Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

148. TECNOLOGIE PER IL RISVEGLIO: GLI SPECCHI ESSENI

Caro viandante che mi leggi,

poco tempo fa (in questo post) abbiamo puntato i riflettori su un certo tipo di malessere collettivo che stava infliggendo non poche noie alla popolazione, dovuto a vari fattori, in primo luogo climatici con il cambiamento della stagione; venivano inoltre a sommarsi disagi dovuti a influenze planetarie, eclissi e manovre poco limpide per il controllo del clima, ma anche mutamenti spirituali.

In questa occasione vorrei approfondire proprio una delle possibili cause spirituali tramandateci da un tempo lontano e da un popolo altrettanto vetusto e misterioso, gli Esseni.

Cambiamenti spirituali: le tradizioni essene

Tra i gruppi ebraici di età ellenistico-romana conosciuti e documentati anche da autori greci e latini, quello degli Esseni è forse oggi il più noto, a causa della scoperta, effettuata a Qumran nel 1947, dei manoscritti del Mar Morto, appartenenti a una comunità di questo tipo. Sulla loro origine e sul significato del nome (puri, bagnanti, silenziosi, pii) non c’è accordo tra gli studiosi. Molto probabilmente ebbero inizio dalla metà circa del II secolo a.C. in epoca maccabea. Di vita appartata e solitaria, si erano organizzati fuori dal contesto sociale in comunità isolate di tipo monastico, al tempo di Gesù erano oltre 4000 e vivevano dispersi in tutto il paese; circa 150 erano quelli residenti a Qumran. Questo sito andò incontro a una fine violenta nel 68 d.C. a opera dei Romani a causa del loro coinvolgimento nelle sommosse negli anni della guerra che si concluse con il crollo di Gerusalemme… Prima della fine, però, riuscirono a nascondere la loro biblioteca nelle grotte circonvicine.

I racconti tramandati: i figli della nuova era

Gli antichi saggi riescono, tramite i Rotoli che ci sono pervenuti di Qumran, a illuminarci sui tempi che stiamo vivendo, dando una loro impronta del tutto innovativa e, devo dire, piena di speranza. Essi infatti sostenevano che noi, proprio noi che viviamo in questa era, dovremmo accorgerci che qualcosa sta cambiando nell’orientamento generale. Sembra che la più sofisticata tecnologia che sia mai stata concessa a questo mondo possa vivere dentro di noi. In base a questi antichi racconti, la nostra generazione sembra sia stata prescelta come ponte che collega tutto ciò che è stato fino a oggi con tutto ciò che deve ancora venire. Noi esseri della nuova era siamo quindi i poco consapevoli detentori di una nuova saggezza che non ha ancora un nome.

Questa saggezza tramandata dal Popolo Esseno ci condurrà a percorrere due sentieri obbligati. Il primo è il sentiero della tecnologia esterna al nostro corpo. Questa tecnologia l’abbiamo vista e la stiamo vedendo concretamente sotto ai nostri occhi, con la nascita di tantissimi strumenti che ci aiutano a comunicare nei migliore dei casi, e che sostituiscono l’interazione con persone in carne e ossa, nel peggiore.

Il sentiero della tecnologia interna al nostro corpo

Secondo gli Esseni, il DNA in certe persone sta mutando il suo aspetto, si sta inoltre attivando una tecnologia alla quale ebbero accesso tutti i più grandi mistici di ogni tempo che viene definita come Scienza della Compassione. Insomma, sembra proprio che stiamo diventando una nuova specie! Questo è il secondo sentiero.

Come muteremo

Gli antichi Esseni ci raccontano come si muoverà il nostro mutamento: andremmo sempre più incontro a un sistema che ci farà recuperare il ricordo del più alto potenziale umano nascosto dentro di noi, una forza che gli antichi chiamavano Spirito o “chivas”.

L’uscita dal buio anticamente profetizzata: i figli della luce

Secondo queste profezie essene, l’umanità sta emergendo proprio ora da un ciclo di oscurità e ci stiamo risvegliando nuovamente alla luce. Esiste tuttavia un’ altro popolo che ci offre una profezia simile a quella Essena, gli Hopi.

Antichi insegnamenti scolpiti su roccia

Gli Hopi erano una tribù del sud-ovest americano. Essi hanno ricevuto insegnamenti, simili a quelli degli Esseni, direttamente scolpiti su roccia, che riguardano l’intera umanità.

