Anima Psico-Quantica

Le dinamiche vibrazionali dell'anima

Si può essere sani e felici? Ognuno di noi è padrone di una realtà riflettente che parla di sentimenti e pensieri le cui radici sono al centro del petto, nel moto infinitesimale della galassia emozionale, l’unica vera forza capace di irradiare la strada del benessere e della guarigione dentro di noi. Il percorso multidisciplinare che conduce nei meandri delle bizzarre dinamiche energetiche, mettendo sotto i riflettori l’uomo come creatore attivo della realtà, è il palpitante mondo quantistico in cui la vita vibra. L’anima diventa la via.

Carmen Di Muro

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08. L’ARTE DI MUOVERE I PROPRI SOGNI

Esiste un posto segreto dentro ognuno di noi, un luogo fecondo in cui germoglia ricchezza e abbondanza. Scoprirlo fa la differenza. Ritrovarlo, ancor di più. Da lì sgorgano sogni, i nostri desideri più intimi, quelle immagini lucide, che parlano il linguaggio sottile del cuore e che poco hanno a che dire con i timori della mente. Eppure nella gran parte dei casi, più che seguire questa energia pura, lasciandoci guidare fiduciosamente lungo la rotta esistenziale, diventa più semplice desistere all’incedere degli eventi, riparandoci sotto il manto spesso delle nostre ansie giornaliere, incastrati in uno stato di sofferenza continuo. La vita è movimento e questo è quanto ognuno di noi ormai sa, conosce. Ma conoscere è diverso da comprendere, ossia dal prendere e dall’abbracciare profondamente dentro di sé, per entrare ed essere flusso di quell’energia tenace che non si esprime con la voce degli affanni, della paura e dell’incapacità di muoversi, ma al contrario è urlo di creazione nell’essere presenti nel qui e ora del nostro mondo emotivo.

Ci siamo mai fermati per un solo attimo a pensare se la strada percorsa sin oggi sia quella giusta? Se le scelte maturate siano state funzionali al nostro reale benessere e le esperienze che stiamo vivendo ne siano diretta emanazione energetica? Ma, soprattutto, se stiamo assecondando realmente il movimento dei nostri sogni?

Esiste un’arte che nulla ha a che vedere con la semplice costruzione materiale, è un’arte più profonda che mira alla bellezza, al prendere coscienza dentro di sé di quanto, il più delle volte, si viva una vita mossa dalla paura forsennata del futuro, della perdita e delle mancanze. Quest’arte è un strumento trasformativo che ognuno possiede, ma che pochi riescono a utilizzare rettamente. È l’arte di riconoscere, generare e muovere i propri sogni nella direzione della fede, della più piena fiducia che il meglio per noi debba sempre accadere e che seppur le esperienze fin oggi vissute siano state dolorose o negative, ciò non può che allargare semplicemente il nostro sguardo verso una consapevolezza più ampia circa ciò che ci ha mosso e ci muove.

La vita non è un nemico da combattere e da cui proteggerci. Il vero nemico è la paura di vivere veramente, di gioire, di mutare e di lasciare ogni nostra più sciocca certezza per aprirci al nuovo, a ciò che di noi non conosciamo e che può renderci realmente liberi dai fili dell’attaccamento alle cose, alle situazioni e alle persone intorno a noi. Solo da questa prospettiva diviene possibile utilizzare gli strumenti alchemici dell’Anima per il passaggio da uno stato di inconsapevole presenza a quello che è invece la “pura presenza a sé”.

È lì che ogni cosa inizia a muoversi, è quello il luogo in cui l’infinito prende contatto con noi e viceversa, il punto di informazione fondamentale che ci dà la possibilità di cambiare totalmente rotta e di muovere l’energia della vita. Esso sgorga dall’oggi, da ciò che si è nell’attimo presente, dall’ascolto e dal peso che diamo a quello che stiamo vivendo e a ciò che dobbiamo ancora vivere. Non nell’ansia e nel timore, ma come magico passaggio evolutivo verso una condizione di pienezza dell’essere realmente padroni del modo in cui vogliamo sentirci.

