Punti di Vista

Il v-blog della redazione di Anima.TV

Ci sono tanti modi di guardare alla realtà, tanti “punti di vista” e da ognuno di questi pensiamo che ci sia sempre qualcosa da imparare… Grazie di essere arrivati fino a qui e buon viaggio!

La Redazione anima.tv

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220. LA GENTILEZZA FA BENE AL CERVELLO

Definire la gentilezza non è facile. La parola è legata all’empatia e alla solidarietà, ma non può essere limitata a queste descrizioni. Non è solo un tratto o un’abilità, è un valore umano arricchito da scelte etiche.

Nei dizionari la gentilezza è definita come l’inclinazione a fare del bene. Ma il bene è un concetto relativo. Un significato più accurato potrebbe richiamare la capacità di provare compassione, cioè sentire la sofferenza altrui e cercare di risolverla.

Esprimiamo gentilezza anche nei confronti degli altri esseri viventi oppure oggetti. Possiamo mostrare gentilezza nei riguardi di un dipinto, di una pietra, di un qualcosa che vogliamo preservare.

La gentilezza è certamente una virtù superiore perché coinvolge tante altre virtù. Nella gentilezza vi sono amore, rispetto, solidarietà, generosità e molto altro. Essa implica una certa evoluzione spirituale e mentale.

Gli scienziati hanno dimostrato che la gentilezza è un’abilità rintracciabile nel cervello ed è la base per una buona qualità di vita.

Un gruppo di scienziati dell’Università di Oxford e dell’università di Londra ha identificato un’area del cervello che sembra essere correlata alla gentilezza. Il gruppo, guidato dalla dottoressa Patricia Lockwood, ha lavorato con un gruppo di volontari. A questi è stato chiesto di individuare quali simboli fossero benefici per loro e quali fossero benefici per gli altri. Quando ciascun volontario scopriva il modo in cui un certo simbolo poteva aiutare gli altri, si attivava l’area del cervello chiamata “corteccia cingolata anteriore“.

Il neuropsicologo Richard Davidson ha fatto uno studio all’Università del Wisconsin dopo un viaggio in India. Nel 1992 ha incontrato il Dalai Lama, il quale gli ha fatto una domanda: “Ammiro il tuo lavoro, ma penso che tu sia molto concentrato su stress, ansia e depressione; non hai pensato di concentrare i tuoi studi neuroscientifici sulla gentilezza, la tenerezza e la compassione? “.

E così Richard Davidson seguì il consiglio del Dalai Lama e in seguito ha approfondito gli studi in tal senso. Egli ha dimostrato scientificamente che alcune strutture nel cervello possono cambiare in sole due ore, per esempio attraverso la meditazione, comportando effetti sul benessere dell’intero organismo.

Allo stesso modo, ha scoperto che i circuiti neuronali dell’empatia non sono gli stessi di quelli della compassione. Per arrivare alla compassione (un’altra forma di gentilezza), devi intraprendere la via della sensibilità, della simpatia e dell’empatia. La compassione è a un livello più alto, è un passo oltre la capacità di percepire, sentire e comprendere la sofferenza dell’altra persona; implica una chiamata all’azione quando si assiste alla sofferenza degli altri.

Davidson ha anche scoperto come la gentilezza e la tenerezza abbiano aumentato il benessere in diversi ambiti della vita. In uno studio su bambini e adolescenti, sono stati documentati diversi cambiamenti cerebrali quando gli scienziati hanno insegnato loro a essere più compassionevoli e teneri. Tutti hanno mostrato miglioramenti a scuola e anche la loro salute ne ha tratto beneficio.

Forse non erano necessari gli studi degli scienziati per sapere che la gentilezza ci aiuta a vivere meglio, ma dimostrare in modo scientifico le modificazioni neurofisiologiche di questa “pratica” e come essa impatti sul nostro benessere psico-fisico ci spinge a riconsiderare seriamente le conseguenze dei nostri modi di pensare e di comportarci.

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Redazione Anima.TV

Fonte: exploringyourmind.com

 

2/10/18
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219. MAURO SCARDOVELLI INTERVISTA RAFFAELE FIORE

Mauro Scardovelli intervista Raffaele Fiore, autore del libro Creatività Medica (Anima Edizioni), in un interessante confronto centrato sull’anima, il corpo e la guarigione.

“Oggi medici come Raffaele Fiore sono a rischio perché fanno la medicina, quella vera, e non quella delle multinazionali”.
(Mauro Scardovelli)

Mauro Scardovelli è giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph – Biodinamica Umanistica.

Raffaele Fiore è laureato in Medicina e Chirurgia con una tesi in Psicosomatica. Consegue un diploma in Psicoterapia ipnotica e uno successivo in Psicoterapia Psicosomatica presso l’Istituto Riza di Milano. È inoltre psicoterapeuta, musicofilo, musicista e spiritualista.

 

Video dell’intervista:

 

Alcune frasi estrapolate dal video:

“Il corpo fisico è il laboratorio alchemico nel quale la coscienza distilla costantemente se stessa nella ricerca di creare un contatto più efficace e più continuativo con lo spirito, cosa difficilissima… Chi accetta questo lavoro accetta di fare anima”.

