Diventa un Genio

Essere un genio è alla portata di tutti, perché tutti abbiamo una mente con infinite capacità: bisogna solo avere il “libretto” di istruzioni e imparare a usare la nostra mente al suo meglio. Qui, si considera l’apprendimento non più come un “deposito-e-ricordo”, ma come un processo attivo, divertente, coinvolgente, dove si stimolano entrambi gli emisferi per ricordare, leggere, apprendere con estrema facilità e a lungo nel tempo.

Alberta Cuoghi

Alberta Cuoghi

10. L’INTELLIGENZA CREATIVA

Come molti sapranno, il Q.I. è un indicatore utilizzato per definire il livello d’intelligenza posseduto da un determinato individuo, misurato da un insieme di prove che compongono i cosiddetti test d’intelligenza. Ultime ricerche sul corpo e sul cervello hanno rivelato che possediamo altre intelligenze, oltre a quella tradizionale, basata sul QI, di cui tutti hanno sentito parlare … ne abbiamo addirittura dieci!

La cosa che mi ha conquistato (perché lo avevo sempre pensato) è che un alto QI, basato sulla misurazione delle capacità verbali e numeriche, non corrisponde automaticamente al successo personale e professionale. Infatti, negli ultimi 30 anni, si è assistito a un crescente riconoscimento dell’importanza di altre capacità: comunicare con gli altri, perseverare, pianificare, ecc.

laoenardoPer la precisione le 10 intelligenze sono:

1. Creativa

2. Personale

3. Sociale

4. Spirituale

5. Fisica

6. Sensuale (dei 5 Sensi)

7. Sessuale

8. Numerica

9. Spaziale

10. Verbale

L’Intelligenza Creativa è la capacità di pensare in modo nuovo, di essere originale e, se necessario, di «uscire dal coro». L’Intelligenza Creativa comprende:

Fluidità: la velocità e la facilità nello «snocciolare» idee nuove e creative.

Flessibilità: la capacità di vedere le situazioni da angolazioni diverse, di considerare le cose dal punto di vista opposto, di prendere vecchi concetti e ricomporli in modo nuovo, capovolgendo le idee precostituite. E’ anche la capacità di usare tutti i sensi nella creazione di nuove idee.

Originalità: è il cuore di tutto il Pensiero Creativo, e rappre¬senta la capacità di produrre idee uniche, insolite ed «eccen¬triche» (cioè, fuori della massa!). Anche se molti pensano che una persona creativa sia «incontrollata» è vero esattamente il contrario: l’originalità spesso deriva da una grande quantità di energia intellettuale incanalata, e in genere denota un alto grado di capacità di concentrazione.

Il concetto statistico di norma, media, dà origine al concetto di «normale». Normale è ciò a cui il cervello è abituato; ciò che non riserva più sorprese; ciò che rimane uguale; ciò che non scandalizza, spaventa o provoca; ciò che non sollecita l’immaginazione. Creare significa esattamente l’opposto: porre in essere qualcosa di nuovo; dare origine a qualcosa; stabilire un’associazione mai stabilita prima.

Espansione delle idee: il pensatore creativo è capace di sfruttare, sviluppare, abbellire e in genere rielaborare ed espandere le idee.

Le persone creative di solito dimostrano una grande determinazione e perseveranza, hanno spesso problemi con l’autorità, evidenziano alti livelli di energia, quando sono impegnati in attività creative, hanno il gusto della vita e sono spesso considerati «personaggi pittoreschi». Sono solitamente interessati alla musica, alla scrittura e all’arte e spesso allo sport e all’attività fisica. Laddove le tradizionali Intelligenze Numeriche e Verbali tendono a concentrarsi su un processo di pensiero più analitico e logico, l’Intelligenza Creativa fa riferimento a un processo di pensiero più esplosivo e dinamico, che conduce in nuovi territori del pensiero e dell’espressione. E come per tutte le altre intelligenze che state per esplorare, l’Intelligenza Creativa può essere imparata!

Ricorda che la Creatività non si esaurisce dipingen¬do un quadro o suonando uno strumento musicale. Naturalmente, è tutte queste cose, ma è anche cucinare la cena, trovare la risposta a un problema di lavoro, pianificare una vacanza, o trovare lo schema perché la tua squadra batta gli avversari.

LE CARATTERISTICHE CREATIVE

basketCi sono dieci caratteristiche di comportamento che identificano gli individui eccezionalmente creativi. Queste riguardano abitudini comportamentali e di pensiero che puoi copiare per diventare più creativo/a. Ti forniscono anche un Workout del Cervello supplementare per l’Intelligenza Creativa, con il quale puoi esercitare e rafforzare i tuoi Muscoli Creativi!

I geni della creatività:

1- Associano nuove idee alle «vecchie» idee già esistenti.

2- Usano colori e forme diverse quando prendono nota.

3- Creano grandi paesaggi mentali interiori nei sogni notturni e nei sogni a occhi aperti.

5- Si esercitano a guardare le cose da diversi punti di vista.

6- Collegano o capovolgono concetti preesistenti e li riorganizzano in modo nuovo.

7- Reagiscono emotivamente a tutti gli aspetti della vita e dell’ambiente. Esprimiti, e diventerai automaticamente più creativo/a.

Ora che conosci la caratteristica essenziale di tutti i grandi geni creativi, cioè la distanza dalla norma, e le caratteristiche di comportamento delle persone creative, sei pronto/a per un Workout del Cervello molto divertente e stimolante!

