Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

16. COLICISTI E DIGESTIONI FATICOSE

Lettera:

Caro Valdo Vaccaro, ho un problema. Il mio fegato, o meglio la mia colicisti, funziona male. C’è una pessima assimilazione dei grassi e una forte intolleranza ai latticini, e ogni tanto non riesco a resistere al latticino e alla carne. Tutto cominciò anni fa.
Fastidioso doloretto in zona fegato, ecografia, risultato: niente.
Ma come niente? Ci sono due polipetti di materiale colesterolico nella colicisti, ma sono ininfluenti. Ma come ininfluenti. Se ci sono significa che impediscono un corretto funzionamento.
Si possono togliere? No, devi tenerteli.

Rifatta l’ecografia qualche anno dopo, dà lo stesso risultato: un polipetto di 6 mm e un altro molto più piccolo. Anche le mie analisi del sangue sono sempre uguali, cioè regolari tranne che per un valore di leucociti al di sotto del minimo. Ho spesso fastidi alla parte destra del corpo e del collo.
Digestione faticosa, in particolare la sera, e intestino delirante.
Parallelamente, mi è venuta al piede destro una antiestetica nocetta, che mi hanno detto essere effetto di un fegato mal funzionante.

Come potrei eliminare quei polipetti, ammesso che essi siano la causa dei miei fastidi?
Io cerco di mangiare in un certo modo ma, dopo giornate di cereali integrali (o quasi-integrali), dopo verdure e proteine vegetali (legumi su legumi o tofu e tempeh), ho voglia di altro, e mi sembra (forse erroneamente) che quel pezzetto di carne o di formaggio o di dolce, siano una sana trasgressione.

Ricordiamoci anche che vivere in Italia e seguire un certo regime alimentare è un delirio.
Passi per rompiscatole in qualunque contesto, dalla cena con gli amici, al ristorante, alla pizzeria, e anche a casa.
Quasi sempre, di mattina, bevo tre o quattro limoni spremuti, che sono un vero sollievo dopo cene mal digerite.
Ho 53 anni. C’aggia a fa’?
Grazie per la grande cortesia e generosità nell’ascoltare ed indirizzare tante persone. Un caro saluto.
Mario

RISPOSTA

Hai un fegato sensibile e reattivo, che funziona in modo logico

Ciao Mario, non è vero intanto che il tuo fegato funzioni male. Sei tu che lo costringi invece a ingerire sostanze sbagliate e a lui sgradite. L’intolleranza è una cosa ovvia. Non siamo mangiatori di latticini e non siamo mangiatori di grassi.
Trattasi forse di latticini da latte umano? No. Quindi cibo straniero e sconvolgente.
Sei forse un infante da svezzare? No. Quindi un cibo innaturale, fuori-posto e fuori-tempo.
Il tuo fegato non può accettare questi incredibili insulti, e pertanto si ribella.

Soffri di digestioni difficili a catena

Ti preoccupi se quei polipetti siano la causa dei tuoi guai. Anche qui il tuo ragionamento fa acqua. Essi non sono la causa ma la conseguenza dei tuoi veri guai. Essi sono il sintomo, ed anche il simbolo concreto e materiale dei tuoi errori. I tuoi errori costituiscono la vera patologia contro cui bisogna muoversi. I tuoi errori si chiamano in termine tecnico digestioni difficili a catena.

16Col digiuno prolungato i polipetti si sciolgono

Ho scritto tempo fa una tesina dal titolo La disinvolta asportazione della cistifellea(cerca online) e ti consiglio di studiartela per bene. Puoi ritenerti fortunato ad aver trovato medici non aggressivi e non interventisti, altrimenti ti avrebbero già spinto all’operazione, in linea poi con le tue stesse aspettative.
Un modo sano per sciogliere i polipetti alla cistifellea esiste. Serve un paio didigiuni di cinque giorni, ad acqua leggera, seguito da una bella cura dell’uva. Questa è l’unica alternativa all’operazione, che ovviamente è da evitare come il fumo negli occhi.

Riesamina te stesso e fai le tue belle deduzioni

Prendi nota che:
1) Non sei un bovino ma un umano.
2) Non sei un infante da svezzare ma un adulto in piena regola.
3) Non sei una tigre, un lupo, un condor o una iena, ma una macchina umana costruita per funzionare con un carburante preciso che non si chiama proteina animale ma succo zuccherino strutturato e bilanciato magnificamente per te da madre matura.

Mettersi in regola con l’alimentazione e la digestione

Mi chiedi “C’aggia a fa’”. Ti rispondo che, se t’interessa di trascorrere sereno e tranquillo i tanti anni che hai di fronte a te, è venuto il tempo di mettere la testa a posto. Ancora più a posto di quanto già tu non l’avessi prima d’ora. Testa a posto non significa certo vivere per compiacere gli amici ed evitare i loro commenti. Se gli amici sono veri amici, potranno solo essere contenti di vederti sano e pimpante.

Alimentarsi non significa affatto correre dietro alle proteine

Cereali su cereali, legumi su legumi, tempeh su tempeh, ma che roba è mai questa? Facciamo la gara a intossicarci di proteine vegetali, ma sempre proteine? Non dobbiamo mai dimenticarci che il nostro cibo centrale non sono per niente le proteine, ma l’acqua biologica della frutta e dei centrifugati di verdure.

Qualche indicazioni alimentare

Pochi cereali integrali e pochi legumi a pranzo (ore 13), sempre preceduti da abbondante piatto di radicchietto o pomodori e cetrioli con rucola, crescione, ravanelli, avocado, e seguiti da mandorle e pinoli.
A cena (ore 19) idem col piatto crudo iniziale e con mandorle finali, mentre il secondo piatto sarà patate, cavolfiori, cavoli di Bruxelles, peperonata, accompagnando il tutto con buon pane integrale, o magari con dei cruschetti, che si trovano in commercio con diversi nomi, e sono composti da crusca più semini vari.

Il ruolo predominante rimane in ogni caso quello della frutta e della verdura cruda

La parte più sostanziale sarà quella riservata alla frutta, distribuita tra le tre colazioni del mattino (7, 9 e 11) e le due merende del pomeriggio (16 e 18), lasciando qualche colazione anche ai centrifugati di carote, sedani, bietole, patata, e altri tuberi.
Una delle colazioni del mattino, preferibilmente quella delle 11, andrebbe riservata, giorno sì e giorno no, alla crema di avena coi semini vari pestellati (lino, girasole, sesamo, papavero, vinacciolo, canapa, zucca, finocchio, psillo, ecc), oppure al pop-corn coi fichi o con le banane.

(Estratto dalla mia tesina online Fegato, cistifellea e digestioni faticose)

11/02/11

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