“Siamo individui psicosomatici. La dimensione psichica comprende la dimensione somatica, non è il contrario. Un’esperienza psichica ha tutto il potere di generare una malattia oncologica”.

“Per ascoltare l’altro io devo aver almeno fatto tacere i pensieri compulsivi che tendono a intromettersi nella relazione terapeutica”.

“Diceva Gurdjieff… Se stai meditando e viene a trovarti un demone, accoglilo e fallo meditare con te”.

“Io porto il mio destino scritto da qualche parte, ma non lo posso vedere, cercarlo è un lavoro doloroso… La psicanalisi oggi ci insegna questo: non serve scavare più di tanto e reiterare il rancore, le colpe, ecc… Invece è importante farsi questa domanda: cosa posso fare io, qui, ora, per liberarmi di questa sofferenza? E c’è una sola risposta magica: cambiare, e quindi abbandonare i modelli dei quali sono così tanto innamorato”.

Redazione Anima.TV

 

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27/08/18
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218. Il METODO DI RICHARD FEYNMAN PER CAPIRE E RICORDARE

Richard Feynman, premio nobel per la Fisica, era noto per la sua abilità di insegnante e per saper spiegare concetti complessi con parole semplici.

Feynman ci ha lasciato un metodo per apprendere in modo chiaro qualunque contenuto e fissarlo nella memoria.

Ecco i passi principali del metodo:

1) Immaginare di spiegare l’argomento a un bambino.

Dopo aver appreso un certo argomento, immaginate di doverlo rispiegare a un bambino, usando quindi un linguaggio a lui comprensibile. Potete usare in aggiunta anche degli schemi grafici, per esempio tracciati su una lavagna o su un foglio. Molto utili, in questo tipo di spiegazione, sono anche le analogie (“la forza centrifuga è quella che usa la lavatrice per strizzare i panni”).

2) Colmare eventuali lacune.

Durante il passo precedente, potrebbe risultarvi che ci sono alcuni passaggi dell’argomento ancora poco chiari o mal collegati. Cercate allora di approfondirli meglio in modo da riuscire finalmente a spiegarli con chiarezza e sempllicità.

3) Organizzare e semplificare.

Infine tornate sulla visione di insieme dell’argomento e assicuratevi che tutti i punti siano ben collegati fra loro e scorrano facilmente, anche a costo di fare una ulteriore semplificazione. Cercate di rendere la spiegazione comprensibile, fluida e interessante il più possibile.

Come test finale, cercate un amico completamente digiuno dei vostri argomenti, ancora meglio se si tratta di un bambino, e provate a spiegargli l’argomento in questione. Se vi seguirà con interesse e comprenderà i concetti esposti, allora state certi che anche voi non dimenticherete quanto appreso e spiegato.

In pratica, nello sforzo di rendere un concetto più semplice e comprensibile possibile, lo comprendete meglio e lo fissate nella vostra memoria.

Redazione Anima.TV

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Fonti
https://www.focus.it/comportamento/scuola-e-universita/le-tre-regole-di-feynman-per-preparare-un-esame-e-imparare-tutto
http://metododistudio.it/studiare-con-metodo-feynman/

5/06/18
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217. CONSIGLI PER UNA COMUNICAZIONE EFFICACE

È possibile migliorare il rapporto con i famigliari, con i colleghi di lavoro o con gli amici, facendo attenzione al modo in cui comunichiamo. Ecco 10 utili consigli per comunicare in modo più efficace ed empatico, suggeriti da Liz Kingsnorth di heartfulnessmagazine.com

1. Stabilire una connessione

Miriamo a stabilire un rapporto che sia rispettoso e compassionevole, tale che l’altro possa esprimere se stesso, essere ascoltato e capito. Dobbiamo essere fiduciosi che stabilire una connessione è più importante e soddisfacente dell’avere ragione o dell’avere l’ultima parola. Significa provare a essere aperti e in contatto con ciò che è importante per l’altra persona – e per noi stessi – a ogni istante.

2. Ascoltare

Abbiamo due orecchie e una bocca per ricordarci cosa è importante! L’ascolto è la chiave di ogni sana relazione. Spesso ascoltiamo per metà, aspettando il momento giusto per dire la nostra. Quando la nostra attenzione è sui nostri pensieri e su quello che vogliamo dire, non stiamo ascoltando. Ascoltare significa entrare nel mondo dell’altra persona, avere l’intento di capirla, anche se possiamo non essere d’accordo con ciò che sta affermando.

3. Voler Comprendere

Quando una persona sente di essere capita, è più propensa ad aprirsi e ad ascoltare a sua volta. Voler comprendere una persona significa mettere in campo generosità, rispetto, autocontrollo, compassione e pazienza. Cerchiamo di mantenere un atteggiamento di curiosità e non di reattività nei confronti della diversità dell’altro.

4. I Bisogni

Ciò che le persone dicono o fanno è sempre in conseguenza dei loro bisogni, desideri o valori. Possiamo imparare a identificare e “ascoltare” questi bisogni anche quando non sono palesati in modo esplicito. Dato che tutti gli esseri umani hanno dei bisogni in comune, ciò rappresenta la chiave per una reciproca comprensione. Per esempio, se qualcuno ci dice: “Sei così egoista, non dai mai una mano in casa”, sta affermando indirettamente il desiderio di essere considerato e di avere un supporto, anche se espresso attraverso biasimo e giudizio. Se scegliamo di entrare in empatia, invece di reagire, la persona si sentirà capita.