Se desideri sviluppare e soprattutto esercitare questa nostra eccezionale intelligenza, ho preparato 10 ESERCIZI e un TEST per valutare lo stato attuale e naturalmente i progressi post-esercizi.

Lo trovate nel mio sito: WWW.ENJOYITALIA.ORG, nella categoria “RISORSE” sotto “ARTICOLI”, e il nome è: “WORKOUT INTELLIGENZA CREATIVA”.

Buon divertimento!

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22/12/08

09. PRIMA DI TUTTO CREDERCI – PARTE II

Le persone piene di risorse si danno un gran daffare? Certamente. Le convinzioni positive garantiscono ogni volta il successo? No, naturalmente. Ma la storia ha dimostrato più e più volte che se gli individui mantengono ilsistema di credenze “produttivo”, continueranno a intraprendere azioni sufficienti e a disporre di sufficienti risorse per riuscire a farcela.

A volte non è indispensabile, ai fini del successo, nutrire una fermissima convinzione o far proprio un ferreo atteggiamento circa questo o quello. A volte capita che si ottengano straordinari risultati semplicemente perché si ignora che qualcosa è difficile o impossibile. In certi casi è sufficiente non avere convinzioni limitanti.

leoneC’è, per esempio, la storia dello studente che durante una lezione di matematica si addormentò. Si svegliò al suono del campanello, diede un’occhiata alla lavagna e copiò i due problemi che vi stavano scritti, persuaso che si trattasse del compito da fare a casa. E a casa sgobbò tutto il giorno: non riuscì a risolverne neppure uno, ma continuò a provarci per il resto della settimana. Finalmente di uno trovò la soluzione e la portò in classe. L’insegnante rimase letteralmente a bocca aperta: il problema risolto dallo studente era infatti considerato irrisolvibile. Se lo studente lo avesse saputo, probabilmente non avrebbe neppure tentato. Siccome però non si era detto che non poteva farcela, ma anzi che doveva risolverlo, ecco che aveva trovato il modo di venirne a capo.

Un altro modo di cambiare le credenze consiste nell’avere un’esperienza che le smentisce e, come dicono i Buddisti, “portare attenzione consapevole”: è lo stesso processo che abbiamo svolto per crearci delle convinzioni negative, solo che ora lo giriamo a nostro vantaggio.

Se su 10 azioni che fate, anche fosse solo una va a buon fine, notatela subito e ricordate a voi stessi che siete stati in grado di farcela. E fatelo sempre: vedrete che pian piano l’idea “sono bravo a…” diventerà una convinzione vera e propria.

tableFacciamo la metafora di un tavolo per capire meglio: se sul ripiano metto un’idea, ad esempio: “PER ME E’ FACILE APPRENDERE”, e questa idea non è una convinzione, ma solo appunto un’idea, questo tavolo non avrà gambe (o meglio, riferimenti) che “sostengano” tale affermazione.

Se ogni volta che tale frase si realizza ci faccio caso, idealmente sto sistemando una gamba/riferimento sotto il ripiano. Se ne metto solo due o tre, naturalmente è un tavolo che non starà nemmeno in piedi. Ma se ne metto migliaia, allora sarà un tavolo/affermazione fortissima in me… tanto che se per caso una volta non dovesse andare bene (e quindi dovessi togliere una gamba/riferimento da sotto il tavolo), il ripiano rimarrà ancora ben saldo.

Quindi, riportandola ad un esempio concreto, potrete anche a volte avere prestazione scadenti nell’apprendimento, ma avendo forte la convinzione che per voi è facile, ci passerete sopra, imparerete dagli errori ma non vi scoraggerete o penserete di voi che non siete in grado… anzi! Procederete in avanti con tanta energia e voglia di fare!

Se finora non ce l’avete fatta, rivedete le vostre convinzioni e decidete quali di esse potete cambiare adesso e in che senso vorreste cambiarle.

Una curva è concava o convessa? La risposta è: dipende dal punto di vista.

La tua realtà è la realtà che tu crei. Se hai convinzioni positive, sono quelle che ti sei create. Se ne hai di negative, è perché ancora una volta te le sei create. Ci sono infinite credenze che favoriscono l’eccellenza: scegli quelle più adatte a te e rafforzale!

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RICORDARE TERMINI SCIENTIFICI

 

19/12/08

08. PRIMA DI TUTTO? CREDERCI!

Come sapete insegno queste tecniche da più di 10 anni, e di persone che hanno frequentato questo corso ne ho viste davvero tante. La maggior parte di esse arrivano naturalmente perché vogliono migliorare il proprio metodo (c’è anche chi frequenta perché vuole diventare ancora più bravo!) e in effetti, alla fine del corso, così accade. Vanno più veloci e ricordano meglio e tanto, tanto di più.

iloveyouPerò, nonostante il corso sia molto pratico e quindi abbiano un sacco di momenti di esercizio e quindi di test che STANNO FACENDO BENE e che ricordano meglio, che sono più veloci, ecc… insomma, nonostante tutti questi RIFERIMENTI, ogni tanto esordiscono con frasi tipo: “Eh, ma sai… io sono uno lento a imparare!”… oppure:“Non me lo ricordo” e immediatamente dopo mi dicono l’informazione che dovevano ricordare… (stupendosi pure di esserci riusciti!).

Negli articoli precedenti abbiamo visto che essere rilassati è uno stato fisico necessario per memorizzare bene; un altro fattore altrettanto FONDAMENTALE è“CREDERE DI ESSERE IN GRADO DI”, quindi darsi lo spazio per instaurare nuove convinzioni.

