Punti di Vista

Il v-blog della redazione di Anima.TV

Ci sono tanti modi di guardare alla realtà, tanti “punti di vista” e da ognuno di questi pensiamo che ci sia sempre qualcosa da imparare… Grazie di essere arrivati fino a qui e buon viaggio!

La Redazione anima.tv

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118. BUNKER ROY: IMPARARE DA UN MOVIMENTO A PIEDI NUDI

In Rajasthan, in India, una scuola straordinaria insegna a donne e uomini di campagna – molti dei quali analfabeti – come diventare ingegneri solari, artigiani, dentisti e dottori nei loro stessi villaggi. Il suo fondatore, Bunker Roy, ci racconta come è nato il progetto e come a tutt’oggi funzioni e coinvolga centinaia di villaggi. In modo particolare, le donne, grazie alla loro capacità di apprendere e di comunicare, sono state determinanti. 

(Trascrizione)

Vorrei portarvi in un altro mondo. E vorrei condividere con voi una storia d’amore lunga 45 anni con i poveri, quelli che vivono con meno di un dollaro al giorno. Io sono cresciuto con un tipo di istruzione molto elitaria e snob, in India, e questo mi ha quasi distrutto. Ero pronto per essere un diplomatico, un professore, un dottore… Era tutto preparato. Non sembra, ma all’epoca sono stato campione indiano di squash per tre anni.
(Risate)
Tutto il mondo era a disposizione di fronte a me. Tutto era ai miei piedi. Non potevo sbagliare. Poi ho pensato, tanto per curiosità, che mi sarebbe piaciuto vivere e lavorare in un villaggio, per vedere com’era.

118Nel 1965 ho raggiunto quella che in India è stata definita la peggiore carestia del Bihar, e ho visto la fame, la morte, gente che moriva di fame, per la prima volta. Mi ha cambiato la vita. Sono tornato a casa e ho detto a mia madre: “Vorrei vivere e lavorare in un villaggio”. Mia madre perdette conoscenza.
(Risate)
“Ma che dici? Il mondo è pronto davanti a te, i lavori migliori sono a tua disposizione, e tu vuoi andare a lavorare in un villaggio? Dimmi, ti ha dato di volta il cervello?”
Ho risposto: “No, ho ricevuto l’istruzione migliore. Mi ha fatto pensare. E voglio restituire qualcosa, a modo mio.”
“Cosa vorresti fare in un villaggio? Niente lavoro, niente soldi, niente sicurezza, niente prospettive”.
Ho detto: “Voglio vivere lì e scavare pozzi per cinque anni”.
“Scavare pozzi per cinque anni? Sei andato nelle scuole e nei college più costosi dell’India e vuoi scavare pozzi per cinque anni?”.
Non mi ha rivolto la parola per molto tempo perché pensava che avessi deluso la mia famiglia.

In seguito però sono entrato in contatto con le conoscenze e le capacità straordinarie che i poveri hanno, che non vengono mai fatte conoscere al pubblico e che non sono mai identificate, rispettate e applicate su larga scala. Quindi ho pensato di istituire un Barefoot College… un “college per i poveri”.

Ciò che i poveri ritenevano importante sarebbe stato importante per il college. Andai in un villaggio per la prima volta. Gli anziani vennero da me e chiesero: “Stai scappando dalla polizia?” E io: “No”.
(Risate)
“Sei stato bocciato agli esami?”
E io: “No”.
“Non hai trovato un impiego pubblico?”
E io: “No”.
“Cosa ci fai qui? Perché sei qui? Il sistema educativo dell’India ti permette di pensare a Parigi, Nuova Delhi, Zurigo; cosa ci fai in questo villaggio? C’è qualcosa che non va e cerchi di nascondercelo?”
Ho risposto: “No, voglio davvero fondare un college solo per i poveri. Ciò che i poveri pensano sia importante sarà rappresentato nel college“.

Gli anziani mi diedero consigli molto profondi e assennati. Mi dissero: “Per favore, non portare nessuno con un titolo o una certificazione nel tuo college”. Quindi è l’unico college in India dove, nel caso aveste un Ph.D. o un Master, non sareste i benvenuti. Se ti sei tirato indietro, sei un emarginato o hai lasciato gli studi, puoi frequentare il nostro college. Si deve lavorare con le proprie mani. Si deve possedere una dignità del lavoro. Si deve dimostrare di avere capacità da offrire alla comunità e fornirle un servizio. Quindi abbiamo fondato il Barefoot College, e abbiamo ridefinito la parola “professionismo”.

