Alchimia Urbana

In questo spazio cercheremo di sviscerare alcuni punti nodali del pensiero Alchemico, mettendone in chiaro, fin dove ci sarà possibile, le più intime dinamiche. Sfateremo anche quei luoghi comuni, che ben lungi dal voler nascondere l’operatività alchemica, ne hanno oscurato e inquinato l’immagine; infatti il segreto dell’alchimia, se segreto c’è, si è sempre custodito da solo…

Pascal Fabio Patruno

Pascal

ARRIVEDERCI

Arrivederci

È stato molto bello conversare con voi, avere la possibilità di argomentare di Alchimia senza troppi veli. Ringrazio tutti i Mittenti delle numerose mail che mi sono giunte, con il loro calore, la loro intesa e l’implicito ringraziamento. Ringrazio vivamente la Redazione che è stata fantastica, rapida, paziente, efficiente, qualitativa.

Ringrazio gli Autori degli altri Blog, che pur non conoscendoli li ho sentiti “vicini di stanza”, in un viaggio di divulgazione comune, su frequenze apparentemente diverse ma, fondamentalmente le stesse, in quella molteplicità di linguaggi necessaria per raggiungere tutti.

Per chi volesse continuare questo percorso di Alchimia vi segnalo che questo blog continuerà sul sito www.alchimiaurbana.it con cadenza settimanale, e dal vivo con il percorso di Meditazione e Alchimia che da Ottobre a Giugno si terrà presso la sede Milanese.

Vi lascio con la frase che dell’Alchimia Amo di più:

“FESTINA LENTE”

*affrettati lentamente

12/09/08
OGGI120908

33.IL LABORATORIO DELL’ALCHIMISTA

Un tempo, nell’Egitto dell’Antico Regno dell’Era del Toro, quando i Leoni erano domestici e tutta la società Egizia viveva un’intensa Alchimia quotidiana, l’Armonia era tale che i neofiti erano costretti a crearsi situazioni negative, sì da trasformarle! Poi, la progressiva caduta dell’Uomo ha fatto in modo che non si dovesse più crearle, ma coglierle, semplicemente dal tessuto quotidiano, ormai dalla caduta, di negatività intriso.

Il Laboratorio, tuttavia, ieri come oggi, è sempre stato costituito da Tre Stanze o Luoghi: una prima Stanza dedicata all’Alchimia Verde, quella botanica, ovvero la Spagiria; una seconda Stanza dedicata alla Metallurgia e una terza Stanza, la più importante, all’Alchimia Spirituale. Tralasciando per un attimo le prime due Stanze, parliamo della terza, quella inerente alla trasformazione dell’Uomo.

È Laboratorio “dell’Uomo” qualsiasi luogo ove si pratichi l’intenzione di elevarsi. Una Cattedrale, una vecchia Chiesa (queste sono particolarmente adatte quando vuote), un Dojo, un prato, l’ombra di un albero, un tappeto, il comodo schienale di un letto, la sedia archetipica che ovunque ci accoglie, specie quelle senza braccioli, ma anche, le piante dei piedi o la maniglia unta del tram e della metropolitana…tutti luoghi adatti, specialmente se inaspettati, non programmati – in ogni programmazione vi è una farsa, una recita, un che di pomposo che spesso rovina tutto.

Tutto il problema sta nel comprendere la differenza tra Programmazione e Organizzazione: Programmare è sterile, freddo, simmetrico, asciutto, secco, come un fastidio in gola, un arsura. Organizzare è Organismo, insieme funzionale di cose diverse, senza simmetria, imprevedibile ma regolare, continuo ma senza ossessione, Organico. La tendenza dell’Uomo, se fossimo etnologi venuti da un altro pianeta, la descriveremmo come estrema, sbilanciata, o tutto senza realizzare nulla, o un niente per dissolverci di volta in volta, senza sapere, senza capire, senza uno straccio di ricordo di chi o cosa siamo, o da dove o verso cosa andiamo.

Il Prete, il Monaco, lo Yogi, il Santone, l’Eremita, il Sannyasi e tanti altri, si perdono o si addormentano nella programmazione della loro Liberazione, nella trama dei loro Dogmi e questo non urti nessuno, poiché coloro che veramente sono noti per essere Tali, sono poche centinaia per secolo – troppo pochi anche volendo considerare il precetto Paracelsiano del “tutta l’Uva non è il Vino” – tutti gli altri, milioni, cadono nella reti dell’entropia, della contraddizione, del trauma, della vecchiaia ecc. La stragrande maggioranza invece, l’uomo ordinario, vegeta attorno alla fonte erogena del desiderio inappagabile, invisibile, tra miseria e nobiltà, con qualche quarto d’ora di celebrità e sacralità.

Pochi si Organizzano, diventando Organismi senzienti, trasgressori di ogni programmazione; eppure il Cristo stesso come anche il Buddha hanno parlato dell’Unicità di ogni Essere indicando che la Via siamo noi e che non ci sono regole, ma solo un Sole da scoprire, irripetibile, che si organizza da se stesso abbandonata l’inerzia a sinistra, i dogmi e le regole a destra.