Questa è la vera presenza: sapere cosa stiamo scegliendo, dove stiamo andando e come stiamo vivendo le nostre esperienze nel bene e nel male. Ciò ci dona anche la misura della qualità e il peso del tempo che ci concediamo. Il tempo è vento che non ritorna più e non rimane, se non in quella memoria che amplifica i toni della paura, quando è vissuto senza consapevolezza. Al contrario la presenza ci offre la possibilità di gustare pienamente degli attimi, dei minuti e delle ore che ci sono concessi; diventano depositari di storie, emozioni e cambiamento nell’inseguire ciò che è realmente importante per noi.

Il mio augurio per questo nuovo inizio è un’esortazione alla vita, a quella vita vera che non si compie nel restare fermi e nel lasciar scorrere tutto, ma nell’essere acqua che fluisce nel movimento e che mantiene fermo il timone dell’esistenza scegliendo la rotta dei sogni. E la meta rimane l’amore, la chiave di ogni vera rivoluzione.

Buon cammino verso un luminoso 2018.

Carmen Di Muro

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10/01/18
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07. IL POTERE DELLA GIOIA

Ritrovare e assaporare la gioia è centrarsi nella profondità del proprio essere, laddove non esiste né inizio né fine, ma si diviene unica essenza con l’amore divino, un flusso di creazione che si innalza su frequenze elevatissime e permette la più profonda trasformazione della vita, verso una visione consapevole tale da sollevarci dalla terra per riuscire a osservare dall’alto del cielo. Da lì, è possibile vedere, attraverso una dimensione più ampia di spazio e di tempo, riconoscendo la propria origine e la direzione verso cui muovere i propri passi.

Ciò avviene nel momento in cui riusciamo a entrare nei meandri della nostra intimità, ad accoglierci, decidendo di trasmutare alchemicamente il dolore in magica pozione di guarigione.

Lasciare dietro di sé qualcosa, recidendo i legami energetici con situazioni, persone e ambienti che ci danno certezza ma al contempo bloccano il nostro vero cammino, è spesso necessario per eliminare ciò che intralcia la strada e per riuscire a chiarire ciò che è veramente importante. Quante volte perdiamo la via che contiene sogni, desideri e bisogni produttivi per la nostra vita, seguendo, senza accorgercene, necessità che appartengono agli altri?

Darsi il permesso di chiedere, di ascoltarsi, di guardarsi dentro, ma soprattutto di scegliere, seppur da soli, quali porte varcare fa la differenza.

Una porta si chiude, ma una nuova realtà si apre attraverso la visione verticale amplificata che aiuta ad accettare attivamente e con fiducia il tempo di lasciar decantare le nostre mancanze, le paure, le sofferenze passate, di elaborare le ferite e intravedere un nuovo cammino verso i luoghi ignoti dell’anima, seguendo le leggerissime orme della gioia di poter essere finalmente altro.

Da questa prospettiva tutto muta, ci si svela e ci si scopre diversi, nuovi, unici rispetto a ciò che credevamo di noi. È in questo gioco – in cui, contemporaneamente, ci percepiamo in un modo o in un altro, in base alle varie tonalità affettive, avvertendoci vivi – che risiede la vera potenza in grado di rompere gli argini fissi della personalità e di orientare le nostre possibilità di esistenza. Il nostro corpo diviene il garante, poiché conosce, comprende e ci interpella costantemente, ricordandoci attraverso il suo linguaggio sottile che esiste una luce di creazione nella parte più minuscola delle sue cellule, capace di riattivare la vita dentro e fuori di noi.

Carmen Di Muro

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29/11/17
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06. LA FISICA DELL’IMMORTALITÀ

Nel corso dei secoli, dai vari ambiti e prospettive del sapere il tema dell’immortalità dell’anima, definita scientificamente coscienza, è stato oggetto di indagine e di dibattito, in quanto l’uomo ha sempre avvertito in sé un anelito di immortalità cercando di trovare risposta a questo intrinseco bisogno naturale.

“La coscienza non è una cosa tra le cose, ma è l’orizzonte che contiene ogni cosa” affermava in maniera lungimirante Edmund Husserl, noto filosofo e matematico di metà ‘800, padre della moderna fenomenologia. Ma Husserl era andato già molto oltre.

Attualmente il lavoro di ricerca sullo spettro della coscienza viene attuato a partire da ciò che è dimostrabile e verificabile empiricamente, e procede dal presupposto che la mente cosciente sia il risultato dell’attività biologica dei neuroni cerebrali. La ragione di ciò è che la maggior parte degli scienziati tradizionalisti considera la coscienza come un epifenomeno, ovvero come la risultante di numerosi processi elettro-chimici microscopici che avvengono a livello corticale.

