Somatotango

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Attraverso l’esperienza del Tango esploreremo insieme i segreti del corpo… Per questo Somatotango, dove il corpo diventa veicolo di esperienza e allo stesso tempo di essenza e il Tango, la danza che esplora la relazione con l’altro attraverso cui diveniamo…

Maurizio Costa

32.TANGO, VITA E SALUTI

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10/10/08

Per alcuni il tango è diventato una professione, per altri un piacevole modo di passare delle serate, per qualcuno una passione irrefrenabile, e c’è anche chi non si è fatto prendere più tanto dal suo fascino. In ciò che accade nella milonga possiamo trovare anche qualcosa della vita. Abbiamo visto come con il tango ci possiamo “incontrare” e“conoscere”. Che ci aiuta a scoprire qualcosa “in più” dentro di noi. Possiamo fare delle esperienze che magari non riusciremmo a fare in altre situazioni. E, perché no, ci permette oltre tutto di acquisire anche una migliore postura e portamento. In tutti gli argomenti che abbiamo visto insieme, il fil rouge del tango metteva insieme i nostri desideri, le nostre passioni, le nostre scoperte, delusioni ed entusiasmi, con una possibilità di viverli, anche se solo per tre tanghi. E nella oggi un po’ rara possibilità di incontrare“da vicino” l’altro sesso, con tutte le “psicosomatiche”conseguenze, questo ballo ci dà anche il modo di dialogare attraverso il corpo. Insieme abbiamo visto tantissimi argomenti, e ce ne sono ancora molti di più da vedere. Adesso però siamo arrivati al termine dei nostri incontri su questo blog. Siamo arrivati ai momenti dei saluti, ma è un arrivederci. Sulle piste, sulle pagine di un’altra rubrica di anima.tv, su altri blog. Tutti i post saranno sempre consultabili nell’archivio. Per chi poi avesse voglia di leggere altre notizie sul tango, potete andare a vedere il mio sitowww.craniosacraleintegrale.it dove trovate le indicazioni per seguire il “tango integrale”. Ringrazio tutti per l’attenzione dedicata e spero di aver fatto venire un po’ di “voglia di tango” a qualcuna o qualcuno di voi. Un caro saluto a tutti e a presto.

Maurizio

31. CONDUZIONE

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7/10/08

Con la seduzione si cerca il contatto, abbiamo “mirado” e fatto capire con un cenno del capo e adesso ci siamo incontrati e cominciamo a ballare. È il momento della verità. Con la seduzione possiamo trasmettere messaggi di tutti i generi, possiamo immaginare quello che vogliamo e fare immaginare quello che l’altro desidera. Finalmente ci siamo. A questo punto si passa dall’immaginazione alla realtà. Siamo uno di fronte all’altro e stiamo per ballare. A volte da vicino le cose possono cambiare. In meglio o in peggio. Un ultimo sguardo ancora e poi entriamo nell’abbraccio. Esiste una vera e propria scienza dell’abbraccio, ma la indagheremo più avanti. Ad ogni modo, sia esso chiuso o aperto, è dall’abbraccio che inizia il tango. Gli elementi base sono semplicissimi. I ruoli anche. Ma da questi, parte tutto un universo di possibili variazioni che rende questo ballo così speciale e così affascinante.

Oggi parliamo della conduzione. Ad un primo esame potrebbe sembrare che è l’uomo a condurre e la donna a seguire. È vero, la base è questa. Ma in realtà è un gioco di sentire, segnalare, trasmettere, agire, reagire, ascoltare, che amplifica e fonde insieme questo schema. L’uomo comunica le direzioni, le pause, le accelerazioni, le battute; ma tutto questo -e qui si riconosce il bravo ballerino- deve essere modulato in base alla risposta della donna. Quello della donna non è un ruolo passivo, anzi racchiude una vasta gamma di potenzialità. Chiariamo un punto che spesso viene frainteso: ricettivo non vuol dire passivo, accogliente non significa accettare passivamente, e seguire è in realtà un “fare insieme”. Alla fine si conduce in due. In due si crea il movimento e la danza.