Il Laboratorio è quindi ovunque ed in qualsiasi momento, l’Uomo stesso è il Laboratorio, ogni frangente della vita, ogni scenario o sceneggiatura, ogni clima, ogni istante… l’Alchimista chiede in modo diretto al Divino di palesarsi ad ogni dove per dissetarsi della Presenza, quell’elemento di Gioia che è Materia prima.

Bisogna imparare a produrre quel nettare psicotropico, da suggere con tutto il nostro essere, in ogni situazione, luogo o stanza. Ricordo ancora una “Cresta d’Onda” di qualche anno fa, con la chiave nella fessura, sul pianerottolo, come se quella chiave fosse la “Chiave”, un pomeriggio come tanti, tra mille problemi, ma il Laboratorio era “aperto”, e quella sensazione durò forse 10 minuti…in piedi, sotto una luce al neon, senza che il suo squallore potesse raggiungermi; solo la voce e il colpetto sulla spalla della mia vicina mi ridestarono << si sentirà mica male né?>>

Ecco, la Via degli Alchimisti, trasformare il quotidiano in Sacro, cominciando da dove si può e da ciò che si è in grado di intendere, ora e subito, perché anche se il tempo e la distanza sono un illusione, lo sportello chiude alle 12.

continua

9/09/08
LABORATORIOPASCAL

32.PROMETEO SUGGERIMENTO OPERATIVO N°12

Se tralasciamo le Vie Secche, quelle del Servizio e della Risolutezza, Vie per altro ben poco accessibili se non vi si nasce, rimane all’Operatore l’indagine accurata della sua natura costitutiva. Questa indagine è possibile solo attraverso lo strumento dell’Astrologia; attraverso la propria carta natale di nascita è possibile stabilire quali sono le Forze Elementari che ci caratterizzano e anche la loro relativa qualità. Ma andiamo per gradi: per non incorrere in errori banali bisognerà guardare in quali Segni/Elementi cadono i 7 Pianeti sacri delle Tradizioni Astrologiche, in altre parole i 7 Pianeti visibili ad occhio nudo, includendo nel computo il Sole, che è una Stella e la Luna che è un satellite. Avremo così:

Saturno – Giove – Marte – Sole – Venere – Mercurio – Luna

…ovvero i 7 Metalli, le 7 ghiandole Endocrine, i 7 livelli della tavola periodica, i 7 orbitali dell’Atomo, le 7 cristallizzazioni per assi reciproci e non ultime le 7 note, colori, chakra ecc…

7! Un numero ossessivo non trovate? Ma non usciamo dal seminato e tornando alla nostra costituzione, dicevamo, dobbiamo guardare in quali Segni si trovano questi Pianeti e quindi in quali Elementi, essendo i Segni aspetti di questi Elementi: il Fuoco per l’Ariete, il Leone, il Sagittario la Terra per il Toro, la Vergine, il Capricorno, e così via. Potrei trovarmi con ben 4 o 5 pianeti in Segni di Acqua e nessuno nel Fuoco o quant’altre combinazioni possibili che mi indicheranno quale “tessuto Elementare” mi informa maggiormente… nel bene e nel male. Vien da sé, infatti, che ogni eccesso (che comporterà altrove un difetto), sarà foriero di qualità esaltate ma al contempo appunto eccessive; troppa Aria dona Intelligenza e Filosofia, ma se vi è ben poco Fuoco, Elemento Agente, la parola non sarà mai Atto; oppure troppa Aria e poco o niente di Terra mi darà sempre Intelligenza e Argomentazione ma al momento di Concretizzare i fatti… solo parole, chiacchIere.

Oltre agli eccessi si considera anche la qualità di un Elemento, infatti, se mi ritrovassi con 2 pianeti in Terra, dovrò valutare quali Pianeti sono in quella condizione, cioè a dire: come sta quel pianeta in quel Segno, a prescindere dall’Elemento? Per spiegarci meglio e tentare un miracolo di sintesi, possiamo dire che una delle regole fondamentali dell’Astrologia è la Dignità di un Pianeta, ovvero, un Astro può essere molto positivo quindi in Domicilio o Esaltazione oppure Neutro e quindi Peregrino, oppure ancora può essere negativo se in Esilio o Caduta; Marte a titolo di esempio è forte in Ariete, Scorpione e Capricorno così come è debole in Bilancia, Toro e Cancro, nei restanti Segni è mediano e quindi “dipenderà” di volta in volta…

Torniamo all’argomentazione precedente: se i miei 2 pianeti in segni di Terra erano Marte in Capricorno che è buono e, la Luna in Toro che è altrettanto buona, vorrà dire che i miei Istinti, calcoli, ragionamenti, praticità e concretezze – valori relativi alla Terra – saranno buoni e qualitativi, e ci potrò contare. Diversamente, quando i Pianeti che occupano un Elemento sono a disagio, perché in esilio o in caduta, le qualità relative a quell’Elemento saranno negative ovvero poco funzionali, squilibrate e distoniche.

Certo in 2 righe sembra complicato, ma non lo è affatto, ci vuole solo un po’ di pazienza e capire che l’Astrologia è lo strumento più trasparente che l’Umanità ha sempre avuto a disposizione per conoscersi, infatti, Essa rappresenta la costituzione Energetica, Eterica e Simbolica di tutta la nostra persona. L’Astrologia non è un Metodo! L’Astrologia è Natura!