Gli Hopi affermano, tramite questi misteriosi insegnamenti, che noi uomini del sesto mondo (sesto Sole, sesto modo di concepire il tempo; il quinto mondo si è chiuso con il 21-12-2012), staremo vivendo un tempo di purificazione prima di potere operare la transizione con grazia attraverso un codice di condotta che permetterà di comunicare gli uni con gli altri nella vita quotidiana: l’inizio del sentiero della compassione. Staremo quindi vivendo un’esperienza che l’antica tradizione orale e scritta ha conosciuto, profetizzato, predetto e atteso da migliaia di anni; questo viene anche descritto nel Manoscritto del Profeta Enoch.

L’Armageddon: il conflitto tra materialismo e spiritualità

I vecchi valori improntati sul consumismo e sul mondo fatto di parvenze e superficialità stanno per cadere, lasciando scoperto ciò che più conta. I vecchi codici che ormai hanno fatto il loro tempo portandoci a risultati incerti, come vediamo, lasceranno spazio a una nuova spiritualità che ci vedrebbe tutti correlati e uniti, proiettati in un futuro di veri fratelli, non più in competizione gli uni con gli altri.

Ciò che mi ha incuriosito non poco di questi nativi è il loro profetizzare che si è rivelato poi preciso e accurato. Tra le varie profezie infatti troviamo la previsione in tempi non sospetti dell’arrivo dell’uomo bianco che avrebbe portato pali dai quali passava la voce, le rotaie, il treno… e persino alcune visioni del futuro che illustravano un tempo in cui i bianchi porteranno i capelli lunghi e professeranno l’amore per Madre Terra (gli Hippy). Predettero eventi legati a dinamiche “leggere” come l’accorciarsi delle gonne per le donne e terribili come l’avvento del Nazismo e la bomba atomica su Hiroshima.

Un filo conduttore ci induce a portare la nostra attenzione agli antichi popoli

Di profezie simili ne parlano popoli molto distanti tra loro sia in epoche sia in territori come gli Inca, i Maori, gli aborigeni australiani, i testi sacri tibetani, i Dogon, i Maya, gli Aztechi…

Un cambiamento elettromagnetico ci sta coinvolgendo tutti

Secondo questi racconti dunque, noi incarniamo un codice variabile di DNA che sta subendo una ulteriore mutazione. Da quel che si può comprendere venendo in contatto con queste informazioni, gli stessi angeli sono forze elettromagnetiche.

La luce e l’oscurità due parti della stessa mela

Le scuole misteriche concepivano la luce e l’oscurità come porzioni uguali ed entrambe giuste della stessa esperienza di vita, erano convinti che l’attuale tempo storico rappresentasse una nascita. Di importanza vitale: sembra che in questo processo il mondo della logica verrà armonizzato con quello del cuore: finalmente questi due cavalli tirerebbero lo stesso carro!

La logica sarà sempre più temperata con la saggezza, una saggezza che viene dal cuore. Si parla di un cuore al dir poco strano: ci raccontano gli Esseni di una specie di oscillatore a cristallo liquido a 7 livelli, che pulsa nel centro dei nostri corpi; forse è inteso come una rappresentanza di ciò che il cuore è. Temperando la logica con la sua saggezza, in qualche modo il nostro corpo cambierà. Il DNA si dovrebbe dunque modificare e i cambiamenti che avvengono sulla Terra sembra siano collegati al nostro potenziale umano da far emergere.

La Terra sta a attraversando una resurrezione

Andremo anche noi, sempre secondo questi insegnamenti, a trascendere il fare avendo l’opportunità di diventare.

La pulsazione di base della Terra, che era fino a qualche decennio fa di circa 7.8 cicli al secondo, ora sta cambiando portandosi addirittura verso i 13/15. Questa pulsazione, questo battito mutato, sta apportando delle modifiche significative anche al nostro battito, al nostro cuore. Sono in effetti molte le persone che soffrono di strane (e anche poco capite a livello medico) alterazioni, extrasistole, aritmie…

Ciò che noi percepiamo, viviamo, sentiamo starebbe in questo senso subendo un bel mutamento, portandoci a vivere ogni emozione in modo amplificato, sia nei sentimenti a noi funzionali, sia per quelli più pesanti da sostenere.