Eppure la coscienza non è creata dal cervello e non è semplicemente il risultato di una reazione molecolare e di processi chimici, ma è il nucleo essenziale della natura, è ciò che i fisici quantistici chiamano Campo Unificato. La teoria del Campo Unificato identifica un singolo campo di intelligenza alla base di tutto: mente e materia.

Stando a ciò, i fisici teorici hanno notato che quanto più si spingevano nello studio profondo dell’universo, tanto più questo appariva astratto, puro essere, pura potenzialità, pura coscienza astratta consapevole di sé, che s’innalza in onde di vibrazione per dar vita alle particelle, alle persone, alle cose osservabili e a tutto ciò che ci circonda. Ciò significa che tutto ciò che esiste in natura fa parte della stessa fonte dell’esistenza, dell’Uno, da cui tutto si genera e prende avvio.

La coscienza esiste al di fuori degli usuali vincoli dello spazio/tempo e sfugge alla tradizionale comprensione delle leggi della fisica classica. Essa è energia non locale e il suo campo d’azione non va concepito entro i confini del corpo fisico ma al contrario, in modo esteso all’infinito, non esaurendosi a livello dell’interno, ma trovandosi ovunque.

Tale principio è ciò che anima le avveniristiche concettualizzazioni di “neurodinamica quantistica” di due scienziati di fama mondiale, lo studioso americano Stuart Hameroff e il fisico inglese Roger Penrose i quali, partendo dalla visione del nostro cervello come un computer biologico equipaggiato da una rete di informazione sinaptica composta da più di 100 miliardi di neuroni, sostengono che la nostra esperienza di coscienza sia il risultato di vibrazioni quantiche che avvengono nei microtubuli, ovvero strutture intracellulari che costituiscono l’ossatura dei nostri neuroni e che governano le funzioni cerebrali, collegando i processi neuronali ai processi di auto-organizzazione nella struttura quantica proto-cosciente della realtà. Questo processo è stato definito con il nome di “riduzione obiettiva orchestrata” (o teoria Orch OR, da Orchestred Objective Reduction) e spiega come si genererebbe un atto di coscienza sulla base di informazioni quantistiche.

Ciò starebbe a indicare che con la morte fisica i microtubuli perdono il loro stato quantico, ma le informazioni in essi contenute non vengono distrutte. In parole povere, quando il cuore smette di battere, l’informazione quantistica contenuta all’interno dei microtubuli non viene annullata, ma riconsegnata al cosmo, a quel Campo Unificato di Coscienza, a quella matrice che tesse le trame di un legame spirituale tra tutte le cose dell’universo, essendo tutti parte di quest’unica fonte di Intelligenza e Informazione Divina. Per esempio, se un paziente ritorna in vita dopo un’esperienza di coma, di arresto cardiocircolatorio o respiratorio, l’informazione quantistica torna a legarsi ai microtubuli, facendo avvertire alla persona le famose esperienze di premorte, meglio note in termini scientifici come Near Death Experience (NDE).

L’anima o coscienza, quel principio che ci rende presenti a noi, nel qui e ora della vita, è perciò molto più che il prodotto della semplice interazione dei neuroni nel cervello, ma è della stessa composizione vibrazionale dell’universo, una formazione naturale presente fin dall’inizio nella materia che arriva alla sua piena e completa essenza nell’uomo acquistando sempre più ordine e informazione, nell’interazione continua e costante con la sorgente della creazione a cui appartiene che altro non è che Amore. Questa è la vibrazione prima, l’elemento di base che penetra il tutto rendendoci parte inscindibile di quell’Uno da cui tutto prende forma e si genera.

L’amore è l’essenza della nostra anima, il flusso di fondo che permea tutto l’universo permettendogli di realizzarsi e manifestarsi in modo armonico e reale. Ed è proprio questo l’anelito fondamentale della nostra vita, quel legame potentissimo con la fonte stessa della creazione che ci conferisce quella scintilla di immortalità che non si spezza con la dipartita materiale, ma che continua a esistere e a realizzarsi oltre lo spazio e il tempo, seppur in una forma e su un piano dimensionale completamente diverso da quello concreto.

