Monthly Archives: novembre 2008

15.IL TEMPO PERSO E RITROVATO

OroloOK

Un leit-motiv ricorrente che sento dai miei pazienti, dagli amici o da sconosciuti è : non ho mai tempo; non ho abbastanza tempo; non c’è più tempo. Mi ricordo anche che è stata una mia risposta automatica per anni. Finché un bel giorno ho capito la relatività del tempo! C’è un tempo psicologico, un tempo orario, un tempo ciclico… che difficilmente si sincronizzano. La Bibbia ci ricorda che per “ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il sole (Qo 3,1) c’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per parlare, un tempo per tacere” e così via. Il problema maggiore della gestione del tempo scaturisce dalla scarsa consapevolezza che abbiamo di noi stessi, dall’identificazione con oggetti esterni: persone, situazioni, eventi. L’accelerazione forte che l’umanità sta subendo, la velocizzazione dell’acquisizione delle conoscenze, delle telecomunicazioni e degli spostamenti, tutto concorre a trasformarci in vere e proprie trottoline. Tendiamo a farci invadere da tante cose che non sono “indispensabili”, sia nella vita professionale che personale. Inoltre la nostra cultura ci porta ad accumulare sempre più cose e impegni a livello mentale, emotivo e materiale. Un posto d’onore è occupato dalle nostre preoccupazioni, dalle nostre paure, i ladri professionisti del Tempo. Uno studio ha dimostrato che il 90% delle nostre paure e delle nostre ansie non si realizza mai. Varrebbe a dire che 90 % del nostro tempo impiegato a preoccuparci è tempo perso. Sarebbe più produttivo impegnare la nostra attività mentale, e quindi, il nostro tempo, in progetti e in scopi. Il tempo perso diventa un tempo creativo, e cioè “ritrovato”.

Per uscire da questo cerchio vizioso che fagocita il nostro tempo, diventa urgente ritornare all’essenziale e semplificare la propria vita. Il motto “tutto ciò che non è indispensabile è inutile” potrebbe aiutarci in ciò e a volgere la nostra attenzione all’essenziale. Un modo utile in questo caso è fare delle pause. Siamo così impegnati nel fare, nell’avere o nello stress che non riusciamo più a godere l’attimo presente. I ricordi belli del passato sono sempre scaturiti dai momenti in cui si è vissuto nell’attimo presente, in uno stato di ricettività, di ammirazione e in cui ci sentivamo appagati e felici. Scalare la montagna è importante, ma ricordiamo di fermarci ogni tanto per guardare al paesaggio, per apprezzare il percorso compiuto.

continua

14. LA PACE? QUESTIONE DI COERENZA

03art_acqua_emotookok

Essere coerente (lat. Cum “con” e haerēre: “essere attaccato”) significa essere unito, avere connessione e, nel senso figurato, essere privo di contraddizioni, essere in fase. Nel nostro viaggio incerto nell’esistenza, sperimentiamo quotidianamente lo stato di incoerenza poiché in preda di tutte le contraddizioni propinate dalla nostra mente irrequieta. Il dibattito interiore tra l’essere o l’avere, la ragione e il sentimento, il giusto o il falso, il buono o il cattivo, è responsabile dei tanti squilibri che si riscontrano nelle coppie, nelle famiglie, nei nuclei sociali e infine nelle nazioni. Come immaginare l’utopia della pace finché saremo presi nel vortice della separazione, scandita dai “o me o te”, “ho ragione io”? Questo non significa implicitamente che l’altro deve annullarsi davanti a me o che lo devo annullare per garantire la mia sopravvivenza? Ecco le premesse ordinarie di tutti i conflitti, che avvengano tra due persone, tra gruppi, comunità, o stati….

