Meditazione Cromatica

Il percorso dall’io al Sé

Salve, amici! Ecco un piccolo spazio per chi ama i colori e desidera non solo conoscerne le valenze energetiche, psicologiche e simboliche, ma anche sperimentarne gli effetti con le opportune tecniche meditative. Un luogo quieto, tutto nostro, “ritagliato” (come letteralmente significa la parola tempio) dalle attività quotidiane, per ritrovarci (noi stessi e tra noi) serenamente e vivere insieme i colori come teoria e pratica dell’autoconoscenza.

Cesare Peri

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44. TRE COLORI, TRE AMORI

I rapporti umani costituiscano per ciascuno di noi un’esperienza insostituibile non solo al fine dell’evoluzione della coscienza, ma per l’esistenza stessa, tanto che una Guida del Cerchio Firenze 77 ebbe a dire: «Esistere è essere in relazione».

Nel libro di Osho intitolato In amore vince chi ama (Mondadori) troviamo pagine davvero belle su quel «grande processo alchemico» che è l’amore, capace di trasformare il limitato sentire dell’io nell’infinito amore del Sé. «Esistono tre tipi di amore», egli afferma con semplicità e chiarezza, «Io li chiamo: amore uno, amore due, amore tre» e spiega che il primo nasce dall’oggetto, il secondo dal soggetto, il terzo dalla scomparsa della dualità soggetto-oggetto. Tre precise fasi esperienziali che in termini cromatici corrispondono all’arancione, al verde e al viola.

triocolorIl richiamo del primo tipo di amore viene per tutti dall’esterno e si chiama attrazione, anche se ovviamente il sentirsi attratti nasce dall’interno, da una pulsione naturale. La fase arancione è caratterizzata, infatti, dalla scoperta dell’altro in funzione dell’io, del senso d’identità che si va strutturando sotto la parvenza di personalità. La bellezza attrae e suscita passione, desiderio di possesso e insieme slanci idealizzanti che si traducono nell’innamoramento: è il momento dell’Eros.

Osho lo qualifica come «amore comune», che crea l’illusione di avere in sé l’amore, mentre in realtà si tratta di un sentimento che sorge dall’esterno e perciò non governabile, alimentato da un desiderio di possesso che può facilmente degenerare in gelosia, aggressività e violenza. La bellezza, egli osserva, affascina, ma non si può possedere, perché ha le qualità intrinseche dell’esteriorità e della libertà. Ogni tentativo di appropriarsi dell’altro inteso come oggetto inevitabilmente lo snatura, generando di conseguenza delusione, disinnamoramento e sofferenza. Il desiderio di possesso, del resto, è già infelice in partenza, legato com’è alla paura di perdere.

L’arancione è un colore intermedio tra il rosso (passione) e il giallo (intelletto) e ne assomma le caratteristiche, sviluppando le proprietà del primo e anticipando quelle del secondo. L’energia vitale e istintiva si mescola con la facoltà ideativa e questa intensa interazione corpo-mente dona ali all’Eros, capace di sublimi innalzamenti poetici quanto di grossolane e rovinose cadute. D’altro canto ogni scala inizia con il primo gradino e questa fase è necessaria, ricca di una vasta gamma di esperienze e di sentimenti (dall’illusione della felicità a «ogni genere di brutture», per dirla con Osho). A un certo punto, però, occorre trarne gli opportuni insegnamenti, per non trasformare l’avventura della coscienza in ripetute disavventure dell’io, giacché «se non sei consapevole, rimani intrappolato nell’amore uno».

arancio

Il secondo tipo di amore nasce spontaneamente dal soggetto, si presenta come una sua qualità. La persona ha acquisto la facoltà di amare: non è più un richiamo che proviene dall’esterno, ma espressione della sua dimensione interiore. L’innamoramento allora sorge dall’interiorità e si riversa su quello che non è più avvertito come un oggetto, ma come una persona, per la quale provare rispetto. A questo livello di sentire «l’amore è una fragranza del tuo essere».

La fase esistenziale verde non concepisce un rapporto esclusivo, ma espande l’amore a più persone e presenta caratteri simili a quelli dell’amicizia, intesa come nobile sentimento amorevole che può espandersi all’umanità, agli animali, alle piante e anche alle cose. «Più ami e più l’amore cresce», osserva Osho, e con la crescita di questo amore si espande la consapevolezza, fino ad amare l’intera esistenza. Albert Schweitzer definiva questo sentimento come «riverenza per la vita».

Il verde è il colore dell’amore, fin dall’antichità sacro ad Afrodite (il rosso indica invece la passione), e ad esso giustamente si associano le idee di primavera, rinascita, cambiamento e nuova vita: in effetti non c’è trasformazione più grande e più gioiosa di quella di un cuore che accoglie il soffio divino dell’amore incondizionato.

L’unione del giallo (maturità dell’io) e del blu (interiorità) segnano la trasformazione delle energie sessuali dell’io narcisistico nel verde dell’altruismo. La simbologia cromatica spiega così la genesi dell’amore, come incontro tra intelletto e spirito, posto dalla tradizione nel quarto chakra (Anahata) in corrispondenza del cuore e rappresentato dall’esagramma (dualità creatrice). E come il chakra del cuore costituisce un punto di equilibrio e di passaggio fra i tre chakra inferiori (piano fisico) e i tre superiori (piano spirituale), così il suo colore funge da ponte tra la dimensione psicologica del giallo e quella spirituale del blu, evidenziando l’amore come esperienza evolutiva indispensabile.

verde

Nel terzo tipo di amore la differenza fra oggetto e soggetto scompare, perché l’evoluzione della coscienza che esprime questo sentire non si manifesta più in un atto. «Non sei più amante: sei amore», afferma Osho, poiché «non è che sei amorevole al mattino e non lo sei più al pomeriggio; tu sei amore, è il tuo stato d’essere. Sei arrivato alla tua dimora reale, sei diventato amore. Esiste solo l’amore, tu non sei. È ciò che intende Gesù, quando dice: “Dio è amore”».

A questo livello evolutivo l’amore è trascendenza, non più configurabile come azione, bensì come «accadimento», e corrisponde alle elevate frequenze del viola, che appare all’estremo limite dei colori visibili e prossimo alle radiazioni ultraviolette. Questo mistico colore, che fonde la forza vitale del rosso con quella spirituale del blu in una straordinaria energia trasformatrice, rappresenta il passaggio della coscienza verso l’oltre-umano, l’immersione nel sentire divino.

In questa «unione in cui resta solo l’Amore» l’uomo è rappresentato nella sua integrità, dal momento che il rosso simboleggia il corpo e il blu lo spirito, ed è significativa la presenza dei due colori primari e l’assenza del terzo, il giallo, che simboleggia la mente e il pensiero razionale: il passaggio dall’io al Sé non potrebbe essere meglio evidenziato.

Chi raggiunge il sentire divino conserva tuttavia la sua componente terrena, in una perfetta armonia tra materia e spirito, che non esclude la sessualità, la quale «potrà ancora esistere, ma non più come pulsione biologica: sarà solo un gioco tra due energie umane».

viola

Tre colori, tre amori: i tre gradini dell’evoluzione della coscienza che richiedono l’affinamento delle nostre capacità di relazionarci con le persone che ci circondano e condividono ogni momento formativo della nostra vita. «Passa dal primo al secondo», conclude Osho, «e conserva viva nella tua consapevolezza l’idea che solo il terzo è la meta. E non preoccuparti del fatto che ti perdi. Perditi pure, perché questo è il solo modo per trovare se stessi».

Cesare Peri

 

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8/05/18
arancio

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