L’immortalità è racchiusa in ognuno di noi, manifestandosi costantemente, e possiamo godere della sua luce nel momento in cui ci voltiamo alla gioia. Gioia perché la vita è questo, gioia che è il continuum tra il qui e il lì, dove non esistono separazioni spazio-temporali, ma solo unione nell’energia di questa vibrazione potentissima che ci innalza verso l’infinito.

Carmen Di Muro

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31/10/17
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05. RIALLINEARE I CAMPI ENERGETICI…

RIALLINEARE I CAMPI ENERGETICI ATTRAVERSO LE EMOZIONI

Cosa, se non l’emozione in sé, è quel vento sottile di cambiamento che soffia tenace dentro di noi, donandoci il fiato necessario per muoverci? L’emozione è il dinamismo della vita. Essa è energia racchiusa in fondo al nostro petto che ci intona su una determinata frequenza, rendendoci compartecipi della realtà e modulando il nostro accadere nel mondo passo dopo passo. Non saremmo vita senza emozioni.

Da sempre considerate come risposte biologiche che l’essere umano mette in atto per far fronte a stimoli specifici esterni, precisando in ogni momento il dominio d’azione dell’organismo, dal punto di vista energetico esse perdono la loro connotazione di prodotto assumendo invece una nuova funzione. Esse sono essenziali, sono la prima indicazione sui moti e sui sussulti del nostro spirito. Noi non produciamo emozioni in base a situazioni specifiche, ma siamo l’emozione stessa.

Siamo esseri eternamente situati emotivamente. Le nostre emozioni ci conducono, parlano e mettono in risalto a livello sottile ciò che la nostra anima sperimenta e vuole comunicarci.

Quando ci emozioniamo, netta è l’attivazione corporea sia interna che esterna. È la nostra carne a segnalarci che qualcosa sta accadendo. Questo accadere è spesso attribuito alla situazione intercorrente, perché siamo ancora troppo inclini a credere che siano gli eventi a farci emozionare e non viceversa. Questa falsa credenza ottenebra il vero senso di quello che in realtà l’emozione vorrebbe dirci: ossia se stiamo permettendo o meno alla nostra energia di dare manifestazione alla realtà desiderata o ci stiamo accordando con campi di forza esterni che disturbano il nostro procedere.

Tutte le emozioni se vissute pienamente sono funzionali per il nostro benessere. Solo quando sono presenti in modo invasivo, e con maggiori emozioni negative rispetto a quelle positive, qualcosa non sta andando come dovrebbe andare. Esse ci stanno informando che blocchi energetici si sono sedimenti dentro noi, ostacolando il flusso benefico della vita.

Che significa questo? Significa che essendo sottoposti all’incessante flusso di energia perenne, essendo veri e propri emittenti e riceventi di onde, emettiamo vibrazioni potentissime sia nei confronti del nostro corpo fisico sia nei confronti dell’ambiente e di tutte le persone che lo popolano. Questi, a loro volta, captano l’energia in entrata prodotta e, in base alla propria singolarità e alle vibrazioni emotive predominanti in quel determinato arco di vita, si accordano o meno a noi.

Ciò vuol dire che nel momento in cui entriamo in contatto con persone e con ambienti in cui c’è un eccesso di energia di polarità negativa, a lungo andare le nostre tonalità emotive, se ignorate, si abbasseranno gradatamente fino a sintonizzarsi completamente con quelle della fonte di emittenza, andando a produrre uno squilibro a livello dell’energia del nostro campo elettromagnetico personale. Questo avvelenamento vibrazionale, a lungo andare, non potrà non ripercuotersi sul sistema psiche-soma e conseguentemente sulla realtà. Il corpo, come pure le nostre esperienze di vita, diventano l’ultimo baluardo dove si esprimono e si ripercuotono le fitte dinamiche energetiche insite nel nostro agire.

Quando siamo in ambienti caricati da energie di bassa frequenza quali il livore, la rabbia, la competizione, l’invida e così via, il nostro stato emotivo, se non ben centrato, si manterrà costante nel sentire soltanto sensazioni disturbanti e non piacevoli, divenendo produttore della stessa frequenza che, a lungo andare, si radicherà, diventando una modalità personale incentrata sull’iperconoscenza di emozioni estremamente basse e disturbanti. Comprendere questo meccanismo significa permettere ai campi di forza presenti dentro e fuori di noi di riallinearsi, e alla salute e al benessere di manifestarsi su più livelli.