Premesso questo possiamo entrare nel cuore della conduzione. Mentre nella seduzione a volte c’è un’immagine dei nostri desideri, qui siamo a stretto contatto con la persona con cui balliamo ed anche con la realtà oggettiva del momento. Possiamo sentire la “marca” dell’uomo, la sua guida, sentiamo come la donna si fa portare. Qui escono alla luce il carattere, l’emozione, il sentimento, il pensiero. Ed anche tutte le informazioni dei sensi. Odori, toni di voce, tipi di tocco, calore, consistenza, resistenza, e tante altre sensazioni. I nostri corpi “sentono” tutto questo, anche se spesso non ne siamo coscienti. E tutto si traduce in movimenti e atteggiamenti posturali. Sono i nostri corpi che si “parlano” l’un l’altro. E questi “dialoghi” diventano un tango. Condurre, “cum ducere”, portare insieme, andare insieme.

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30.SEDUZIONE

30/09/08

Nel post precedente abbiamo visto la mirada ed il cabeceo, come modo per invitare e per farsi invitare: tutti e due aspetti di seduzione. Con questa parola si evocano tantissime esperienze, ognuna con i suoi vissuti e i ricordi connessi. Se la vediamo nel suo significato base c’è il tentativo di portare a sé la persona desiderata: “se-durre”, condurre a sé. Fa parte di un gioco atavico, che si ripete dalla notte dei tempi, e che ritroviamo in tutte le specie. Le due polarità sentono la necessità primordiale di riunirsi e si cercano per completarsi, per ritornare all’”uno” dopo essere state divise. In questo ”gioco”di seduzione ruotano gli interessi più profondi di tutti, e questo ne fa un argomento di enorme attrazione per ognuno di noi. Nel corso della nostra vita abbiamo sperimentato la seduzione e l’attrazione, e il profondo piacere del ritrovarsi, del riunirsi. E le occasioni possono essere state le più svariate. Anche nelle situazioni più strampalate c’è sempre un’energia di fondo che “gioca” sulla seduzione, magari figlia di altre necessità e profondi bisogni. Spesso nella nostra vita abbiamo“mirado” e magari fatto una sorta di “cabeceo”, senza ottenere il desiderato riscontro. Molte volte non c’erano le condizioni per avviare un contatto: la società, l’educazione, le nostre esperienze precedenti, le nostre idee, tutto ciò forma strati di impedimenti dove a volta la realtà viene interpretata e vissuta in un modo “irreale”. Nel tango possiamo finalmente permetterci di sperimentare la seduzione in una situazione dove il tango stesso, con le sue regole ed i suoi schemi, fornisce un ambiente protetto e ben definito. Qui possiamo sperimentare la nostra seduzione e l’essere sedotti, senza che questo abbia i soliti risvolti dei luoghi comuni sul tema. Possono nascere storie, ma questo fa parte di un’altra storia. Con il tango, dopo esserci cercati con lo sguardo, o nel modo che più ci piace, un invito diretto, un voce che ci chiama, la presentazione di amici, potete usare tutta la fantasia per inventarvi altri modi, infine ci si incontra, sulla pista, si prende contatto, e comincia la danza. Possiamo sentirci in maniera molto profonda, e poi, alla fine del ballo, ritornare nelle nostre dimensioni abituali. I ruoli si manifestano, ci si ascolta, con il corpo, finalmente “sedotti” e“seducenti”, ci muoviamo nella musica sulla pista, ed insieme si crea istante dopo istante l’incredibile esperienza di ballare insieme il tango.

