Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

10. SOTTO LA DOCCIA

30/01/14

I buddisti dicono che bisogna accorgersi delle cose veramente importanti, così come se ne accorgerebbe un uomo che avesse solo mezz’ora di vita: se un serpente molto velenoso ti avesse morso, moltissime parole ti sembrerebbero sicuramente superflue.

Ma per fare un’Arca non occorre essere tanto drammatici. È sufficiente che tu pensi alle parole della tua vita come se stessi facendo la doccia. Anche sotto la doccia moltissime parole-cause si ridimensionano, infatti, rapidamente e a colpo sicuro.

Oltre alle parole che i «molti» usano volentieri, come politica (che, appunto, quando sei sotto una doccia non significa nulla per te), puoi prendere in considerazione parole che per i più svariati motivi ti abbiano causato danno, e che sotto la doccia ti causerebbero cali d’umore. Per esempio la parola matrimonio.

Quanto più conosco la gente e mi interesso dei loro problemi, tanto più mi accorgo che la principale causa di sofferenze nella nostra civiltà risiede proprio nel potere che viene attribuito a questa parola. Le malattie, gli incidenti, i disastri, le persecuzioni, le guerre causano sicuramente sofferenze a tante persone, ma sono evenienze meno frequenti del matrimonio che, con le quotidiane spire della sua noia, delle incomprensioni, della delusione, della finzione, della gelosia, delle liti, dell’illibertà opprime o ha oppresso la stragrande maggioranza degli individui che vedi intorno a te.

E per matrimonio intendo, naturalmente, non l’unione di due persone (che quando funziona si chiama amore o affetto, e quando non funziona più si chiama errore) ma il vincolo matrimoniale ufficialmente sancito da un’autorità civile e religiosa, con tutto quel che ne consegue.

Qui si vede bene quanto una parola possa influenzare la vita, e quanto ciò sia ingiusto. Matrimonio, infatti, è soltanto una parola. Non è una cosa. Non è un essere vivente. Tu sei un essere vivente, e la tua vita è fatta di cose reali. Ma, per non apparire diverso dai «molti», tu permetti che quella parola determini la tua vita reale, le cose che fai e puoi fare, attribuendo a essa un gigantesco potere su di te. Perché? Togliglielo. Quel potere è tuo. Quella parola è di altri, pensata ed elaborata prima che tu nascessi; non c’entra con te. Guardala d’ora in avanti come una parola altrui, e d’un tratto ti si chiariranno soluzioni costruttive della tua Arca, delle quali non ti eri mai accorto prima.

Igor Sibaldi

«In quei giorni, dopo quel travaglio, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore, gli astri cominceranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’Uomo». (Marco 13,24-26)

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