Una vibrazione, un suono sta mutando e ci sta facendo mutare

Gli Esseni ci potrebbero far accorgere che l’emozione è vibrazione, il sentire è vibrazione, e provare un’emozione significa immettere un modello vibratorio nel cristallo liquido rappresentato dal nostro corpo. Ora se questo sta accadendo davvero, come potrebbe cambiare la nostra capacità di gestire le emozioni? Emozione e sentimenti sono modelli che l’Occidente ha ampiamente ignorato, essendosi concentrato di più sul pensiero. Le scoperte di cui abbiamo goduto negli ultimi anni ne sono conferma. La nostra generazione starebbe incarnando con tutti questi malesseri lo scollamento dei vecchi modelli mentre ancora ci vive dentro. Il cambiamento sembra a questo punto già iniziato e i pensieri e le emozioni che proviamo possono far cambiare chimicamente il corpo umano.

Sarà fondamentale a questo punto stabilire rapporti con gli altri più equilibrati possibile, per creare emozioni che ci permettono di conoscere noi stessi in modo gentile. Le vibrazioni che ci stanno arrivando sono dunque dei codici verbali ed emotivi, ossia parole che ci permettono di diventare compassione, dopo aver conosciuto noi stessi.

I codici verbali che attiveranno il circuito sacro

Questi codici sembrano comportarsi così: la Terra sintonizza il cuore – il cuore sintonizza il cervello – il cervello sintonizza le cellule.

Il sentimento che impedisce il flusso del sacro codice

In questo processo, il sentimento che sembra inibire l’iniziazione è la paura: esso rappresenta l’unico modello d’interferenza capace di impedire la risonanza fra terra – cuore – cervello – cellule.

Di chi sono le nostre paure? Un’altissima percentuale, fino al 98% delle paure presenti nelle nostre vite, in realtà non ci appartiene. La stragrande maggioranza delle paure attive nell’uomo è formata da caratteristiche delle persone che hanno funto da principali esempi per le vite dei nuovi nati: i nostri genitori sono degli ingegneri genetici! Le nostre paure in parte sono frutto di chi si è preso cura di voi nell’infanzia… e si riducono a una o più combinazioni delle paure universali: paura di essere abbandonati, paura di non essere all’altezza ecc. abbinate alle paure dei nostri avi, alle paure depositate come forma pensiero nel nostro paese, paure della nostra razza, del periodo che stiamo vivendo, della memoria del cibo che mangiamo, delle acque che beviamo ecc.

Gli Esseni ci spiegano come allinearsi al flusso e rendere la nascita più fluida

Gli Esseni ci hanno lasciato letteralmente dei codici che ci possono attivare alla compassione, alla nuova via; questi codici possono venire rallentati dalle nostre paure che verranno da noi attirate nella nostra vita. Quindi andremmo a richiamare e di conseguenza a vivere ciò che più temiamo per poter conoscere noi stessi e pulirci, per poi arrivare ad allinearci al nuovo modo di procedere. Ciò che da piccolo è stato vissuto in modo sofferto, ci spiegano gli Esseni, ossia i parametri dei nostri parenti che non abbiamo accolto, che non ci sono piaciuti, hanno sviluppato in noi una carica emotiva, che è come un magnete che fa sì che noi attiriamo le opportunità necessarie a ridefinire l’esperienza in un codice funzionale a noi. Ogni momento della nostra vita la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano.

I Sette Specchi Esseni: codici per le stelle

Gli Esseni ci lasciano sette vie maestre di comprensione per liberarci rapidamente. Carissimo viandante che mi leggi, nel rivelarti le Vie Maestre sento il peso della consapevolezza che mi spinge a farlo, poiché ogni volta che uno di noi si risveglia esce da Matrix e diviene libero. Più persone risvegliate ci saranno, più il processo di liberazione sarà semplice, alleggerito da forme pensiero di persone ancora dormienti, per aiutare ad attivare al risveglio i nostri figlie e chi amiamo.

Uscire dalla ruota karmica con l’aiuto degli specchi Esseni

Seguire la guida dei Sette Specchi ci aiuterà a reincarnarci coscientemente, mantenendo la memoria delle esistenze precedenti. L’essenza di questi Sette Specchi ci spinge in buona sostanza a non giudicare, non colpevolizzare, non fare paragoni.