Concepire le emozioni come campanelli energetici d’allarme, nonché sprigionarle nel bene e nel male, significa ripulire immediatamente le nostre componenti materiali avvelenate dalla presenza di basse vibrazioni, permettendo al flusso dell’anima di esprimersi nuovamente, malgrado la sofferenza e le esperienze di vita dolorose.

Carmen Di Muro

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3/10/17
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04. RAGGIUNGERE I PIANI VERTICALI DI COSCIENZA

Tutto si evolve, tutto risuona sul medesimo campo e accordo che noi compiamo nello scegliere passo dopo passo la direzione da seguire. Quella strada che ci porta verso la scoperta dei luoghi dell’anima dove non c’è passato, né presente, ma ogni attimo diventa necessario per raggiugere e calibrare il movimento della vita verso l’alto.

I piani verticali sono ciò a cui noi tutti ascendiamo. I piani verticali sono quelli dell’evoluzione spirituale. Essi ci mettono in condizione attraverso le esperienze vissute, soprattutto le più dure, di fare un salto di completezza verso una coscienza sempre più allargata che riporta su nuove dimensioni esistenziali. Tanto più riusciamo ad assecondare la spinta evolutiva, tanto meno badiamo e diamo importanza alla materialità della vita, che è pur vero ci appartiene, ma al contempo è solo mezzo che consente di anelare e raggiungere la crescita.

La forza che permette tutto questo, l’ascesa grandiosa verso le trame dell’infinito, è rappresentata dall’amore. Amore che significa dare attenzione a ciò che il cuore ci chiede nel portarci avanti, e non indietro, in ciò che ognuno di noi è venuto a compiere in questa vita preziosa.

Quando ci arrestiamo, quando smarriamo il senso profondo di questo processo di crescita a cui siamo chiamati, tutto si arresta e la vita continua a fluire senza il nostro accordo. Sorgono i problemi, le cose ci sfuggono di mano, gli accadimenti della vita sembrano prendere il sopravvento. Ed è proprio allora che arriva la sofferenza, quel punto di non ritorno in cui la confusione per ciò che siamo chiamati ad agire ci attanaglia. Ognuno ha una via diversa.

Predisporsi verso ciò che brilla di più per noi diviene la strada. Giorno per giorno partendo dalle piccole cose, da tutti quegli interessi che sembrano rispecchiare meglio il nostro attimo presente.

E l’anima ci illumina il percorso urlando a gran voce: “Non disperdere il tuo sentiero dorato, quello privilegiato, quello che ti spinge a battere direzioni nuove e inesplorate, ma abbi il coraggio di farlo impegno improrogabile, per assecondare la spinta pulsante della vita che ti invita alla crescita e all’ascensione perenne verso la Luce. È questo il compito di ogni essere umano, compito che si traduce giorno per giorno nel dare congiuntamente valore a ciò che è la tua predisposizione più profonda e personale”.

Carmen Di Muro

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30/08/17
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03. SCAMBIO, ATTRAZIONE E SINTONIZZAZIONE ENERGETICA

La scienza e la fisica quantistica hanno dimostrato che alcune componenti delle nostre cellule corporee entrano in comunicazione anche interspaziale con le cellule di altre persone, specie se coinvolte in una relazione interpersonale con noi, come se fossero trasmettitori e ricevitori di onde. Ciò vuol dire che l’essere umano, essendo veicolo energetico, è molto più ricettivo di quanto si possa credere. Risponde accuratamente a ogni segnale e impulso che lo sfiora, e invia allo stesso tempo segnali, sotto forma di frequenze vibratorie, all’intero universo anch’esso pensante e agente allo stesso modo.

Quando si parla di energia lo scambio è continuo, in quanto questa è particella dinamica e creatrice, è onda di amore che nel suo eterno muoversi si accorda costantemente con le frequenze della stessa carica e con le medesime caratteristiche vibrazionali.

Ma questo, nello specifico, cosa vuol dire?

Che ogni elemento presente nel cosmo si accorda in virtù della Legge dell’Attrazione e dello Scambio.

La Legge dell’Attrazione si basa sul principio fondamentale che l’energia attrae a sé energia simile, ovvero carica positiva attrae a sé carica della stessa polarità, mentre carica negativa attrae a sé il negativo. L’equilibrio è dato dalla parte neutrale che compensa l’attrazione.

La Legge dello Scambio, invece, permette all’energia di scambiare in maniera repentina informazioni su essa stessa.

