Punti di Vista

Il v-blog della redazione di Anima.TV

Ci sono tanti modi di guardare alla realtà, tanti “punti di vista” e da ognuno di questi pensiamo che ci sia sempre qualcosa da imparare… Grazie di essere arrivati fino a qui e buon viaggio!

La Redazione anima.tv

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169. I SOLDI CI RENDONO CATTIVI?

I soldi ci rendono cattivi? Ecco il punto di vista di Paul Piff, psicologo sociale.

In base ai suoi studi, le persone che possiedono di più sarebbero più inclini a essere egoiste e a barare pur di ottenere maggiori vantaggi. Tuttavia, si è visto come, attraverso piccoli cambiamenti di atteggiamento e di valori, questa tendenza può essere annullata.

 

 

Trascrizione del video:

Vorrei che, per un attimo, pensaste di giocare una partita a Monopoli, solo che in questa partita, quella combinazione di abilità, talento e fortuna che vi aiuta a guadagnare il successo nel gioco, come nella vita, è stata resa irrilevante, perché questo gioco è stato truccato e voi vi trovate in vantaggio. Avete più soldi, più facilità di muovervi intorno al tabellone, e più accesso alle risorse. E mentre pensate a questa esperienza, voglio che vi chiediate: in che modo l’esperienza di essere un giocatore avvantaggiato in un gioco truccato, potrebbe cambiare il vostro modo di pensare a voi stessi e all’altro giocatore?

Noi, all’Università di Berkeley, abbiamo condotto uno studio per sviscerare esattamente questa domanda. Abbiamo portato in laboratorio più di 100 coppie di persone estranee e, con il lancio di una moneta, abbiamo assegnato in modo casuale a uno dei due la facoltà di essere un giocatore ricco in un gioco truccato. Hanno ottenuto il doppio dei soldi. Una volta passato il Via, hanno ritirato un doppio stipendio, e hanno avuto modo di tirare due dadi invece di uno, quindi hanno avuto modo di girare intorno al tabellone molto più in fretta. (Risate) E nel giro di 15 minuti, attraverso le telecamere nascoste, abbiamo visto quello che è successo. Oggi, per la prima volta, voglio mostrarvi un po’ di quello che abbiamo visto. Ci scuserete la qualità del suono, in alcuni casi, perché come dicevo prima, le telecamere erano nascoste. Quindi vi abbiamo fornito i sottotitoli. 

Giocatore ricco: Quanti pezzi da 500 hai avuto?
Giocatore povero: Solo uno.

Giocatore ricco: Sul serio?
Giocatore povero: Già.
Giocatore ricco: Io ne ho tre. (Ride) Non so perché me ne hanno dati così tanti.

Ok, quindi è stato subito evidente ai giocatori che qualcosa stesse succedendo. Una persona ha chiaramente molto più denaro dell’altra… e tuttavia, mentre il gioco andava avanti, abbiamo visto che differenze notevoli e accentuate iniziavano a emergere tra i due giocatori. Il giocatore ricco cominciò a muoversi intorno al tabellone con più veemenza, letteralmente percuotendo il tabellone con la pedina mentre girava. Eravamo più propensi a vedere segni di dominanza e segni non verbali, dimostrazioni di potere e di esaltazione tra i giocatori ricchi.

C’era una ciotola di salatini posizionata a lato. È lì nell’angolo in basso a destra. Questo ci ha permesso di guardare il comportamento di consumo dei partecipanti. Quindi stiamo semplicemente tenendo il conto di quanti salatini mangiano i partecipanti.

Giocatore ricco: Quei salatini sono un trucco?
Giocatore povero: Non lo so!

Ok, quindi nessuna sorpresa, i ragazzi hanno mangiato la foglia. Si chiedono innanzitutto che cosa stia facendo lì quella ciotola di salatini. Uno di loro chiede perfino, come avete appena visto, se quella ciotola di salatini lì sia un trucco. Eppure, nonostante ciò, il senso di potere sembra dominare inevitabilmente. E i giocatori ricchi iniziano a mangiare più salatini.