Chi è un professionista? E’ qualcuno che possiede una combinazione di competenza, sicurezza e passione. I rabdomanti sono dei professionisti. Un’ostetrica tradizionale è una professionista. Un costruttore di bagni tradizionale è un professionista. Ci sono professionisti sparsi in tutto il mondo. Li potete trovare in ogni villaggio inaccessibile del mondo. Abbiamo pensato che queste persone dovessero apparire sotto i riflettori e mostrare che le conoscenze e le capacità che possiedono sono universali. E’ necessario che siano usate, applicate; è necessario che il mondo intero veda che queste conoscenze, queste capacità sono importanti anche oggi.

Il college lavora seguendo lo stile di vita e di lavoro del Mahatma Gandhi. Si mangia sul pavimento, si dorme sul pavimento, si lavora sul pavimento. Non ci sono contratti, nessun contratto scritto. Si può stare con me per 20 anni, e andarsene domani. E nessuno può guadagnare più di 100 dollari al mese. Se cercate il denaro, non venite al Barefoot College. Se cercate il lavoro e la sfida, allora potrete venire al Barefoot College. E’ il luogo dove vogliamo che proviate e creiate le idee. Qualunque idea abbiate, venite e provateci. Non importa se fallite. Abbattuti, feriti, ricomincerete da capo. E’ l’unico college dove l’insegnante impara e lo studente insegna. Ed è l’unico college dove non rilasciamo diplomi. Il vostro diploma verrà dalla comunità che servirete. Non serve un foglio di carta da appendere al muro per dimostrare di essere un ingegnere.

Quindi, quando dissi tutto questo, mi risposero: “Dimostraci che è possibile. Cosa stai facendo? Sono solo parole senza senso se non puoi farlo seduto per terra.”
Perciò abbiamo costruito il primo Barefoot College nel 1986. E’ stato costruito da 12 architetti a piedi nudi che non sanno leggere né scrivere, per meno di 1,5 $ per metro quadro. 150 persone vivevano e lavoravano lì. Hanno ricevuto l’Aga Khan Award per l’architettura nel 2002. Poi hanno sospettato, hanno pensato che ci fosse un architetto dietro la costruzione. Ho risposto: “E’ vero, hanno disegnato i progetti, ma chi ha costruito davvero il college sono gli architetti a piedi nudi.” Siamo gli unici ad aver restituito il premio di 50mila dollari, perché non ci hanno creduti, ed eravamo convinti che volessero denigrare gli architetti del Barefoot di Tilonia.

Ho chiesto a una guardia forestale, un esperto importante, con diploma e tutto il resto, “Cosa si può costruire qui?” Ha dato un’occhiata al suolo e ha detto: “Scordatelo. Lascia perdere. Non ne vale la pena. Niente acqua, suolo roccioso.” Ero in una posizione difficile. Mi sono detto: “Ok, andrò dall’anziano del villaggio e gli chiederò che piante far crescere.” Mi ha guardato con tranquillità e ha detto: “Costruisci questo, costruisci quello, pianta questo, funzionerà.” Ecco l’aspetto che ha oggi…

Sono salito sul tetto e tutte le donne mi hanno detto: “Vattene. Gli uomini devono andarsene perché non vogliamo condividere questa tecnologia con loro”. Stavano impermeabilizzando il tetto.
(Risate)
Un po’ di zucchero non raffinato, foglie di palma e un po’ di altre cose che non so. Ma funziona davvero. Dal 1986 non ha fatto passare una goccia. E le donne non condivideranno questa tecnologia con gli uomini.
(Risate)

E’ l’unico college che è totalmente alimentato dal sole. Tutta l’energia viene dal sole. Pannelli da 45 kilowatt sul tetto. E tutto funzionerà grazie al sole per i prossimi 25 anni. Finché il sole splenderà non avremo problemi di elettricità. Ma la cosa più bella è che è stato installato da un prete, un prete Hindu, che ha seguito solo otto anni di scuola elementare – mai stato a scuola, mai stato all’università. Sa più cose lui sull’energia solare di chiunque io abbia mai incontrato al mondo, garantito.

Il cibo, se venite al Barefoot College, è cotto dal sole. Le persone che hanno costruito il forno solare sono donne, donne analfabete, che sono in grado di fabbricare i forni solari più sofisticati. E’ un forno solare Scheffler. Sfortunatamente, pare che siano mezze tedesche, sono davvero precise. (Risate) Non troverete mai donne indiane tanto precise. Dal primo all’ultimo centimetro, loro sanno costruire quel forno. E forniamo 60 pasti due volte al giorno con i forni solari.

