Diventa un Genio

Essere un genio è alla portata di tutti, perché tutti abbiamo una mente con infinite capacità: bisogna solo avere il “libretto” di istruzioni e imparare a usare la nostra mente al suo meglio. Qui, si considera l’apprendimento non più come un “deposito-e-ricordo”, ma come un processo attivo, divertente, coinvolgente, dove si stimolano entrambi gli emisferi per ricordare, leggere, apprendere con estrema facilità e a lungo nel tempo.

Alberta Cuoghi

Alberta Cuoghi

14. PRENDERE APPUNTI IN MODO EFFICACE

Per secoli la specie umana ha registrato e annotato informazioni allo scopo di ricordare, comunicare, analizzare e risolvere problemi, pensare creativamente e riassumere. Le tecniche usate sono state frasi, liste, linee, parole, analisi, logica, linearità, numeri e monocromatismo (uso di un solo colore).

Per quanto alcuni di questi sistemi possano sembrare efficaci, usano tutti quelle modalità di pensiero che ora sai essere dominanti dell’emisfero sinistro della corteccia cerebrale, dimenticandosi di usare un’altra parte fondamentale del nostro cervello: l’emisfero destro! Solo usando gli elementi caratteristici dell’emisfero destro (dimensioni, colore, disegno, tridimensionalità, ecc.), darai la possibilità alla tua mente di esprimere per intero la sua grandezza.

GLI SVANTAGGI DEL MODO PIÙ DIFFUSO DI PRENDERE APPUNTI

Innanzitutto, chi è intento a trascrivere tutto agisce come un lettore che non fa l’anteprima: non riesce a distinguere il “tutto” (il flusso generale dell’argomentazione), perché è troppo immerso nelle parti che lo compongono.

In secondo luogo, preoccuparsi continuamente di prender nota di tutto impedisce di attuare un’analisi critica, obiettiva e continua del tema in questione, e di comprenderlo veramente. Troppo spesso l’attività del prendere appunti sospende quella mentale, un po’ come una segretaria potrebbe battere a macchina un intero romanzo, senza poi avere la benché minima idea di cosa esso parli.

In terzo luogo, gli appunti presi in questo modo tendono a diventare così voluminosi (specialmente quando si aggiungono ad appunti già presi dai libri) che, quando viene il momento di ripassare, lo studente scopre di dover rileggere tutto daccapo.

Prendere appunti in modo efficace non significa riportate pedissequamente quanto si è sentito o si è letto. Al contrario. Si tratta, piuttosto, di un processo selettivo che tende a ridurre al minimo il volume di parole trascritte e a massimizzare la capacità di memorizzarle leggendole.

Per farlo, si usano le parole chiave. Una parola chiave è una parola che racchiude una varietà di significati nell’unità più piccola possibile. Quando si richiama quella parola, i significati cominciano a scaturire liberamente. Scegliere le parole chiave è facile. Il primo passo è eliminare tutte le parole superflue, fidandosi che la nostra mente, la nostra intelligenza e la capacità di ragionamento ci permetta di recuperare appieno il significato racchiuso nella parola chiave stessa.

Quando si prendono appunti con le parole chiave, è importante ricordare che esse devono far scattare il tipo giusto di ricordi. Quindi, in questo caso, parole come “meraviglioso” o “terrificante”, pur essendo pittoresche, risultano troppo generiche. Esse veicolano molti altri significati che potrebbero non aver nulla a che fare col concetto particolare che vuoi ricordare.

Inoltre, una parola chiave dovrebbe essere soddisfacente innanzi tutto per te. Nella maggior parte dei casi, non occorre ricavare le parole chiave direttamente dalla lezione che si ascolta o dal testo che si legge. È preferibile una parola scelta da te, in grado di riassumere efficacemente le parole scritte da un altro.

Se ti eserciti a prendere appunti mediante parole chiave, ti sorprenderai di quante informazioni in più potrai registrare utilizzando uno spazio limitato.

Continua

21/01/09

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