Il problema è riuscire a coglierla rifuggendo dalle eresie moderne, e per inciso, nel calcolo che vi ho suggerito non contate i Pianeti Lenti, non visibili ad occhio nudo: Urano – Nettuno – Plutone.

Questi sono sì importanti in un Tema ma solo quando congiunti ai 7 classici, oppure in condizioni di transito; i tre Pianeti tran saturnini sono insomma fuori dal computo naturale dell’Uomo Attuale, volendo dire che non abbiamo Chakra o Ghiandole* che li facciano risuonare dentro di noi, sono, infatti, Pianeti ad azione Esogena, Esterna, influiscono solo da fuori, creano un’atmosfera intorno all’Individuo. Non agiscono dall’interno. Eccezionalmente funzionano molto bene nei Temi di Personaggi di portata pubblica, storica, mondiale, poiché quest’ultimi diventano veicoli dei destini collettivi, ed è appunto il collettivismo o Astrologia Mondiale l’ambito della loro funzione. Plutone impiega 250 anni circa a girare intorno al Sole, non ci circumnaviga, si accosta di poco alla nostra gonna; ci indica solo che nasciamo in un certo periodo e che da questo saremo in qualche modo influenzati. Ma sarebbe un discorso lungo e questa non è la sede. Calcolate i vostri Elementi con 7 Pianeti.

Prima di concludere, come da indicazione nel Video relativo a questo argomento, in stato di lavoro meditativo cercate prima un vostro Istinto… e lo sentirete salire dal basso. Cercate poi un Emozione… e la sentirete fluttuare intorno a voi in zona toraco-addominale. Poi è la volta del Pensiero… pensate e percepirete il pensare espandersi e prendere lo spazio maggiore intorno alla vostra persona dalle spalle in poi. …ecco, fin qui lo sapevate già e se non lo sapevate vi sarà sembrato comunque logico e normale. L’ultimo Elemento, quello più vicino alla nostra origine, il Fuoco, ce lo hanno portato via, nel senso che ad Esso non siamo stati educati: il Fuoco, infatti, non si espande più dell’Aria dei nostri Pensieri, anche in Natura se il Fuoco si espande troppo si disperde perché sempre dalla terra viene generato, e la sua forma a pancia che si risolve acuiforme verso l’alto è preziosa indicazione. Se dallo spazio largo e cieliforme dei Pensieri cercate di salire vi accorgerete che il vostro campo visivo/percettivo tende a verticalizzare e restringersi. Ecco la è il Fuoco, è alla portata di tutti, e quello che sentirete è una forza centripeta, come una Focalizzazione, che vi farà sentire… esatto sentire, proprio sentirsi; si avrà la sensazione di Essere e Volere.

Quello stato, sradicato dalle chiese e dai poteri, è il Fuoco che Prometeo rubò al Sole e agli Dei per donarlo agli Uomini… ma c’è un errore, Prometeo voleva solo restituirlo, non donarlo, perché quel Fuoco è la nostra Realtà o Natura Originaria.

5/09/08
32_prom

31.I 4 ELEMENTI O SOSTANZE

Se ne attribuisce ad Empedocle la classificazione, ma in realtà erano già noti, anzi, lo sono sempre stati; diciamo che i Greci sono quelli che ne hanno parlato in un linguaggio dialettico e quindi più vicino al nostro.

Solida la Terra, Liquida l’Acqua, Gassosa l’Aria, Igneo il Fuoco.

Nessuno di questi elementi tuttavia è allo stato puro: la Terra è umida e quando è secca porta in sé comunque microparticelle di umidità, solo il diamante e qualche altra eccezione ne sono quasi del tutto privi. L’Acqua porta in se la Terra, è minerale e quando è distillata ci ha messo le mani qualcuno o qualche strampalata singolarità… e quindi non vale. L’Aria per quanto possa essere secca porta sempre nel suo grembo l’umido, e in un pianeta costituito per il 70% d’Acqua è altamente improbabile trovare un Aria completamente secca. Il Fuoco è invece Singolare per natura, non porta nulla dei suoi fratelli Elementi in se stesso… tuttavia è dalla Terra che viene generato e dall’Aria alimentato, mentre crepitando scaccia l’Acqua di cui la Terra e l’Aria erano intrise.

Per la Cina Antica, ad immagine del nostro Eraclito, tutto scorre: il mondo, la Vita Tutta, era percepita come una VIA, la Via, il Tao, e mal sopportavano che qualcosa fosse fisso, sì da dare Movimento agli Elementi circostanti, modificandone inevitabilmente Natura e classificazione.

WU XING gli hanno chiamati, 5 Camminamenti! Ovvero Movimenti: l’Acqua scende, il Fuoco Sale, il Legno cresce dal basso, il Metallo o ciò che è prezioso cresce dentro verso l’interno. La Terra è piano e luogo inerziale, la circostanza o evento che permette agli altri di esistere e comportarsi.