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29.MIRADA E CABECEO

sguardo
23/09/08

Uno dei momenti più importanti nel tango è quello dell’invito. Anche se è solo il preludio al ballo vero e proprio, in questo momento si trasmettono molte informazioni e si ricevono molte impressioni. Qui da noi è invalso l’uso, copiato o importato da altre tradizioni di ballo, e comunque da un’educazione sociale di un certo tipo, in cui l’uomo decide con quale donna ballare, la sceglie, e poi va ad invitarla. Può accadere che la donna non sia disposta ad accettare l’invito, ed allora rifiuta; ma a volte accetta, anche contro voglia. Sembra logico, ma in realtà si perde moltissimo in questa semplificazione: per esempio accade spesso che si balla solo con persone già conosciute, che si formano gruppi di amici e magari si rimane circoscritti in questo ambito, che alcune ballerine rimangano tutta la sera senza ballare. Inoltre il ruolo della donna in questo modo è piuttosto passivo. Secondo le tradizioni classiche del tango, ancora in vigore in molte milonghe argentine, c’è invece tutto un rituale per quanto riguarda l’invito. Le persone si dispongono nel locale in un modo strategico: le donne in genere da un lato e gli uomini di fronte dall’altro lato della pista. Le luci non sono basse, ma sufficienti per mostrare le persone senza essere troppo invadenti. E gli uomini e le donne si incontrano in un gioco di sguardi, si cercano con gli occhi, e tutto questo è ciò che si chiama “mirada”, letteralmente “guardata”: il significato è evidente. Allo sguardo si può rispondere o sorvolare, passare oltre, continuare la ricerca. È in effetti un gioco di seduzione in cui la donna spesso ha un ruolo molto importante, dove tra l’altro si esalta la sua femminilità. Se ci si incontra e si accetta, allora c’è un cenno del capo, che nel rituale prende il nome di“cabeceo” o “cabezeo”. A questo punto l’uomo si alza per raggiungere la donna, che nel frattempo si è alzata anche lei, e si incontrano sulla pista. Si scambiano alcune parole, tradizionalmente corrispondenti alla parte introduttiva dello spartito del tango, per un primo contatto, e poi comincia il ballo. Fino alla fine della “tanda”, quindi ci si saluta e si ritorna al proprio posto, dove si ricomincia con la mirada. Affascinante no? Ho delle amiche ed amici che si organizzano per andare a Buenos Aires per il gusto di “giocare questo gioco”. E poiché il tango nonostante tutti gli stereotipi, è un ballo essenzialmente di rispetto per l’altro da sé, si può giocare molto con questo rituale senza varcare dei limiti. Se poi dovrà accadere qualcosa, si vedrà. Da un po’ di tempo, in alcune milonghe nostrane, si è cominciato ad adottare la mirada ed il cabeceo. Quindi se vorrete provare ad invitare con lo sguardo, senza andare fino in Argentina, potrete provare anche da noi il gusto di tutto questo. E anche dove non si adotta questa modalità, provate ad incontrarvi con lo sguardo e dirvi con gli occhi se vi va di ballare. Eè proprio lo “sguardo” una delle basi di tutta la seduzione nel ballo, ma anche nella vita…