La Natura, la Biologia e la fisica ci offrono spunti interessanti per risolvere un dilemma molto intricato sul piano umano esistenziale. Prendiamo la Luce come esempio. La luce “normale” – del Sole o di una lampadina – è costituita da onde di frequenza diversa (non monocromatica), non in fase tra loro. Perciò ogni onda si comporta diversamente da tutte le altre. E’ incoerente. Nella luce di un laser, invece, i fronti d’onda sono in fase tra di loro, e la luce emessa ha un’unica frequenza. Per queste ragioni la luce prodotta è di un solo colore puro, non si disperde con l’aumentare della distanza dalla sorgente, e viaggia in un’unica direzione. Si dice che tale luce è monocromatica e coerente. Anche l’acqua ordinaria, si trova solitamente in uno stato incoerente in cui le molecole di H2O oscillano ognuna per conto suo, in maniera disordinata. Bisogna abbassare la temperatura affinché le molecole acquistino uno stato ordinato, una configurazione geometrica di tipo cristallino (si vedano i lavori di Masaru Emoto).

La medicina insiste oggi sulla coerenza cardiaca. Cuore e cervello sono interdipendenti perché connessi neuronalmente. E’ ormai accertato che gli stati di stress, ansia o depressione alterano la variabilità del ritmo cardiaco che diventa irregolare, caotico. Le emozioni negative generano incoerenza. La coerenza cardiaca invece è favorita dalle emozioni positive: gioia, gratitudine e….. Amore! Quindi coerenza è sinonimo di: sincronia, ordine, unità, armonia, collaborazione, equilibrio. Come sempre, la Natura ci indica una via per diventare coerenti e cioè “uniti” e in “armonia”. “Amor che muove il sole e l’altre stelle” possiede questa rara proprietà di portarci verso la coerenza, verso la Pace.

continua

13.SI APRE UN’ALTRA PORTA…

Cari Entronauti,

Ora che avete sopportato con benevolenza le mie divagazioni sui sogni e sul sognare, potete fare ancora un piccolo sforzo e aprire un’altra porta. Dal macrocosmo svelato dai sogni e dai viaggi astrali, vi porterò, nei prossimi giorni, nel microcosmo/Uomo. Una dimensione sempre sfuggente poiché in costante evoluzione……Qui m’aime me suive!

12. IL SOGNO DI DIO

12_Holo

30 anni fa, in Belgio, ebbi il grande privilegio di potere studiare l’astrologia evolutiva in relazione alle più recenti teorie della fisica quantistica. La visione olografica dell’universo era l’ossessione della mia Maestra, Anna Albert, che aveva aperto la sua “Scuola per lo studio dell’Evoluzione della Coscienza” a noti fisici belgi, francesi e stranieri che vi tenevano conferenze e lezioni. Non potevo immaginare allora l’impatto che tale formazione avrebbe avuto nella strutturazione della mia personalità e visione della vita.

Successivamente, quando cominciai a lavorare con i sogni, mi accorsi di quanto tutte queste conoscenze acquisite in giovane età formassero una “griglia” di riferimento universale, valida per spiegare anche il sognare e la dimensione del sogno. L’universo olografico di David Bohm, da conoscenza teorica divenne per me una esperienza che ho descritto poi nel mio libro I Sogni e l’Infinito. E così per le altre teorie come gli universi paralleli, la non-località della mente ecc.

Tornando all’ologramma, argomento oggi molto dibattuto, vorrei solo soffermarmi su alcuni aspetti di ordine più metafisico che fisico. Il paradigma olografico, l’informazione dalla parte al Tutto, pervade ogni ambito della manifestazione della Vita. Se prendiamo una poesia, ad esempio, troviamo espresso in una sola parola un concetto chiave della Vita e, entrando nel contesto della poesia, facciamo anche esperienza del poeta che agisce da tramite fra noi e un qualche aspetto dell’esperienza universale. Attraverso questa parola entriamo in una relazione olografica con una cultura, un’epoca, una dinamica energetica, un aspetto della vita. Osservando un albero, possiamo percepire le calde o fredde stagioni in cui l’albero è vissuto sin dalla nascita; le sue cellule ci informano sulla gravità e sul nucleo della Terra, le foglie parlano del cielo e del rinnovamento.

