Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

18. CASO O CAOS

Gli anagrammi mi hanno sempre affascinata. Le infinite combinazioni delle stesse lettere nel formare parole sensate è secondo me una forma d’arte, ma anche qualcosa di più. Prendiamo il nostro esempio: caso e caos. Abbiamo due parole con un valore semantico diverso ma che provengono dalla stessa matrice alfabetica. Divagando un po’ – avrete capito che è uno dei miei passatempi favoriti – mi piace vedere tra queste due parole un collegamento di ordine metafisico.

Un giorno lessi una frase sconvolgente: “il caso è la modalità che Dio usa per rimanere anonimo” (scritta da… un anonimo, ovviamente!). Caso e caos sono sempre stati al centro di dibattiti e teorie matematiche e fisiche (frattali – entropia e neghentropia) e filosofici (determinismo e libero arbitrio).

Ma esaminiamo i fatti di una vita ordinaria: quante volte i nostri programmi di lavoro o d’impiego del tempo libero sono andati in fumo o felicemente riusciti, non per merito o demerito della nostra mente che li aveva progettati ma per l’intervento di un folletto imprevedibile e bizzarro nelle sue improvvise e inattese manifestazioni: il Caso. Può prendere forma in un blocco di scioperanti sull’autostrada non segnalato per tempo, che vi impedisce di arrivare a un appuntamento di vitale importanza, o in una conoscenza del tutto fortuita che si trasforma poi in un rapporto decisivo.

La conseguenza del primo impatto con il Caso è proprio il Caos: la sorpresa davanti all’imprevedibile che scompiglia per un attimo l’ordine prestabilito e che ci costringe a ricomporre gli elementi coinvolti in un nuovo ordine. Dal Caos nasce la Vita. Esattamente come avviene per l’anagramma! Il Caso è il fattore “esterno” che ripropone un nuovo ordine o cosmo, sfuggendo a ogni logica o calcolo umano. E’ lo “zampino” del divino che irrompe anonimamente nella nostra Vita. Quando siamo in grado di ricollegare lo zampino al suo proprietario, allora possiamo parlare di Destino, ciò che li Arabi chiamano Mektub: “era scritto”.

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