Giocatore ricco: Adoro i salatini.
(Risate)

E mentre il gioco andava avanti, uno dei modelli più interessanti e plateali che abbiamo iniziato a veder emergere era che i giocatori ricchi iniziavano effettivamente a essere più maleducati verso l’altra persona, sempre meno sensibili alla difficile condizione dei giocatori poveri e ostentavano sempre più il loro successo materiale, erano più propensi a mettere in mostra la loro bravura. 

Giocatore ricco: io ho soldi per tutto.
Giocatore povero: Quant’è?
Giocatore ricco: Mi devi 24 dollari. Tra un po’ perderai tutto. Io compro. Ho tanti di quei soldi. Ho così tanti soldi che mi ci vorrebbe un’eternità a spenderli.
… Giocatore ricco 2: Io mi compro tutto il tabellone.
… Giocatore ricco 3: Rimarrai senza soldi molto presto. Sono praticamente intoccabile a questo punto.

Ok, ma quello che io penso sia stato veramente interessante, è che alla fine dei 15 minuti, abbiamo chiesto ai giocatori di parlare della loro esperienza durante il gioco. E quando i giocatori ricchi spiegavano perché avevano inevitabilmente vinto questa partita a Monopoli truccata… (Risate), hanno parlato di quello che avevano fatto per acquisire le diverse proprietà e avere successo nel gioco, ed erano sempre meno in sintonia con tutte le diverse caratteristiche della situazione, compresa quella del lancio di una moneta che li aveva in primo luogo collocati casualmente in quella posizione privilegiata. E questa è una visione davvero incredibile di come la mente si spieghi il vantaggio.

Ora, questo gioco del Monopoli può essere utilizzato come una metafora per comprendere la società e la sua struttura gerarchica, in cui alcune persone posseggono molta ricchezza e uno status elevato, e molte altre invece no. Queste hanno una ricchezza e uno status inferiori e molto meno accesso alle risorse di un certo valore. Ciò che i miei colleghi e io abbiamo fatto negli ultimi sette anni è stato studiare gli effetti di questi tipi di gerarchie. 

Ciò che abbiamo scoperto in decine di studi con migliaia di partecipanti in tutto il Paese è che più il grado di ricchezza di una persona aumenta, più diminuiscono i suoi sentimenti di compassione e di empatia, e più invece aumentano i sentimenti di diritto e di merito e l’ideologia dell’interesse personale. Nelle indagini, abbiamo scoperto che in realtà gli individui ricchi hanno la tendenza a moralizzare l’avidità come qualcosa di buono, e a considerare il perseguimento del proprio interesse come giusto e morale. 

Oggi voglio parlare di alcune implicazioni di questo egocentrismo ideologico, del perché dovremmo preoccuparci di quelle implicazioni e terminare con quello che potrebbe essere fatto.

Alcuni dei primi studi che abbiamo condotto in questo settore miravano ai comportamenti altruistici, qualcosa che gli psicologi sociali chiamano comportamenti pro-sociali. Eravamo veramente interessati a vedere chi fosse più propenso a offrire il suo aiuto a un’altra persona, un ricco o un povero. In uno degli studi, portammo membri ricchi e poveri della comunità in laboratorio e demmo a ciascuno di loro l’equivalente di 10 dollari. Dicemmo ai partecipanti che potevano tenersi questi 10 dollari, o potevano condividerne una parte, se volevano, con uno sconosciuto totalmente anonimo. Non incontreranno mai quello straniero e lo straniero non potrà mai incontrarli. Ci siamo limitati a monitorare quanto davano le persone. I soggetti che guadagnavano fino a 25.000 e a volte sotto i 15.000 dollari l’anno, hanno dato il 44 per cento in più dei loro soldi allo sconosciuto di quelli che ne guadagnavano 150.000 o 200.000 l’anno.

Abbiamo fatto giocare delle persone per vedere chi è più o meno propenso a barare per aumentare la propria possibilità di vincere un premio. In uno dei giochi, in realtà abbiamo truccato un computer in modo che il lancio dei dadi su un certo punteggio fosse impossibile. Non si poteva andare oltre il 12 in questo gioco, e tuttavia, più ricchi erano, più era probabile che imbrogliassero a questo gioco per guadagnare crediti per un premio di 50 dollari in contanti, a volte da tre a quattro volte tanto.