Utilizzando questi esempi, vediamo che i vari aspetti delle nostre vite non esistono soltanto in sé ma sono anche in interrelazione con altri contesti olografici. Anche nella forma umana, vive una informazione ampia ed esauriente che descrive la natura complessa e l’identità del pianeta, dell’atomo, di una sola unità di tempo…

Davanti alla straordinaria complessità del fenomeno umano, alla sua capacità di creare e di amare, non sarebbe azzardato pensare che siamo in presenza di un ologramma di Dio. Attraverso l’Uomo si sfiora il “Sogno” di Dio mentre Dio si sperimenta sognando l’uomo. La consapevolezza di ciò potrebbe portare l’umanità a fare il salto decisivo cui il profetizzato 2012 ci prepara.

Continua

I SOGNI PREMONITORI

11. INCONTRANDO WILLIAM

11_Sogno

Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e la nostra breve vita è circondata da un sonno, diceva l’ uomo che più di tutti vorrei incontrare nei miei sogni: William Shakespeare. Questo grande Tessitore di trame umane ci ha lasciato capolavori ricchi di richiami alla magia e all’onirismo. Il Sogno di una notte di mezz’estate è una perfetta rappresentazione di ciò che avviene mentre si sogna: tre mondi si incastrano come nelle scatole cinesi: quello di veglia, quello magico/onirico, quello dei teatranti. Nella Tempesta, Prospero/Shakespeare usa la magia e l’illusione per muovere i suoi personaggi su un palcoscenico teatrale, metafora della Vita.

Quando sogniamo siamo contemporaneamente regista, attore, oggetto e il luogo dove la nostra coscienza crea e trama nuove storie. Infatti, mi sono inspirata proprio a William, per elaborare alcune tecniche di interpretazione di sogni. Il sogno segue un copione, ha pause, si divide in atti, ha un inizio, il prologo, e una fine, l’ epilogo. Gli attori del dramma o della commedia onirica sono tutte emanazioni del nostro essere. Essi hanno anche la facoltà di cambiare creativamente alcune parti del copione, trasformandole in improvvisazione (il sogno lucido).

La cosa più divertente è quando in scena compaiono animali e oggetti che parlano di noi. Nell’antica Grecia, annesso al tempio dove venivano incubati sogni guaritori, vi era il teatro. Il teatro aveva allora una funzione catartica e trascendentale. Un qualsiasi conflitto o tormento dell’anima umana era mitologizzato, trasportato nel regno degli dei.

Gli dei vivevano le stesse passioni dei mortali: la seduzione di Afrodite, la Gelosia di Era, l’ira di Zeus si incarnavano nella gelosia di Menelao, la seduzione di Elena e l’ira di Achille…. Nel Seicento, l’immortale William metteva in scena le grandi passioni dell’uomo: Amleto, Macbeth, Otello, Enrico V, Giulio Cesare e tanti altri. Nulla di nuovo sotto al sole! Lo stesso accade nel nostro teatro onirico, dove insceniamo il gioco perpetuo tra odio e amore, guerra e pace, luce e ombra, permettendo alla nostra Anima di sperimentarsi in tutti i ruoli possibili e di volare in spazi senza confini.

Continua

10. STREGATI DALLA LUNA

10_luna

I popoli aborigeni, per descrivere il sogno, alludono alla faccia nascosta della luna. Quando la luna è crescente, si distingue facilmente il suo lato illuminato. Tuttavia, mentre osserva il suo lato luminoso, la maggior parte delle persone si dimentica della parte invisibile della luna, e tende quindi a pensare che essa non esista. Nel cuore di una notte limpida, se fissiamo attentamente la Luna Crescente, possiamo scorgerne il lato oscuro che sottolinea quello illuminato. La parte illuminata è solo una parte dell’intera stella e corrisponde alla realtà di Veglia mentre la faccia nascosta della Luna è la realtà del Sogno.

Questo piccolo inganno ottico si ripete costantemente nella nostra vita quotidiana. Se ci focalizziamo solo sulla realtà di veglia (la faccia luminosa della Luna) trascuriamo la realtà dei sogni. Gli aborigeni credono che il sognare sia il progetto virtuale del mondo fenomenico. Secondo la loro prospettiva, la realtà quotidiana è il lato illuminato della luna che emerge dal potere creativo del sogno, il lato nascosto della Luna.