5. Agire l’empatia

Evitiamo di:
– Rispondere subito raccontando la tua storia simile;
– Interrogare con molte domande sui dettagli;
– Interpretare l’esperienza dell’altro;
– Dare consigli;
– Uscirtene con frasi del tipo “Se credi che questa cosa sia un problema, aspetta che ti racconti ciò che mi è capitato!”
– Rinnegare i sentimenti della persona, per esempio dicendo “Non essere arrabbiato”.
– Sminuire l’esperienza della persona, o arrivare a dirle che di fatto si tratta di qualcosa di positivo!

Le persone apprezzano chi le ascolta con empatia più di ogni altra cosa.

6. Prendersi la responsabilità

Ciò che qualcuno dice o fa non è la causa di quello che sentiamo, ma è solo l’interruttore che innesca le nostre reazioni. I nostri sentimenti sono una nostra responsabilità. Per esempio, se qualcuno non fa ciò che ha promesso di fare, potremmo dirgli: “Mi fai arrabbiare, non sei affidabile!”. Rielaborando la frase dal punto di vista della responsabilità, potremmo invece dirgli: “Mi sento frustrato perché è importante per me che vengano mantenuti gli accordi presi”.

7. Fare Richieste

Facciamo delle richieste che permettano all’altro di soddisfare i nostri bisogni. Significa evitare di lamentarsi e fare in modo che la situazione possa cambiare. Non fare richieste troppo vaghe o irraggiungibili o espresse in forma negativa del tipo: “Smettila di fare tutto questo rumore”. Fare invece una richiesta che sia concreta, specifica ed espressa in positivo: “Sto lavorando. Potresti gentilmente usare le cuffie mentre giochi ai videogame?”.

8. Descrivere la situazione in modo neutro

Quando siamo turbati, spesso interpretiamo quanto accaduto usando un linguaggio pieno di giudizio, che raramente descrive in modo oggettivo ciò che ci ha creato il problema, e questo può innescare ulteriori conflitti. Per esempio, potremmo affermare: “Non ti importa niente di me!” invece di osservare: “Non mi hai chiamato”.

I passi da fare sono: a) come prima cosa, descrivere la situazione in modo più accurato e neutro possibile, privo di giudizi e conclusioni forzate; b) Continuare la comunicazione esprimendo i propri sentimenti; c) palesare i propri bisogni; d) infine fare la richiesta specifica.

Invece di dire: “È proprio una idea stupida andare al cinema di sera!”, potresti dire: “Se andiamo tutti a vedere un film che finisce a mezzanotte [descrizione neutra della situazione], ciò mi preoccupa [sentimenti] perché i bambini hanno bisogno di dormire a sufficienza [bisogno]. Potremmo andare invece alla proiezione del pomeriggio? [richiesta specifica]”.

9. Essere disposti a ricevere un “no”

Anche se ci esprimiamo in modo empatico, è sempre possibile che l’alta persona ci dica “no”. Questo tuttavia non dovrebbe turbarci, in quanto la nostra dovrebbe essere comunque una richiesta e non una aspettativa che l’altra persona deve soddisfare a tutti i costi. Possiamo scegliere il modo di interpretare quel “no”. Per esempio, potrebbe significare che c’è altro di più importante per l’altra persona, un altro bisogno o un valore differente. Forse quel “no” può essere anche la richiesta per qualcos’altro da scoprire. Siamo all’interno di una danza dove c’è spazio per il donarsi e il venirsi incontro. “No” non è affatto quella minaccia che appare essere.

10. Al di là delle parole

Ciò che abbiamo nel cuore e nei pensieri viene palesato anche attraverso il corpo, le espressioni facciali, il tono della voce e le vibrazioni che emaniamo. Tutti questi segnali sono colti intuitivamente dagli altri. Le nostre parole sono davvero coerenti con i segnali che inviamo? A ogni istante il nostro inconscio trova modo di rivelarsi. Per connetterci, capirci e vivere l’armonia nelle relazioni, abbiamo bisogno di coltivare tutti questi aspetti.

Redazione Anima.TV

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Riferimenti utili:
Nonviolent Communication – a Language of Life, by Marshall Rosenberg
www.cnvc.org
www.nvctraining.com

Tradotto da:
http://www.heartfulnessmagazine.com/10-tips-for-effective-communication/

 

 

20/03/18
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216. SEI PIÙ DI QUELLO CHE PENSI

Cos’è l’eccellenza? Chi sono le persone che eccellono? È davvero qualcosa che riguarda il raggiungere un traguardo o significa far germogliare la migliore versione di noi stessi? E come fare, allora, per raggiungere questa eccellenza? Ne ha parlato Silvia Latham, trasformative coach, ospite a un TEDxBergamo di cui segue il video.

 

Tra gli argomenti del video:

Cos’è l’eccellenza? È un traguardo o un percorso? Appartiene a pochi o a tutti noi?

Esiste un’eccellenza che va oltre il traguardo, che appartiene a tutti noi.

