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09. ALIMENTARSI CON… COSCIENZA

Ciao a tutti

qualche giorno fa ho partecipato ad un seminario molto interessante, tenuto dal nostro Golia Vincenzo Pezzulla, sull’Alimentazione Energetica e, ispirata da questa esperienza, vorrei ora soffermarmi sul concetto di alimentazione.

ciboOkCosa significa alimentarsi? Per alcuni significa ingurgitare qualsiasi cosa, assecondando istintivamente il desiderio ansioso di riempire la pancia… desiderio favorito, da una parte, dalla stessa industria alimentare con l’uso di ingredienti eccessivamente raffinati e l’aggiunta di additivi vari, e dall’altra dai messaggi pubblicitari che fanno leva sulla nostra emotività.

Di fatto, quello di cui ci nutriamo viene trasformato in parti di noi. Tutto quello che “mandiamo giù” va a costruire il nostro sangue e i nostri tessuti; si trasforma letteralmente in noi stessi.

C’è un legame evidente tra il modo in cui ci si alimenta e il modo in cui si nutrono anche tutti gli altri aspetti della vita, perché riguarda sempre e comunque la nostra capacità di assimilare, elaborare, riproporci

Il nostro corpo è uno splendido apparato psico-fisico che ci consente di fare l’esperienza umana della vita. Se lo manteniamo in buone condizioni – se lo nutriamo bene – allora lui ci ripagherà diventando sempre più forte, bello e soprattutto responsivo ai nostri desideri più profondi.

Un’alimentazione fuori equilibrio (costituita di cibi sbiancati, ricchi di zucchero, di contaminanti…) inevitabilmente modificherà l’energia del nostro corpo, influendo così sulle nostre capacità fisiche e mentali. Ci sono miti come quello del latte vaccino e dello zucchero bianco che andrebbero rivisitati e a tal proposito invito a rileggere il VideoBlog di Golia (che si è concluso di recente ma rimane disponibile in archivio).

Questi miti “fanno bene”… alle tasche di chi deve vendere prodotti alimentari raffinati e – sospetto sempre di più – di chi trae vantaggio da una società composta di individui che si ammalano facilmente. Le persone ammalate, poco sane e/o infelici, sono una enorme fonte di guadagno per l’industria farmaceutica (para-farmaceutica, estetica, ecc). Faccio notare, tra l’altro, che l’Italia è fra i maggiori consumatori europei di antibiotici (*)…

Al di fuori dei contesti in cui sono necessari, credo che si tenda ad abusare dei medicinali perché mettono a “tacere” facilmente ogni sorta di sintomatologia, fisica e psichica. Parallelamente, ci si rivolge al chirurgo e si comprano gli oggetti più svariati per sopprimere i disagi interiori e nutrire le emozioni compulsive che – guarda caso – non sono mai appagate definitivamente…. Non ci vuole un “genio” per immaginare le conseguenze in termini di mal-essere…. un malessere non solo individuale, ma collettivo; si pensi allo sfruttamento eccessivo delle risorse planetarie (il consumismo estremo e il conseguente inquinamento dell’ambiente, o i problemi causati dagli allevamenti intensivi (**)che comportano la riduzione della biodiversità, l’emissione massiccia di ammoniaca ecc…), ai meccanismi politici, sociali ed economici (quanta mano d’opera estera sottocosto è impiegata per produrre merce destinata ai mercati occidentali?!); si pensi alla sofferenza del mondo animale (sfruttato e massacrato per il solo piacere del palato), e molto molto altro…

Credo che alimentarsi bene significhi anche e forse soprattutto nutrirsi di “pensieri sani”, costruttivi, propositivi … pensieri che emergono dal contatto con il Cuore, quindi colorati dal senso della fiducia, dall’accoglienza… pensieri che sono espressione di intuito e saggezza, e che aiutano ad abbracciare il flusso della vita. Le emozioni, le immagini e le parole che accogliamo in noi vanno a nutrire il corpo della nostra interiorità, determinandone la qualità, la forza e la capacità di espressione. Non solo le persone serene e felici si ammalano più difficilmente (…) ma sono anche in grado di operare scelte più costruttive in tutti i settori della loro vita.

Abitare corpi appesantiti e intossicati da cibi e pensieri “indigesti” rende in genere più insensibili all’ascolto della voce interiore , quella del Sé superiore: il principio vitale che guida e aspira a governare ogni essere umano… Se ci trattiamo con noncuranza, se inquiniamo i nostri corpi, le nostre menti ed i nostri cuori, allora ci prestiamo a diventare lo strumento del disamore, e perdiamo la capacità di esprimere le qualità luminose e sottili dell’Anima; diventiamo allora più influenzabili e controllabili da fattori esterni, meno auto-referenziati e presenti a noi stessi… e quindi sempre più in uno stato di bisogno (bisogno di medicine – si diceva -, di cibi “forti”, di emozioni che “stordiscono”, di potere, di soldi, insomma di sonniferi sempre più “raffinati”)…

Ecco, questa è la mia denuncia, e allo stesso tempo l’invito a procedere in tutti gli ambiti della vita con un po’ più di attenzione a quello che accogliamo in noi, e di conseguenza nella nostra famiglia e quindi nella collettività.

Ci tengo a riportare un “suggerimento operativo” che il nostro amico Peter Roche de Coppens ha indicato quando gli abbiamo chiesto come fare per capire se le proprie azioni siano “giuste” o meno: si deve immaginare che tutto il resto del mondo faccia lo stesso e pensare al risultato… se è qualcosa di positivo allora stiamo facendo qualcosa di giusto, sennò vale il viceversa.

Mi sembra un suggerimento interessante, o perlomeno un punto di partenza valido per imparare a muoversi con maggiore coscienza… Potrebbe essere, anche, un’ottima indicazione per avvicinarsi al Natale (qualunque cosa significhi per voi) in modo un po’ più consapevole

Camilla Ripani

Note

(*) Si veda www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPianoNew.jsp?id=200⊂=1〈=it

(**) Si veda www.fao.org/newsroom/en/news/2007/1000542/index.html

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