28.TANGO E CARATTERI – PARTE II

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18/09/08

Abbiamo visto nell’ultimo post come ci sia una schematizzazione, suggerita da Lowen, con cinque tipologie caratteriali, ognuna legata alla negazione di un diritto fondamentale o di un estremo bisogno: schizoide, orale, masochista, psicopatico e rigido. Non entro nei dettagli e non riporto tutte le variazioni, rimandando a letture specifiche. Ovviamente la realtà non è così schematica, spesso risulta costituita da una miscela di queste tipologie con tratti più o meno evidenti dell’una e dell’altra. Questi “caratteri”danno certi atteggiamenti e possono anche plasmare il corpo definendo dei tratti tipici. Tutto questo lo possiamo notare se ci fermiamo ad osservare le persone che passano per strada, o al supermercato, o nel salotto di casa, o a letto, anche se non bisogna fermarsi ad un’osservazione superficiale che a volte può nascondere qualcosa di molto più profondo. Una situazione in cui questo può venire “percepito”, e uso questo termine invece di “osservato” proprio per sottolineare l’importanza del “sentire” piuttosto che limitarsi ad una analisi frettolosa, è ovviamente il tango. È una vera e propria palestra psico-emozionale in cui il nostro fisico esalta certi aspetti della nostra interiorità. Allora, senza andare troppo per schemi, possiamo provare a “sentire” le persone che ballano, senza invadere con un’osservazione indagatrice, ma mantenendo una visione più aperta, più accogliente, e scoprire tante cose. Invece di andare a teatro possiamo vedere il teatro della vita e lo spettacolo del tango, dove gli attori recitano la propria parte con consumata arte. Due ballerini che quasi stanno fermi, persi nel loro abbraccio, e altri che volteggiano con passi più spettacolari, ma entrambi stanno esprimendo qualcosa che hanno dentro, e tutti e due sono belli da vedere, si sente che stanno comunicando qualcosa. Possiamo notare alcune persone che hanno bisogno di contatto, altri potrebbero avere una prevalenza “orale”, o essere più “strutturati”, forse “rigidi”. E chi potrebbe essere un masochista, o uno schizoide, che perde il contatto col corpo e rimane un po’ nei suoi sogni. Il bello arriva quando entriamo in gioco noi stessi. Come ci sentiamo mentre stiamo per invitare, o mentre quell’uomo si sta avvicinando per invitarmi. E stiamo ballando e sento la mia partner tesa, o il mio ballerino impacciato. O invece quando sentiamo che tutto va bene, che tutto scorre con fluidità. Tutto questo fa parte del gioco del tango, che magari ripete sulla pista delle storie della nostra vita. E se semplicemente “restiamo” con una quieta percezione di quello che sta accadendo nell’adesso, senza preoccuparci troppo di interpretazioni o schemi, il nostro tango diventerà sottilmente più profondo, più in contatto, ed anche più bello da ballare e da vedere.

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27.TANGO E CARATTERI

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12/09/08

Per le sue caratteristiche di ballo in cui la vicinanza ed il contatto sono così fondamentali, il tango è un’interessante opportunità di scoperta e di sperimentazione dei caratteri delle persone. Sulla pista da ballo una persona, che solitamente ha una modalità di presentarsi di un tipo, ritrova qualità che non si sarebbe mai immaginata di “essere”, oppure persone piene di sicurezza, che ai primi passi con l’altro sesso diventano improvvisamente incerte ed insicure. È molto interessante, oltre che divertente, osservare questo mentre le persone ballano, e farlo anche su se stessi nel momento in cui entriamo nella danza. Lowen, padre della bioenergetica e allievo di Reich, adotta una schematizzazione in cui si distinguono cinque tipologie caratteriali base. Anche se possiamo dire che non esistano caratteri così definiti e netti, spesso negli individui è possibile notare la presenza di una miscela di essi, mutevole a seconda degli avvenimenti e delle circostanze. Ma proviamo a immaginarci come sarebbero delle persone con delle caratteristiche più forti derivate da queste tipologie, ad esempio una donna “dominante” che balla: là dove occorre ascoltare i segnali dell’uomo ecco che si scontra con la propria necessità di imporsi; spesso queste donne sono molto attratte dal provare i passi dell’uomo, e quando balliamo con loro sentiamo comparire un’energia un po’ più “yang”. Oppure immaginiamoci un uomo “rigido”, dove già prima ancora che balli leggiamo nel suo corpo questa struttura, e quando lo vediamo in azione i suoi passi sono un po’ marziali e mancano di una certa fluidità. O ancora una donna “isterica”, dei “masochisti”, degli “psicopatici”?! Pensate anche alle miscele a volte esplosive di due tipologie caratteriali simili che si scontrano; oppure a quelle che si completano fra di loro… Ma la domanda fondamentale è…“E voi come siete?”… “Come vi sentite?”… E nello sfondo il tango continua la colonna sonora di tanti film della vita…

