Navigando nelle infinite possibilità dell'essere

11. INCONTRANDO WILLIAM

Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sonno, diceva l’ uomo che più di tutti vorrei incontrare nei miei sogni: William Shakespeare. Questo grande Tessitore di trame umane ci ha lasciato capolavori ricchi di richiami alla magia e all’onirismo. Il Sogno di una notte di mezz’estate è una perfetta rappresentazione di ciò che avviene mentre si sogna: tre mondi si incastrano come nelle scatole cinesi: quello di veglia, quello magico/onirico, quello dei teatranti. Nella Tempesta, Prospero/Shakespeare usa la magia e l’illusione per muovere i suoi personaggi su un palcoscenico teatrale, metafora della Vita.

Quando sogniamo siamo contemporaneamente regista, attore, oggetto e il luogo dove la nostra coscienza crea e trama nuove storie. Infatti, mi sono inspirata proprio a William, per elaborare alcune tecniche di interpretazione di sogni. Il sogno segue un copione, ha pause, si divide in atti, ha un inizio, il prologo, e una fine, l’ epilogo. Gli attori del dramma o della commedia onirica sono tutte emanazioni del nostro essere. Essi hanno anche la facoltà di cambiare creativamente alcune parti del copione, trasformandole in improvvisazione (il sogno lucido).

La cosa più divertente è quando in scena compaiono animali e oggetti che parlano di noi. Nell’antica Grecia, annesso al tempio dove venivano incubati sogni guaritori, vi era il teatro. Il teatro aveva allora una funzione catartica e trascendentale. Un qualsiasi conflitto o tormento dell’anima umana era mitologizzato, trasportato nel regno degli dei.

Gli dei vivevano le stesse passioni dei mortali: la seduzione di Afrodite, la Gelosia di Era, l’ira di Zeus si incarnavano nella gelosia di Menelao, la seduzione di Elena e l’ira di Achille…. Nel Seicento, l’immortale William metteva in scena le grandi passioni dell’uomo: Amleto, Macbeth, Otello, Enrico V, Giulio Cesare e tanti altri. Nulla di nuovo sotto al sole! Lo stesso accade nel nostro teatro onirico, dove insceniamo il gioco perpetuo tra odio e amore, guerra e pace, luce e ombra, permettendo alla nostra Anima di sperimentarsi in tutti i ruoli possibili e di volare in spazi senza confini.

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