Alchimia Urbana

In questo spazio cercheremo di sviscerare alcuni punti nodali del pensiero Alchemico, mettendone in chiaro, fin dove ci sarà possibile, le più intime dinamiche. Sfateremo anche quei luoghi comuni, che ben lungi dal voler nascondere l’operatività alchemica, ne hanno oscurato e inquinato l’immagine; infatti il segreto dell’alchimia, se segreto c’è, si è sempre custodito da solo…

Pascal Fabio Patruno

Pascal

9.DIARIO DI ALCHIMIA N° 3

Pensandoci, avere un “Campo”, Sigillare il Vaso, è la cosa che ho cercato di più, da prima di conoscere l’ Alchimia; era come una necessità, fin da giovanissimo, e ancora oggi è una priorità.

L’equazione è: se sei molto Sensibile e abbastanza presente, d’istinto, cerchi di formarti un Campo… altrimenti il mondo, con le sue correnti, finisce per divorarti.

Ho iniziato a sentire un po’ di Sigillo, quando ho compreso, con stupore, che tutto ciò che mi accade è una “sceneggiatura”, che ogni cosa intorno a me è rappresentativa di un immenso Teatro; quando ho scoperto che Teatro viene dal greco Vedere, e che Persona, io sono una Persona, vuol dire Maschera. L’Attore non deve confondersi con il personaggio!

Oltre alla sensazione di profonda libertà che un “accorgersi” simile comporta, a fatica ho dovuto accettare che non è buona cosa svelare alle altre Maschere questo nuovo stato, poiché si irritano, non capiscono, diventano ostili. Meglio stare al “copione”, magari recitare male, come attori meno bravi, a che la “serietà” dell’altro si sgonfi. Immaginate di essere sul palco e di recitare, e nel corso di una battuta guardare il vostro collega attore con occhi normali, diversi dal pathos che il copione richiede… potreste addirittura liberarlo.

Tuttavia è un lavoro da giganti, anche perché certe consapevolezze si formano non nella mente, che solo le coordina e favorisce, ma nell’ esperienza. Puoi camminare libero e veder lievitare il tuo Campo, rafforzarsi il tuo Sigillo, solo se hai superato vecchie reliquie come l’inganno della Morte*, se hai risolto il bisogno di affermarti, se hai raggiunto la maturità sessuale, se studioso, hai imparato a porti le giuste Domande.

A volte cammino attraverso le mie stanze verso l’accensione di un incenso, e mentre cammino, dopo anni di Tai Chi, sento potenza. Quando intorno a me si agitano le acque, mi scaturisce un sorriso, la consapevolezza del relativismo di questo agitarsi, l’inconsistenza dei motivi, la certezza della memoria corta o alla peggio i dinamismi del Karma; non ne sono coinvolto. Quando faccio incubi o il cielo degli eventi si incupisce scelgo la nostalgia, quella dolce, mi coccolo nell’attesa, osservo come quando guardi l’arrivo di un temporale, un fenomeno naturale; percepisco la fatica del Divino, che cresce, si esprime, si manifesta, in una moltitudine di forme che alla nostra latitudine evolutiva passano il loro tempo a divorarsi: Uccelli, Pesci, Animali, Rettili, Uomini.

I Saggi dicono: Dio ci dà un Senso – l’Uomo, elevandosi, dà un Senso a Dio.

Diversamente, quando sono di fronte alle influenze Maggiori, è spavento, il mio Vaso si crepa, sobbalza: vedere un pestaggio, percepire uno stupro, la cattiveria dei gesti, l’effetto della paura, le parole ingiuste, e mille altre cose che nel sopraffarmi mi indicano un Sigillo incompleto, un “Campo” che è ancora per molti versi un colapasta. Quindi incessantemente al lavoro, cercando di “Sigillare” i confini del Tempio.

*si legga tutta l’opera di Anne e Daniel Meurois-Givaudan, in proposito, Terra di Smeraldo.

 

3/06/08
PASCAL-OK

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