Tornando alle nostre longitudini, l’Alchimismo ha significato i nostri 4 elementi in molti modi, non ultima la comparazione, più moderna, con le 4 forze chimiche fondamentali: Ossigeno, Idrogeno, Azoto, Carbonio. L’Ossigeno è solare, Igneo, vicino al Fuoco e ai suoi processi intimamente legato; l’Idrogeno è Lunare, simile all’Acqua, da esso per la maggiore costituita; l’Azoto è Mercuriale, elemento principe non solo dell’Aria stessa ma anche di ogni processo di scambio e trasformazione. Il Carbonio è Saturnino, centripeto, coagulante, quindi terrestre, e sua è infatti tutta la chimica del Carbonio, chimica della vita e delle cose ponderali, tangibili.

La Quadruplicità in Natura è ovunque riscontrabile, basta cimentarsi di poco in una attenta analisi di ciò che ci circonda per vedere il 4 ovunque presente. Si pensi solo alle 4 basi azotate che fanno da perno al DNA, codice genetico.

Speciali e centrali sono comunque le analogie che l’Alchimismo ha descritto tra psichismo ed Elementi: al Fuoco il Volere, l’Essere e l’Intendere; all’Aria, il Pensiero, l’Argomentare e l’Astrarre; all’Acqua la Percezione, il Sentire, l’Emozione; ed infine alla Terra, il Ragionamento, il Calcolo, la Praticità, gli Istinti.

Sol di poco conoscendo, tramite la propria Carta Natale come questi Elementi si disponevano, l’Alchimista aveva già un bel conoscersi. Prerogativa che impediva all’operatore di sforzarsi troppo e perder tempo nelle finezze metafisiche, qualora apprendesse che nel suo tema Natale non vi era Aria sufficiente a consentirli di spaziare tra parole e concetti; magari scopriva di essere determinato dal Fuoco e quindi dall’agire, dalla risolutezza, dall’intendimento al volo, senza fronzoli; oppure vedeva nel suo cielo l’Acqua che Gli suggeriva di sentire, percepire, e cosi via, ecc, ecc.

Continua

3/09/08
31_4elementi

30.SULFUR E SPIRITUS – Suggerimento operativo n°11

Zolfo – Spirito – Tuorlo

Mercurio – Anima – Albume

Sale – Corpo – Guscio Calcareo

L’Uomo è Spirito, forza solare e incorruttibile, Spirito che cerca una materia o contesto Salino, quindi corporeo, fisico, tangibile e ponderabile; tuttavia vi è troppa distanza tra l’Uno e l’altra, specie nella nostra circostanza evolutiva, così da dover trovare uno spazio e quindi un tempo tra, diciamo, il Tuorlo e il guscio calcareo, quindi un albume, un albumescenza Mercuriale, un Mercurio appunto, ovvero tutto il complesso Animico. Albume è parola che parla di Alba, di quell’anello costituito dai Pesci e dall’Ariete, dove i Pesci sono le 2 ore circa prima dell’Alba e l’Ariete le prime 2 dopo il sorgere del Sole.

Tutto lo Zodiaco è compreso tra questi 2 segni, l’inizio e la fine, e lo Zodiaco rappresenta tutte le vicende Animiche dell’Uomo tra Spirito e Materia, ignavo dello Spirito, schiavo della Materia; inconsapevole del Tuorlo, ma ben adeso – dentro l’Uovo- alle asperità calcaree del guscio, è come una sensazione centrifuga, di essere respinti dal centro Tuorlaceo, Solare, lo Spirito.

La maggior parte degli Esseri Umani è calcarea. Come in un’opera d’arte che rappresenti un Uovo visto nella sua sezione interna, concava, gli Umani se ne stanno come moscerini spiaccicati sulle pareti, con il viso con-Fuso al calcare; qualcuno si accorge che i sensi non sono solo anteriori e percependo la propria posteriorità sente il fresco e gelatinoso albume e inizia a sospettare l’esistenza di qualcosa di meno denso, scopre lo spazio dell’Anima; certo all’inizio un po’ “credendoci”, per fede, ma poi un arto si stacca dal calcare e galleggia… inizia la fase Mercuriale, che troverà epifania nel momento in cui si farà coraggio e con braccia e mani recuperate, in un solo e risoluto gesto si darà una spinta, come a staccarsi dal bordo della piscina, dapprima di spalle, e poi, con la pratica, volterà le spalle al guscio muovendosi nell’Albume, nuotandoci! È Figlio di Hermes.

In questo stato di Nuotatore, voltate le spalle al calcare, nuotando inevitabilmente verso il centro, osserverà con tutti i sensi la luminescenza giallognola, di un Oro aranciato, della Tuorlità, sospettando l’esistenza di qualcosa di ancor più sottile e luminoso, lo Spirito, il Sulfureo, lo Zolfo, come di un passo indietro si sospettava dell’anima o Mercurio.

Il Tuorlo Spirituale, ci si accorgerà tuttavia, che a differenza dell’Albume non è nuotabile o navigabile, e che se non fosse per la concavità madre, protettrice, del guscio calcareo, il Tuorlo evaporerebbe uscendo di “scena”. Occorrerà un nuovo Uovo.

