Meditazione Cromatica

Il percorso dall’io al Sé

Salve, amici! Ecco un piccolo spazio per chi ama i colori e desidera non solo conoscerne le valenze energetiche, psicologiche e simboliche, ma anche sperimentarne gli effetti con le opportune tecniche meditative. Un luogo quieto, tutto nostro, “ritagliato” (come letteralmente significa la parola tempio) dalle attività quotidiane, per ritrovarci (noi stessi e tra noi) serenamente e vivere insieme i colori come teoria e pratica dell’autoconoscenza.

Cesare Peri

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38. FARE ESPERIENZA DEI COLORI

A tutti (o quasi tutti) è nota l’importanza dei colori, non come semplice elemento estetico o decorativo, ma come un’energia vitale (si tratta di onde elettromagnetiche) con determinati effetti terapeutici, psicologici e spirituali.

Il colore infatti, in quanto luce, agisce direttamente sull’organismo (l’occhio riesce a distinguere circa duecento tinte o “tonalità”), influenzando il sistema nervoso, il sistema immunitario e il metabolismo. La nostra salute dipende in gran parte dalla luce, tanto che possiamo considerare i colori come fondamentale sostanza nutritiva (un’eccessiva permanenza al chiuso e la luce artificiale finiscono col provocare gravi disturbi).

Conosciamo anche gli stretti legami tra i colori e i sentimenti, le emozioni e gli stati d’animo, come pure le correlazioni tra un certo tipo di carattere e l’attrazione o repulsione per determinati colori. Il famoso test dei colori ideato da Max Lüscher permette non solo di identificare le condizioni psicologiche della persona, ma anche di prevenire le manifestazioni dello stress a livello fisico. I colori rivelano così i nostri bisogni, desideri, rifiuti e le nostre paure, rispecchiando sorprendentemente i tratti della personalità, il nostro modo di essere. Inoltre ogni colore che ci caratterizza (carnagione, capelli, occhi, abiti) invia continuamente, a nostra insaputa, messaggi agli altri. Conoscere il significato e gli effetti dei colori, perciò, consente di migliorare anche il nostro livello comunicativo.

38-peri-bLa stessa sfera spirituale beneficia di colori, quali il blu, l’indaco e il viola, che favoriscono il raccoglimento, gli stati intuitivi e meditativi, elevando le vibrazioni del nostro essere. Vasily Kandinsky, precursore e fondatore della pittura astratta, diceva che il colore influenza l’anima e Michel Pastoureau, lo storico e antropologo considerato il maggior specialista mondiale dei colori, afferma che «un colore è una categoria dello spirito, un insieme di simboli».

Ma un conto è apprendere da un libro le valenze energetiche, psicologiche e spirituali dei colori, altro è poterle sperimentare in modo concreto e personale. La conoscenza teorica è indispensabile, come un buon ricettario di cucina, ma cucinare e assaporare è il punto d’arrivo e un’esperienza insostituibile. Passare perciò dalla teoria alla pratica dei colori costituisce un salto di qualità, e insieme l’inizio di un percorso, verso l’autoconoscenza e un effettivo stato di benessere psicofisico.

La pittura, più di ogni altro mezzo, permette questa esperienza, l’immersione visiva e tattile nella consistenza dei pigmenti, dei colori che diventano tramite tra materia e forma, tra ideale e reale. Kandinsky diceva di percepire il suono, il profumo e l’emozione racchiusi in ciascun colore, in modo che l’armonia dei colori veniva a corrispondere a quella dei suoni musicali: così nel giallo riconosceva la tromba, nel verde il violino, nell’azzurro il flauto e il violoncello, nel viola il corno inglese, mentre nel rosso sentiva risuonare le fanfare e nell’arancione una campana. L’effetto sinestetico dei colori si rivelava per lui nel gusto acido del giallo, per istintiva associazione con il limone, e nella sensazione di sofferenza causata dal rosso per la sua somiglianza con il sangue. Ai colori corrispondevano anche precise forme geometriche, forme acute e andamenti curvilinei: il blu richiamava il cerchio, il giallo il triangolo e il rosso il quadrato. Tutto ciò costituisce il contenuto, intenso e vibrante, del suo Spirituale nell’arte.

