Spazio Nero-Avorio

C’è un universo nascosto nei contrari e negli opposti; esso si svela nel moto dell’accorgersi e diventa tutto d’un tratto meraviglia.
Ci siamo persi nel semplicistico e nelle parole usate a caso, ci siamo immersi in programmi assurdi che non ci attrezzano al nuovo e al miracolo. Ci siamo confusi e dispersi nelle trame delle parole.
Se è vero il vero, lo è anche il suo contrario… Monia nel meraviglioso mondo delle contraddizioni.

Monia Zanon

Monia Zanon

132. QUANDO IL “CASO” NON ESISTE

Arrivo alle 8.20 ad Abano Terme, sbagliando pure strada anche se la faccio solitamente e in modo meccanico. Ho appuntamento con la mia parrucchiera preferita, Anna Maria, per le 9.00 in punto. Nel frattempo guido nel traffico mattutino e penso all’articolo che non ho ancora scritto. Mi impegno a rendere fertile anche il tempo di attesa e decido di usarlo per scrivere, accorgendomi solo allora di non avere materiale per farlo: il portatile a casa, il telefono che non dà segni di vita.

Faccio mente locale e provo a cercare lì intorno un’edicola, dato che solitamente apre prima delle librerie, ma sembra un’impresa impossibile trovare un tabacchino o un edicolante che abbiano quaderni & co. Ne giro uno, due, tre… e poi decido di cambiare zona, dopo l’ennesimo scuotimento di capo alla mia richiesta di materiale da cancelleria. Chiedere carta e penna in questa città sembra essere diventata una richiesta stantia, come se cercassi un calamaio e una pergamena!

Arrivo al parcheggio di “Dive & Divine” (la mia super-parrucchiera) e facilmente trovo posto. A questo punto, essendo quella una zona che conosco e in cui vive una mia cara amica, la penso, invitandola con il pensiero a un caffè, annuncio che non oso proclamare apertamente per via dell’orario impossibile (se mi capitasse un’amica alle otto e mezza di mattina, farei fatica anch’io a riceverla!). Inforco comunque la via dove vive “Lu” (la mia amica), e proseguo guardando i negozi che ad Abano Terme, essendo mèta turistica, aprono quasi tutti alle 10.00. Storco il naso per via di una vetrina con una vestaglia davvero strepitosa che avrei voluto provare (meno male che il negozio era chiuso, una ecologia salubre per il mio portafoglio e una cosa inutile in meno appesa al gancio del muro della mia stanza da letto!) e, mentre sollevo lo sguardo, vedo riflessa sul vetro del negozio di lingerie una tabaccheria con articoli vari esposti e già attiva. Mi catapulto tutta contenta dentro al negozio e con riserva annuncio ciò che mi occorre. La signora gentilmente mi serve e risolve con un quadernetto e una penna la mia richiesta; con zelo prova la penna che funziona immediatamente, scorrendo fluida sulla carta appoggiata al banco.

Esco, augurando una buona giornata e mi incammino rapida immergendomi nei rumori della strada. Arrivo al parcheggio e, dopo aver valutato negativamente una panchina sotto a un boschetto (per via della giacca bianca che indosso), decido di scrivere nel tranquillo abitacolo della mia auto, confortata dall’attenuazione di rumori che l’ambiente offre. L’idea si snocciola rapida, anche perché già sapevo cosa volevo scrivere (l’argomento era arrivato diversi semafori indietro!), e inizio con la mia solita frase con cui apro il blog: “Caro viandante …”.

Alla seconda unità di parole la penna smette di scrivere: prova e riprova… niente! Eppure la signora si era sincerata che la biro scrivesse, scarabocchiando proprio davanti al mio naso, lì, sul suo bancone… A questo punto era una questione di principio: l’idea spingeva forte perché voleva uscire e prendere forma nel nuovo post. Chiudendo l’auto, mi incammino nella via dei negozi ed entro nell’edicola facendo presente il disagio: la signora si precipita a farmi scegliere un’altra penna e mi chiede se sono una giornalista.

Dando una larga infarinatura su ciò che tratto, vedo il viso della creatura che ho davanti illuminarsi tutto e scopro in pochi istanti che si interessa di energie sottili; è una signora molto creativa e sensibile, attiva anche nel sociale con gruppi di lettura e vincitrice di diversi premi per la stesura di racconti con contenuti spirituali ed etici. Mi dice, dopo esserci accordate di darci del “tu”, che si chiama Franca e che non è un caso che la mia penna non scrivesse, che sono stati gli angeli…

Io dentro di me rido tanto, perché la corrispondenza cosmica è troppo comica con me! Una signora mai vista mi dice tutto questo, svela la sua fede sulle coincidenze, proprio a me, che ho scritto un libro che si chiama Sincronicità e ho girato un docu-film che parla di Sincro-Destino?! Mi invita nel suo gruppo di lettura e porta l’attenzione a un racconto che parla di energie cosmiche e mission dell’anima, proprio a me che ho scritto un libro che aiuta ad alleggerire le valigie pesanti per andare incontro al progetto dell’anima (Progetto Anima)? Poi, con infinita tenerezza, aggiunge: “Perché, sai, sono sensitiva!” … proprio a me che attrezzo da quando ho aperto gli occhi le persone al collegamento con il loro Sé?! Insomma, cosa potrei fare, oggi, mio caro viandante, se non condividere con te il suo e-book?