Il cosmo è dotato di vita e invia dei segnali in base agli impulsi che giungono al di sopra della soglia della percezione. Segnali che noi stessi inviamo e cogliamo, sotto forma di vibrazioni e di cui noi non siamo assolutamente coscienti. L’essere umano è un veicolo energetico potentissimo, nonché un sistema aperto e dinamico che, in ogni istante, scambia informazioni con l’ambiente.

Ciò che in realtà non sembra possedere vita e volontà propria, al contrario, risponde, si sintonizza con il nostro richiamo, accelerando o rallentando il proprio moto sotto forma di frequenze. Tutto risponde e si accorda alla grande mente intelligente, in virtù della legge dello Scambio, nonché dell’Attrazione Energetica.

Uno stimolo di una certa intensità, provocato da una certa sollecitazione, scarica il suo potenziale sotto forma di impulso. L’impulso a sua volta, sotto forma di vibrazioni forti, viene trasmesso in base al suo raggio di azione e viene captato in base all’attrazione da frequenze che contengono in sé la stessa carica. Carica non nel senso di potenziale, ma a livello di segnale che su tali frequenze si accorda.

In base alla ricezione del segnale e al tipo di richiesta, l’universo risponde intensificando, ampliando o riducendo la sua scarica. Il Tutto e le sue parti che sono in interazione vibrazionale costante.

Lo scambio si realizza in virtù dell’esistenza di un meccanismo vibrazionale mediante il quale avviene il depositarsi nell’oggetto delle caratteristiche del soggetto e viceversa.

Si parla di oggetto e soggetto, per meglio delineare i due partecipanti che a tale processo prendono parte. Nel senso di ricevente e nel senso di emittente. L’emittente è ciò che emette, di conseguenza il ricevente è ciò che riceve, anche se tale rapporto non si configura come univoco, in quanto veloce è il cambiarsi di ruolo tra emittente e ricevente. L’emittente si trasforma repentinamente in ricevente, il ricevente in emittente. Tale processo è interscambiabile. Quando si parla di materia (in senso lato della parola, intendendola come energia) non esiste mai un rapporto statico, in quanto il ricevente non rimane mai solamente tale, così nel caso dell’emittente. Tale rapporto si configura come un processo dinamico in cui le parti coinvolte cambiano velocemente ruolo in base alla situazione specifica.

Tale processo si realizza grazie alla Legge dello Scambio, legge che permette il trasferimento delle informazioni da una fonte all’altra e viceversa. Non bisogna, però, incorrere nell’errore che tale processo attivo si esaurisca a livello del semplice trasferimento del messaggio da una fonte all’altra. No! Il processo è appunto dinamico in quanto, durante il passaggio, si assiste a un inglobamento totale delle informazioni in entrata le quali vengono memorizzate nella memoria esperienziale dell’oggetto. In base a tale scambio, quindi, non ritroveremo più l’oggetto nella sua forma iniziale. Questo si configurerà diverso, in quanto contenente in sé nuove caratteristiche dovute al passaggio, le quali saranno inglobate a quelle già possedute prima.

Ciò condurrà a un reciproco trasferirsi delle informazioni, a una traslazione resa possibile dal meccanismo della Sintonizzazione Energetica dell’elemento primo, ossia dell’Anima, di quella scintilla di vita che pulsa in ogni cosa presente nel reale.

L’universo infatti non è altro che un sistema relazionale ed è proprio tramite la Sintonizzazione Energetica dell’elemento primo che noi riusciamo a entrare in rapporto con il Tutto, con il senso di realtà, di spazio e di tempo, con l’alterità, “sentendola” profondamente. La percezione ci fornisce un’immagine esteriore condivisa, ma non rende chiaro il perché ognuno di noi senta e avverta in modo completamente diverso. Solo il cuore contiene tutte le risposte.

Estratto dal mio libro Essere è Amore. Dal pensiero alla materia.

Carmen Di Muro

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19/07/17
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02. L’AMORE E I FENOMENI ALCHEMICI DI GUARIGIONE

L’amore è un’ascesa, un aprirsi incondizionato che rimanda al rapporto con la vita nella sua totalità, un perdersi profondo nella voce altisonante del sé, di quella frequenza infinitesimale che trapunta ogni più silenziosa particella di luce presente nel nostro corpo.

