Meditazione Cromatica

Il percorso dall’io al Sé

Salve, amici! Ecco un piccolo spazio per chi ama i colori e desidera non solo conoscerne le valenze energetiche, psicologiche e simboliche, ma anche sperimentarne gli effetti con le opportune tecniche meditative. Un luogo quieto, tutto nostro, “ritagliato” (come letteralmente significa la parola tempio) dalle attività quotidiane, per ritrovarci (noi stessi e tra noi) serenamente e vivere insieme i colori come teoria e pratica dell’autoconoscenza.

Cesare Peri

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2. LA MATERIALITÀ DEL ROSSO

Il primo gradino della “scala cromatica” (singolare coincidenza lessicale tra suoni e colori, entrambi vibrazioni!) è costituito dal rosso. Lo possiamo osservare nello spettro solare, nei riflessi del cristallo come nel singolare fenomeno dell’arcobaleno, e nel primo chakra, Muladhara  («Sostegno della radice» o «Radice del loto»), alla base della colonna vertebrale.

Simboleggia l’avvio dell’esperienza umana, intesa come incarnazione, manifestazione dello spirito nel veicolo fisico, nella materia. La nostra avventura sulla Terra si può paragonare a un ventaglio colorato che si apre con il rosso e si conclude con il viola (= trascendenza; settimo chakra). Questi, infatti, sono i due colori “di confine” tra le realtà invisibili dei raggi infrarossi e di quelli ultravioletti. Se paragoniamo i sette colori dello spettro solare a un’ottava musicale, si possono contare tre ottave di colore al di sotto del rosso, percepibili solo come calore, e una mezza ottava al di là del viola, non percepibile dai nostri sensi, costituita da raggi dotati di potenti proprietà chimiche. Secondo i fisici, nelle irradiazioni emesse dal sole si potrebbero contare almeno quaranta ottave!

La dimensione umana si configura perciò come uno “spiraglio energetico”, finalizzato allo sviluppo della coscienza individuale, secondo un percorso che ci fa evolvere dall’iniziale senso di separatività a quello di comunione, dall’illusorietà del molteplice alla realtà dell’Uno. E il rosso rappresenta il primo passo, il “seme dell’io” con tutte le sue potenzialità, il radicamento in questa necessaria esperienza. Sappiamo che a ogni chakra è associato un elemento e, non a caso, la terra è quello di Muladhara.

Il rosso è il colore del sangue, simbolo della vita, ed esprime l’energia primaria, l’istinto, la passione, il desiderio, la forza, il potere (si pensi al mantello dell’imperatore), la combattività e, in definitiva, la capacità di “radicarsi”, di agire sul piano terrestre e perciò di soddisfare le necessità fondamentali per l’esistenza.

Ma, se l’energia non è ben canalizzata, può diventare il colore della distruzione, del pericolo (si pensi al segnale del semaforo e ai cartelli stradali), dell’aggressività e dell’ira (ha una lunghezza d’onda molto vicina a quella che emette il nostro corpo quando siamo irritati; quindi può accrescere l’irritazione).

Muladhara1Alla stabilità, all’equilibrio e ad una salda fiducia nella vita, condizioni essenziali per progredire, alludono le figure del quadrato, dell’elefante con sette proboscidi colorate (i sette gradi della coscienza) e i quattro petali del loto (nella simbologia numerologica il 4 simboleggia l’incarnazione) che caratterizzano il chakra Radice.

Dal punto di vista fisico è un potente tonico, che accresce l’energia grazie ai suoi effetti sull’emoglobina. Funge da vasodilatatore e provoca una migliore irrorazione sanguigna, aumentando i battiti cardiaci, la pressione arteriosa e la frequenza respiratoria.

Dal punto di vista psicologico induce grinta e coraggio, perciò la sua presenza (meglio ancora se indossato) può aiutare chi è timido e ha bisogno di trovare sicurezza e fiducia in se stesso. È il colore prediletto dalle persone estroverse e molto vitali. Tuttavia, proprio per la sua carica energetica che, come una molla compressa, racchiude la spinta destinata a lanciarci nelle esperienze della vita, è meglio non esagerare con il suo uso (per esempio è sconsigliabile come tinteggiatura di pareti…).

 

Respirazione cromatica

Cari amici, se avete provato l’esercizio consigliato il mese scorso (Il vortice dei colori), vi sarete accorti del senso di benessere e di pace che produce, soprattutto se praticato almeno tre volte nell’arco della giornata. È un ottimo (e semplice!) rimedio quando ci si sente tesi, nervosi, affaticati e magari con un inizio di mal di testa. Una serie di profondi sbadigli alla fine dell’espirazione, mentre le mani ritornano in posizione di partenza,  è un segno (benefico) della perfetta esecuzione dell’esercizio.