Il nostro Alchimista Albuminoso, Mercuriale, si troverà quindi rinchiuso in una serie di Uova infinite, dato che presto ci si accorge, non senza dispiacere, che ogni Uovo ha la durata di una Vita, una sorta di scadenza! Di Uovo in Uovo, la nostra coscienza porta con sé, il talento, il sogno, il ricordo di quel felice – se pur ad un certo livello claustrofobico – Nuotare, iniziando a nuotare di volta in volta* sempre più precocemente, sì da accumulare più tempo, strategia, pratica e calore… per accorgersi che queste tre distinzioni sono l’Atanor di qualcosa di più grande…formare il Pulcino! Corpo di Gloria o Pietra Filosofale che sia.

Come? Covando come fa la gallina, una quarantina di giorni simbolici di continua e amorevole dedizione.

Spiritosamente, smettere di mangiare le Uova e liberare il Pulcino, così come, smettere di mangiare le Foglie per liberare la Farfalla. Potremo così dire come allusione dell’aver Inteso, non solo: “Ha mangiato la Foglia”, ovvero ha capito e quindi nasce una Farfalla, ma anche, ha fatto la Frittata, “ha mangiato la frittata”, digerita, ha liberato il Pulcino.

Gli Egizi, alchimisti fino all’Osso, lo sapevano, e il geroglifico dell’INDIVIDUAZIONE, ovvero dell’Identità raggiunta, la propria completa Formazione, era il Pulcino!

*si osservi come l’espressione “di Volta in Volta”, si riconduca alla sezione dell’Uovo che è appunto una Volta.

continua

30/08/08
30_sulfur1

29.LO ZOLFO

È rappresentato da una croce sormontata da un triangolo che guarda verso l’alto, il triangolo che rappresenta il Fuoco. Fuoco o volitività vincolata alla materia. Il simbolo dello Zolfo ci spiega che il Fuoco è prigioniero della Materia? Oppure che il Fuoco ha scopo solo quando sia congiunto a quest’ultima? La risposta è Sì ad entrambe le domande!

Vi è uno Zolfo Volgare del quale abbiamo già detto e uno Zolfo Filosofale o Nobile; lo Zolfo dei Filosofi è lo spirito dell’Uomo che si desta nella Materia, ed è tutta qui la differenza: se lo Zolfo o nostro Spirito rimane sopito, è prigioniero della materia, prigioniero di Saturno, se invece si desta significa che lo Zolfo o nostro Spirito trova il suo scopo; incarnarsi nella materia.

Ma lo Spirito (indisgiungibile dalla coscienza) dato che siamo in un Corpo, non è già incarnato? Si e no… se è sopito, prigioniero, sarà latente, incarnato sì, ma in un certo senso fuori dal gioco della diretta, lontano dalle decisioni della Coscienza, disattivato, spettatore impotente delle vicende scenografiche di una vita. L’Io ordinario, lo Zolfo volgare, inumidito dalle passioni, rilascerà il suo tipico odore di marcio, e non è un caso se il classico odore di zolfo è percepibile solo quando quest’ultimo si congiunge all’acqua, infatti, quando secco, è inodore e insapore. L’acqua con le sue passioni non è sbagliata in se stessa, a condizione che risponda alla gravità, che cada verso il basso, come da suo glifo, un triangolo che guarda verso la terra, quindi l’alchimista lascia che tutte le sue emozioni scendano e si raccolgano nel ventre, nell’oceano ombelicale delle forze vitali per far ascendere naturalmente verso l’alto le forze Sulfuree.

Lo Zolfo è ascensione, è glifo direzionale per le regioni Alte, è il senso stesso dell’esistere: IO SONO!

A patto che questo Essere sia affermato nella Materia e non fuori da essa, che avvenga nel cuore stesso della nostra corporeità Salina, poiché fuori dall’incarnazione, almeno fino ad un certo livello di evoluzione, è molto difficile evolvere e progredire, quindi tocca al nostro Io Ordinario o Zolfo volgare riconoscersi in quanto tale e ricordarsi di se stesso.

Il Mio Io non deve morire, deve mutare, che è una morte migliore!

La mia volgarità deve cessare di essere tale non perché è appunto volgare, ma perché la sua natura è quella di trasformare, perché la Volgarità è Naturale, e muta naturalmente; la volgarità, dello Zolfo, è una tappa, alle nostre latitudini e circostanze, Necessaria!

Lo Zolfo dei Filosofi, è una Traccia, un’indicazione solerte e potente, il magnete celeste che attira il nostro Mercurio verso l’alto; rimanendo con i piedi per terra.

continua

27/08/08
zolfosaleok

28.I FIGLI DI HERMES – Suggerimento operativo n°10

Tra tutti quelli proposti, questo sul Mercurio, è il suggerimento più insolito… essere Mercurio non si può né suggerire né insegnare. Però si può descrivere.

Un aiuto può venire dalla figura di Odino, Dio poliedrico e multiforme che oltre alla sua ovvietà Solare, era rappresentato come un Mercurio Filosofale, poteva essere “chiunque”, “ovunque”; era ladro e sciamano, saggio e guerriero, Dio e Uomo, viandante o mendicante, giusto ma all’occorrenza, se il contesto lo richiedeva, provocatore, ironico o bugiardo (non nel senso della menzogna).

