Alchimia Urbana

In questo spazio cercheremo di sviscerare alcuni punti nodali del pensiero Alchemico, mettendone in chiaro, fin dove ci sarà possibile, le più intime dinamiche. Sfateremo anche quei luoghi comuni, che ben lungi dal voler nascondere l’operatività alchemica, ne hanno oscurato e inquinato l’immagine; infatti il segreto dell’alchimia, se segreto c’è, si è sempre custodito da solo…

Pascal Fabio Patruno

Pascal

14.IO RESPIRO, IO ESISTO – suggerimento operativo N°5

Una delle metafore dell’ Alkaest è il Vetriolo. Il Vetriolo era il nome dell’Acido Solforico nell’antichità, per inciso è attribuita la sua scoperta a Ibn Zakariya al-Razi, un alchimista Arabo del IX Secolo. Lo produsse distillando a secco minerali di Ferro e di Rame. Già, il Ferro , Marte , e il Rame , Venere. Anche per questo si dice in Alchimia che:

“chi non ha M-arte non può fare l’Arte”

Ma anche, in Astrologia, la posizione di Venere è indicatrice di Trasformazione e Iniziazione nell’analisi se Essa è Vespertina o Mattutina.

L’Acido Solforico, il Vetriolo, era ed è il simbolo, la metafora del Solvente Universale, quel Solvente che è in grado di Solvere qualsiasi Influenza Maggiore, come l’Io Tiranno, il re che comanda la nostra vita, con le sue regole, i suoi decreti, i suoi editti, le sue tradizioni. Consuetudine e ripetizione. Il Vetriolo era usato nei lavori di Metallurgia, e in Alchimia Spirituale rappresentava la stessa azione corrosiva sul piano della persona e non più dei Metalli, ma dei “Metalli” della persona, Chakra, Ghiandole, Aree e rispettivi significati.

Per arrivare all’Acido Solforico devi partire dalla metafora dell’Anidride Solforosa S+O2, ovvero S lo Zolfo e O2 l’Ossigeno… seguimi attentamente… hai trovato lo Zolfo Volgare? Hai riconosciuto che sei Tu quello Zolfo? Hai compreso che questa consapevolezza non deve generare disgusto o ribrezzo nei tuoi propri confronti? Ma che al contrario deve stimolarti un’urgenza verso te stesso più simile alla compassione e all’ Amore che non all’ autocritica? Bene, ma sii sicuro di non procedere prima…

L’Ossigeno, O2, è la tua respirazione, quella spontanea di quando dormi, ma in stato di veglia. S, sei Tu, pregno di quanto detto. Respira, come nello ZEN, respira e basta, senza pericolose iperventilazioni o pause, lascia che il Corpo respiri, non sei tu che devi respirare! Così operando avrai l’archetipo dell’Anidride Solforosa, SO2, se continui, se sarai costante, centrato, regolare, propositante, sarà come aggiungere una nuova parte di Ossigeno, che invero appartiene all’Ariete, dove il Sole si esalta e dove l’Ossigeno ha dimora, e avrai quindi l’Anidride Solforica, SO3. Se continui, se il tuo respirare non è vano od un mero esercizio pneumatico, ma vi aggiungi Passione moderata, sensibilità, propriocezione corporea, se il tuo respirare sarà in definitiva un atteggiamento Nutritivo, verso te stesso e tutti i tuoi prossimi, se avrai conoscenza ed attitudine insomma a Nutrire, dare senza il bisogno di ricevere, non perché è morale, ma perché è una legge, bene, allora avrai conquistato anche il segno della Luna, il Cancro, l’Idrogeno, l’H2; un Atomo di H per aver nutrito te stesso, un Atomo di H perchè nutri il mondo. La Somma è H2 + SO4 , l’Acido Solforico, il Vetriolo, L’Alkaest.

Ovviamente quanto descritto non spiega e non mette in luce ciò che di straordinario avviene in noi in questi processi, è incomunicabile, soggettivo e, nell’uguale, sempre diverso. Ci vuole Temperanza, Calma, Azione, altrimenti, come quando per fare in fretta alzi la fiamma sotto la pasta, si scotta e diviene cattiva e alterata. La pasta la puoi rifare, tu devi rinascere. Tuttavia nessuno spavento, per farsi male, ci vuole molto impegno a meno di non giocare con le energie sessuali, di cui non parleremo essendo quell’ambito periglioso.

Tutto lo ZEN, è scienza dell’Alkaest.

continua

11/06/08
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