L’eccellenza, infatti, è dentro di noi. È la capacità di mettersi in contatto con noi stessi e riconoscere ciò che in noi è positivo: qualità, realizzazioni e anche potenzialità.

Quante volte nelle difficoltà ci troviamo a escogitare soluzioni incredibili? Noi siamo di più di quello che crediamo. Quando ci fidiamo di noi stessi, possiamo accedere alle nostre risorse e capacità più grandi.

Come si fa a vivere questa eccellenza? È semplice: stai in ascolto, fidati e mettiti in contatto.

Stare in ascolto

Stare in ascolto significa aprire le porte alle tue risorse e alle tue qualità.

Le tue sensazioni positive parlano delle tue qualità. Facciamo subito caso a quando abbiamo sensazioni ed emozioni negative, ma non diamo altrettanta attenzione a quando le viviamo positivamente.

Noi siamo nati con profonde risorse dentro di noi. L’eccellenza è riconoscere chi siamo veramente nella nostra essenza.

Quante volte facciamo cose straordinaria e nemmeno ce ne accorgiamo?

Le aspirazioni sono qualità che bussano alla porta e chiedono di essere vissute.

Fidarsi

Fidarsi è il secondo passaggio.

Chi oggi sa fidarsi al 100%? Non ci fidiamo delle persone, del sistema, e a volte di noi stessi.

La fiducia nelle proprie risorse è fatta di pazienza e di apertura. Non importa quanto ci vorrà o sarà dura, ma troverai un modo per andare avanti.

La chiave è riconoscere che ogni momento è un momento per stare in ascolto e fidarsi.

Mettersi in contatto

Il terzo passaggio è mettersi in contatto.

Quando senti una sensazione o emozione positiva, sii curioso, dai un nome alla sensazione, e chiediti: cosa sto vivendo esattamente adesso? Amore, pazienza, gioia, flessibilità…?

Quando senti una sensazione positiva, cercala anche nel tuo corpo. Come la rabbia che attanaglia lo stomaco, o la depressione che chiude il respiro, così esiste un corrispettivo fisiologico anche per le sensazioni positive. Cosa accade al tuo corpo quando sei in pace con te stesso?

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza non è un atto, ma un’abitudine.

Tutti noi abbiamo un “fagiolo” che vuole crescere.

Redazione Anima.TV

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6/02/18
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215. LA CHIAVE DELLA FELICITÀ? AIUTARE GLI ALTRI

Alcuni sembrano essere più immuni allo stress e ai problemi della vita quotidiana. Qual è il loro segreto? Aiutare gli altri!

Le persone che danno il loro tempo, denaro o altre forme di aiuto agli altri sembrano essere più felici e motivate.

Carolyn Schwartz, ricercatrice alla University of Massachusetts Medical School, rilevò che durante un programma di supporto emotivo offerto telefonicamente ai sofferenti di sclerosi multipla da parte di persone con lo stesso problema, a beneficiarne in termini di qualità di vita erano soprattutto coloro che offrivano aiuto e ascolto.

Altri simili studi hanno spesso rilevato che gli individui che si occupano di aiutare gli altri sono sempre gli elementi più felici all’interno della loro comunità.

Oggi le ricerche ci dicono che potrebbe esserci una spiegazione biochimica. Uno studio recente pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science riporta i dati raccolti durante la scansione cerebrale dei partecipanti nel momento in cui decisero di donare parte dei loro compensi (dovuti per aver partecipato alla ricerca) a organizzazioni caritevoli.

Nei partecipanti che decisero di donare parte dei loro ricavi, si è mostrata l’attivazione del sistema mesolimbico cerebrale, allo stesso modo di quando si ricevono stimoli positivi attraverso il guadagno di denaro, le esperienze sessuali, e così via. Inoltre si è attivata anche l’area subgenuale, connessa a produzione di ormoni quali l’ossitocina, che favorisce i legami.

I risultati sembrano sorprendenti soprattutto per il fatto che la nostra cultura in genere associa la felicità al prendere qualcosa invece che al dare.

Questo tipo di “benessere” chiaramente può avere scopi evolutivi che tutelano la collettività, ma non è l’unico vantaggio: dato che ansia, depressione e stress spesso comprendono una grande focalizzazione su se stessi, concentrarsi sui bisogni degli altri può aiutare a spostare l’attenzione.

Fare del bene e sentirsi bene in ogni caso costituiscono un “loop positivo”, perché se fare del bene ci fa sentire bene, anche sentirci bene ci spinge a sua volta a essere disponibili verso gli altri: le persone felici sono quelle più propense a fare del bene.

È importante, tuttavia, fare attenzione anche al modo in cui si dà. Dare troppo, facendosi carico di troppi impegni e mettendo da parte le proprie priorità e la necessità di occuparsi di se stessi, può essere deleterio e stressante.

E per chi non sa da dove cominciare, ecco qualche suggerimento per aiutare gli altri:

Fate volontariato. Alcune ricerche hanno dimostrato che le persone che fanno volontariato almeno due ore a settimana hanno una salute fisica migliore e sono meno depresse. Potete rivolgervi alla chiesa del quartiere o agli istituti scolastici per conoscere le eventuali attività di volontariato in corso.

Offrite aiuto a famigliari, amici o vicini di casa. A qualcuno potrebbe servire un attrezzo. Qualcun altro, magari ammalato, potrebbe aver bisogno che gli si faccia la spesa o lo si aiuti con l’animale domestico, e così via.