Un altro Mercurio Filosofale era il Cristo. Lavava i piedi e se li faceva lavare, parlava e argomentava nel Tempio, ma lo faceva anche fuori; aveva contatti con tutti, saggi, puttane, sbandati, maghi, ladroni, re, soldati, umili. Poteva rendere il suo corpo tutta Luce ma anche russava, si faceva male, amava i lavori di muratura e in barba a tutti mal sopportava il lavoro del legno (*).

Essere Mercurio significa riuscire a salire e scendere con grande facilità, dall’Estasi a momenti di poca pressione, dal sesso alla preghiera, dalla festa al silenzio, dalla costrizione alla libertà. Essere Figli di Hermes vuol dire non abbracciare nessuna morale, non aderire a nulla che non sia funzione, flusso, Via. Un buon segnale di Mercurialità è la capacità “Digestiva”. Digerire il Mondo. Mercurio non è infatti solo simbolo di comunicazione ma anche di digestioni, frammentazioni, scissioni; in Astrologia è signore della Vergine, Intestino Tenue, organo di scomposizione, riduzione, essenzializzazione. Anche, in Alchimia, è esaltato in Acquario, segno che descrive in sé le funzioni della Milza e del Pancreas, sia esocrino sia endocrino.

L’Alchimista Digerisce! Solo dai traumi contratti in età infantile l’Operatore è indifeso, ma quelli sono appunto “contratti”, situazioni che dovranno essere risolte attraverso l’analisi di quelle traiettorie, il Karma … ma il resto è tutto appetibile, digeribile. Non esiste più l’essere traditi, offesi, insultati, tutto diventa chiaro, si ha in mano il copione, la sceneggiatura. Rimane solo il dolore fisico, le torture e il mal di denti, il fardello di sapere troppo e potere poco; ma è il dazio di un’epoca.

Guarda veramente che cosa ti urta, ti tocca, ti duole… realmente te ne importa? I Figli di Hermes frequentano i boschi e i paesaggi sereni della loro interiorità, luoghi questi ben lungi dall’essere isole di fuga, ma bensì terreni costanti dentro i loro occhi. I Mercuri possono anche irritare, apparire freddi, presuntuosi, ma in realtà hanno solo compreso che siamo eterni, che a nulla vale il dolore e la fatica e che, come vada, sarà Luce, sempre e comunque.

L’Alchimista, sulla Via del Mercurio(**), sente forte e ineluttabile il richiamo al servizio, anzi, non lo sente come tale, non lo chiama servire, risponde ad una logica profonda, lontana da morali, catechismi o buonismi… l’Hermete “non aiuta gli altri”, agisce! …si orienta, scruta le direzioni, pulisce gli argini, drena i fondali, a che il Fiume Scorra.

(*) “l’altro volto di Gesù” – “i primi insegnamenti del Cristo” – Daniel Meurois-Givaudan – Ed. Amrita.

(**) in Sanscrito la parola che indica l’Alchimia è letteralmente “la Via del Mercurio”

Continua

19/08/08
28_Hermes

27.IL MERCURIO: QUALE MERCURIO?

Hg: Metallo Nobile, di transizione, numero atomico 80… l’Oro è 79, il piombo 82. Numeri vicini che indicano somiglianze, relazioni e parentele al di là delle “apparenze”: l’Oro è lucido e incorruttibile; il Piombo è plumbeo, grigio, brutto e isolante; il Mercurio è liquido, bello, argenteo, multisferico. Il Mercurio è Argentovivo oppure “acqua di Argento” Hydrargirium. Rarissimo allo stato naturale, viene estratto per la maggiore dal Cinabro (HgS) per arrostimento, procedimento che separa lo zolfo dal Mercurio – HgS + O2 = Hg – SO2.

Nell’Alchimia Cinese il “Campo del Cinabro” era rappresentativo della zona sottombelicale, nota come DAN TIEN. Quindi se respiro, se apporto Ossigeno (O2) intenzionalmente in quella zona, zona del Cinabro, il mio respirare essendo una combustione, separerà lo Zolfo (S) dal Mercurio (Hg).

Il Mercurio quando puro si raccoglie, si sfericizza, è come una rotondità, un qualcosa “che non si stende”, che non cede totalmente alla gravità, la gravità delle cose, certo ne risponde, ma mantiene ben salda anche la sua di gravità, facendosi sfera.

Citando Rudolf Steiner*, potremmo dire che la sfericità del Mercurio è dialettica alla sfericità della nostra Idrosfera, il nostro Pianeta. Infatti, quella che a noi sembra Acqua, una goccia d’acqua nello spazio, in quella che è la scala cosmica delle diluizioni è Mercurio. La nostra Idrosfera è Mercurio. Il Mercurio è simile all’Acqua e all’Aria. Quando mi alzo dal Mare, evaporando verso il Cosmo, non trovo mai la netta distinzione tra Acqua e Aria; l’Aria è una rarefazione dell’acqua, l’Aria, meglio ancora, è il momento delle massime distanze tra una molecola d’acqua e l’altra. In queste distanze prende l’avvento e lo spazio l’elemento dell’Azoto, anch’esso Mercuriano. La Terra, Salina, più in basso con le sue asperità è appunto il Sale, le concrezioni continentali che assurgono a scheletro del pianeta. In alto, dal Cosmo, l’elettromagnetismo incidente dei raggi solari è la Sulfureità apportatrice di calore.

