Istruzioni per l'Arca

Blog di piccola teologia quotidiana…

Igor Sibaldi

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16. RESPONSABILITÀ

A questo punto, un’obiezione del tutto legittima può sfiorare la mente di chiunque ripensi al racconto del Diluvio: «Ma se Noè avesse rifiutato?» Se a Dio, che gli annunciava quello sfacelo, avesse risposto «No, Signore, non ci sto. Mi spiace per tutti quelli che conosco: se vuoi farli sparire, fa’ sparire anche me, perché non sopporterei di vivere senza di loro»?

È troppo ardito pensare che Dio, dato che amava Noé, avrebbe cambiato idea e che il mondo si sarebbe salvato? Purtroppo, questa ipotesi non solo non è troppo ardita, ma la vediamo confermata ogni giorno che passa.

Se il vecchio mondo, con tutto il suo passato, non è ancora scomparso dalla tua vita, è proprio perché finora hai sempre dato proprio quella risposta alla possibilità di un cambiamento.

Mi spiace troppo perdere tutto quel che so. Amo «padre e madre», e il matrimonio, e la politica e tutto il resto più di quel mio «io» superiore di cui parlano le Scritture. E se così è, tutti quegli oggetti del mio amore mi verranno appunto lasciati intatti. Ma non perché il Diluvio non avvenga, notate bene. Solo, avviene per altri e non per me. Io rimango sott’acqua.

Questo dettaglio, infatti, va ben considerato: nel Diluvio non muore mai nessuno. L’acqua che sale e ricopre il mondo è soltanto un simbolo della distanza che si crea tra chi ha scelto di essere Noè e chi no.

I Noè, da lassù, da un altro livello evolutivo, potrebbero anche voler chiamare, avvertire quelli che, privi di arca, sono rimasti in basso, legati al loro vecchio, piccolo io già noto: ma attraverso l’acqua non si sente più niente.

Per i Noè, si apre allora un periodo avventuroso di esplorazioni e scoperte.

Per gli altri, vale quel che una volta notava Rudolf Steiner, in una delle sue mirabolanti conferenze sull’evoluzione: quando – diceva Steiner – di due gruppi di individui, uno si evolve più rapidamente e l’altro rimane indietro, quest’ultimo non continua a progredire più lentamente dei primi, e nemmeno si ferma al livello a cui è, ma comincia irresistibilmente ad arretrare.

Ne parlano anche i Vangeli, in un passo inquietante: «un grande abisso è stato posto tra noi e voi, in modo che chi di noi volesse passare da qua a voi non lo potrebbe, e neppure da là a qui si può passare» (Luca 16,26).

Sta soltanto a te scegliere, da che parte vuoi stare?

Igor Sibaldi 

 

Gli dissero: «Sai che i farisei si sono scandalizzati nel sentire queste parole?» E lui rispose: «Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata. Lasciateli perdere! Sono ciechi che guidano ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, cadranno tutt’e due in un fosso». (Matteo 15,12-14)

 

 

Creedits Img

15/06/14
respp

Un commento a “16. RESPONSABILITÀ”

  1. rino

    Del resto non si può salvare chi non sta affogando e non lo puoi salvare se è già affogato. Ripeto per gli s***** e pure per me: se lo vuoi salvare lo devi lasciare affogare, se è già affogato, non puoi salvarlo. Un’altra volta, magari lo capiamo. Fatti trovare pronto, non si può né prima né dopo, è un attimo. Se ci tieni, preparati. Di chi sto parlando? Ad es. del mio cane.

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