Alchimia Urbana

In questo spazio cercheremo di sviscerare alcuni punti nodali del pensiero Alchemico, mettendone in chiaro, fin dove ci sarà possibile, le più intime dinamiche. Sfateremo anche quei luoghi comuni, che ben lungi dal voler nascondere l’operatività alchemica, ne hanno oscurato e inquinato l’immagine; infatti il segreto dell’alchimia, se segreto c’è, si è sempre custodito da solo…

Pascal Fabio Patruno

Pascal

18.DIARIO DI ALCHIMIA N°6

Seguendo la Tradizione dell’Anonimato, espongo una pagina di Diario di un mio “compagno” di percorso:

<<Avevo 18 anni, ero attratto dal Nord, dai vikinghi, dalle Rune e dagli Elfi; dalla Scandinavia. Viaggiavo tra treno e autostop per raggiungere Capo Nord e guardare il Mare illuminato da un sole che non tramonta. Sentire l’asse terrestre, il suo Magnetismo. Per sentire e trovare il Mio Asse.

Tanta era l’intenzione che quell’Asse lo trovai molto prima, a Malmo, in Svezia, nel suo Parco, il Pildammsparken. Mi sedetti su una roccia, quieto, piacevolmente corroso dall’atto di viaggiare da solo, la mente sgombra e potente per il silenzio verbale indotto dalla lingua straniera. Dietro e accanto alla mia roccia scorreva un torrentello. Accucciato cominciai a scandire una versione personale, semplificata, del Padre Nostro, sottolineando i passaggi che Lo vedono sia in cielo che in Terra nel riempire tutte le cose, Onnipervadente. Nel fare ciò, istintivamente, come guidato, iniziai a voler distinguere tutte le voci del torrentello che mi passava accanto e dopo pochi istanti…le voci dell’acqua presero “voce”, ripetevano come un coro di voci bianche quello che nella mente andavo Pregando; non era una proiezione come se ne vivono tante, ma un esperienza tremendamente reale che si concluse con una sorta di lacerazione, un rumore esplosivo nella testa e a seguire un OM, possente, grave e acuto al contempo. Luce, Gioia, Amore.

L’indomani fu una delle giornate più tristi della mia vita, buia, greve, per la differenza vibratoria tra i due stati, il mio naturale nel quale ero ripiombato e quello sperimentato. Solo la maturità e la conoscenza, nel tempo, mi insegnarono a gestire queste “differenze di potenziale”

Dieci anni dopo, alle 12.25 mi sedetti in Preghiera, immaginai il Cosmo, pronunciavo la Parola Cosmo, me ne riempivo la bocca, come fosse Luce, infinitamente Grato, solo Gratitudine. Durò poco, 5 minuti, alle 12.40 ero al buffet dell’albergo sul mare dove lavoravo, e sedutomi al tavolo con il mio piatto…mi son dovuto alzare, lasciare li tutto, preso dai singulti di un pianto potente e dolce, un pianto di Gioia senza oggetto, senza motivo. Son corso tra le piante,in mezzo ai fiori, sotto il sole di un Giugno pieno di sole, il cielo blu come Giove, il Mare che muoveva salmastro iodio e testosterone, il vento caldo. Mi fermai in mezzo ad un cerchio di piante e fiori e mentre piangevo di una gioia incontenibile senza motivo, non sapevo più se ero io che guardavo o se fossero le cose a guardarmi…o se mi guardavo dalle cose. Quel Cosmo che ho “osato” ringraziare aveva risposto!>> IR

Ringrazio IR che con il suo intervento, con il suo Diario, ha sottolineato le caratteristiche del pregare secondo l’Alchimismo.

continua

25/06/08
25giugno

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