38-peri-aUn altro mezzo per sperimentare direttamente gli effetti dei colori è costituito dalla cromoterapia, che agisce in forma vibrazionale sul fisico e sulla mente, riattivando le potenzialità energetiche dei plessi corrispondenti ai sette più importanti chakra. Agendo sull’energia sottile che regola i processi vitali, esercita un benefico influsso non solo a livello fisico ed emotivo, ma anche spirituale.

Le tecniche (una decina) sono note e vanno dalla tradizionale irradiazione luminosa con faretti alla Meditazione Cromatica, che si avvale di specifici esercizi di visualizzazione del colore (cromovisualizzazione) e di respirazione associata al colore (cromorespirazione).

La Meditazione Cromatica si diversifica da tutte le altre tecniche, perché non utilizza strumenti esterni, ma richiede la partecipazione attiva del soggetto e costituisce un’esperienza squisitamente interiore, capace di produrre effetti anche più rilevanti. Si basa infatti su un fenomeno dell’inconscio per cui la nostra mente non distingue tra un’esperienza reale e una intensamente immaginata, producendo così gli stessi effetti, come accade negli stati ipnotici.

Questa straordinaria esperienza interiore del colore, che io chiamo Vivere i Colori, viene rafforzata da esercizi di carattere sinestetico (associare un colore a un sapore, a un odore, a un suono, alla percezione tattile) e di gestualità cromatica (movimenti lenti e armoniosi sempre legati al ritmo respiratorio). Infatti l’interdipendenza corpo-mente-respiro è indispensabile per entrare nello stato meditativo e potenziare le correnti energetiche dei colori.

A titolo di esempio, ma anche come caloroso invito a passare dalla teoria alla pratica, presento qui il primo esercizio con cui sono solito avviare i miei corsi di Meditazione Cromatica. Svolge la funzione introduttiva di visualizzare i colori in corrispondenza dei plessi o chakra e richiede un po’ di concentrazione associata a una buona carica di esuberanza immaginativa e di gioia.

Felice esperienza dei colori!

Vestirsi di colori 

In piedi, braccia poco scostate dal corpo, palmi aperti rivolti in avanti, occhi chiusi. Ci visualizziamo nudi, ma con un corpo simile a un manichino di vetro opaco illuminato dall’interno. Indosseremo via via degli indumenti colorati (i colori dei chakra) ed essi saranno illuminati dal nostro corpo, diventando brillanti. Ogni gesto coinciderà con un ciclo respiratorio completo. Altri due cicli respiratori lenti per fissare la visualizzazione tra un gesto e l’altro. Il buffo mascheramento policromo, se ben visualizzato, genera allegria e con tale stato d’animo è consigliabile accingersi all’esercizio. Durata: 10 minuti.

38-peri-c1) Indosso un paio di lunghe calze rosse, che mi arrivano fino all’inguine.

(Img calze rosse)

2) Mi infilo un paio di pantaloncini arancioni.

3) Avvolgo l’addome in un’ampia fascia di seta gialla.

4) Indosso un golfino aderente e corto (copre appena il torace) di colore verde: le maniche sono verdi nella parte interna, blu all’esterno.

5) Avvolgo intorno alla gola una sciarpetta blu.

6) Fascio la fronte con un fazzoletto di seta indaco (azzurro cupo tendente al viola) e lo lego ben stretto dietro la nuca.

7) Indosso un alto copricapo viola sormontato da sonagli d’argento.

8) Improvvisamente da ogni sonaglio scaturiscono getti di luce multicolore, come una fontana zampillante che mi ricade intorno, inondandomi e avvolgendomi col suo flusso luminoso.

9) Esaurito il flusso luminoso, immagino di vedermi così vestito in uno specchio (visione globale).

Cesare Peri

 

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Cesare Peri ci aspetta a Milano con Vivere i Colori, il percorso di Meditazione Cromatica.

Primo incontro: martedì 3 ottobre alle ore 18:30, maggiori informazioni a questo link.

Vivere-i-colori-big

 

 

 

18/09/17
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