Alchimia Urbana

In questo spazio cercheremo di sviscerare alcuni punti nodali del pensiero Alchemico, mettendone in chiaro, fin dove ci sarà possibile, le più intime dinamiche. Sfateremo anche quei luoghi comuni, che ben lungi dal voler nascondere l’operatività alchemica, ne hanno oscurato e inquinato l’immagine; infatti il segreto dell’alchimia, se segreto c’è, si è sempre custodito da solo…

Pascal Fabio Patruno

Pascal

4.L’ATANOR: I CORPI SOTTILI

Il termine Atanor viene dall’uso “gergale” che gli Alchimisti facevano del Geroglifico Egizio :

At – Casa

N – energia

Or – Horus, uno degli aspetti del Sole

Quindi: Atanor – La casa (contenitore, vaso, recipiente, calderone) delle Energie Solari

E’ sempre da questa etimologia che possiamo dedurre termini come Misticismo, Mistico o Miste.Anche l’inglese Master e l’ormai improprio Mister.

L’Atanor è il contenitore per definizione. L’Atanor contiene un Misto di elementi.

In tutte le operazioni, da quelle profane e quotidiane fino a quelle più metafisiche e simboliche, l’Atanor Contiene: i Metalli per la Metallurgia, le Piante per la Spagiria, gli ingredienti di un risotto in cucina; non ultime, le sostanze di cui è costituito l’Uomo! Mistico non è quindi qualcuno che “sta un po’ per aria”, dialogando con imprecisate energie o realtà inaccessibili, ma piuttosto chi sta operando delle trasformazioni al suo interno .

Il Bruco, quando si fa Crisalide, Atanor, diventa Mistico, perché nella Crisalide porta in soluzione tutti i suoi confini di Bruco, rinunciando a ciò che era, in favore di un nuovo corpo e di nuove possibilità: la Farfalla .

Mistico è colui che come il Bruco ha mangiato la Foglia…

… il Bruco ha capito che tutto ciò a cui va incontro attraverso la sua forma ordinaria sono solo Foglie; un giorno se ne accorge e scopre di essere un Atanor dentro al quale si mischieranno, miste, tutte le sue strutture, e per farlo si appende a testa in giù, come a ribaltare la sua visione del mondo, cambiare rotta, punto di vista, direzione. Nell’Uomo accade lo stesso processo, mangia la Foglia, capisce l’impossibilità dell’avere, il rumore del potere, la necessità dei cicli, l’illusione e i suoi meccanismi.

L’Alchimista si rende conto, come un attore che perde la battuta, che tutto è sceneggiatura, determinismo, meccanismo; si accorge di non reagire più, quantomeno come prima. Sente di essere dentro qualcosa, dapprincipio il corpo: si chiede ad esempio quale sia il suo vero volto, si sorprende a comportarsi secondo eredità famigliari “così interpreto mia Madre, così esprimo mio padre”. Percepisce di essere dotato di una particolare vitalità, l’etere, così come di reazioni emotive, quasi autonome, reattive. Poi è la volta dei pensieri che con sorpresa scopre non essere suoi, ma in affitto, in altre parole scorge che più che pensare aderisce a pacchetti idealistici preconfezionati dalla società che lo informa. Al massimo rielabora o riconsidera badando a non stravolgere troppo l’opinione generale, pena la muta esclusione.

Finalmente scopre il silenzio, la sua musica e la sua necessità, ma anche il potere dei suoni e della parola, la responsabilità delle parole… E’ come covare, pregare, meditare… finalmente l’orgoglio si trasforma nella sua ottava superiore: la Fierezza! La Fierezza di essere centrati, stabili, continui, impermeabili.

Non “Chiusi o Indifferenti”, ma Agenti e Autonomi. Allora l’Atanor si fa terso, limpido, cristallino e finalmente giunge il Senso di Essere ; il nostro cielo, ovvero la nostra Aura, diradate le nubi, inizia a cogliere i primi bagliori del proprio retaggio, della propria antichità, ritorna la memoria, iniziano i lavori .

continua

22/05/08
04_goccia

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