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26.TANGO E RELAZIONE

9/09/08

Il tango argentino sta riscuotendo un successo notevole, e nel giro di poco tempo se ne sente parlare sempre di più. Come mai? Ci possono essere tantissimi motivi, e molti di essi li abbiamo discussi nei post precedenti, ma uno di questi è forte e intrigante: la Relazione. Su questo argomento si possono scrivere interi trattati, e nelle pagine di anima.tv ne potete trovare varie elaborazioni; qui la intendo precisamente come uno scambio, un'interazione a tutti i livelli – energetico, emozionale, fisico e psichico – che avviene in una coppia nell’ambito della durata dei tanghi che si ballano. Abbiamo visto come nel tango i ruoli sono molto ben definiti, l’uomo e la donna hanno compiti chiari e sicuri. L’abbraccio in genere è molto ravvicinato, intimo, e l’espressione corporea è l’elemento portante di tutto il ballo. E proprio attraverso l’espressione corporea si partecipa di vari livelli fatti da sensazioni ed emozioni, spesso non filtrate dai pensieri che possono addirittura essere di ostacolo. Con queste premesse ecco che, dopo aver fatto in nostri bravi corsi, aver scelto l’abbigliamento, selezionato la milonga dove andare e magari qualche amico o amica da portare o incontrare, siamo pronti per ballare: la relazione inizia. La coppia si forma, si ballano dei tanghi, e poi finisce… Potrebbe, però, anche nascere qualcosa da quei momenti, e ci sono veramente moltissimi casi di coppie che poi lo sono diventate anche nella vita. E’ forse questo che attrae così tanti?! In effetti penso proprio di sì, ma c’è da dire che vi è anche la scoperta della possibilità di godere del piacere di ballare insieme, vicini, a tempo, in modo fluido, senza che questo debba per forza implicare niente altro. Nel momento in cui balliamo per il puro piacere di farlo, senza strascichi e conseguenze, anche questo è un momento di reale e affascinante relazione…

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25.CAMPIONATI DI TANGO ARGENTINO?

4/09/08

Si sono svolti alcuni giorni fa a Buones Aires i campionati mondiali di tango argentino; per la cronaca una coppia italiana è arrivata settima. È innegabile che nell’uomo esiste uno spirito competitivo che lo spinge a gareggiare con i suoi simili, pensate allo sport e tutte le manifestazioni connesse, ma anche in altri campi al di fuori dello sport questa voglia di gareggiare scalpita.

Non entriamo nel merito di tutto ciò, ma diciamo soltanto che quando si comincia a trasformare l’ego questa necessità comincia a perdere consistenza, per passare a temi più di integrazione che di competizione. Il tango argentino, tra le varie forme di ballo, è quello che più di ogni altro ha resistito, ed infatti è da pochi anni che queste “gare� sono in corso. Per la sua natura di ballo che si crea sul momento, che è intimo della coppia, che viene guidato dal “sentire�, poco si presta alle caratteristiche dei campionati. Infatti in essi il tango che viene presentato è da palcoscenico, da esibizione, è un po’ diverso dal tango che si può vedere in una milonga, e assomiglia più al quello che potete vedere se andate ad uno spettacolo di Miguel Angel Zotto. Si tratta comunque di coppie eccezionali, che ballano veramente bene, e sono per l’appunto uno spettacolo da vedere. Ma in milonga rimane quello spirito di contatto, di rispetto, di sentire, e di creare insieme un‘esperienza del momento: e con questo come si può gareggiare?

Quindi chi vuole fare gare con il tango ha oggi una chance in più, e chi preferisce altro ha tutto un mondo a disposizione. In ogni caso, al di là di campionati o spettacoli, a volte si ha la fortuna di vedere dei ballerini che riescono a fare spettacolo ed a trasmettere comunque un‘emozione, e sono quelle esibizioni che non si dimenticano. Provate adesso a farvi un giro su internet per vedere qualche tango (su youtube per esempio, ma dovete cercare un po’), magari guardatevi i pochi film disponibili (segnalo “Tango� di Carlos Saura e “Lezioni di Tango� della Sally Potter), e sperimentate quanto i ballerini vi trasmettono. Ne parleremo a breve.

