Meditazione Cromatica

Il percorso dall’io al Sé

Salve, amici! Ecco un piccolo spazio per chi ama i colori e desidera non solo conoscerne le valenze energetiche, psicologiche e simboliche, ma anche sperimentarne gli effetti con le opportune tecniche meditative. Un luogo quieto, tutto nostro, “ritagliato” (come letteralmente significa la parola tempio) dalle attività quotidiane, per ritrovarci (noi stessi e tra noi) serenamente e vivere insieme i colori come teoria e pratica dell’autoconoscenza.

Cesare Peri

cesare peri

20. I DONI DEL MARRONE: SICUREZZA E UMILTÀ

Le due principali qualità del marrone potrebbero, a prima vista, sembrare inconciliabili, se alla sicurezza si associa la spavalderia dell’io e all’umiltà la modestia e l’incertezza di chi non osa farsi avanti. Ma non è così. La sicurezza che offre il marrone nasce da un senso di stabilità e concretezza legato alla Madre Terra, da cui ci si sente sostenuti e protetti, in quanto sue creature. E proprio da questo contatto sorge spontaneo anche il sentimento di umiltà: umile deriva dal latino humus, che significa «terra».

Teresa di Lisieux, carmelitana francese vissuta alla fine del XIX secolo (proclamata santa e “dottore della Chiesa”), amava definirsi la «scodella di Gesù Bambino»: una scodella posata per terra, quindi al sicuro, perché più in basso non poteva essere e per questo neppure cadere.

20tIn quanto simbolo della terra, il marrone ha valenza femminile e in Cina esprime la ricettività dello yin: la terra, infatti, viene rappresentata come una tigre di colore giallo cupo screziato di marrone.

Deve il suo nome all’umile frutto del castagno e simboleggia la vita terrena, le cose solide, come il legno (a cui è particolarmente associato) e la roccia, perciò la materia e, per quanto riguarda l’uomo, il corpo nella sua fisicità e il piacere dei sensi. Ma, se per questo aspetto è carico di sensualità, dall’altro, per la presenza del nero che mitiga la carica pulsionale dell’arancione, evoca anche la dimensione umile e penitenziale degli eremiti e del saio francescano (in origine grigio, poi nero, infine marrone a partire dal XIX secolo), quindi la ricchezza spirituale.

La duplice valenza non è tuttavia contraddittoria, ma in perfetto accordo con il codice binario di ogni valore terreno, fondato sulla dualità. Corpo e spirito coesistono (come insegna anche la complementarità dell’arancione e del blu) e l’esperienza evolutiva si realizza nell’accordare e armonizzare queste due componenti, piuttosto che nel contrapporle, estremizzando ora una, ora l’altra. Perciò il marrone indica sia l’intimità fisica sia l’interiorità, suggerendo il calore del legno, del focolare e della casa, cioè del rifugio che accoglie e protegge, come il grembo materno. Lo troviamo con frequenza nelle nostre abitazioni: è la tinta più comune dei mobili, delle imposte, del tetto e in particolare del pavimento, che ci dà un senso di sicurezza e di stabilità.

20sEppure, malgrado questo effetto rassicurante e confortevole, legato alle comodità materiali e alla natura (con il verde è il colore più diffuso), in genere risulta poco amato dalle persone, forse perché a livello inconscio evoca una certa tristezza autunnale o invernale e un’idea di povertà (era il colore degli abiti dei miseri popolani e degli emaciati eremiti), tant’è vero che condivide con il nero, il grigio e il rosso-bruno il simbolismo primario negativo.

Occorre però considerare che esistono ben 63 sfumature di marrone e che, come tutti i colori, con la riduzione della luminosità e il prevalere della gradazione scura le valenze diventano per noi sempre più negative. Basti pensare al colore solare per eccellenza, il giallo, che tuttavia nella gradazione scura perde progressivamente vitalità, fino a significare malattia, vigliaccheria, tradimento e inganno. Non dimentichiamo che il marrone, per quanto poco brillante, è una variazione dell’arancione, di cui conserva una carica di benessere e di gioia, e che l’arancione è a sua volta il prodotto dell’energia vitale del rosso e della luminosa positività del giallo.

20nIl marrone è il colore delle persone forti e solide, che sono però tendenzialmente abitudinarie, ancorate ai vecchi schemi comportamentali e di conseguenza poco disposte al cambiamento. Il forte legame con la natura rende calmo e riflessivo chi predilige questo colore: ama i propri simili, gli animali, le piante e soprattutto la tranquillità della casa e i rapporti stabili.

Un eccessivo trasporto per il marrone ne esaspera, però, i lati negativi (come accade per tutti i colori): pesantezza e pigrizia possono allora accompagnarsi a un’eccessiva istintività. D’altra parte il rifiuto assoluto tradisce un disagio nei confronti della propria corporeità e spesso una tendenza a vivere la ricerca del benessere fisico e la soddisfazione dei sensi come una debolezza da superare con un forzato autocontrollo. Max Lüscher con il suo famoso test dei colori ha potuto constatare che il rifiuto del marrone rivela sensazioni fisiche represse, un deficit psicofisico destinato a generare ansia e necessità di compensazione, non di rado ricorrendo proprio a un’attività sessuale compulsiva. Un po’, insomma, come chi si prefigge, per vari motivi, di digiunare e questo proposito lo spinge irresistibilmente, suo malgrado, verso il cibo.

20mChi ama indossare il marrone non desidera mettersi in mostra, ma quasi mimetizzarsi (non a caso è il colore di molti animali). Naturalmente è importante essere consapevoli se dietro al colore dell’abito si nasconda la paura di apparire oppure il sereno disinteresse di chi sta bene con se stesso e non aspira alla notorietà. Il marrone è comunque un’ottima base per dare risalto agli altri colori e la sua “generosità cromatica” c’insegna a valorizzare gli altri, restando in secondo piano, senza sentirci per questo sminuiti.

20cAnche se sul piano terapeutico non ha particolari effetti, tali da apportare modifiche all’organismo, tuttavia a livello psicologico la presenza del marrone, se non è eccessiva, è benefica e rilassante, perché ci riporta alle nostre radici, ai beni semplici, come il frutto del castagno, ma fondamentali: il benessere fisico, la casa, la famiglia, gli amici fidati. Sono, in effetti, i doni più preziosi della vita, che per la loro presenza umile e costante rischiamo spesso di dare per scontati, non apprezzandoli con piena consapevolezza e gratitudine, proprio come il marrone.

Cesare Peri

 

P.S. Lunedì 12 settembre 2016 sarò ospite nella trasmissione TV L’Anima – Corpo, mente e spirito condotta da Micol Baronio con Erica F. Poli, alle ore 21:00 su Telecolor (LCN 18). Per maggiori dettagli, trovate il comunicato stampa a questo link.

 

 

8/09/16
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