Punti di Vista

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108. NATALE, SPIRITUALITÀ E NUOVA ERA

Natale è vicino!

Come lo vivremo quest’anno? Con quale spirito? Con quali sentimenti?

Nel testo che segue riportiamo una riflessione, estratta dal testo Il Destino delle Nazioni di A.A. Bailey, che ci aiuta a comprendere il Natale nel suo significato spirituale ossia come celebrazione della nascita della Luce, Luce che è conoscenza, affermazione dei valori dell’Anima e dei Rapporti Umani.

Qualunque cosa stia accadendo nella nostra vita, il Natale ci ricorda che le leggi dell’Amore sono ciò che da sempre guida l’umanità verso il Risveglio…

108RFin dalla notte dei tempi il momento in cui il Sole torna a salire verso il Nord è stato sempre considerato tempo di festa (Nota: in corrispondenza con il solstizio d’inverno, intorno al 21 dicembre); per migliaia di anni è stato associato con l’avvento del Dio-Sole che salva il mondo, porta luce e pienezza di frutti sulla Terra e speranza all’umanità per mezzo del “Figlio di Dio”.

Alcuni, che non ne sanno di più, considerano il Natale unicamente come festività del Cristo; così insistono le Chiese cristiane, e testimonia il clero. Ciò è vero ed è falso. Il Fondatore della Chiesa cristiana – Dio incarnato – si avvalse di questo periodo per venire a noi nell’oscurità dell’anno ainaugurare un’era nuova, di cui la luce fosse nota precipua.
Ed è stato così in vario modo, anche in senso puramente fisico, poiché oggi abbiamo un mondo illuminato: ovunque splendono luci e le notti buie dei vecchi tempi rapidamente scompaiono.

La luce è discesa in terra anche come “luce del sapere”. Oggi l’educazione, che vuole condurre tutti gli uomini per una “via illuminata”, è fondamento della civiltà e preoccupazione principale in tutti i paesi.
L’eliminazione dell’analfabetismo, lo sviluppo di una vera cultura e l’accertamento della verità in tutti i campi del pensiero e della ricerca hanno assunto ovunque importanza di primo piano.

Così, quando il Cristo proclamò, come tutti i Salvatori e gli Dei Solari, che Egli è la “Luce del mondo”, inaugurò un periodo meraviglioso durante il quale l’umanità è stata illuminata universalmente. E ciò ebbe inizio il giorno di Natale, duemila anni fa, in Palestina. Fu quello il massimo Natale, e l’influsso che ne emanò fu più potente di ogni precedente afflusso di Luce, poiché l’umanità vi era più preparata.

Il Cristo venne in Pisces (N.d.R. Attualmente stiamo attraversando un periodo di transizione che vede la fine dell’era dei “Pesci” e ci porterà verso l’era dell’Acquario), segno dell’Intermediario divino, nel senso più alto, o del medium nell’inferiore: segno di molti Salvatori e Rivelatori che stabiliscono rapporti mondiali . Notate questa frase. L’impulso principale che spinse il Cristo a quell’opera fu per instaurare retti rapporti umani: ed è anche il desiderio – cosciente o no – dell’umanità.

Sappiamo che il Desiderio di tutti i popoli un giorno verrà, che giusti rapporti saranno ovunque presenti, e che labuona volontà realizzerà questa meta portando pace in tutti i paesi e fra tutte le genti.

In tutte le epoche il Natale è stato considerato e osservato come tempo di nuovi inizi, di migliori contatti umani e più felici rapporti tra le famiglie e le comunità. Tuttavia, proprio come le Chiese si sono abbassate a presentare il Cristianesimo in modo materialistico, quel semplice Natale che sarebbe piaciuto al cuore del Cristo è degenerato in un’orgia di spese e d’acquisti, ed è considerato come “propizio al commercio”.

Ricordate che quando una religione ispirata alla vita viene interpretata materialmente, quando una civiltà e una cultura perdono il senso dei valori spirituali e rispondono soprattutto a quelli materiali, non sono più utili e devono scomparire, per il bene della vita stessa e del progresso.

Il messaggio della nascita del Cristo suona sempre nuovo, ma oggi non è capito. Durante l’era di Aquarius, in cui stiamo penetrando, l’accento passerà da Betlemme a Gerusalemme, e dal Salvatore bambino al Cristo risorto. Pisces ha diffuso luce per duemila anni; Aquarius vedrà la luce Nascente; e di entrambe il Cristo è il simbolo eterno.

La storia antica della Nascita, universalizzata, sarà vista come la storia d’ogni discepolo, che assume la prima iniziazione e nel suo tempo e luogo serve e diffonde luce.

L’era di Aquarius vedrà due sviluppi importanti:
1. L’Iniziazione della Nascita condizionerà ovunque il pensiero e l’aspirazione umani.
2. Il Cristo risorto, e non il Cristo neonato o crocifisso, sarà la nota distintiva della religione.

[…]

L’umanità, discepolo mondiale, è pronta. Che ciò sia vero si vede nel riorientarsi generale ai valori spirituali, nell’interesse per il benessere umano, nella perseveranza dimostrata nel cercare la luce, nell’aspirazione e nel desiderio di una pace effettiva, basata sui giusti rapporti e realizzata dalla buona volontà.

Questa “mente che è nel Cristo” si scorge nella rivolta contro la religione materialistica e nel vasto tentativo, che si nota in Europa e altrove di restituire la Terra (la Madre-Terra, la vera Vergine Maria) al popolo. […]

Durante i duemila anni trascorsi, l’accento è stato sulla morte che ha colorato tutto lo insegnamento delle chiese ortodosse; un solo giorno dell’anno è stato dedicato alla risurrezione. Nell’era di Aquarius, sarà invece sulla vita e sulla liberazione dalla tomba della materia, e questa sarà la nota della nuova religione, che la distinguerà da quelle che l’hanno preceduta. […]

Oggi la visione degli uomini è quella dell’era di Aquarius, anche se non lo sanno. Il futuro vedrà giusti rapporti, vera comunione, condivisione d’ogni cosa (vino, sangue, vita e pane, benessere economico) e buona volontà; e il quadro del futuro dell’umanità, indica le nazioni unite in comprensione perfetta, e le differenze di linguaggio – simbolo della diversità delle tradizioni, delle culture, delle civiltà e delle opinioni – non guasteranno i giusti rapporti. Il Cristo è al centro di tutte queste visioni. […]

16/12/11

Un commento a “108. NATALE, SPIRITUALITÀ E NUOVA ERA”

  1. maria teresa calisai

    E’ uno scritto molto interessante e profondo che tende alla sostanza ed esula da tutti quei riferimenti superficiali e scontati che caratterizzano generalmente le spiegazioni sul Natale.

    Rispondi

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