24.SALIDA BASICA

2/09/08

Insegnare il tango argentino non è una cosa facile. Il fatto che questo ballo si crea sul momento, che i passi – invece di far parte di una rigida sequenza – vengono messi insieme “sentendoâ€� la partner, la musica, la pista, le emozioni… lo rende così particolare ma può creare delle difficoltà per l'insegnamento e l'apprendimento. Per ovviare in qualche modo a questo, nel tempo si è creata quella che viene definita come “salida basicaâ€�: in spagnolo ha molti significati, in questo caso possiamo usare “partenzaâ€�, ma si può anche usare per invitare, “salimos a bailarâ€�; basica perché di base. Con questo termine allora si indicano una sequenza di passi che viene appresa in genere in tutti i corsi all’inizio.Sono in tutto otto passi, e a volte si usa proprio “otto passiâ€� come definizione, e con questi otto passi sia l’uomo che la donna fanno tutti i possibili movimenti base per potersi muovere: ci sono passi in avanti, indietro e laterali, ed inoltre c’è un movimento molto particolare per la donna, corrispondente al quinto passo, in cui il piede sinistro si incrocia con il destro. Per questo lo si chiama “cruzadoâ€�, incrociato, o più semplicemente “cinqueâ€� perché nella sequenza è il quinto. È un passo asimmetrico, tipico del tango, dovuto alla asimmetria dell’abbraccio tra i ballerini. Anche gli altri passi diventano poi l’â€�unoâ€�, il “dueâ€�, e così via, e corrispondono ad un preciso movimento in una certa direzione.

È una sequenza, quindi, creata per scopo didattico, ma con i passi che contiene si balla. Anzi si potrebbe già ballare solo camminando e basta, esercizio che viene utilizzato molto nei corsi, anche se solo dopo un po’ di tempo si raggiunge quella qualità di movimento per cui anche semplicemente camminando si “sente� e si “trasmette� emozione e sentimento. I vecchi “milongueri� di Buenos Aires sono un vero spettacolo quando li vedete, eppure i movimenti che fanno sono semplicissimi ed essenziali. Cerco sempre di insegnare a “fare i passi� piuttosto che sequenze di varia complicazione. Una volta che si sono imparati i movimenti di base, si possono effettuare sequenze più complesse e passare a movimenti più complicati: si è pronti per “giri�, “ochos�, “voleos�, “sacadas�, “ganchos� e tanti altri, ed a metterli insieme sul momento per creare quella esperienza fantastica che si chiama tango.

23.TANGO VALS

28/08/08

Come abbiamo visto nelle milonghe possiamo ascoltare e ballare tanghi, tanghi vals e, per l’appunto, milonghe. Vediamo un po’ meglio il tango vals, anche conosciuto come “vals crolloâ€�, o più affettuosamente “valsecitoâ€�. Musicalmente ha un tempo di ¾, come tutti i valzer, e si balla con gli stessi passi del tango. Ma è proprio questo diverso ritmo che ne cambia molto la percezione rispetto al tango tradizionale di 4/4 e 2/4. Come sappiamo il ritmo del valzer dà un “saporeâ€� alla musica, la rende più vivace, scorrevole, ha un “umoreâ€� differente. Ecco che allora il tango vals rispetto al tango diventa più allegro, scherzoso, vivace. Secondo l’icona classica il tango è un po’ triste, se sentite le parole delle canzoni sono sempre molto drammatiche: amori impossibili, fine di storie, donne che fuggono, e altro ancora. Il famoso “pensiero triste che si ballaâ€� molto citato un po’ dappertutto credo che sia una delle interpretazioni più errare del tango. È una “credenzaâ€� essenzialmente basata sui testi ma non ha nulla a che vedere con il ballo in se stesso. Ho sempre sostenuto che, anche se non possiamo dire che sia divertimento puro, ballare il tango è un’esperienza molto piacevole, che di sicuro non rende tristi. In ogni caso il tango rispetto al tango vals ha una modalità di ballo più “a terraâ€�, nel senso che sembra che ci sia un maggiore contatto, una maggiore relazione dei ballerini con la terra, mentre il tango vals è più “ariosoâ€�, più “aereoâ€�; la sua vivacità dà un’espressione più leggera al ballo, i passi diventano più veloci. I tanghi vals non sono tantissimi, ma se navigate su internet vi suggerisco di provare ad ascoltarne qualcuno per sentire che effetto vi fa. Uno dei più famosi è “Desde el almaâ€� (dall’anima), scritto da Rosita Romeo a soli quattordici anni. E questa volta ascoltate ascoltate ascoltate…

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