Come gli aborigeni, gli artisti hanno questa capacità di vedere i loro sogni come la matrice energetica di ogni forma fisica, che essa appartenga alla realtà del giorno o della notte. Essi sanno che, dietro all’atto creativo, c’è un sogno che si espliciterà poi nel marmo, sulla tela o sulla carta.

Se abbracciassimo la visione degli Aborigeni o degli Artisti, ci renderemmo conto che dietro agli eventi, agli incontri, alle creazioni della nostra vita, c’è stato un qualcosa di intangibile che è stato sognato a occhi aperti o a occhi chiusi. Chi di voi non ha sognato di vivere o di fare qualcosa di particolare e poi si è trovato a farlo nella realtà? Ovviamente, c’è un pericolo: la qualità dei nostri sogni dipende dalla qualità della nostra coscienza. Anche un Hitler aveva i suoi sogni di conquista e di espansione! Troppo spesso ci imbattiamo nell’espressione fisica della megalomania di alcuni potenti.

Ma siamo anche i testimoni di opere d’arte, di scoperte scientifiche, di cambiamenti sociali sognati da esseri molto evoluti. Ci dimentichiamo che tali artisti, scienziati e maestri di saggezza hanno sognato le rivoluzioni copernicane che hanno portato ad una svolta epoche e uomini. Apollo 11, per esempio, è stato sognato nell’ottocento da uno dei più grandi sognatori di tutti i tempi, Jules Vernes. Prima ancora, il viaggio dell’uomo sulla luna è stato sognato dal barone di Munchausen e da Cyrano de Bergerac. Il viaggio aereo è stato sognato da Leonardo da Vinci, poi dai fratelli Mongolfier, poi realizzato dai Fratelli Wright nonostante l’incredulità generale. Penso anche ad uno dei più grandi Geni misconosciuti, Nikolas Tesla, un autentico visionario le cui invenzioni, destinate al progresso dell’umanità, sono diventate materiale segretissimo presso i vari eserciti del mondo.

Per concludere, voglio invitarvi a sognare i vostri sogni più belli e più folli mentre guardate la Luna. Se si sente guardata e onorata, potrebbe stregarvi e farvi un dono speciale. Io la corteggio da anni e la Luna è sempre stata molto generosa con me.

Continua

09. IL NASTRO DI MOEBIUS

Il ponte fra due mondi separati, la realtà di veglia e quella del sogno, potrebbe essere il Nastro Continuo di Moebius (matematico tedesco 1790-1860): una informazione virtuale contenuta in un sogno (un lato del nastro) è contemporaneamente un’informazione concreta (l’altro lato). Come funziona il nastro? Le superfici ordinarie, quelle che nella vita di veglia siamo abituati ad… Read more »

08. BLACK OUT E DISSOLVENZE

08_sogni

E’ cosa ricorrente ai miei seminari che i partecipanti confessino di non ricordare i sogni; addirittura pensano di non sognare affatto. Cosa che sappiamo inesatta, perché senza sognare non potremmo vivere. Cosa allora cancella il ricordo del sogno? Molti fattori possono intervenire, il più banale è l’ora della sveglia. E’ probabile che quando uno si… Read more »

07. “NELLA CASA DEL PADRE CI SONO MOLTE DIMORE”

07_urech

“Nella casa del Padre, ci sono molte dimore” – Questo versetto di Giovanni (14,2) illustra perfettamente la multidimensionalità dell’esperienza onirica. Grandi esperti di stati modificati di coscienza, i mistici sono stati i primi a testimoniare la dimensione quantistica della Natura e del Vivente. Quello che ci hanno trasmesso con metafore, simboli e allegorie non si discosta affatto dalle nostre… Read more »

06.UNA PROSPETTIVA ALLARGATA

farfallaOK

“Una volta io, Chuang-Tzu, sognai di essere una farfalla, una farfalla che svolazzava felice. Io non sapevo che essa era Chuang-Tzu . All’improvviso mi svegliai e fui veramente di nuovo Chuang-Tzu. Tuttavia io non so se ero io che stavo sognando di essere una farfalla, oppure una farfalla che sogna di essere Chuang-Tzu.” Non potevo,… Read more »