Meditazione Cromatica

Il percorso dall’io al Sé

Salve, amici! Ecco un piccolo spazio per chi ama i colori e desidera non solo conoscerne le valenze energetiche, psicologiche e simboliche, ma anche sperimentarne gli effetti con le opportune tecniche meditative. Un luogo quieto, tutto nostro, “ritagliato” (come letteralmente significa la parola tempio) dalle attività quotidiane, per ritrovarci (noi stessi e tra noi) serenamente e vivere insieme i colori come teoria e pratica dell’autoconoscenza.

Cesare Peri

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1. I COLORI SONO DENTRO DI NOI

Le cose da dire sono così tante (quelle da fare non di meno!) e significative, che non è facile stabilirne la priorità. Le vedremo e sperimenteremo passo dopo passo. Il Per-corso unisce le moderne conoscenze della cromoterapia all’antica scienza dei chakra: agisce perciò a livello fisico, emozionale e mentale, ma soprattutto favorisce il processo di ricerca spirituale.

Va subito chiarito che i colori sono una nostra creazione: si tratta infatti di onde luminose di natura elettromagnetica, di diversa lunghezza e frequenza, cioè di pura energia, che destano in noi sensazioni ottiche. Questi impulsi luminosi, trasformati in impulsi nervosi, sono trasmessi dal nervo ottico alla corteccia cerebrale, situata nei lobi posteriori del cervello, dove avviene la percezione visiva.

Proprio perché sono una prodotto della nostra mente, sentiamo istintivamente i colori come una parte viva di noi, legata alle emozioni e ai sentimenti. Il principio su cui si basa la cromologia è che i colori costituiscono il linguaggio emozionale dell’inconscio. Questo collegamento tra gli stati d’animo e i colori ha conseguenze importantissime sul piano psicologico e terapeutico, in quanto non solo favorisce una conoscenza approfondita di noi stessi (i significati di un colore ci svelano, per esempio, perché amiamo o non sopportiamo quel colore), ma anche ci permette di comunicare con l’inconscio, generando un influsso sul sistema nervoso, sul sistema immunitario e sul metabolismo. Di fatto le frequenze dei colori interagiscono con le vibrazioni dell’organismo.

La Meditazione Cromatica produce effetti benefici a livello psicofisico tramite l’utilizzo sia di particolari pratiche di visualizzazione e respirazione dei colori sia di posture ed esercizi dinamici di facile esecuzione. Ricordiamo un altro concetto fondamentale: la nostra mente non distingue tra un fatto reale e uno fortemente immaginato, producendo perciò effetti analoghi (spesso, anzi, un’intensa visualizzazione cromatica incide più profondamente dei raggi colorati di un faretto).

Ma la pratica meditativa si spinge molto più in là di quella terapeutica: il valore simbolico dei colori, in perfetta corrispondenza con quello dei chakra, fornisce un’interpretazione olistica dell’essere umano e insieme scandisce le tappe dell’evoluzione della coscienza. E questo è il cammino che qui vi propongo e che mi piacerebbe percorrere insieme.

 

Il vortice dei colori

Ed eccoci già alla parte pratica. L’immagine che vedete qui sotto è tratta dai miei appunti di studio e ci permette di dare uno sguardo d’insieme, anche se un po’semplificato e schematico, al percorso verticale che vorremmo seguire. Si può osservare la successione dei colori (rosso, giallo e blu sono i colori primari, dalla cui unione derivano tutti gli altri) in corrispondenza dei chakra e dei plessi. Sono annotati anche i significati base, mentre le linee che collegano i colori indicano i rapporti di complementarità, di cui parleremo in seguito.

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L’esercizio ha funzione introduttiva e mira a familiarizzare con la disposizione dei colori sul proprio corpo, in modo che possiamo percepirli “addosso e dentro”. È fondamentale (sempre) sintonizzare respirazione, visualizzazione e gestualità.

In piedi, gambe aperte, un po’ piegate, mani appena sotto l’ombelico con i palmi rivolti verso l’alto e i polpastrelli a contatto, occhi chiusi. Il movimento di lento sollevamento delle braccia fin sopra il capo (le mani salgono sfiorando il corpo dall’ombelico alla fronte con brevi soste in corrispondenza dei chakra) avviene nello spazio di un’unica profonda inspirazione; la lenta espirazione accompagna il ritorno delle mani nella posizione di partenza. L’esercizio deriva dalla pratica del Baduanjin (= “Otto pezzi di broccato”), antico metodo cinese per ricaricarsi di energia, una perfetta unione tra meditazione e ginnastica dolce, ideato durante la dinastia Song (960-1279), secondo la leggenda, dal generale Yeuh Fei per rendere più forti i suoi soldati. “Reggere il cielo con entrambe le mani” (Shuang shou tuo tian li san jiao), rielaborato in chiave cromatica, unisce ai benefici effetti fisici (regola tutti gli organi interni, allevia la fatica e aumenta la capacità respiratoria) quelli mentali della concentrazione e della visualizzazione, che permettono la circolazione dell’energia vitale grazie alla forza del pensiero. Durata: 10 minuti.

 

1) Tocco il ventre sotto l’ombelico, mentre incomincio ad inspirare, e immagino di premere un pulsante che subito accende di luce arancione tutta la fascia della vita.

2) Salendo, tocco un pulsante all’altezza del plesso solare, e tutta la parte superiore dell’addome si accende di un giallo brillante.

3) Sfioro quindi il centro del petto, e tutto il torace si illumina di verde.

4) Tocco la gola, e si accende di blu.

5) Sfioro la fronte, e s’illumina di un’intensa luce di color indaco.

6) Sollevando le braccia e aprendole ad imbuto, creo un cono di luce viola a partire dalla sommità del capo.

7) Mentre resto in apnea, visualizzo il cono di luce viola (tra la sommità del capo e le braccia): incomincia ruotare sempre più velocemente, trasformandosi in un vortice di scintille multicolori.

8) Con l’inizio dell’espirazione immagino che questo vortice scintillante penetri nella testa e incomincio ad abbassare le braccia riunendo la punta della dita.

9) Il vortice inonda e ravviva con la sua energia sfavillante l’indaco della fronte (che sfioro con le mani soffermandomi un attimo)…

10) il blu della gola… il verde del petto… il giallo del plesso solare (sfioro i punti scendendo lentamente)…

11) e l’arancione sotto l’ombelico: qui il movimento delle mani si esaurisce con la fine dell’espirazione.

12) Contraendo l’addome, svuoto completamente i polmoni e abbasso le braccia lungo i fianchi, immaginando che il flusso di scintille multicolori attraversi le gambe e scenda fino ai piedi.

(ripetere otto volte)

 

Che l’arcobaleno splenda nella vostra vita! Arrivederci al prossimo mese.

Cesare Peri

 

Credit Img

26/01/15
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