Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

96. EFFETTO QUIESCENZA

Eccoci, caro viandante, all’equinozio d’autunno, stagione che inizierà il 23 settembre e ci accompagnerà sino al fatidico 21 dicembre 2012.

Cosa stai notando in te? Quali cambiamenti? Quali necessità?

Io in questo periodo ho notato in me un certo gonfiore del corpo; inizio a essere più riflessiva e il mio mondo interiore prende spazio in modo sempre più visibile nelle mie giornate. I miei capelli, ahimé, sono sempre più in una condizione di stanchezza e sembrano svenuti! Ne perdo in quantità importanti. Di media (mi dicono), si dovrebbero perdere un centinaio di capelli al giorno, ne sto invece perdendo molti di più. In ogni spazzola sto dicendo addio a memorie importanti che mi hanno accompagnato in questi ultimi anni in molte esperienze.
So e sento che questo sta accadendo per un processo naturale, ma prima d’ora ne ignoravo i particolari.

Caro viandante, ho scoperto infatti che stiamo sempre più entrando nelperiodo della quiescenza… “Quiescenza”… che bellissima parola!
Non l’avevo mai sentita prima di stamattina quando, durante un trattamento, la mia cara amica Anna se ne esce, come fa lei, come se tutto fosse facile: “… è normale che tu perda così tanti capelli, tesoro, siamo nella quiescenza!”

Sono tornata a casa, e come fa un gatto curioso, colpito dall’affascinante contenuto di un sacchetto di carta croccante, ho fatto una ricerca.
“Quiescenza” è una parola che deriva dal latino, quies, quietis che significa quiete, stato di quiete, di riposo, o di inerzia, o anche torpore, animazione sospesa, estivazione.
Questo stato è caratterizzato da una considerevole riduzione dell’attività delle cellule e della loro produzione di energia.
Si tratta probabilmente di un meccanismo difensivo e di adattamento all’ambiente, che permette al corpo di superare particolari stress ambientali, come condizioni estreme di temperatura; si può inoltre attivare in risposta a una condizione ambientale di stress, e si disattiva al ritorno della condizione normale.

Caro lettore che ti accorgi, quest’anno abbiamo avuto un’estate molto calda, con scarsità di acqua in molte zone, e la quiescenza ora è importante. In questo modo mi spiego anche il mio malessere fisico, dopo un’estate in assenza di quel riposo che il corpo mi aveva chiesto, con un esubero di impegni, scadenze, lavoro, progetti, viaggi-studio…
In un libro molto interessante di Gabriella Cella (nota insegnante di yoga), Il grande libro dello yoga, possiamo ulteriormente approfondire lo stato che stiamo vivendo di quiescenza.

Nel mondo vegetale si entra in uno stato di riposo per prepararsi all’inverno, con diminuzione e/o arresto del fusto e della chioma, talvolta con eliminazione della chioma o del fusto erboso. Nell’uomo, i processi di crescita e rigenerazione subiscono un rallentamento, un rinnovamento di capelli, tessuti, ossa… viene via via a calare.
La diminuzione della luce interferirà a sua volta sui nostri ormoni, mutandone l’equilibrio. L’aumento dell’appetito, la stanchezza e la sonnolenza sono una richiesta spontanea del nostro organismo. Questo processo di rallentamento servirà a prepararlo in modo adeguato all’inverno, senza sottoporlo a dosi eccessive di stress.

In natura non ci sono strappi, tutto è graduale e perfetto! Per questo motivo tali fattori non vanno combattuti come nemici, ma assecondati, aiutati, affinché evitiamo malattie da raffreddamento, depressione, ecc.

Cosa fare?

L’autunno è 
amico della meditazione, della riflessione, del raccoglimento, dell’interiorizzazione dell’energie che durante tutta la fase di primavera ed estate sono state spinte fuori da noi, in una condizione centrifuga.

Riorganizziamo e mettiamo in ordine le idee!
Servirà coricarsi il più presto possibile e dormire almeno 7 ore per notte.
Al ritorno dalle vacanze, concertare le fasi più pesanti nelle prime ora della giornata, così da non sperperare l’energia positiva raccolta durante l’estate.
Continuare finché si può con l’uso consapevole della bicicletta, e passare più tempo possibile all’aria aperta. La luce naturale aiuta a mantenere l’equilibrio, quindi aiuterà nel bilanciare gli attacchi di fame improvvisa, la stanchezza, la produzione di anticorpi. Ricordiamoci viandante che l’effetto benefico però si attiva solo dopo un’ora almeno di esposizione alle radiazioni solari (in caso di cielo particolarmente coperto, si raddoppi con due ore di esposizione).
Un’attività fisica svolta all’aria aperta aumenterà la produzione di endorfine (così siamo tutti più felici), bagni, saune, massaggi, trattamenti aumenteranno gli effetti sperati!

Buona quiescenza!

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Vi segnalo anche la mia conferenza dedicata a Sincro-Destino

17/09/12
96. EFFETTO QUIESCENZA

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