Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

02. I SOGNI SONO PREMONITORI?

Se ci atteniamo all’etimologia: premonitore > prae-monere(avvertire, avvisare in anticipo), possiamo affermare che ogni sogno ci avvisa di qualcosa che sta accadendo o che sta per accadere se persistiamo con alcune linee di condotta o di pensiero. Il sognare è essenzialmente un continuum creativo, non ha inizio né fine. Ogni sogno che facciamo può essere una elaborazione di un ambito specifico della nostra vita e così sembra avere un inizio e una fine. Tuttavia esso si inserisce in un gioco “più grande”. E come se ogni sogno fosse un tassello che completa un puzzle più grande, quello della nostra vita e del suo significato, in un continuo divenire.

Il sogno è da considerarsi a tutti gli effetti un evento quantistico che ci fa intravedere le variabili nascoste di un dato problema o aspetto della nostra vita; esso esprime quindi delle probabilità con cui una certa configurazione potrebbe presentarsi. Potremmo ipotizzare che esso sia la “proiezione probabilistica” di un certo sviluppo SE mantenessimo lo stesso atteggiamento mentale di prima, dopo il sogno. Ma la cosa, in realtà, si fa più intrigante e complessa se consideriamo il fatto che il sogno influenza ed esercita una trasformazione sul sognatore mentre sogna! Inoltre la coscienza del sognatore può interagire sul sogno e operare delle scelte… Questo apre l’ambito dei sogni lucidi in cui vediamo i sognatori che interagiscono consapevolmente con gli elementi del loro sogno! A questo punto probabilità, determinismo e libero arbitrio si intrecciano creando molti paradossi dove si arena la nostra mente razionale. Cosa allora fa sì che un evento sognato si verifichi nella realtà tridimensionale? Pensiamo all’11 settembre che è stato sognato da molte persone, giorni prima dell’accadimento. Non tutti i sogni hanno la stessa “frequenza”… Ci sono sogni individuali e collettivi, sogni che hanno a che fare con il quotidiano, altri con una dimensione metafisica.

Questa diversità nella ricezione delle informazioni oniriche dipende dal nostro stato di coscienza durante la veglia o durante il sogno. E’ il nostro stato di coscienza che traduce l’esperienza del sogno in una probabilità, in un evento deterministico o in una creazione. Attraverso il viaggio onirico, possiamo attingere informazioni a delle “banche-dati”, identificati oggi come “campi morfogenetici”. Questo consente ad un sognatore di diventare un canale di informazioni collettive. I problemi e paradossi che si presentano sono semplicemente dovuti alla nostra ignoranza in materia; ignoranza del proprio potenziale e del funzionamento della nostra coscienza. Il Chi sono? rimane sempre una questione aperta a miliardi di probabilità che si esplicano nei nostri sogni.

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