L’Alchimismo Medioevale si sentì quindi in dovere di distinguere un Mercurio dell’Acqua, emotivo, e uno dell’Aria, mentale; tuttavia il concetto di Mercurio è infinitamente più largo, rappresenta il gioco dell’intermediazione, del sottostare ma comunque essere, l’interdipendenza insomma. L’Hg, Mercurio Metallico, è solo la precipitazione del suo stato archetipale, la Corpificazione di ogni concetto Sferico, come l’Oro lo è della Luce, del Sole e dell’incorruttibilità.

Mitograficamente è alato, veloce, scorrevole come quando si divide in migliaia di sfere, sfere che per definizione mantengono un centro, una loro gravità. Il Mercurio, 80, viaggia dagli Dei, l’Oro, 79, il Sole, al mondo delle forme plumbee, il piombo, 82 – dall’Energia del Sole alla Materia di Saturno.

Sole – Oro – Energia – 79 – Fuoco – Sulfureità

Mercurio – intermediazione – 80 – Aria – Acqua – Mercurialità

Saturno – Piombo – Materia – 82 – Terra – Salinità

È per la legge dell’Unità e per le sue bizzarre duttilità che molti, nella sua veste più completa, Universale, vi hanno visto lo Spirito nella sua forma più alta. Un’immagine chiarificatrice è quella dell’albero dei nostri Chakra dove il settimo si contrappone al primo; il settimo rappresentativo dell’alto e del celeste, come l’energia e le forze Sulfuree, e il Primo rappresentativo del basso, del ritmico, del terrestre ovvero della Materia e delle forze Saline… tuttavia il Chakra di mezzo, il Cuore, quando attivo e completo, diventa il centro del sistema e il vero obbiettivo di Alchimie ed Evoluzioni. Si spiega così come mai tutte le culture affibbiano al Cuore ora la mente, ora il corpo Mentale, ora la Psiche, tutti valori di Mercurio. Quindi, durante i lavori il Mercurio intermedia, ed è Anima, a lavori “conclusi” (se mai possano veramente concludersi) il Mercurio assurge, trasmuta in Spirito, in Cuore, diviene la materia duttile e “totipotente” del Corpo di Gloria, della Pietra dei Filosofi, un vero e proprio corpo di Luce, splendente come l’Argento Vivo, il Mercurio Universale dei Filosofi.

Quindi, quale Mercurio? …è un gioco di gioghi, di parole, di contesti, un concetto variabile, un principio mutevole, il tentativo forse a volte maldestro, di grandi uomini che cercavano di dare Nome o prendere appunto sull’incessante e stupefacente MOVIMENTO del Divino, la Sua normale tendenza a Mutare, Trasmutare, Trasformare, Trasfigurare…

*libro citato: Rudolf Steiner L’esperienza del corso dell’anno in quattro immagini cosmiche, Ed antroposofica, Milano

5/08/08
MercurionOk

26. IL SALE TRA IDENTICO E IDENTITA’ – Suggerimento operativo n°9

Il Sale è principio di Identità, sia nel senso “dell’individuo” che nel senso “dell’Identico”. Se con l’ausilio del fuoco brucio un qualsiasi vegetale riducendolo in cenere, otterrò un composto che avrà in sé una caratteristica Volatile e una Fissa. Quella Volatile è solitamente solubile, quella Fissa è insolubile.

Il sale fisso, insolubile, se continuo a calcinarlo in vari modi e tempi si ridurrà, nel caso del mondo vegetale in carbonato di potassio; tutte le piante vengono cosi ricondotte “all’Identico”. (Non ricordo ora, nel mondo Umanimale, quale sia l’elemento “identico”, credo fosfato di calcio, tuttavia non è importante, sempre “identico” è.) I Sali solubili invece, volatili, sempre diversi e vari riconducono invece le piante “all’identità” nel senso della particolarità.

Il Sale ci riconduce all’Unità, siamo tutti uno e tutti dal Sale siamo generati. È infatti un principio Salino quello che crea le cose; gli Alchimisti ci facevano notare, come scaldando appena dei semi in acqua, questi non erano più in grado di generare, infatti, è un Sale intimo, centrale, volatile e quindi solubile o evaporabile quello che permette il fenomeno della vita. Dicevano anche che questo Sale intimo è il primo abito del quale si riveste lo Spirito Universale, quando entra in manifestazione.

Ogni cosa è comunque a sua volta suddivisa in tre principi o livelli. Così, in definitiva, abbiamo questo Sale Intimo che è come dire di natura spirituale, sottilissimo e delicato e potremmo accostarlo ad un principio Sulfureo, luce, energia. Un Sale di oligoelementi, anch’essi solubili, con caratteristiche di ricchezza e varietà, qualità che fanno di questo Sale la causa dell’Identità e per esteso a causa dell’irripetibilità dei suoi dosaggi l’unicità di ogni ente naturale. Nella nostra scala di principi e valori è come un Sale Mercuriale, mediano, Animico. Infine, ogni cosa ha anche un Sale Fisso, insolubile, forte, mnemonico che a seconda del regno si riconduce ad unico elemento, generando il concetto di Identico, e si colloca nella nostra scala decisamente al Sale.

