Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

2. ADESSO

26/09/13

Comincerò da un argomento teologico veramente quotidianissimo ai nostri giorni: il Diluvio. La storia è ben nota, nelle sue linee generali: un giorno Dio decise di distruggere la Terra e di salvare un uomo solo, il giusto Noè, con la sua modesta famigliola. Gli consigliò di costruirsi un’Arca di dimensioni opportune, e gli chiese di dare, su quell’Arca, un passaggio a una coppia di esemplari d’ogni specie vivente. Noè obbedì. E quando tutto fu pronto, cominciò a piovere.

«Perché?» domanda, o meglio potrebbe domandare chiunque ripensi a questa storia. «Perché distruggere tutto? Perché così pochi i salvati?»

La prima domanda da porsi, su una qualsiasi storia sacra, è invece un’altra, e precisamente: «A chi si rivolge?» E la risposta è sempre: «A te, se sai ascoltarla».

Le storie sacre, infatti, sono così chiamate non perché una qualche autorità religiosa le abbia dichiarate tali, ma perché hanno la caratteristica di rivolgersi sempre direttamente a chi le ascolta, e di parlargli di qualcosa che lo riguarda da vicino. In questo, non sono diverse da tutte le altre cose che ti circondano: tutto, sempre, parla con te e ti spiega, ti insegna, ti consiglia, se sai accorgertene. Nelle storie sacre, questo consigliarti è solo un pochino più evidente che nel resto.

Una seconda domanda, non meno utile, da porsi dinanzi a una storia sacra (e dinanzi alla storia del Diluvio in particolar modo) è: «Quando si rivolge a me?» E la risposta è altrettanto semplice: «Adesso».

I teologi di professione, per lo più, non sono di questo parere. Pensano che siano storie molto antiche, scritte per genti di altre epoche e che come tali si debbano, oggettivamente, considerare. Invece è facile verificare il contrario. Basta che ti guardi intorno e dentro. Non parlo del 2012 e dintorni, della desertificazione, degli Tsunami, o dei rifiuti della Campania, che potrebbero far pensare all’imminenza di un Diluvio più imbarazzante di quello acquatico di Noé. Più immediato e tangibile è quel Diluvio mentale a cui l’uomo è esposto oggi, e da cui un gran numero di persone è già profondamente sommerso.

Il Diluvio del conformismo, della banalità, del vuoto non è meno mortale, per l’io, di quanto lo fosse quello di cui parla la Bibbia. Anche oggi il rischio di non esistere più, di essere solo massa fluttuante, è urgente e ben chiaro – benchè stavolta tutto lasci pensare che siano gli uomini stessi a volerlo, più che Dio. Noè ebbe l’Arca, quella volta… E noi?


Gli si avvicinarono i suoi discepoli, per fargli osservare le costruzioni del Tempio. Gesù disse loro: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, qui non resterà pietra sopra pietra che non sia diroccata».
Matteo 24,2

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2 commenti su “2. ADESSO”

  1. E se “l’Arca “ci fosse già stata data e non ci stessimo volutamente salendo a bordo? Forse proprio chi sta lasciando la terraferma per salpare si salverà , la prima pioggerellina è in atto, chissà quanti penseranno che è solo noiosa umidità !

  2. Un diluvio è una cosa seria, è una catastrofe che fa paura. Personalmente sono spaventato e sto cercando di ritornare a desiderare e sognare come facevo fino a qualche tempo fa: ho scoperto di essermi un po’ addormentato ultimamente.
    Non ho voglia di rimanere muto come un pesce. Ho voglia di cantare.

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