Abbiamo un dentista – una nonna, analfabeta, che fa la dentista. E in effetti si prende cura dei denti di settemila bambini.
…Tecnologia Barefoot: stiamo parlando del 1986 – nessun ingegnere o architetto ci aveva pensato – quiraccogliamo l’acqua piovana dai tetti. Pochissima acqua viene sprecata. Tutti i tetti sono collegati sotto terra a un serbatoio di 400mila litri, e l’acqua non viene sprecata. Anche se ci fossero 4 anni di siccità, avremmo comunque acqua nel campus perché raccogliamo l’acqua piovana.

Il 60% dei bambini non va a scuola perché deve accudire gli animali, pecore, capre, e occuparsi di altre faccende. Quindi abbiamo pensato di istituire una scuola serale per bambini. Grazie alle scuole serali di Tilonia, più di 75mila bambini hanno frequentato la scuola. E’ fatta per venire incontro alle necessità dei bambini; non è fatta per la comodità degli insegnanti. Cosa si impara in queste scuole? Democrazia, cittadinanza, come misurare la terra, cosa fare se si viene arrestati, cosa fare se gli animali si ammalano. E’ questo che insegniamo nelle scuole serali. E tutte le scuole sono illuminate dall’energia solare.

Ogni cinque anni ci sono le elezioni. Bambini tra i sei e i quattordici anni partecipano ad un processo democratico ed eleggono un primo ministro. Il primo ministro ha 12 anni. Lei si occupa di 20 capre al mattino, mentre lavora come primo ministro la sera. Ha dei collaboratori, un ministro dell’istruzione, uno per l’energia, uno per la salute. E davvero controllano e supervisionano 150 scuole per settemila bambini.
Ha vinto il premio World’s Children 5 anni fa, ed è andata in Svezia. Era la prima volta che usciva dal suo villaggio. Non aveva mai visto la Svezia. Ma non era impressionata da quello che succedeva. E la Regina di Svezia, che era presente, si è girata verso di me e ha chiesto:” Può chiedere a questa bambina dove trova la sua sicurezza? Ha solo 12 anni, e sembra che nulla le faccia paura.” E la bambina, che era alla sua sinistra, si è girata verso di me, poi ha guardato la regina dritto negli occhi e ha detto: “Per favore, dille che sono il primo ministro”.
(Risate)
(Applausi)

Dove la percentuale di analfabetismo è molto alta usiamo i pupazzi. I pupazzi sono il nostro modo di comunicare. C’è Jokhim Chacha che ha 300 anni. E’ il mio psicanalista. E’ il mio maestro. E’ il mio dottore. E’ il mio avvocato. E’ il mio donatore. Davvero ci procura denaro, e risolve le dispute. Risolve i problemi nel villaggio. Se c’è tensione nel villaggio, se la frequenza a scuola cala e c’è tensione tra l’insegnante e i genitori, il pupazzo chiama l’insegnante e il genitore davanti a tutto il villaggio e dice: “Stringetevi la mano. La frequenza non deve calare.” Questi pupazzi sono fatti di relazioni riciclate della Banca Mondiale.
(Risate)
(Applausi)

Con questo approccio decentralizzato, demistificato, di villaggi alimentati dal sole, abbiamo raggiunto tutta l’India dal Ladakh fino al Bhutan – tutti villaggi alimentati dal sole installati da persone che sono state istruite. Siamo andati nel Ladakh e abbiamo chiesto a questa donna – qui, a meno 40 gradi, bisogna uscire dal tetto perché non c’era altro modo, era tutto bloccato dalla neve… abbiamo chiesto a questa donna: “Che beneficio hai ottenuto dall’energia solare?” Ci ha pensato su un minuto e poi ha detto: “E’ stata la prima volta che ho visto la faccia di mio marito in inverno”.
(Risate)

Siamo andati in Afghanistan. Una lezione che abbiamo imparato in India è che gli uomini non possono essere istruiti.
(Risate)
Gli uomini sono inarrestabili, gli uomini sono ambiziosi, gli uomini hanno bisogno di muoversi, e vogliono tutti un diploma.
(Risate)
In tutto il mondo c’è questa tendenza per cui gli uomini vogliono un diploma. Perché? Perché vogliono andarsene dal villaggio e raggiungere la città per cercare lavoro. Quindi abbiamo trovato una soluzione grandiosa: insegniamo alle nonne.
Qual è il modo migliore per comunicare nel mondo di oggi? Televisione? No. Telegrafo? No. Telefono? No… Ditelo a una donna.
(Risate)
(Applausi)

Quindi siamo andati in Afghanistan per la prima volta, abbiamo scelto tre donne e abbiamo detto: “Vogliamo portarle in India.” Hanno risposto: “Impossibile. Non escono neanche dalla loro stanza e vorreste portarle in India.” Ho detto: “Posso fare una concessione. Porterò con me anche i mariti.” E i mariti sono venuti con noi.Naturalmente le donne si sono dimostrate molto più intelligenti degli uomini. In sei mesi… come cambiamo queste donne? Col linguaggio dei segni. Non si usa la parola scritta. Non si usa la parola. Si usa il linguaggio dei segni. E in sei mesi possono diventare ingegneri esperti in energia solare. Tornano a casa e installano pannelli solari per il loro villaggio.