Vediamo di capire il processo. Ognuno di noi, essendo andato a scuola, ha dei riferimenti sui suoi successi scolastici più o meno positivi e diversi: qualcuno va bene in matematica, qualcuno in italiano, ecc… e dice di se stesso che “è portato per la matematica” oppure che “è portato per l’italiano”.

E questa convinzione determina i suoi risultati (positivi o non) sulla materia. Se penso di essere bravo in matematica, davanti ad un problema da risolvere dirò a me stesso: “Ma certo, è facile… e poi a me la matematica viene bene!”… mentre chi non è portato dirà: ”nooo… non fa proprio per me… non ci capisco nulla!”.

schemaFacciamo un esempio che ci permette di capire ancora più nel profondo come si svolge il processo delle convinzioni.

Ammettiamo che una persona sia convinta di essere un pessimo studente. Se fa propria l’aspettativa del fallimento, a quanto del suo potenziale attingerà? A poco: ha già segnalato al proprio cervello di attendersi l’insuccesso.

E quali tipi di azioni è probabile che intraprenda? Saranno azioni dettate da fiducia in se stesso, azioni energiche, coerenti e positive? E rifletteranno il suo vero potenziale? Molto improbabile. Se si è convinti di andare incontro al fallimento, perché fare un vero sforzo?

E quali saranno i risultati che ne deriveranno? Probabilmente saranno piuttosto scoraggianti.

E quali conseguenze avranno questi risultati sulle proprie convinzioni? Probabilmente rafforzeranno la convinzione che non si è un buono studente.

In questo caso si ha a che fare con un circolo VIZIOSO: il fallimento genera altro fallimento.

Guardiamo la cosa da un altro punto di vista. Ammettiamo che si cominci con grandi aspettative, e anzi con la convinzione di ogni fibra del proprio essere che si raggiungerà il successo. Partendo con questa diretta, chiara comunicazione, quanto del proprio potenziale si utilizzerà? Probabilmente una buona dose. Che genere di azioni intraprenderete questa volta? Vi tirerete giù dal letto e vi darete da fare a malincuore? Ovviamente no, perché sarete euforici, pieni di energia! E con sforzi del genere, quali saranno i risultati che ne deriveranno? Probabilmente, almeno discreti. E comunque, anche se ne otterrete anche solo uno, lo vedrete come un “ottimo”successo, cioè non sminuirete, ma accrescerete la percezione dell’evento.

Diventa un circolo VIRTUOSO: il successo si nutre del successo e genera altro successo, e ogni successo a sua volta rafforza la convinzione e la spinta a riuscire in misura ancora maggiore.

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16/12/08

07. IMPARA ANCHE TU LA TECNICA DEI LOCI DI CICERONE!

Marco Tullio Cicerone, il celebre oratore romano, nel suo “De Oratore” affermava che: “…nella memoria si fissano meglio le immagini provenienti dai sensi ed in particolar modo quelle che si presentano alla vista…” E, in effetti, questo lo sappiamo bene visto gli articoli precedenti. (vedi i miei primi articoli).

La tecnica dei loci (che vuol dire “luoghi”), è un sistema di memorizzazione semplice ma estremamente efficace, adoperato tutt’ora da molti uomini pubblici nei loro discorsi, al fine di non perdere il filo logico del discorso pur senza l’ausilio della famosa “scaletta degli argomenti”. Ha alla base sempre la tecnica associativa tra due immagini (vedi sempre articoli precedenti), solo che una di queste immagini è un elemento di un luogo o strada ben conosciuto.

Egli sosteneva la necessità della collocazione in un determinato posto o luogo abituale di tali immagini, affinché potessero essere ricordate con sicurezza, ordine e precisione. In pratica Cicerone associava gli argomenti di cui parlare ad esempio alle statue, fontane, alberi, ecc. del suo giardino. Per noi potrebbe essere ad esempio la strada per andare al lavoro, in palestra, al supermercato, ecc. Se ci pensi bene, la conosciamo così bene da un punto di vista visivo che siamo in grado di dire: prima trovi un negozio di scarpe, poi c’è la banca, poi il cassonetto, ecc.

Ecco, sto parlando appunto di strade che conosciamo bene fino a questo punto.

Per utilizzare quindi al meglio il metodo dei loci si dovrà:

07_loci_n11)Il primo passo consiste nel ripassare gli elementi della strada o il luogo che si vuole utilizzare (i loci) in modo da richiamarne nel modo più vivido possibile i vari dettagli, così da avere il maggior numero di appigli mnemonici.

07loci_n22) Il secondo passo è esaminare ciò che dobbiamo memorizzare (che sia una lista, un elenco, un discorso o il capitolo di un libro, delle parole chiave, ecc.) e di trasformarli in immagini univoche.

07loci_N33) Il terzo passo è associare in modo intenso le immagini relative ai punti da memorizzare ai loci, nell’ordine identificato, creando delle sequenze divertenti, fantasiose, paradossali, in movimento, colorate, ecc.

Ciascun elemento o informazione dovrà essere differenziata il più possibile da ogni luogo per dimensione, colore, illuminazione, contrasto e chiarezza: si dovrà quindi evitare di porre oggetti molto piccoli in un luogo molto grande (un cerino su una poltrona, uno spillo su un terrazzo, una spiga in un campo, …) ma, se sarà necessario, si dovrà ingrandire sproporzionatamente l’oggetto visualizzato. Non bisognerà porre oggetti in luoghi difficilmente visibili (dentro armadi, sotto un tavolo, dietro un muro). Non si dovrà assolutamente porre le cose nella loro posizione naturale e scontata (un foglio sulla scrivania, un cuscino sul letto, una scarpa nella scarpiera, una pentola sui fornelli, …).