Abbiamo svolto un altro studio in cui abbiamo esaminato se le persone fossero inclini a prendere caramelle da un barattolo di caramelle che noi avevamo esplicitamente identificato come riservato ai bambini… (Risate) – partecipanti… non sto scherzando! So che suona come uno scherzo. Abbiamo detto esplicitamente ai partecipanti: “Questo barattolo di caramelle è per i bambini che partecipano a un laboratorio di sviluppo nelle vicinanze. Sono in studio. Queste sono per loro”. Poi abbiamo monitorato quante caramelle avevano preso i partecipanti. I partecipanti che si sentivano ricchi hanno preso il doppio delle caramelle rispetto ai partecipanti che si sentivano poveri.

Abbiamo anche studiato le auto, non automobili qualsiasi, ma se i conducenti di diversi tipi di automobili sono più o meno inclini a infrangere la legge. In uno di questi studi, abbiamo esaminato se i conducenti si fermavano di fronte a un pedone che avevamo posto in attesa di attraversare a un passaggio pedonale. Ora, in California, come tutti sapete, perché sono sicuro che noi tutti lo facciamo, per legge bisogna fermarsi davanti a un pedone in procinto di attraversare. 

Quindi, ecco un esempio di come l’abbiamo fatto. Questo è il nostro amico in posa a sinistra come pedone. Si avvicina il camion rosso e si ferma con successo. In perfetto stile californiano, viene superato dal bus che quasi investe il nostro pedone. (Risate) Ora, ecco un esempio di una macchina più costosa, una Prius, che passa senza fermarsi, e altrettanto fa una BMW. Abbiamo fatto questo per centinaia di veicoli in più giorni, monitorando chi si fermava e chi no. Abbiamo scoperto che più un auto era lussuosa, più il conducente era incline a infrangere la legge. Nessuna delle auto, nessuna delle auto nella nostra categoria di auto meno costose ha infranto la legge. Quasi il 50 percento delle auto nella nostra categoria di auto più costose ha infranto la legge. Abbiamo eseguito altri studi scoprendo che gli individui più ricchi sono più propensi a mentire nelle trattative, ad approvare un comportamento non etico al lavoro, come rubare denaro dal registratore di cassa, prendere tangenti, mentire ai clienti.

Ora, io non intendo suggerire che solo le persone benestanti mostrano questi modelli di comportamento. Niente affatto. In realtà, credo che tutti noi, nella nostra vita giorno per giorno, minuto per minuto, ci confrontiamo con queste motivazioni di competizione, quando o se mettere i propri interessi al di sopra degli interessi di altre persone. E questo è comprensibile perché il “sogno americano” è un’idea in cui tutti noi abbiamo la stessa possibilità di avere successo e prosperare, fintanto che ci applichiamo e lavoriamo sodo, e una parte di questo significa che a volte è necessario mettere i nostri interessi al di sopra degli interessi e del benessere di altre persone intorno a noi. 

Ma quello che stiamo scoprendo è che più ricchi si è, più si è propensi a perseguire una visione di successo personale, di realizzazione e di compimento, a scapito di altri intorno a noi. Ho tracciato qui per voi il reddito familiare medio percepito da ogni quinto e dal top del cinque percento della popolazione negli ultimi 20 anni. Nel 1993, le differenze tra i diversi quinti di popolazione, in termini di reddito, sono abbastanza eclatanti. Non è difficile capire che ci sono delle differenze. Ma nel corso degli ultimi 20 anni, quella differenza significativa è diventata un baratro tra quelli al vertice e tutti gli altri. Infatti, il 20 percento della nostra popolazione possiede quasi il 90 percento della ricchezza totale di questo paese. Siamo a livelli senza precedenti di disuguaglianza economica. Ciò significa che la ricchezza sta diventando non solo sempre più concentrata nelle mani di un gruppo ristretto di persone, ma il “sogno americano” sta diventando sempre più irraggiungibile per una crescente maggioranza. 

E se fosse il caso, come abbiamo constatato, che più ricchi si è, più si ci sente autorizzati a questa ricchezza, e più si è inclini a dare la priorità ai propri interessi ponendoli al di sopra degli interessi di altre persone, si è disposti a fare le cose che servono a quell’interesse personale, beh, allora non c’è motivo di pensare che quei modelli cambieranno. In realtà, ci sono tutte le ragioni per pensare che potranno solo peggiorare, e questo è quello che potrebbe succedere se le cose restassero immutate, allo stesso tasso lineare, nei prossimi 20 anni.