Questa donna è tornata indietro e ha portato l’energia solare al primo villaggio, poi ha creato un laboratorio – il primo villaggio in Afghanistan ha avuto elettricità tramite il sole grazie a queste tre donne.

… Questa donna è una nonna straordinaria. Ha 55 anni e ha portato l’energia solare in 200 case afghane. E non sono crollate. Ha anche tenuto un discorso in un dipartimento di ingegneria, in Afghanistan, e ha spiegato al direttore del dipartimento la differenza tra corrente alternata e continua. Lui non la conosceva. Queste tre donne ne hanno addestrate altre 27 e portato energia solare in 100 villaggi in tutto l’Afghanistan.

Siamo andati in Africa e abbiamo fatto la stessa cosa. Tutte queste donne di otto, nove paesi sedute intorno a un tavolo, tutte che chiacchieravano senza capire una parola, visto che parlavano tutte lingue diverse. Ma il loro linguaggio corporeo è fantastico. Parlano le une con le altre mentre diventano ingegneri esperti in energia solare.

Sono andato in Sierra Leone, e c’era un ministro che guidava nel cuore della notte, e si imbatte in questo villaggio. Torna indietro, entra nel villaggio e chiede: “Beh, qual è la storia?” E rispondono: “Queste due nonne…” “Nonne?” Il ministro non riusciva a credere a quello che stava succedendo. “Dove sono state?” “Sono state in India e sono tornate.” E’ andato dritto dal presidente. Gli ha detto: “Sa che c’è un villaggio con l’elettricità generata dal sole in Sierra Leone?” E lui: “No.” Metà dei ministri sono andati a trovare le nonne il giorno successivo. “Raccontateci la storia.” Quindi mi ha chiamato e mi ha chiesto: “Mi puoi istruire 150 nonne?” Ho detto: “Io non posso, Signor Presidente. Ma loro lo faranno. Lo faranno le nonne.” Dopo di che ha costruito il primo centro di istruzione Barefoot in Sierra Leone. E 150 nonne sono state istruite in Sierra Leone.

Gambia: siamo andati a selezionare una nonna in Gambia. Siamo arrivati nel villaggio. Sapevo che donna mi sarebbe piaciuto scegliere. La comunità si è riunita e ha detto: “Prendete queste due donne.” E io: “No, voglio questa donna.” Hanno chiesto: “Perché? Lei non conosce la lingua. E tu non conosci lei.” “Mi piace il suo linguaggio del corpo. Mi piace come comunica.” “Marito difficile: non è possibile.”
Hanno chiamato il marito, che è venuto; spavaldo, un uomo politico, cellulare in mano.
“Non è possibile.”
“Perché no?”
“La donna, guarda quanto è bella.”
Ho detto: “E’ vero, è molto bella.”
“E se scappasse con un uomo indiano?” Questa era la sua più grande paura.
Io gli ho detto:” Sarà felice. Ti chiamerà al cellulare.”
E’ arrivata come una nonna ed è tornata indietro come una tigre. E’ scesa dall’aereo e ha parlato con tutta la stampa come se fosse una veterana. Ha gestito la stampa nazionale come una star.
Quando sono tornato sei mesi dopo le ho chiesto: “Dov’è tuo marito?” “Oh, da qualche parte. Non importa.”
(Risate)
Una storia di successo.

(Risate)
(Applausi)

In conclusione vorrei dire che non penso sia necessario cercare soluzioni all’esterno.
Cercate le soluzioni all’interno. E ascoltate le persone davanti a voi che hanno le soluzioni. Sono dappertutto. Non dovete preoccuparvi. Non ascoltate la Banca Mondiale, ascoltate le persone a contatto con la terra. Hanno tutte le soluzioni del mondo.

Vorrei concludere con una citazione del Mahatma Gandhi: “Prima ti ignorano, dopo ridono di te, poi ti combattono, e alla fine vinci tu”.
Grazie.
(Applausi)

Trascrizione a cura di: liberamenteservo.it
Fonte: www.ted.com

8/05/12

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