Vediamo un esempio pratico.

Il salotto di Cicerone avrebbe potuto essere composto da:

– un pilastro

– una statua

– un tavolo con dei cesti di frutta un triclinio

– un’anfora etrusca

– una libreria

e supponiamo che gli argomenti di cui doveva parlare fossero:

– situazione degli schiavi

– la gestione delle terme

– il combattimento dei gladiatori

– il banchetto in onore del console

– la prossima richiesta di tasse

Cicerone avrebbe proceduto come segue: avrebbe immaginato in modo vivido:

– alcuni schiavi intenti a liberarsi legati al pilastro.

– dalla statua fuori uscire della preziosissima acqua termale.

– due gladiatori che invece di combattere con le spade si tirano della frutta marcia in faccia.

– il console fuoriuscire dall’anfora come una ragazza che esce dalla torta.

– quando apri il libro, cade una quantità enorme di denaro.

07loci_EscLa tecnica garantisce ottimi risultati grazie alla sua semplicità, ed al fatto di permettere un uso congiunto dei due emisferi cerebrali in quanto pur se l’associazione avviene in modo fantastico e creativo, la selezione e l’individuazione dei dati delle diverse locazioni avviene con una rigorosa logica.

Questa tecnica associativa presenta inoltre il notevole vantaggio di far fronte al problema del “blocco mentale” che affligge coloro che devono ricordare grandi quantità di dati. Per rammentare quanto memorizzato in precedenza, infatti, con questa tecnica non si dovrà fare altro che ripercorrere mentalmente i luoghi prescelti e richiamare le informazioni ad essi associate. Nel caso in cui si dovesse dimenticare una visualizzazione sarà sempre possibile proseguire oltre!

Ovviamente, la tecnica può essere utilizzata più volte, riutilizzando i medesimi luoghi: vedrai che la sovrapposizione di immagini non ti darà problemi, e che sarai coscientemente in grado di distinguere l’ultima immagazzinata da quella precedente. E’ importante precisare che il percorso scelto e i loci relativi possono sia essere realmente esistenti sia immaginari, anche se è preferibile avere dei riferimenti reali per evitare incertezze e confusioni.

NB: Una curiosità: questo sistema mnemonico, fra l’altro, originò il modo di dire: “in primo luogo”, facendo con ciò riferimento all’immagine associata a quella scelta iniziale nel percorso mentale adottato.

Ti auguro di divertirti a memorizzare quante più informazioni possibili con questa tecnica, che, seppur “antica”, mostra ancora tutta la sua efficacia!

Continua

I LOCI DI CICERONE

 

12/12/08
07_loci1

06. IL CERVELLO E’ PIU’ POTENTE DI QUANTO IMMAGINI! – PARTE II

Leonardo Da Vinci, ormai considerato il Genio per eccellenza, è risaputo che spaziasse nella pittura, scultura, fisiologia, scienze naturali, architettura, meccanica, anatomia, fisica, invenzioni, meteorologia, geologia, ingegneria civile, aviazione; ma sapeva anche suonare, comporre, cantare, ballare. I suoi appunti sono pieni di schizzi e immagini tridimensionali.

Quindi, in sintesi, cercava di usare ENTRAMBI GLI EMISFERI!

Quindi, quando ci autodefiniamo dotati in un determinato campo (ad esempio “sono bravo in matematica”), non facciamo altro che definire le aree in cui abbiamo sviluppato con successo alcune delle caratteristiche dell’emisfero coinvolto.

Chissà che accadrebbe se invece ci dedicassimo a sviluppare entrambi!!!! Che ci sia un piccolo Einstein o Da Vinci in ognuno di noi?

Beh, le potenzialità ci sono, perché così come questi grandi geni, gli emisferi e le caratteristiche sonoIDENTICHE… a volte tutto sta a crederci… e a cercare di usare questi due emisferi!

Naturalmente, l’educazione moderna ci porta a sviluppare in prevalenza l’emisfero sinistro: è molto più importante essere bravi in matematica e in italiano, che in artistica o musica. E lo dico davvero senza giudizio! Anzi! Credo però, che per essere “completi” (passatemi questo termine), sia necessario svilupparli CONTEMPORANEAMENTE, dando spazio e importanza a tutti e due.

I BITE DEL CERVELLO

Un cervello contiene come minimo 1.000.000.000.000 cioè mille miliardi di singoli neuroni o cellule nervose. Questo numero risulta ancora più sorprendente se si considera che ogni neurone può interagire con gli altri con un numero che va da 1 a 100.000.

neuronePer comprendere però appieno l’enormità di questo numero, dobbiamo confrontarlo con qualcosa di conosciuto: l’atomo, l’entità più piccola, e l’universo, l’entità più grande. Sappiate che il numero degli atomi presenti nell’universo conosciuto è enorme: 10 seguito da 100 zeri.

Sapete invece a quanto corrisponde il numero di scambi possibili tra i vari neuroni? è valutato in una cifra composta da 1 seguito da 1000 zeri (!!!!!); se la scrivessimo ci vorrebbe una linea di cifre, tracciate in normali caratteri di scrittura, lunga più di 10,5 miliardi di chilometri!!!!

Riuscite a rendervi conto di che cosa siamo POTENZIALMENTEin grado di fare?! Le capacità del nostro cervello sono illimitate!