Fate una donazione. Non deve essere per forza chissà quale cifra. Potete anche offrire un semplice caffè. Inventate dei modi per dare con le vostre possibilità.

Ascoltate. A volte ciò di cui gli altri hanno davvero bisogno è un orecchio capace di ascoltarli, facendoli sentire amati.

Offrite un sorriso a qualcuno, a partire da voi stessi. Anche se non siete in vena, agite come se foste felici, cercate di essere ottimisti e indossate un sorriso.

Redazione Anima.TV

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Fonte: thinklivebepositive.wordpress.com

26/01/18
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214. PILLOLE DI LUCE

Buongiorno, Anime!

Al convegno Dialogando con gli Autori, svoltosi presso la nostra sede di Milano lo scorso 26 novembre, abbiamo letto alcune frasi prese “a caso” dai libri dei nostri Autori di Anima Edizioni protagonisti dell’evento. I messaggi raccolti hanno formato una composizione di messaggi, delle “pillole di luce”, che desideriamo riportare qui in ricordo della bella giornata trascorsa, sperando che possano toccarvi o ispirarvi così come hanno fatto con noi.

*°§°*

Sono consapevole che ciò che evito di me diviene il mio destino.
Sopporto l’incontro con me stesso, con la mia ombra, con il male in me.
Smetto di resistere, cedo al sentire, così il male diventa bene.
Erica F. Poli. Poiesis.

*°§°*

[…] il potere che viene dall’Amore e dalla Libertà sarà sempre più grande e più duraturo di quel potere che viene dalla ricerca del potere fine a se stesso.
Francesco Minervini. Forme-Pensiero di Potere. 

*°§°*

La trasformazione è ciò che siamo chiamati a operare e nella quale siamo convocati a permanere, creando il “tao” della vita in cui il permanente si mischia col mutevole ed insieme forma con esso l’assioma dell’esistenza. Permanente e mutevole: stare nel cambiamento ed effettuare la metamorfosi nella stasi. Filo d’erba che si piega al vento e bruco che diviene farfalla nel più grande silenzio e nella totale assenza di moto. Ecco la pietra filosofale!
Guido Rutili. Jung. L’Anima e il Matrimonio.

*°§°*

Riscopri ciò che ami fare e […] lo porti a compimento nella materia. Nel lavoro, nella famiglia, nel tuo tempo libero. Tutto prende forma e riconosci finalmente ciò che ti appartiene e inizi a farlo.
Elisa Munari. Gli Angeli Parlano a Colori. 

*°§°*

Ora sono davanti alla possibilità di scegliere: o continuare ad avere lo stesso pensiero/atteggiamento che produce un risultato che già conosco, oppure provare un atteggiamento diverso che produrrà sicuramente risultati diversi. Abbiamo sempre il libero arbitrio, la possibilità di scelta, non è vero che siamo “schiavi del destino”.
Cristina Vignato. Akasha. La via all’indipendenza spirituale.

*°§°*

In fondo, se come mi sento tutti i giorni dipende in gran parte da come giudico quello che mi succede, dal pensare che una situazione sia giusta o sbagliata o dal mio atteggiamento di fondo, allora posso modificarlo fino a sentirmi sereno e soddisfatto. Sì, adesso penso che dipenda da me e che, se m’impegnerò con determinazione, sarò in grado di cambiare abbastanza la mia vita da essere felice.
Roberto Dondoli. Conversazioni con l’Inconscio.

*°§°*

Le donne sono e sono sempre state le “Guardiane delle Soglie”, ovvero le tessitrici del visibile con l’invisibile. Il Ritmo Mestruale le rende sciamane a loro stesse e le conduce nel campo morfogenetico del potere, di un immenso potere, connesso ai grandi passaggi biologici del femminile: menarca, mestruazioni, menopausa. Questo potere guida e permette di mantenere la giusta direzione nella vita. Ovviamente se le donne conoscessero tutto questo, lo stato di salute del loro corpo sarebbe completamente diverso, perché diverso sarebbe il rapporto con il loro sangue.
Cinzia Contarini. Luna, Corpo, Amore.

*°§°*

… finché non si raggiunge la piena consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante, saranno i moti interiori e gli eventi esteriori a condizionare le nostre scelte di vita. Solo chi raggiunge la piena coscienza del proprio Io, libero dalle catene dei condizionamenti esterni e interni, può prendere pieno controllo della propria vita e raggiungere lo stato ideale di coscienza: l’autarchia, l’assoluta libertà interiore.
Daniele Palmieri. Autarchia Spirituale.

 

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Un caro saluto a tutti da Anima.TV e Anima Edizioni

 

4/12/17
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213. DIALOGANDO CON GLI AUTORI 2017

Quest’anno l’appuntamento con il convegno di Anima Edizioni “Dialogando con gli Autori” è per domenica 26 novembre 2017. L’evento si svolgerà presso la nuova sede di Anima Edizioni in Corso Vercelli, 56 – 20145 Milano.

Gli autori di Anima Edizioni ti aspettano per condividere con te i loro argomenti e coinvolgerti dal vivo in una giornata esperienziale di gioia e partecipazione comune.