Specchio riflesso

Quando ero piccola e qualcuno mi offendeva, si usava dire: “Specchio riflesso” o “Specchio riflettente”. La saggezza dei bambini mi è sempre più preziosa! I Sette Specchi consistono infatti in riflessi di ciò che non abbiamo risolto o si trova in disequilibrio dentro di noi. In questo senso chi ci vive accanto, chi ci è prossimo, ce li riproduce. In questo senso è molto facile scambiare ciò che proviamo per qualcun altro come un suo proprio problema, ma di fatto ogni volta che lo facciamo, ci priviamo dell’occasione cosmica che l’anima ha co-creato per poterci liberare: quindi attenzione!

I Sette Specchi Esseni: Tutto si specchia in essi

Cercare di capire come i Sette Specchi si mostrano dietro i nostri comportamenti, le nostre scelte, è la chiave. Buon viaggio dunque, viandante… Insieme si cammina meglio!

1. Ricevi ciò che dai, ciò che dai ricevi

Noi attiviamo nella nostra vita persone o eventi in base a quello che proviamo, in base alle nostre azioni, ai nostri modelli comportamentali. La vittima riesce ad attirare a sé altre vittime come lei, ma anche il carnefice. Un ladro attirerà altri ladri, ma anche la polizia. Una persona che vive serena e nel suo centro attirerà altre persone che desiderano vivere come lei.

2. Con lo stesso metro con cui misuri, sarai misurato

Noi attiriamo nella nostra vita ciò che giudichiamo. Imparare a non giudicare per non essere giudicato. Ciò che giudichiamo, quindi, prima o poi si presenterà nella nostra vita.

3. Cosa mi manca o cosa ho perduto

Noi ci specchiano in tutte le persone che possiedono o incarnano ciò che non abbiamo o abbiamo perduto. Per esempio, potremmo essere affascinati da una persona che riesce a muoversi libera dal giudizio altrui; siamo forse in quel caso insabbiati dalla nostra stessa paura di lasciar andare ciò che ci rende prigionieri? Quindi, se ci sentiamo attratti da una persona e sentiamo di volerci passare del tempo, chiediamoci che cosa abbia questa persona che abbiamo perduto o ceduto.

4. Chi teme di perdere perderà

Mettiamo in atto nella nostra vita dei comportamenti che ci portano a perdere ciò a cui teniamo di più. Per esempio capita a chi sceglie una carriera esclusivamente focalizzata sul lavoro di perdere la gestione delle propria famiglia, l’amicizia più vera, il tempo per sé stesso …

5. Onora il figlio (io), il padre e la madre (in cielo come in terra)

Il nostro rapporto coi genitori rispecchia nel tempo il nostro modo di porci nei confronti della divinità madre celeste e padre e il nostro sentirci esistere per ciò che possiamo offrire alla collettività, ai nostri figli ecc.

6. Accogli la sfida per attivare il Maestro: cosa devo imparare

Dentro di noi esistono sempre i mezzi per affrontare ogni sfida che è in arrivo. Queste sfide attivano la possibilità di imparare la maestria e divenire quindi maestro in quella prova. Sono le prove a farci crescere! In questo senso, dietro ogni prova può trovarsi anche la prova maestra, quella della buia notte dell’anima, in cui perderemo tutto e dovremmo ricominciare da capo. Quando per esempio si perde lavoro e famiglia contemporaneamente e si dovrà quindi contare solo sulle proprie risorse. Ecco che in questo modo si attiva la maestria: trovarsi senza nessuna mano tesa e doversi guardare unicamente le proprie mani.

7. La perfetta imperfezione: tutto è perfetto

Il Settimo e ultimo Specchio Esseno della Consapevolezza di Sé ci parla di come dobbiamo ricercare la perfezione anche laddove non c’è: imparare a guardare i nostri successi e i nostri insuccessi senza usare paragone. Raggiunta la capacità di padroneggiare questo specchio, ci accorgeremo che l’eventuale insuccesso non è una imperfezione, ma è il massimo che potevamo fare in quel momento, con i mezzi che avevamo a disposizione. Quindi perfetto! I metri di paragone sono limitativi e imposti da una società limitata. In realtà l’imperfezione non esiste: si tratta di una tecnologia illusoria creata dalla mente. Noi e solo noi siamo il punto di riferimento per ciò che raggiungiamo.

Buona rinascita, quindi, viandante!

Monia

 

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16/05/14
Specchi

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