Ma allora perché ci confiniamo e ci limitiamo? Perché ci permettiamo di usare così poco delle nostre capacità?

Certo, uno degli elementi è lo STRESS (di cui abbiamo già parlato nell’articolo precedente), ma ci sono altri elementi, oltre alle tecniche di memoria, che influiscono sulla capacità di ritenere informazioni…

Prima di tutto L’ALIMENTAZIONE: ciò che mangiamo diventa la benzina non solo per il nostro corpo, ma soprattutto per la nostra mente. Avrete sicuramente notato che quando stiamo male, facciamo fatica a ragionare… figuriamoci ad apprendere qualcosa! Quindi mangiare sano, equilibrato, naturale è importante tanto quanto avere tecniche di memoria!

Vi rimando al blog di GOLIA PEZZULLA dal nome ALIMENTAZIONE ENERGETICA, che trovate nell’archivio Video-Blog. Avrete a disposizione articoli e video molto illuminanti sull’argomento, che vi spiegheranno come e cosa mangiare perché Corpo, Mente e Spirito lavorino al massimo e all’unisono!

Un altro argomento interessante e importante per far funzionare il nostro sistema al meglio sono le CONVINZIONI: ciò che CREDO determina ciò che OTTENGO… Lo vedremo meglio più avanti, con due articoli dedicati.

Prima però, che ne dite di esercitare un po’ l’emisfero DESTRO (tanto quello sinistro sarà super-allenato!!)? Per farlo, un utile esercizio che vi suggerisco è quello del BRAIN STORMING. Tecnica molto usata in azienda, ha due fasi di lavoro: quella di ideazione e quella di rielaborazione delle idee. A noi interessa solo la prima fase…

Per chi fosse interessato a fare questo esercizio, ho preparato un articolo aggiuntivo che trovate nel mio sito:WWW.ENJOYITALIA.ORG. Lo trovate nella categoria “RISORSE” sotto “ARTICOLI”, e il nome è: “ALLENA IL TUO EMISFERO DESTRO!

Buon divertimento!

9/12/08
dadi

05. IL CERVELLO E’ PIU’ POTENTE DI QUANTO IMMAGINI! – PARTE 1

Le ricerche nel campo del cervello producono ogni anno nuove ed entusiasmanti scoperte, e la maggior parte dei progressi in questo settore sono state fatte negli ultimi 30 anni e può sembrare un ritardo notevole visto che la vita è apparsa sulla terra 3.500.000 anni fa. Se consideriamo che la posizione del cervello è nota all’uomo solo negli ultimi 500 anni, non c’è di che stupirsi. Inoltre, nonostante la presenza di strumenti incredibili come microscopi e computer, si è arrivati a scoprire meno dell’1% sul cervello. Quello che per ora riusciamo a dire è che

SIAMO CONSAPEVOLI CHE IL CERVELLO E’ INFINITAMENTE PIU’ COMPLESSO DI QUANTO PENSASSIMO IN PASSATO E CHE CHIUNQUE POSSIEDA UN CERVELLO “NORMALE” E’ DOTATO DI CAPACITA’ E POTENZIALE ENORMEMENTE SUPERIORI RISPETTO A QUELLO CHE SI CREDEVA NEL PASSATO.

Ciò che abbiamo scoperto negli ultimi 30 anni è che il cervello è diviso in due parti, che operano in misura diversa nelle diverse aree di competenza, che sono collegate da un corpo calloso centrale costituito da fibre nervose, e che comandano in modo incrociato le parti del corpo.

Nella maggior parte delle persone, l’emisfero sinistro e destro hanno queste diverse funzioni:

05_D_S

Quando una parte è attiva, l’altra è in stato di riposo, in stato alfa, pronto ad intervenire.

Il professor Zaidel, che ha continuato il lavoro di Sperry (vedi articoli precedenti), ha scoperto che ogni emisfero dispone di un numero di capacità molto più alto di quanto si credesse in passato, e che è in grado di compiere una serie di attività decisamente vasta e complessa.

La storia, agli inizi, confutava tale scoperta poiché la maggior parte dei geni apparivano “squilibrati”: Einstein e altri grandi scienziati apparivano a prima vista dominati prevalentemente dall’emisfero sinistro, mentre pittori come Picasso e altri, apparivano influenzati dall’emisfero destro.

Indagini più approfondite hanno rivelato alcune verità affascinanti: Einstein era stato bocciato in matematica e francese, mentre aveva tra le sue attività violino e pittura.

E’ ormai risaputo che da uno dei suoi giochi di “fantasia” (emisfero destro), mentre fantasticava su una collina in un giorno di estate, immaginò di cavalcare i raggi solari fino al confine dell’universo e quando si trovò sulla superficie del sole, si rese conto che l’universo doveva essere curvo. Da qui, e dopo molti numeri e formule, si arrivò alla famosa teoria della Relatività, che sconvolse le teorie fisiche fino ad allora conosciute.

Continua

COME FUNZIONA LA MENTE

 

 

5/12/08

04. IMPARA A RILASSARTI!

Quante volte ci è capitato che stress e tensioni accumulate durante il giorno esplodessero nei momenti meno opportuni, compromettendo il risultato di esami, colloqui di lavoro od altro?

Questo accade perché gli Hertz di attività cerebrale in quel momento sono così alti (cioè siamo così stressati) che il nostro corpo e la nostra mente, invece di essere dedicati all’apprendimento o a utilizzare le informazioni depositate, è dedicata alla gestione di questo stato di disequilibrio, e utilizza tutte le energie a disposizione.