Ora, la disuguaglianza, la disuguaglianza economica, è qualcosa che riguarda tutti quanti, e non solo per quelli in fondo alla gerarchia sociale, ma perché gli individui e i gruppi con un alto grado di disuguaglianza economica stanno peggio, non solo quelli in fondo, ma tutti. C’è un bel po’ di ricerca davvero interessante emersa dai laboratori più in vista di tutto il mondo, che mostra tutta una serie di cose che vengono penalizzate col peggiorare della disuguaglianza economica. La mobilità sociale, cose che abbiamo veramente a cuore, la salute fisica, la fiducia sociale, tutto va giù quando la disuguaglianza sale. Allo stesso modo, le cose negative nei collettivi sociali e nelle società, cose come l’obesità, la violenza, la reclusione, la punizione, vengono esasperate con l’aumento della disuguaglianza economica. Ancora una volta, questi sono risultati vissuti non solo da pochi, ma che echeggiano in tutti gli strati della società. Anche le persone della fascia superiore risentono di questi risultati.

Quindi, cosa facciamo? Questa cascata di effetti negativi autoperpetuanti e perniciosi potrebbero sembrare qualcosa che ci è sfuggito di mano, e non c’è niente che possiamo fare a riguardo, di certo nulla che possiamo fare come individui. Ma in realtà, abbiamo scoperto nel nostro laboratorio di ricerca che alcuni piccoli interventi psicologici, piccole modifiche ai valori delle persone, piccole spinte in certe direzioni, possono ripristinare i livelli di egualitarismo ed empatia. 

Ad esempio, ricordare alla gente i benefici della cooperazione oppure i vantaggi della comunità, induce gli individui più ricchi a essere egualitari quanto i poveri. In uno studio, abbiamo radunato gente per guardare un breve video, lungo appena 46 secondi, sulla povertà infantile che serviva come promemoria delle esigenze degli altri nel mondo che li circonda. Dopo averlo visto, abbiamo notato come queste persone fossero disposte a offrire il proprio tempo a un estraneo in difficoltà presentato loro in laboratorio. Dopo aver visto questo video un’ora più tardi i ricchi sono diventati altrettanto generosi del proprio tempo per aiutare questa persona, un estraneo, quanto qualcuno che è povero. 

Ciò suggerisce che queste differenze non sono innate o categoriche, ma sono così sensibili a lievi cambiamenti nei valori delle persone, a piccoli incoraggiamenti di compassione e ondate di empatia.

Al di là delle mura del nostro laboratorio, stiamo anche cominciando a vedere segni di cambiamento nella società. Bill Gates, una delle persone più ricche del nostro Paese, nel suo discorso inaugurale ad Harvard, ha parlato del problema della disuguaglianza che affligge la società come una delle sfide più scoraggianti e di ciò che deve essere fatto per combatterla dicendo: “I grandi progressi dell’Umanità non sono nelle sue scoperte, ma nel modo in cui tali scoperte vengono applicate per ridurre la disuguaglianza”.

Poi c’è il Giving Pledge [promessa di donare], in cui più di 100 tra le persone più ricche del nostro Paese si stanno impegnando a devolvere metà delle loro fortune in beneficenza. Si assiste alla nascita di decine di movimenti di base, come “Noi siamo l’Uno per Cento”, la “Generazione delle Risorse”, o “Ricchezza per il Bene Comune”, in cui i membri più privilegiati della popolazione, membri dell’uno percento e di altre organizzazioni, persone che sono ricche, stanno utilizzando le proprie risorse economiche, adulti e giovani allo stesso modo, e questo è il fatto che mi sorprende di più, sfruttando i propri privilegi, le proprie risorse economiche, per combattere la disuguaglianzapromuovendo le politiche sociali, il cambiamento dei valori sociali e cambiamenti nel comportamento delle persone, che lavorano contro i propri interessi economici ma che potrebbero in ultima analisi, ripristinare il “sogno americano”.

Grazie.

3/07/14
money

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