A chi lo pratica con soddisfazione già da giorni consiglierei ora di arricchirlo con un’ulteriore visualizzazione che ne potenzia l’effetto: mentre, inspirando, salite con le mani sfiorando i colori dei chakra, vivete questo gesto come espressione del vostro profondo anelito alla Verità e alla Felicità, proprio come un’elevazione interiore e insieme un’offerta di voi stessi, visualizzandovi come un loto che lentamente si apre e sboccia, e nella seconda fase, espirando, riportate in voi la gioia della divina risposta.

Per sperimentare ora l’energia del rosso, vi propongo questo esercizio che associa la respirazione cromatica a un particolare stato interiore e ad un’intensa visualizzazione.

In piedi, gambe leggermente divaricate, in posizione di stabile equilibrio. Schiena e capo diritti, spalle e braccia rilassate. Mani unite (dita incrociate) alla base del pube. Durata: 10 minuti.

1) Chiudo gli occhi e mi concentro sul respiro. Osservo il ritmo respiratorio senza modificarlo. Dico mentalmente: «Uno: inspiro. Due: espiro». (Continuare finché la mente si acquieti).

mul22) Mi visualizzo in piedi, all’ombra di un grande albero che ha meravigliosi fiori rossi.

3) Respiro profondamente, focalizzando sempre più l’immagine.

4) Entro col pensiero nell’archivio della memoria e scelgo un momento in cui mi sono sentito particolarmente felice di esistere. Rievoco nei particolari quell’esperienza e la rivivo con la stessa intensità.

5) Ora dai rami fioriti dell’albero incomincia a scendere sul mio capo un flusso vitale di energia rossa: inspirando lentamente e profondamente, visualizzo questa luce rossa, intensa e brillante, mentre entra nelle narici, riempie la gola, i polmoni, il torace, l’addome, fino a raggiungere le mani, che si illuminano di energia rossa.

6) A ogni inspirazione l’intensità dell’energia e della luce aumenta.

7) Dopo un attimo di apnea,  sollevo lievemente il capo e con un soffio sottile e prolungato espiro dalla bocca verso l’alto un flusso di luce verde, restituendo l’energia alla Vita con gratitudine. (Continuare almeno per dieci cicli respiratori).

Il rosso stimola la forza fisica, la volontà e accresce l’energia vitale, mentre il verde (che è il suo complementare) esprime amore, equilibrio e armonia con la natura.

Con questo augurio bicolore di serenità vi saluto caramente e vi do appuntamento al prossimo mese!

Cesare Peri

 

Video: Conferenza di Cesare Peri. L’autore presenta il suo libro Meditazione sui Colori.

 

Credits Img

20/02/15
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1. I COLORI SONO DENTRO DI NOI

Le cose da dire sono così tante (quelle da fare non di meno!) e significative, che non è facile stabilirne la priorità. Le vedremo e sperimenteremo passo dopo passo. Il Per-corso unisce le moderne conoscenze della cromoterapia all’antica scienza dei chakra: agisce perciò a livello fisico, emozionale e mentale, ma soprattutto favorisce il processo di ricerca spirituale.

Va subito chiarito che i colori sono una nostra creazione: si tratta infatti di onde luminose di natura elettromagnetica, di diversa lunghezza e frequenza, cioè di pura energia, che destano in noi sensazioni ottiche. Questi impulsi luminosi, trasformati in impulsi nervosi, sono trasmessi dal nervo ottico alla corteccia cerebrale, situata nei lobi posteriori del cervello, dove avviene la percezione visiva.

Proprio perché sono una prodotto della nostra mente, sentiamo istintivamente i colori come una parte viva di noi, legata alle emozioni e ai sentimenti. Il principio su cui si basa la cromologia è che i colori costituiscono il linguaggio emozionale dell’inconscio. Questo collegamento tra gli stati d’animo e i colori ha conseguenze importantissime sul piano psicologico e terapeutico, in quanto non solo favorisce una conoscenza approfondita di noi stessi (i significati di un colore ci svelano, per esempio, perché amiamo o non sopportiamo quel colore), ma anche ci permette di comunicare con l’inconscio, generando un influsso sul sistema nervoso, sul sistema immunitario e sul metabolismo. Di fatto le frequenze dei colori interagiscono con le vibrazioni dell’organismo.