La sensazione che ne riceviamo è “la testa che mi scoppia”, come se fosse impossibile depositare altre informazioni… o sembra che se imparo qualche nuova nozione, qualcosa esce dall’altra parte, quasi che la mente abbia una capacità limitata di gestione dei dati.

Poiché nei video e articoli precedenti abbiamo capito che la questione non è nel deposito, ma caso mai nel recupero delle informazioni, è chiaro che se sono troppo stressato e il mio corpo è dedicato ad altro, è improbabile che il recupero avvenga in modo efficiente e nei tempi che vogliamo.

04_ALBERTACosì è fondamentale imparare a RILASSARCI… So che può sembrare un luogo comune, ma è fondamentale per l’apprendimento! Non solo per i motivi esposti sopra, quanto perché lo stato di apprendimento massimo è lo stato di VIGILANZA RILASSATA, detta anche fase ALFA.

In questo stato siamo svegli ma tranquilli, e la nostra mente ha le energie necessarie per permettere una corretta rielaborazione delle informazioni. Come fare ad entrare in questa fase? Rilassandoci!

Una buona tecnica di rilassamento, che permetta di rilassarci non solo nel fisico ma anche nella mente, è sufficiente per dire una volta per tutte addio a mani sudate, agitazione, ansia, balbuzie ed amnesie.

Sono certa che ognuno di voi ha una (o più) tecniche di rilassamento sperimentate… e vanno tutte bene! Per chi non sapesse come fare, vi riporto i passi da seguire: potete fare sia un rilassamento fisico e mentale (15 minuti di durata vanno più che bene) o solo quello mentale (8 minuti)… scegliete voi in base al tempo che avete a disposizione.

PROCEDIMENTO

1 – Scegli una musica rilassante e mettila a volume basso (in fase alfa i rumori li sentiamo amplificati). Chiudi gli occhi e inizia a respirare più lentamente.

2 – RILASSAMENTO FISICO: è sufficiente concentrarsi sul proprio respiro e lasciare scorrere il pensiero sulle diverse parti muscolari partendo dalla testa fino ai piedi, dando l’indicazione o immaginando che si distendano .

3 – RILASSAMENTO MENTALE: qui è fondamentale la visualizzazione dei colori dell’arcobaleno. I colori del rilassamento non sono stati messi a caso, ma corrispondono a sensazioni sperimentate:

Rosso – Rilassamento muscolare

Arancione – Attenuazione delle risonanze emotive

Giallo – Calma mentale

Verde – Amore

Azzurro – Serenità interiore

Blu scuro – Aspirazioni

Viola – Livello spirituale

Se non riesci a vedere i colori, immagina un oggetto di quel colore… può capitare e non fartene un cruccio perché capita a molti.

Poi immergiti per un po’ in una scena tranquilla della Natura: mare, montagna, lago, bosco, ecc… ogni luogo va bene purché ti dia pace e serenità. (se usi della musica che contenga già i suoni della natura è ancora meglio… soprattutto le prime volte).

Poi gradualmente rivisualizza i colori al contrario e riapri gli occhi.

UTILIZZO

E’ un rilassamento molto semplice nella pratica e ha passaggi semplici (relax fisico, 7 colori, scena della Natura, 7 colori al contrario), quindi non hai bisogno di mantenere attiva la tua mente più di tanto!

Puoi usare il rilassamento la sera per recuperare un po’, prima di addormentarti (pensando in positivo al giorno dopo), prima di avvenimenti particolarmente importanti (esami, colloqui, ecc. ), prima dello studio (ti porrà in uno stato più produttivo) o dopo per tranquillizzare la mente, anche in mezzo alla giornata (15 minuti di pausa posso diventare 8 di relax e il resto di chiacchiere con i colleghi o per una boccata d’aria).

Più farai questo processo, più sarà facile per te entrare nello stato Alfa e rilassarti A COMANDO, oltre a migliorare la tua concentrazione quando devi apprendere!

Continua

3/12/08

03. VISIVO UDITIVO CINESTESICO… QUALE SARA’ IL TUO?

Negli articoli precedenti abbiamo spiegato come W. Pienfield scoprì che la nostra memoria è perfetta, ma solo nella fase del deposito, mentre in quella del recupero delle informazioni ci sono più difficoltà proprio a causa di questo deposito “casuale”, cioè così come arrivano dai nostri 5 sensi.

Prima di scoprire come usare questo a nostro vantaggio, è bene fare una ulteriore ricerca, ma questa volta su di noi… Oggi vorrei che scoprissimo che percentuale di visivo, uditivo e cinestesico siamo.

PREMESSA

La memoria si può suddividere in tre categorie:

a. Visiva – 83% circa della memoria

b. Uditiva – 11% circa della memoria

c. Cinestesica – 6% circa della memoria

Mi sono imbattuta in questa classificazione qualche anno fa… E’ una teoria affascinante – e secondo me anche un po’ vera – con cui alcuni teorici amano “catalogare” le persone… (a mio avviso in modo molto riduttivo).

03_visNon c’era naturalmente bisogno di una teoria per dirci che ognuno di noi ha un modo di comunicare, lo so, ma è interessante rifletterci… per riflettere un po’ su se stessi. Quindi pare che ciascuno di noi parli per immagini o magari suoni, oppure per odori… usa molti più termini, avverbi, verbi, parole che appartengono a uno o l’altro canale di comunicazione.