Ma prima voglio dirti: com’è bella la vita!  I messaggi cosmici che arrivano costanti, la gente che inizia ad aprirsi all’invisibile per chiamata, i doni dell’universo abbondanti e sempre sorprendenti! Non mi abituerò mai! Voglio sempre, sempre continuare a stupirmi! E pensare che spesso le persone mi dicono che sono fortunata a fare questo lavoro-missione, che sono una privilegiata ad avere il cosmo così addosso… Sai cosa credo, viandante? Penso che il cosmo possa parlare fin che vuole con noi ma, se non siamo accesi, non sentiamo in alcun modo! Se non si è nel flusso, se si tengono i sensori chiusi, voler sentire la direzione consigliata da parte del cosmo a questo punto è fuori discussione: si tratta di uno spreco di energie e di sostanza che risulta utile tanto quanto un monopattino per un pesce rosso!

Mi vedo non tanto una privilegiata a cui il cosmo parla, ma una tizia che tiene occhi e orecchie aperte, cuore agile e mente possibilista a portata di testa! Ecco che, se si è accesi, accade anche l’in-più, quello che non era necessario, il fatidico “grasso che cola”… Esco volando dall’edicola e, giunta al primo incrocio, incontro Lu, la mia amica a cui pensavo appena arrivata, che mi dà un paio di colpi di claxon: “Beep-beep!”. Mi giro e un “ciao!” esce dalla sua auto… Che bella la vita!

La giornata scivola poi tra doni cosmici e numerose buone notizie… ma non vorrei toglierti la voglia di attivare i tuoi stessi sensori, affinanare i sensi e accogliere le tue buone nuove!

Caro viandante, eccoti il racconto di Franca, che buon pro ti faccia! E se ti è piaciuto, ricorda di lasciarle un commento!

Dal racconto inedito L’armonia di Letizia
di Franca Fasolato, recensito da Nicla Morletti nel Portale Manuale di Mari.

La notte ha calato la sua guancia nera sulla terra, la luna illuminata rischiara i bianchi mandorli in fiore, i ciliegi fioriti, le rondini assonnate, le gemme dischiuse e i giardini profumati. Le stelle più giovani danzano nel cielo attorno alla polare, mentre le altre rigorose disegnano l’orsa maggiore e minore.
La collina verde e lussureggiante tace, dorme. Le ore scandiscono il tempo da milioni d’anni senza stancarsi.
I pianeti sorridono all’universo, mentre gli uomini vivono e combattono ogni giorno le loro scoperte, fatiche, angosce, contraddizioni, felicità e infelicità, tematiche irrisolte, ambizioni, verità e menzogna d’ogni tempo.
Il Potere Creatore, forza potente unificatrice d’ogni forma di vita, che in ogni religione e cultura cambia nome e volto ha prestabilito così, sottomettendo l’uomo sin dalla notte dei tempi e la sua vita ai Poteri Regolatori Cosmici garantendo così l’unità dell’universo stesso per non ritornare nel caos originale.
Solo Lui, unico impenetrabile mistero da miliardi di anni, rimane lo stesso codice segreto cercato e temuto, perché niente può contrapporsi a Lui.
Ad un tratto il firmamento s’illumina, i pianeti si spostano, le stelle non danzano, ma cantano nel rumore dei tuoni dei fulmini, la luna arrossisce le guance, il sole da ovest si dirige di corsa ad est per sorgere. Questa infinità di mini-esplosioni sconvolge fortunatamente per poco tempo l’ordine perfetto cosmico. Inspiegabilmente, dopo poco, tutto come una magia, si riordina nel suo insieme, per competenze e divisione.
Dentro al buio della notte è ancora silenzio, ma il grido di dolore e gioia di una madre partoriente squarcia le finestre e le porte, il tetto di una semplice dimora per abbracciare e ringraziare il sole, la luna, le stelle e i pianeti.
È nata Letizia una bimba dolce, bella, bruna, che dopo il pauroso pianto dona già il suo sorriso alla vita, al Creatore a Colui che l’ha rivoluta nel mondo.

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30/09/13
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