Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

88. L’EGREGORA DELLA CRISI

Caro viandante che ti accorgi,

oggi vorrei parlarti di forme pensiero e degli agglomerati che si creano, nutriti da queste energie prodotte dall’uomo, così tossiche e disfunzionali.
Ogni volta che accade qualcosa, un certo fatto o una tragedia, le forme pensiero per un certo periodo sembrano moltiplicarsi, a effetto domino, con procedure del tutto simili, a volte provocando casi di eguaglianza che hanno davvero dell’incredibile.

Viandante, ricorda per esempio il caso delle bimbe sequestrate e poi assassinate: queste avevano circa la stessa età, con dinamiche simili di sparizione. Lo stesso accade per i ritrovamenti di cadaveri in serie, come se gli orrori fossero seguiti dallo stesso clan o serial killer. Bimbi uccisi dalle madri o dai padri, compagne uccise dai mariti, fidanzate dai fidanzati… e tutti questi eventi sbucano sempre sugli articoli dei giornali srotolandosi negli stessi mesi, a volte nella stessa settimana. Hanno davvero dell’incredibile! Si pensa così, più facilmente, a una emulazione di massa, come nel caso dei sassi nel cavalcavia… ma c’è dell’altro da scoprire e, temo, molto più terribile e interessante allo stesso tempo.

Il paradosso della settimana sul quale voglio alzare il velo è l’Egregora della Crisi. Essa è densa e lorda tutto ciò con cui entra in contatto. Proprio come quando ci accade un fatto sgradevole e arrivano quantità di amici a raccontarci che stanno vivendo la stessa procedura tossica e gli stessi disagi, allo stesso modo ogni pensiero disfunzionale attrae altro lordume dello stesso tipo che va ad alimentare un grosso ammasso di pattume: le egregore sono questo.

Noi umani possiamo imparare, con una certa ecologia di pensiero, a controllare ciò che creiamo con la mente, ma non possiamo avere alcun effetto sulle potentissime egregore.
Un esempio del loro potere ce l’abbiamo sotto gli occhi proprio ora, viandante, accorgiamoci! Sto palando di tutta una serie di suicidi in persone che prima non avevano dato segni di particolare squilibrio, nemmeno quando avevano subito lutti importanti. La gente si sta ammazzando, come ipnotizzata, come sotto a un ordine, a una forza più grande di loro: l’Egeregora della Crisi, appunto. La paura della paura.
Osserva, accorgiti, viandante!

Ora, prima di pensare che i demoni si trovano fuori di noi, pensiamoci!
Cerchiamo di sconnetterci da certe forme pensiero tossiche e terribili; quando accadono dinamiche di tale portata siamo tutti colpevoli… sì, colpevoli dei nostri cattivi pensieri!

L’umanità ha già affronato dinamiche di questo tipo, ricordiamoci! È stato unendo le forze che ce l’abbiamo fatta, e non isolandoci, non ammazzandoci! Se ognuno di noi si metterà al servizio per sostenere e aiutare, monitorare e ascoltare, sarà meno facile che il male di vivere abbia il sopravvento.
Creiamo un pensiero di speranza, che alimenti una egregora di vita, di forza vitale!
Noi possiamo!

Mio nonno, che è stato un deportato durante la guerra, è rimasto per anni nell’ultimo campo di concentramento, vedendo morire i suoi amici-fratelli-compagni. Quando è arrivata la forma pensiero della speranza tutto ha cominciato a cambiare: le persone si sono unite anche se deboli e deperite per la fame e le malattie, e molti di loro sono tornati a casa grazie all’egregora che avevano loro stessi alimentato: l’Egregora della Speranza!
Mio nonno è morto da pochi anni e non sono stati i tedeschi a ucciderlo, ma il cancro, la tristezza e l’incapacità di gestire taluni sentimenti. C’è da riflettere!

Ogni volta che sostituiamo un cattivo pensiero con uno nutriente, iniziamo a togliere cibo all’ammasso energetico chiamato egregora che, poco a poco, se non più alimentata, finirà per morire di fame.
Oggi c’è una buona notizia, viandante: possiamo far morire di fame la crisi!
Grazie a te, grazie a me, grazie a noi…

p.s. Ringrazio il mio compagno e le dinamiche interessanti del prima e post-cena, che sempre riescono a nutrire con enorme interesse la mia mente fertile :)

14/05/12
88. L'EGREGORA DELLA CRISI

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