Per esempio, i visivi tendono a vedere il mondo per immagini. E siccome tentano di stare al passo con le immagini che hanno in testa, hanno la tendenza a parlare in fretta. Non si curano di come pronunciano le parole ma si sforzano di attribuire parole alle immagini. Amano esprimersi per metafore visive, dicendo come le cose appaiono loro, quali sono gli aspetti chiari e quelli oscuri.

03_audGli uditivi, invece si mostrano più selettive circa le parole che usano. Hanno voce più sonora, il loro eloquio è più lento, più ritmico, più misurato. Siccome le parole hanno per loro grande importanza, stanno attenti a quel che dicono. Amano espressioni come “questo mi suona bene”.

03_kinAncora più lenti risultano gli individui prevalentementecinestesici, che reagiscono soprattutto a ciò che sentono tattilmente. La loro voce è di solito fonda, spesso le parole escono loro di bocca lente, si servono di metafore tratte dal mondo fisico: le cose per loro sono “pesanti” e “intense”, aspirano ad “entrare in contatto” con la realtà.

Benissimo. E adesso? Scoprire quale è il nostro canale principale, o le nostre percentuali sembra più difficile di quanto non sia.

Ciascuno di noi ha in sé elementi delle tre modalità, ma nella stragrande maggioranza degli individui, un sistema predomina su tutti.

La prima volta che ne ho sentito parlare, lì per lì avrei detto di essere principalmente visiva poi cinestesica, poi uditiva. Con l’esperienza mi sono resa conto invece che il mio ricordo prima era cinestesico, cioè partiva da una sensazione, poi arrivava l’immagine di quella scena poi il suono… ovviamente tutto in termini di decimi di millesimi di secondo!! Comunque quella era la sequenza.

Quindi di una discussione, ad esempio, ricordo subito la sensazione spiacevole, poi arriva l’immagine della scena e poi piccoli sprazzi di frasi dette (suono).

E voi? Come vi vedete? sentite? O percepite?

ESERCIZIO PER SCOPRIRE IL NOSTRO CANALE PREFERENZIALE:

immaginate negli occhi della vostra mente un oggetto o una persona.

ACCESSI VISIVI: immaginatene il colore, la luminosità, la dimensione grande o piccola, se è in movimento, se è vicina o lontana, se è in 3D, ecc.

ACCESSI UDITIVI: se cadendo fa rumore, a che volume è, se è un suono mobile, da dove proviene il suono, ecc.

ACCESSI CINESTESICI: la temperatura, se vibra, se si muove, se è denso, che sapore ha, di cosa è fatto, ecc.

Fatto? Benissimo… In questo modo avete delle “indicazioni” sul canale preferenziale, FONDAMENTALE nell’uso delle immagini per memorizzare dati ed eventi. Come nell’esempio delle 18 parole.

Ricordate comunque che i nostri ricordi (e di conseguenza le immagini che creiamo) sono sempre un mix di questi 3 canali e dei nostri 5 sensi, mai uno solo!

… continua…

IL TEST DELLE 18 PAROLE

 

1/12/08

2. SENZA MEMORIA NON CI SAREBBE APPRENDIMENTO

Nonostante i 5 sensi, se non avessimo la memoria, non saremmo coscienti di ciò che ci succede e che ci è successo: gli stimoli passerebbero attraverso noi senza lasciare traccia. Senza ritenzione non potremmo ripetere niente, ma dovremmo, di nuovo, apprendere ciò che ci accingiamo a fare. Si capisce facilmente come la memoria, la sua conservazione o la possibile perdita siano motivi di grande preoccupazione.

bimbaNonostante questo, solamente in rarissimi casi i programmi didattici ed educativi prevedono lo studio dei processi mentali della memorizzazione, o il ricordare con maggiore efficacia e semplicità.

Inoltre la capacità di ricordare viene vista come una qualità innata, spesso destinata a tramontare a causa dell’età, dello stress, ecc…, e comunque indipendente dalla nostra volontà.

Anche l’uso della memoria è passivo: la maggior parte delle persone ripete infinite volte il concetto, escludendo così la comprensione vera e propria e mettendo inoltre la mente nelle condizioni più complicate per ricordare… il cosiddetto “imparare a memoria” o più comunemente detto “a pappagallo”.

La memorizzazione è invece un processo dinamico ed attivo che utilizza intelligenza, creatività e fantasia; è semplice, di facile applicazione e asseconda il normale funzionamento della nostra mente.

LE TECNICHE DI MEMORIA

Fin dall’antica Grecia ci sono stati individui che impressionavano i loro simili dando prove di memoria veramente sorprendenti: ricordavano interi poemi, elenchi di centinaia di nomi, prima in un ordine e quindi in ordine inverso, date e numeri, nomi e visi, ecc…

Nella maggior parte dei casi utilizzavano speciali tecniche di memorizzazione, dette mnemotecniche. Molti sono stati i personaggi storici che fecero uso di queste metodologie: Simonide di Ceo, Platone, Aristotele, Cicerone, Quintiliano, Tommaso d’Aquino, Lullo, Giordano Bruno, Pico della Mirandola, Leibnitz.

Negli anni le tecniche si sono perfezionate, dalle più semplici dell’antichità alle più approfondite e specifiche, di pari passo con la crescente specializzazione dei docenti.

Inoltre la scienza ha dimostrato che queste tecniche sono in effetti strettamente collegate ai meccanismi di base del cervello, pertanto si è cominciato ad usarle ed insegnarle nelle università e nelle scuole.

