Punti di Vista

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105. LE DONNE DI LAMEZIA TERME

Hanno provato a fermarle più volte attraverso furti, atti vandalici e intimidazioni di stampo mafioso, ma le donne che dirigono e lavorano nella cooperativa sociale “Le Agricole” di Lamezia Terme hanno deciso di non arrendersi. La cooperativa, nata nel 2008, è costituita da una ventina di donne coraggiose, la maggior parte delle quali proviene da situazioni difficili: disabili, ragazze madri, rom, vittime di violenza familiare. Scopo de “Le Agricole” non è solo produrre e vendere frutta e verdura, ma trovare dignità e riscatto sociale nel lavoro.

La realtà calabrese in cui operano queste donne non è facile. Parecchie volte la cooperativa è stata oggetto di atti vandalici – in particolare nell’anno 2010 – spesso perpetrati con mentalità e sistemi mafiosi: gli ortaggi vengono rubati, le nuove piantine sradicate, le strutture danneggiate. Eppure, “Le Agricole” non si lasciano intimorire e continuano a coltivare un terreno di tre ettari, che produce ortaggi e grano biologici, poi venduti attraverso un gruppo di acquisto solidale – per le persone anziane o disabili, invece, è previsto un servizio di consegna a domicilio.

L’idea della cooperativa agricola nasce quando la Comunità Progetto Sud (attiva in Calabria dal 1976 per aiutare disabili e tossicodipendenti) e l’Associazione Mago Merlino a(che accoglie e assiste le ragazze madri) decidono di aiutare un gruppo di donne in difficoltà a crearsi un lavoro e un’indipendenza economica, per garantire a sestesse e ai loro bambini una vita dignitosa. 105aPer una donna disabile, una donna sola con un bambino o una ragazza rom non è semplice trovare lavoro: “Anche se si tratta in gran parte
di persone scolarizzate, ci sono molti pregiudizi. Ci siamo guardate intorno e ci siamo accorte che per queste donne in difficoltà non c’erano opportunità di lavoro. Così bbiamo deciso di creare noi queste occasioni. Grazie al lavoro, la nostra dignità viene riconosciuta e le nostre donne non si sentono più escluse dalla società” ha dichiarato Rita Barbuto (nella foto), presidente de “Le Agricole”.

Nella cooperativa, ognuna ha una mansione specifica, in relazione alle competenze ed esperienze personali: alcune, che hanno seguito un corso di formazione con un agronomo, coltivano la terra, altre si occupano di amministrazione e di comunicazione. “Purtroppo non abbiamo molti finanziamenti e, per ora, lavoriamo gratis” ha spiegato Rita “Abbiamo iniziato l’attività grazie ai soldi messi a disposizione dalla Comunità Progetto Sud e dall’associazione Mago Merlino e abbiamo acceso un piccolo mutuo. Ancora adesso, tutto quello che ricaviamo ci serve per pagare le spese, ma questa è la dimostrazione che le ragazze credono molto nel progetto: per loro è una via di riscatto e di crescita”.

Ed ha concluso: “Con la nostra cooperativa vorremmo anche cercare di riavvicinare i giovani alla terra e alle tradizioni”. Per questo motivo è partito un nuovo progetto di piccoli orti sociali sul terreno della cooperativa. “Non ci limitiamo ad affidare un orto a una famiglia o un gruppo di giovani, ma facciamo anche una specie di consulenza: insegniamo loro quando coltivare certe piante e come fare”. Per gli orticoltori provetti, invece, sono a disposizione un pozzo e un impianto di irrigazione, costruiti dalle donne della cooperativa. Ma non è tutto: il prossimo sogno nel cassetto è la realizzazione di una fattoria didattica dove i bambini possano scoprire le piante e gli animali. “Le Agricole”, insomma, continuano a lavorare e non hanno alcuna intenzione di arrendersi.

Fonte: BuoneNotizie.it

21/11/11
105. LE DONNE DI LAMEZIA TERME

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