L’io come mezzo di espressione
Se prendiamo in esame l’area psicologica dell’uomo, inteso come quell’essere che sperimenta un certo tipo di materia-energia in un mondo tridimensionale, consapevoli della stretta interdipendenza delle altre componenti, fisica, mentale e spirituale, entriamo in contatto con le dinamiche del cosiddetto “io”, un mezzo di espressione inevitabile, spesso equivocato nella sua funzione. Infatti, se da una parte sembra giusto evitare una totale identificazione con questa idea che abbiamo di noi stessi, dall’altra, col pretendere di cancellarlo, “trascendendolo”, non solo si rischia l’utopia in nome del “vero Sé” (che senz’altro costituisce la nostra vera, quanto misteriosa, essenza), ma soprattutto si perde di vista il suo ruolo.
Un io forte per accogliere l’altro
D’altro canto l’ingresso nella dimensione spirituale, cromaticamente rappresentata dal blu, avviene attraverso l’esperienza dell’amore, collegata al verde, in cui riconosciamo la presenza del giallo, simbolo della maturità e della pienezza dell’io. Di fatto solo “un io forte” (cioè veramente equilibrato, senza derive patologiche) può essere “trasceso”, cioè può superare i suoi stessi limiti di autoaffermazione, divenendo veramente capace di accogliere l’altro e una più vasta visione del reale. In altre parole una personalità debole, incerta e complessata troverà difficoltà ad esprimersi non solo nel campo affettivo-relazionale, ma anche in quello spirituale (collegamento fondamentale, magistralmente descritto nel Sentiero di Eva Pierrakos).
I colori come sostegno della personalità
Esaurita questa doverosa premessa, eccoci a considerare quali sussidi i colori possano apportare per “irrobustire” la personalità, intesa quale componente e mezzo, come si diceva, del nostro manifestarci nel mondo (ricordo che persona in latino significa “maschera”, portata dall’attore). A tal fine i primi tre colori dello spettro solare, in perfetta corrispondenza con le caratteristiche dei primi tre chakra (rispettivamente collocati ai livelli di plesso sacro-coccigeo, regione pubica e plesso solare), possono rivelarsi molto utili, sia praticando esercizi di Meditazione Cromatica (C. Peri, Meditazione sui colori, Anima Edizioni), sia circondandoci di essi nel quotidiano in tutti i modi, indossandoli, mettendoli in tavola e nella nostra casa (C. Peri, I colori dentro di noi, Edizioni L’Età dell’Acquario).
Il rosso: radicamento ed energia
Il rosso costituisce un valido antidoto contro sedentarietà, mancanza di energia, di fiducia nella vita e paura del futuro. Stimola dinamismo, capacità di agire, combattività ed estroversione. È il colore della terra, della stabilità, dell’essere “ben radicati”, quindi accresce la forza e la sicurezza, la fiducia nella proprie capacità. È l’energetico più potente, che stimola il cuore, il sistema nervoso e la produzione di adrenalina, il colore «alzati e vai», come lo chiama Vicky Wall (Guarire con i colori, Edizioni Mediterranee). Costituisce la base di un “sano egoismo”, incentrato nel rapporto con sé e con il proprio corpo.
L’arancione: relazione, piacere e vitalità
L’arancione agisce invece sull’ambito relazionale ed equilibra l’istintività del rosso con la “saggezza dorata” del giallo. L’io personale si costituisce e rafforza essenzialmente nel rapporto duale con l’altro, che offre un supporto per l’autoaffermazione e la conquista di fiducia nei propri valori. In presenza di difficoltà a relazionarsi ed essere creativi, paure represse, difese eccessive, scarsa vitalità, problemi sessuali e in generale negazione del piacere, le frequenze di questo colore rigenerano e ricaricano, generando ottimismo, gioia e voglia di vivere. Anche a livello fisico combatte lo stress, favorendo la circolazione e stimolando la respirazione profonda.
Il giallo: identità e consapevolezza
Col giallo, simbolo della luce solare, ci troviamo già sul piano mentale, dove l’autoaffermazione si associa al senso di identità, alla maturità dell’io e a un’equilibrata e “flessibile” personalità. Suscitando positività ed estroversione, è un antidoto contro la perdita di controllo delle emozioni, la difficoltà ad imporsi e l’eccessiva sensibilità alle critiche. Incrementa il tono neuro-muscolare e ci rende dinamici e sportivi. Consigliato dagli psicologi come il colore della sicurezza e della presa di coscienza, «solare, allegro, aggressivo, colore dell’ambizione e del potere intellettuale […] nella storia di ogni tempo è risultato colore vincente, stimolante, caparbio, certamente il più grande nemico della rassegnazione» (Luciana Boccardi, Colori, Marsilio).
La maschera e il volto originario
Tre colori, dunque, per arricchire e rafforzare la nostra personalità, perché la “maschera” non sia qualcosa di rigido, che imprigiona il viso, ma possa aderire il più possibile al “volto originario” e ne riveli le autentiche fattezze.
Cesare Peri
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