Corsi di tecniche di memoria si tengono sin dagli anni ’50 in molti campus universitari americani, ed è lunghissima la lista di aziende ed istituzioni che ospitano seminari sulla mnemotecnica rivolti ai propri dirigenti: Exxon, Nasa, Texas Instruments, IBM, Fiat, Olivetti e decine di medie e grandi aziende italiane.

cinesiLe premesse sono molto semplici: la nostra memoria è perfetta nel deposito dei dati, ma inefficace nel richiamo.

E’ del professor W. Penfield la scoperta della capacità delle cellule cerebrali di “catturare” e mantenere intatte negli anni le infinite percezioni rilevate dai 5 sensi: egli scoprì che quando stimolava con piccole sonde elettriche particolari cellule cerebrali, i pazienti ricordavano esperienze del passato, rivivendo realmente l’intera esperienza compresi odori, rumori, colori, movimenti e sapori.

Ecco allora che ipotizzò che all’interno di ogni cellula esista un deposito completo di ogni avvenimento del nostro passato e che, con lo stimolo adatto, potremmo riproiettare il tutto.

Le mnemotecniche, perciò, per poter essere un metodo efficace e in grado di organizzare le informazioni in un modo facilmente accessibile, devono basarsi sui principi fondamentali del funzionamento del cervello, che sono i seguenti:

– VISUALIZZAZIONE = conversione dei dati in immagini per sfruttare il senso predominante; infatti la memoria umana è visiva fino all’80-85%

– ASSOCIAZIONE di immagini

– USO DELLA FANTASIA = il coinvolgimento emotivo e l’inusualità sono fondamentali per il ricordo. Le tecniche di memoria, utilizzando questi principi, permettono di ricordare qualsiasi dato: numeri, testi, discorsi, formule scientifiche, vocaboli stranieri di qualsiasi lingua, nomi delle persone, telefoni, appuntamenti….

Nei prossimi articoli vedremo come è possibile fare tutto ciò.

continua

28/11/08

1. L’APPRENDIMENTO

E’ mio desiderio e piacere avere l’occasione di farti vedere sotto una luce nuova un argomento, quelle delletecniche di memoria e della lettura veloce, delle mappe mentali e delle strategie di studio, già più volte trattato ed esposto in diverse forme, e riuscire non solo a rispondere ai diversi quesiti che hai sull’argomento, ma anche a trasferirti la passione che ho per questo argomento. Non solo: l’idea nuova è che imparare è facile e divertente.

Frasi però come “… mi lasci pensare… in questo momento non ricordo… Aspetti… la so questa informazione, solo non mi viene in mente in questo momento!…” sono forse, per alcuni, all’ordine del giorno. Quante volte ci siamo sorpresi a pensare che la nostra mente non sia poi così perfetta?

Come tutti, mi sono spesso sentita spiazzata dal comportamento di quella cosa meravigliosa e misteriosa chiamatamemoria. In situazioni di relax e di normalità funziona perfettamente, senza intoppi, quasi da darla per scontata; durante le interrogazioni, gli esami, una riunione importante, invece fa sciopero, “grippa”, lasciandoci ammutoliti e incapaci di dire anche solo una parola… tabula rasa. Voilà: la nostra memoria diventa da “buona, efficiente” a “scadente, cattiva”. E prendiamo per buono questo concetto… tanto da non fidarci più di lei.

E in molti casi una memoria non efficiente porta a risultati non eccellenti, nella scuola o nel lavoro, e quindi vanno a toccare anche la nostra autostima. E’ successo a tutti, chi più chi meno… ma niente paura: si può fare qualcosa!

01_fasiLE FASI DELL’APPRENDIMENTO

La società contemporanea richiede, a tutti i livelli ed in tutti i settori, una continua necessità di aggiornamento e di preparazione, un ampliamento delle proprie competenze, una maggiore preparazione, una efficienza notevole… sono sempre più elementi fondamentali per il perfezionamento delle proprie capacità.

La quantità di informazioni da apprendere però sono sempre maggiori, con sempre minor tempo a disposizione e una necessità continua ad avere tali informazioni disponibili subito… Inoltre, a impegnarci nel processo di apprendimento, si unisce anche una scarsa capacità di concentrazione e la mancanza di interesse verso alcuni argomenti.

In aggiunta, se pensiamo al fatto che l’apprendimento si divide in 4 fasi:

– Acquisizione dei dati (attraverso l’ascolto, la lettura, ecc.);

– Comprensione delle informazioni;

– Organizzazione del materiale che riteniamo importante;

– Ricordo dei dati;

ecco che il quadro che si presenta appare come un processo impegnativo e irto di difficoltà.

In realtà, il nostro metodo personale può (e deve) evolvere e migliorare, ed essere integrato con le più avanzate tecniche attualmente disponibili nel campo delle strategie di apprendimento.

Ecco allora che le tecniche di apprendimento ottimizzano:

– la fase dell’Acquisizione, con le tecniche di lettura veloce;

– la fase della Organizzazione, con le mappe mentali;

– la fase del Ricordo con le tecniche di memoria;

E’ facile intuire che la fase di Comprensione è ottimizzata grazie alla maggiore efficienza delle altre fasi.

Tutti siamo stati, almeno una volta, ingannati dalla memoria. Ma è certamente la facoltà mentale alla quale ricorriamo di più. Ma cos’è la memoria? Come funziona? E’ inevitabile il suo declino con il passare del tempo? Come fare per mantenerla attiva, fresca, aggiornata? …

Continua…

 

24/11/08