L’amore, che si innalza sempre nella sua visione verticale, trascende la materia ed emerge fuori di noi per superare i limiti del tempo e dello spazio, vibrando a una frequenza illimitata di pura carica purificatrice, che riallinea la frequenza del funzionamento dello cellule e degli organi, fiaccati da vissuti di insoddisfazione e paura.

La melodia che possiamo ascoltare, di corpo e anima che vibrano all’unisono, è quella delle note dello spirito, della guarigione e del benessere. E questa è una grande opportunità a cui tutti giornalmente siamo chiamati. Una scelta di un cuore allargato che è cosciente di quello che sente e nel mentre lo fa, sa che a scegliere è sempre lui. Cuore che, abbandonando le false ideazioni, comprende che a ogni accadere significativo della vita segue sempre un riposizionarsi emotivo, un sentire che emerge nel bene e nel male, affiorando in un corpo che non comunica con le parole, ma con il suo linguaggio fisiologico e bio-chimico. Manifesta “non detti” silenziosi e inconsapevoli, di tutto ciò che non ci raccontiamo per paura.

La visione verticale è ciò che ci libera dai lacci energetici invisibili, ma soprattutto innalza la nostra consapevolezza verso la comprensione delle dinamiche che essi generano. Solo a noi la scelta di guardare nella nostra profondità e riconoscere la voce dell’anima che ci indica il cammino.

La scienza ci ha mostrato che l’energia dei sentimenti positivi o negativi è insita dentro di noi, localizzata nelle stesse aree neuronali. Ciò vuol dire che è solo nostra la responsabilità di scegliere la frequenza da attivare a livello cerebrale. In che direzione orientare i centri neuronali in modo che possano produrre una chimica che genera vita e salute. Non c’è differenza nel nostro cervello nelle aree implicate nei sentimenti. È nostro l’onere di funzionare in modo “evoluto o involuto”, “di presenza o assenza” nei confronti della vita.

Ed è proprio quando riconosciamo l’assenza come punto di partenza per spiccare il volo, è solo allora che tutto cambia fuori e dentro, l’amore entra in circolo, ci eleva, divenendo presenza e modo stabile di percepire e aprirsi al mondo, malgrado tutto ciò che può scuoterci intorno. È proprio allora che l’amore assolve la sua funzione alchemica, trasmutando le emozioni da piombo in oro, senza lasciare che esse si sedimentino negli strati più silenti della nostra carne, ma facendo sì che queste vengano ricomprese e ascoltate facendo il loro corso.

L’amore è quel sentimento assoluto, che nasce e cresce con noi, esplodendo nella sua totalità quando siamo disposti a chiederci chi siamo e dove stiamo andando. Quando si arriva a questo punto, il nostro stato di coscienza non è più centrato sulle cose, ma si sposta su un piano più alto, che permette allo spirito di realizzarsi pienamente e di evolvere apprendendo che ciò che fa star male non è punto di arrivo, ma trampolino di lancio.

Carmen Di Muro

Estratto dal mio libro Anima Quantica – Nuovi Orizzonti della Psiche e della Guarigione

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20/06/17
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01. SCOPRIRE L’ANIMA QUANTICA

Per comprendere realmente chi siamo bisogna compiere un salto vibrazionale tra i luoghi misteriosi della coscienza umana, passando dal mondo macroscopico a quello dell’infinitamente piccolo, dove l’energia nella sua danza fluttuante genera e crea ciò che abbiamo modo di cogliere sotto forma di realtà.

L’unione indissolubile tra “Scienza e Divino” è capace di far ricomprendere il nostro rapporto con l’ambiente che viene plasmato attraverso il potere emotivo, la vera forza capace di destarci dall’inerzia, invitandoci a guardare alla luce, seguendo la via maestra dell’anima.
L’obiettivo da raggiungere è la salute e la gioia, forze racchiuse nella nostra interiorità che aspettano soltanto di essere conosciute e mobilizzate. A questo scopo l’esplicativa frontiera di una Medicina Integrata, data dalla collaborazione e dall’unità di diversi saperi, è capace di porci al cospetto delle dinamiche energetiche che governano l’anima. Questa, come una calamita, attrae e condiziona la realtà.

Nel flusso vibrazionale l’uomo è al centro dell’universo e ha dentro di sé la genesi della malattia e contestualmente le armi per la cura.

 

 

Carmen Di Muro

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22/05/17
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