Per esercitarsi a comprendere queste realtà in se stesso, l’Alchimista si dava un gran da fare con le pratiche di laboratorio – operando su piante, minerali e metalli – sì da poter riconoscere in se stesso quello che i suoi sensi percepivano nelle operazioni pratiche.

Un corso di Spagiria – Alchimia vegetale – è consigliato a tutti.

I Principi della Terna Alchemica, infatti, non sono molto argomentabili, hanno una natura empirica, vanno toccati, visti, ascoltati, assaggiati, annusati.

Metto qui in guardia il lettore anche su alcuni “spostamenti” dell’ordine consueto che si dà alla terna, infatti, se io ho qui lasciato intendere che lo Zolfo è il principio più vicino allo Spirito, tuttavia è anche vero che nel mondo vegetale il primo elemento che “Vola” è l’Alcool, e l’alcool è Spirito, e questi sono associati al Mercurio e non più allo Zolfo che quindi nelle operazioni vegetali è “declassato” come mediano…

Abbiamo così almeno due sequenze a seconda del regno o del contesto.

Alchimia dell’Uomo: ZOLFO/SPIRITO – MERCURIO/ANIMA – SALE/CORPO.

Alchimia del vegetale: MERCURIO/SPIRITO – ZOLFO/ANIMA – SALE/CORPO.

…ma non c’è molto accordo, ognuno classifica, pontifica o sentenzia… l’Alchimista in risposta si chiude in laboratorio e osserva, certo pensando, ma gli odori, i rumori, i colori e l’atmosfera del suo antro lo distolgono in fretta dalle trappole della mente…

continua

31/07/08
calcinareok

25.LA TERNA ALCHEMICA

IL SALE

In Chimica, quando un Acido e una Base si incontrano, precipitano in un Sale. Come dire che dall’unione di un maschile e di un femminile si produce un frutto, un nuovo essere.

Il Sale è fisicità? Dipende! Sicuramente, in un ordine di cose date, il Salino, è l’elemento che più si avvicina alla densità. In un esempio metaforico potremmo dire che se penso tre pensieri, il più greve o contingente è quello Salino… ma questo esempio è relativo ad un contesto qualitativo, cambiando invece contesto potrei dire che un mio pensiero – il maschile – unito ad un emozione – il femminile – produce un atto, un fatto, una manifestazione. Il Sale!

L’Alchimia è espressione relativistica, come lo Yin e lo Yang della tradizione Taoista. Secondo la Cina Antica non ha senso assolutizzare, non esiste il femminile assoluto o il maschile assoluto. Dipendono uno dall’altro come è il caso del maschio e della femmina in senso genitale; sono maschio perché i miei genitali sono estroflessi, sono femmina perché introflessi, ma la donna diventa Yang quando esprime le emozioni, piange, grida, crea… il maschio fa tacere le emozioni, diventa Yin, piange dentro, si obnubila… imbarazzo e vergogna. Nel Mentale il maschio torna Yang, pensa, ingegna, argomenta; la donna si inverte e ritorna Yin, fatica a razionalizzare, non si orienta, non trova le soluzioni. Questo in generale, poi le variabili, le eccezioni, altro relativismo…

Questa digressione ci occorrerà ricordarla molto spesso per avvicinarci a quei concetti che la Terna Alchemica provoca e propone. Sarebbe troppo “facile” liquidare il problema con il dire che il Sale è il fisico, il Mercurio l’Animico e lo Zolfo lo Spirito. Dipende, è relativo, senza poi voler tener conto di tutte le differenze, anche solo sfumate che ogni autore o epoca ha voluto interpretare e argomentare.

Il Sale è Cloruro di Sodio, NaCl, sodio e cloruro; il Sodio è Bilancino, retto da Venere, il Cloro è Scorpionico, retto da Marte. L’Unione di due opposti e complementari. Infatti il Sale è attivo, Yang, esaltatore di sapidità, moderatamente caustico – è un sale dell’Acido cloridrico – e rilascia energia. E’ anche Yin, infatti assorbe l’umido, non solo quello dell’acqua ma anche l’umido delle emozioni, è in terapia “estrae” il dolore e l’energia negativa.

Famose ed efficaci sono le prese di Sale che venivano e ancora vengono poste agli angoli del letto o delle stanze, prese che assorbono i miasmi eterici che tendono per onda di forma ad accumularsi negli “angoli” delle cose, delle case e degli esseri Umani. Il Sale assorbe e trasmette.

Questi ed altri sono i motivi per i quali l’Alchimista prese il Sale a simbolo. Non ultimo il fatto che era un simbolo popolare, comune, prezioso, “il Salario”. Comune come l’Uomo, grezzo, semplice, ma pur Vivo, mobile, il Sale è Vivo! Ha una sua dignità. Certo magari è un po’ pesante, difficile da dosare, ne basta un pizzico, ma se non c’è, pizzico che sia non vi è sapore… e così sono gli Umani nel loro insieme, come il Sale.

continua

28/07/08