Erica F. Poli ci porterà nel mondo della psicoterapia e della poesia, intrecciati insieme da un inaspettato legame… Francesco Minervini ci parlerà dell’importanza di creare forme pensiero costruttive… Guido Rutili ci farà conoscere più da vicino Jung e come le “relazioni” abbiano inciso nelle scelte di questo brillante psicoterapeuta… Elisa Munari ci porterà più vicino agli Angeli e alla loro energia che libera da freni e blocchi… Cristina Vignato ci parlerà del piano dell’Akasha, dove sono contenute tutte le memorie del nostro percorso animico… Roberto Dondoli ci svelerà modi inusuali di parlare con l’inconscio… Cinzia Contarini ci svelerà l’essenza della “coscienza lunare”, una chiave importante per connettersi al proprio corpo e alla propria verità… e Daniele Palmieri ci coinvolgerà nel mondo degli antichi filosofi e dell’autarchia spirituale.

 

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Quando: Domenica 26 novembre 2017 – Dalle ore 10:45 alle ore 18:30

Dove: Presso la nuova sede di Anima Edizioni in Corso Vercelli, 56 – Milano (MM1 Pagano o Wagner, Tram 16 e altri)

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al numero 338/1265629 oppure inviando una mail a redazione@nonsoloanima.tv (indicando nome, cognome, email di contatto, recapito telefonico).

PROGRAMMA

Ore 10:45-11:00 Introduzione del moderatore Camilla Ripani, caporedattrice Anima.TV – Anima Edizioni
Ore 11:00-11:45 Erica F. Poli – Poiesis. Psicoterapia in Poesia
Ore 11:45-12:30 Francesco Minervini  Forme Pensiero di Potere
Ore 12:30-13:15 Guido Rutili – Jung. L’Anima e il Matrimonio

Ore 13:15-14:30 Pranzo vegano offerto da Anima Edizioni

Ore 14:30-15:15 Elisa Munari – Gli Angeli Parlano a Colori
Ore 15:15-16:00 Cristina Vignato – Akasha. La via all’indipendenza spirituale

Ore 16:00-16:15 Pausa Tisana

Ore 16:15-17:00 Roberto Dondoli – Conversazioni con L’Inconscio
Ore 17:00-17:45 Cinzia Contarini – Luna, Corpo e Amore
Ore 17:45-18:30 Daniele Palmieri – Autarchia Spirituale

Durante il Convegno sarà possibile acquistare i libri degli Autori scontati del 15%


A seguire, una breve presentazione video degli Autori.

Erica F. Poli:

 

Francesco Minervini:

 

Guido Rutili:

 

Elisa Munari:

 

Cristina Vignato:

 

Roberto Dondoli:

 

Cinzia Contarini:

 

Daniele Palmieri:

 

Vi aspettiamo!

Anima.TV

 

2/11/17
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212. IL PROGRAMMA EVENTI DI ANIMA.TV

Carissimi, siamo felici di ritrovarvi come sempre sul nostro sito www.anima.tv e nella nostra nuova sede di Milano, in Corso Vercelli 56, dove stiamo organizzando numerosi eventi di cui vogliamo darvi alcune anticipazioni.

Per Anima Edizioni il prossimo lunedì 18 settembre 2017 Jose Maffina ci aspetta alla presentazione gratuita di Abbondanza, il CD con libretto che l’autrice ha realizzato per insegnarci le visualizzazioni creative che ci portano nel mondo della ricchezza. Per tutti i dettagli cliccare sulla seguente locandina.

Maffina-Abbondanza

 

Sempre a ingresso gratuito, sono in programma le seguenti presentazioni degli autori Anima Edizioni:

Vitali-5-Trattamenti Lianka-14-Leggi Autunnale-Ich-El-Intuizioni-Q Cristina-Cuttica-Diversita Brizzi-6-novembre Soldani-Perle di Luce-13-nov2017

 

Numerosi, anche, gli appuntamenti organizzati insieme al Centro di Terapie Integrate EFP Group diretto dalla Dott.ssa Erica F. Poli, come la serata Mission Impossible di mercoledì 20 settembre dedicata al tema “essere genitori: istruzioni per l’uso”, condotta dalla Dott.ssa Cipriani e dalla Dott.ssa Pagliari, con la partecipazione della Dott.ssa Poli… o il seminario Il Valore del Perdono che la stessa Dott.ssa Poli condurrà il 23 settembre, parlandoci del perdono come catalizzatore di guarigione… e tanti altri. Per maggiori informazioni clicca sulle immagine degli eventi qui sotto.

Mission-Impossible-def-2 Valore-Perdono-Formato-NL EFP-Therapy-Formato-NL SurfInTheBrain-formato-NL

 

A partire dal 3 ottobre 2017 segnaliamo Vivere i Colori, il percorso di “meditazione cromatica” condotto da Cesare Peri. Si tratta di otto incontri settimanali al martedì sera per vivere e usare in modo consapevole le frequenze dei colori…

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Per un assaggio di alcuni degli argomenti trattati, guarda il video “Meditazione sui Colori” qui sotto:

 

Domenica 26 novembre ti aspettiamo inoltre al convegno Dialogando con gli Autori, dove gli autori di Anima Edizioni coinvolgeranno i presenti in una giornata esperienziale di gioia e partecipazione collettiva.

