delle maree. Ha i respiri dei tornado e tutta la rassegnazione degli italiani insieme. Perché lui è buono come il cacio con le pere. Perché a Marco, per essere contento, gli basta lo sia lei. Lucia, a breve, non lo riconoscerà più. Lucia si sta scordando tutti gli ieri, ma anche che Marco, poco meno di cinquanta anni fa, lo ha sposato. Ed è il suo migliore amico.

(Racconto breve presente in La Donna dei Sogni di Roberto Giovanetti che ringrazio per la gentile concessione – Marco del Bucchia Editore – www.delbucchia.it/libro.php?c=375&fb_source=message)

29/10/12
102. UN'AMICIZIA DA SPOSARE

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