La Meditazione Cromatica produce effetti benefici a livello psicofisico tramite l’utilizzo sia di particolari pratiche di visualizzazione e respirazione dei colori sia di posture ed esercizi dinamici di facile esecuzione. Ricordiamo un altro concetto fondamentale: la nostra mente non distingue tra un fatto reale e uno fortemente immaginato, producendo perciò effetti analoghi (spesso, anzi, un’intensa visualizzazione cromatica incide più profondamente dei raggi colorati di un faretto).

Ma la pratica meditativa si spinge molto più in là di quella terapeutica: il valore simbolico dei colori, in perfetta corrispondenza con quello dei chakra, fornisce un’interpretazione olistica dell’essere umano e insieme scandisce le tappe dell’evoluzione della coscienza. E questo è il cammino che qui vi propongo e che mi piacerebbe percorrere insieme.

 

Il vortice dei colori

Ed eccoci già alla parte pratica. L’immagine che vedete qui sotto è tratta dai miei appunti di studio e ci permette di dare uno sguardo d’insieme, anche se un po’semplificato e schematico, al percorso verticale che vorremmo seguire. Si può osservare la successione dei colori (rosso, giallo e blu sono i colori primari, dalla cui unione derivano tutti gli altri) in corrispondenza dei chakra e dei plessi. Sono annotati anche i significati base, mentre le linee che collegano i colori indicano i rapporti di complementarità, di cui parleremo in seguito.

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L’esercizio ha funzione introduttiva e mira a familiarizzare con la disposizione dei colori sul proprio corpo, in modo che possiamo percepirli “addosso e dentro”. È fondamentale (sempre) sintonizzare respirazione, visualizzazione e gestualità.

In piedi, gambe aperte, un po’ piegate, mani appena sotto l’ombelico con i palmi rivolti verso l’alto e i polpastrelli a contatto, occhi chiusi. Il movimento di lento sollevamento delle braccia fin sopra il capo (le mani salgono sfiorando il corpo dall’ombelico alla fronte con brevi soste in corrispondenza dei chakra) avviene nello spazio di un’unica profonda inspirazione; la lenta espirazione accompagna il ritorno delle mani nella posizione di partenza. L’esercizio deriva dalla pratica del Baduanjin (= “Otto pezzi di broccato”), antico metodo cinese per ricaricarsi di energia, una perfetta unione tra meditazione e ginnastica dolce, ideato durante la dinastia Song (960-1279), secondo la leggenda, dal generale Yeuh Fei per rendere più forti i suoi soldati. “Reggere il cielo con entrambe le mani” (Shuang shou tuo tian li san jiao), rielaborato in chiave cromatica, unisce ai benefici effetti fisici (regola tutti gli organi interni, allevia la fatica e aumenta la capacità respiratoria) quelli mentali della concentrazione e della visualizzazione, che permettono la circolazione dell’energia vitale grazie alla forza del pensiero. Durata: 10 minuti.

 

1) Tocco il ventre sotto l’ombelico, mentre incomincio ad inspirare, e immagino di premere un pulsante che subito accende di luce arancione tutta la fascia della vita.

2) Salendo, tocco un pulsante all’altezza del plesso solare, e tutta la parte superiore dell’addome si accende di un giallo brillante.

3) Sfioro quindi il centro del petto, e tutto il torace si illumina di verde.

4) Tocco la gola, e si accende di blu.

5) Sfioro la fronte, e s’illumina di un’intensa luce di color indaco.

6) Sollevando le braccia e aprendole ad imbuto, creo un cono di luce viola a partire dalla sommità del capo.

7) Mentre resto in apnea, visualizzo il cono di luce viola (tra la sommità del capo e le braccia): incomincia ruotare sempre più velocemente, trasformandosi in un vortice di scintille multicolori.

8) Con l’inizio dell’espirazione immagino che questo vortice scintillante penetri nella testa e incomincio ad abbassare le braccia riunendo la punta della dita.

9) Il vortice inonda e ravviva con la sua energia sfavillante l’indaco della fronte (che sfioro con le mani soffermandomi un attimo)…

10) il blu della gola… il verde del petto… il giallo del plesso solare (sfioro i punti scendendo lentamente)…

11) e l’arancione sotto l’ombelico: qui il movimento delle mani si esaurisce con la fine dell’espirazione.

12) Contraendo l’addome, svuoto completamente i polmoni e abbasso le braccia lungo i fianchi, immaginando che il flusso di scintille multicolori attraversi le gambe e scenda fino ai piedi.

(ripetere otto volte)

 

Che l’arcobaleno splenda nella vostra vita! Arrivederci al prossimo mese.

Cesare Peri

 

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26/01/15
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PRESTO ONLINE…

Presto online il mio nuovo v-blog… Torna a trovarmi fra qualche giorno!

Cesare Peri

22/01/15