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Per rimanere informati sui nostri eventi, iscrivetevi alla newsletter a questo link oppure consultate il nostro calendario eventi andando a questa pagina.

Per ogni informazione, contattateci via mail all’indirizzo redazione@nonsoloanima.tv

Grazie per l’attenzione e per essere parte della nostra community… a presto!

Redazione Anima.TV

 

12/09/17
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211. AFFRONTARE IL FUTURO SENZA PAURA, INSIEME

Jonathan Henry Sacks è un rabbino britannico ed è considerato la massima autorità spirituale ebraica ortodossa in Gran Bretagna. Nel suo discorso di quest’anno a TED2017, Rabbi Lord Jonathan Sacks ci parla del particolare momento storico che stiamo vivendo, spesso caratterizzato da ansia e incertezze. C’è qualcosa che ognuno di noi puoi fare per affrontare il futuro senza paura? La risposta è sì, ed è passare dalla politica del “me” alla politica del “tutti noi insieme.”

Traduzione del video:

“Questi sono i tempi”, disse Thomas Paine, che mettono alla prova l’animo degli uomini”. E ora sfidano il nostro. È un momento pieno di conseguenze, per la storia dell’Occidente. Abbiamo visto elezioni laceranti, e società lacerate. Una crescita dell’estremismo in politica e nella religione, alimentato da ansietà, incertezza e paura, paura di un mondo che cambia a un ritmo quasi insostenibile, e con la sola certezza che quel ritmo aumenterà. Ho un amico, a Washington. Gli ho chiesto com’è stato vivere lì durante le recenti elezioni presidenziali. Mi ha risposto: “Beh, sembrava la barzelletta dell’uomo seduto sul ponte del Titanic, con un bicchiere di whiskey in mano, che dice, ‘Certo che avevo chiesto del ghiaccio (Risate), ma questo è esagerato'”.

Ma c’è qualcosa che possiamo fare, ognuno di noi, per riuscire ad affrontare il futuro senza paura?

Penso di sì. E uno dei modi è vedere che forse la maniera più semplice di cogliere una cultura, un’era, è chiedersi: “Cosa venerano le persone?” La gente ha venerato moltissime cose diverse: il Sole; le stelle; le tempeste. Alcuni venerano molti dèi; altri uno; altri nessuno. Nei secoli XIX e XX, le persone hanno creduto nella nazione, nella razza ariana, nello stato comunista. E noi, in cosa crediamo? Penso che gli antropologi del futuro guarderanno ai libri che abbiamo scritto sull’auto-aiuto, l’auto-realizzazione, l’autostima. Guarderanno al modo in cui parliamo della moralità come fedeltà a se stessi, al modo in cui riduciamo la politica a una questione di diritti individuali e osserveranno questo nostro nuovo, straordinario rituale religioso. Lo conoscete? Si chiama “selfie”. E penso che concluderanno che la vera fede del nostro tempo sia nel sé, nel me, nell’io.

E questo è fantastico. È liberatorio. Dà forza. È magnifico. Ma biologicamente, non dimenticatelo, siamo animali sociali. Abbiamo trascorso la maggior parte della nostra storia evolutiva in piccoli gruppi. Dobbiamo tornare a queste interazioni faccia-a-faccia nelle quali impariamo la coreografia dell’altruismo e creiamo questi beni spirituali come l’amicizia, la fiducia, la lealtà e l’amore che alleviano la nostra solitudine.

Quando abbiamo troppo “io” e troppo poco “noi”, ci ritroviamo vulnerabili, spaventati e soli. Non è un caso se Sherry Turkle, del MIT, ha intitolato il suo libro, sull’impatto dei media sociali, Insieme ma soli. Penso quindi che il modo più semplice di proteggere il futuro “tu” sia rafforzare il futuro “noi” sotto tre profili: il noi delle relazioni; il noi dell’identità e il noi della responsabilità.

Lasciatemi iniziare con il noi delle relazioni.

E qui, perdonatemi se entro nel personale. C’è stato un tempo, molti anni fa, in cui ero uno studente universitario, ventenne, di filosofia. Mi occupavo di Nietzsche, Schopenauer, Sartre e Camus. Ero pieno di incertezze ontologiche e angosce esistenziali. Era fantastico (Risate). Ero ossessionato da me stesso e ostinatamente scorbutico, fino al giorno in cui vidi, dall’altra parte del chiostro, una ragazza che era tutto ciò che io non ero. Irradiava luce. Emanava gioia. Scoprii che si chiamava Elaine. La incontrai. Le parlai. Ci sposammo. E 47 anni, tre figli e otto nipoti dopo, posso dire con sicurezza che fu la miglior decisione della mia vita, perché sono le persone diverse da noi a farci crescere. Ed ecco perché penso che dovremmo farlo. Il problema dei filtri di Google, degli amici di Facebook e dei media specializzati, anziché generalisti, è che siamo quasi completamente circondati da persone come noi i cui punti di vista, le opinioni, persino i pregiudizi, rispecchiano i nostri. E Cass Sunstein, di Harvard, ha dimostrato che se ci circondiamo da persone troppo affini a noi, ci radicalizziamo.

Penso che dovremmo tornare a questi incontri faccia-a-faccia con persone diverse da noi. Penso che dovremmo farlo per renderci conto che si può dissentire fortemente e restare comunque amici. È in questi incontri di persona che scopriamo come le persone diverse da noi sono persone, proprio come noi. E a dire il vero, ogni volta che tendiamo la mano in segno di amicizia a qualcuno diverso da noi, la cui classe, o credo, o colore, sono diversi dai nostri, in realtà curiamo una delle fratture del nostro mondo ferito. È questo il noi delle relazioni.

Poi c’è il noi dell’identità.

Vorrei fare, ora, un esperimento mentale. Siete mai stati a Washington? Avete visto i memoriali? Assolutamente affascinante. C’è il Lincoln Memorial: il Discorso di Gettysburg da un lato, il Secondo Discorso Inaugurale dall’altro. Andate al Jefferson Memorial, [e trovate] fiumi di parole. Il Martin Luther King Memorial? Oltre una dozzina di citazioni dei suoi discorsi. Non mi ero reso conto che in America leggeste i memoriali. Andate ora all’equivalente di Londra, in Parliament Square, e troverete che il monumento a David Lloyd George contiene tre parole: David Lloyd George (Risate). Quello a Nelson Mandela solo due. E quello a Churchill solo una: Churchill (Risate). Perché questa differenza? Ve lo dico io. Perché l’America ha assistito, fin dall’inizio, a ondate di immigrazione, perciò ha dovuto crearsi un’identità e l’ha fatto elaborando una narrazione che avete imparato a scuola, letto sui memoriali, e la sentite ripetere nei discorsi inaugurali presidenziali. In Gran Bretagna, fino a poco tempo fa, c’erano pochi immigrati, quindi la sua identità poteva darla per scontata.

Il problema, ora, è che sono avvenute due cose che non dovrebbero avvenire insieme. La prima è che in Occidente abbiamo abbandonato questa narrazione di chi siamo e perché, persino in America. E nel contempo, l’immigrazione incalza più che mai. Quando avete una narrazione, e la vostra identità è forte, potete dare il benvenuto allo straniero; ma quando smettete di raccontarla, l’identità si indebolisce e vi sentite minacciati dallo straniero. E questo è un male. Gli Ebrei sono stati perseguitati, cacciati ed esiliati per 2.000 anni. Ma la loro identità ha resistito. Perché? Perché almeno una volta all’anno, durante la nostra Pasqua, raccontiamo la nostra storia e la insegniamo ai nostri figli, mangiamo il pane azzimo dell’afflizione e l’erba amara della schiavitù. E non abbiamo mai perso la nostra identità.

Penso che, collettivamente, dovremmo ritornare a narrare la nostra storia, la storia di chi siamo, e da dove veniamo, degli ideali per cui viviamo. E se questo avverrà, diventeremo abbastanza forti da dare il benvenuto allo straniero e dirgli: “Vieni e condividiamo le nostre vite, le nostre storie, le nostre aspirazioni, i nostri sogni”. Quello è il noi dell’identità.

E infine c’è il noi della responsabilità.

Volete sapere una cosa? La mia frase preferita della retorica politica, ed è una frase molto americana, è: “Noi, la gente”. Perché “Noi, la gente?” Perché afferma che tutti noi condividiamo una responsabilità collettiva verso il nostro futuro collettivo. Ed è così che le cose dovrebbero essere. Avete mai notato quanto il “pensiero magico” domini la politica di oggi? Ci diciamo che basta eleggere quel leader forte e lui, o lei, risolverà tutti i problemi per conto nostro. Credetemi, è pensiero magico. E poi arriviamo agli estremi: l’estrema destra, l’estrema sinistra, gli estremisti religiosi e anti-religiosi; l’estrema destra che vagheggia un’età dell’oro mai esistita, mentre l’estrema sinistra sogna un’utopia irrealizzabile e i religiosi sono convinti quanto gli atei che solo Dio, o la sua assenza, ci salverà da noi stessi. Anche questo è pensiero magico, perché le sole persone che ci salveranno da noi stessi siamo noi, le persone. Tutti noi, uniti. E quando lo facciamo, e passiamo da una politica del “me” a una politica del tutti noi insieme, riscopriamo alcune belle verità che vanno contro le aspettative: che una nazione è forte quando si cura del debole. Una nazione diventa ricca quando si cura dei poveri. Diventa invulnerabile quando si cura del vulnerabile. È questo, che rende grande le nazioni (Applausi).

Ecco quindi il mio semplice suggerimento. Potrebbe cambiarvi la vita e potrebbe favorire l’inizio di un cambiamento mondiale. Fate un’operazione di “trova e sostituisci” nel copione della vostra mente, e ogni volta che incontrate la parola “auto” sostituitela con “altro”. Invece di autoaiuto, aiuto dell’altro; invece di autostima, stima dell’altro. Se lo farete, inizierete a sentire la forza di quella che per me è una delle frasi più emozionanti d tutta la letteratura religiosa: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me”. Potremo affrontare senza paura qualunque futuro, finché sapremo che non saremo soli. Per il bene del futuro “tu”, oggi rafforziamo, insieme, il futuro “noi”.

Grazie.

211-redazione

Fonte: Ted.com

25/07/17
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