Codex Veganus

165

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

165. ESTRATTI DI FRUTTA E VERDURA: VANNO BENE PER TUTTI?

165
9/01/17

LETTERA

Buonasera Dottore,
È possibile che gli estratti di frutta e verdura non vadano bene a tutti? Le spiego. Un anno fa, ho provato a fare bere a mia madre le centrifughe di frutta e verdura ma ho dovuto smettere per il forte dolore allo stomaco, per il gonfiore e la forte sensazione di fame che non la faceva dormire la notte, per cui non finivano più.

Una settimana fa ho acquistato un ottimo estrattore e mi sono subito messa all’opera. Ho cominciato con mela, carota, sedano, broccolo e zenzero in piccole quantità. Io e mio marito abbiamo subito avuto l’emicrania e lo stato di malessere è durato per 2 giorni, ma poi è passato tutto. Io l’ho interpretato come periodo di disintossicazione.

Invece mia madre ha iniziato ad avere di nuovo confusione, pressione e giramenti in testa. E poi forte dolore allo stomaco e morsi di fame che non la fanno dormire di notte. Tutto come l’anno scorso. Mi chiedo se è possibile che gli estratti non vanno bene a tutti. Grazie del suo enorme lavoro.
Alyna
.
RISPOSTA

OCCORRE RIABITUARE PROGRESSIVAMENTE IL SISTEMA DIGESTIVO

Ciao Alyna. Non è affatto da escludere che tu abbia ragione. Gli schemi fissi e validi per tutti non funzionano. Non è questione di difetti o di velenosità delle sostanze naturali e della frutta in particolare. Si tratta piuttosto di impatto eccessivo e di non-abitudine alla assunzione di determinate sostanze da parte di un sistema gastro-enterico compromesso.

IL DISADATTAMENTO AL CRUDO ED ALLA FRUTTA VANNO VISTI COME CONDIZIONE ANOMALA E PATOLOGICA

Chi per anni e anni continua ad alimentarsi preferibilmente e prevalentemente con cibi cotti e stracotti, privi dei loro enzimi e dei loro micronutrienti naturali, finisce per creare al suo interno una specie di disadattamento al cibo vivace, vitale e vibrante, e in particolare all’acqua biologica zuccherina della frutta e all’acqua biologica amara e verde della verdura.

DIFFERENZE SOSTANZIALI TRA CRUDO E COTTO

Mangiare cotto significa in altre parole fare ampio uso dei propri enzimi epatici e pancreatici, del sistema biliare, dei propri leucociti digestivi, con digestioni che sono sì prolungate e costose, ma che per paradosso non creano imbarazzi e non causano dissonanze. Al contrario, i succhi al naturale sono un carburante speciale, sono stracarichi dei loro food-enzyme, della loro intatta e potente forza enzimatica-ormonale-mineralvitaminica che li rende in pratica autodigeriti già in partenza, per cui il processo digestivo-assimilativo crudista si accorcia e va a modificare i tempi e i modi dell’assorbimento in zona duodeno. In pratica la digestione crudista appare come la combustione accelerata di un motore che funziona a benzina super arricchita da ottani, mentre la digestione cottista assume le caratteristiche opposte.

NECESSITÀ DI UN GRADUALE RIADATTAMENTO

Una persona come tua madre dovrebbe abituare ex-novo o riabituare il suo organismo in modo progressivo e graduale alla giusta alimentazione, allungando i succhi con dell’acqua, assumendoli lentamente e a piccoli sorsi, dando la preferenza inizialmente a frutta digeribile tipo mela, pera, mirtillo, ananas, lampone, evitando troppe mescole tra di loro.

UN COLON IRRITABILE RICHIEDE PARTICOLARI ATTENZIONI

Se siamo poi in presenza di irritazioni e di infiammazioni intestinali, di accumuli di tossine, di colon irritabile, l’assunzione di frutta, specie se frutta acidognola tipo agrumi, diventa problematica e incompatibile, con sintomi chiari ed evidenti a livello della stessa lingua.

OGNI FASE DEPURATIVA COMPORTA I SUOI EFFETTI

Da rilevare poi che il cibo crudo è dotato non solo di qualità nutritive, ma anche di spiccate proprietà disincrostanti e ripulenti, per cui tende decisamente a rafforzare il sistema immunitario grazie alla vitamina C di cui abbonda, e tende a fare ampio uso del sistema escretorio-emuntorio (fegato-milza-intestino-vescica-reni-pelle-bronchi-polmoni-sangue-linfa), producendo i noti effetti eliminativi-depurativi, fastidiosi quanto si vuole nell’immediato, ma preziosi per la salute stabile di lungo periodo.

Valdo Vaccaro

Fonte

164. CAFFÈ E SIGARETTE: UNA MORTALE ACCOPPIATA

164
12/12/16

Anche questo argomento risulta essere tabù sulle reti televisive… D’accordo, sul fumo si sa già tutto e sui pacchetti di Marlboro e di tutte le altre marche ci sta pure stampigliato l’avviso di morte. Ma sul caffè nulla: è argomento minato al pari forse della carne e del latte. Anche qui il business è enorme, visto che la produzione mondiale di caffè lavorato e tostato va verso i 100 milioni di quintali all’anno, con un giro d’affari che viene secondo assoluto dopo il petrolio e precede addirittura quello dell’acciaio.

Siccome il caffè non è un alimento o una bevanda, ma un autentico farmaco, fa meraviglia che il cartello farmaceutico mondiale, sempre all’erta nello sfruttamento delle migliori occasioni commerciali, si sia lasciato scappare questa ghiotta opportunità di inglobare il caffè tra le sue tante punte di diamante. Fatto sta che su dieci spot pubblicitari, ce ne sono in media quattro sulla carne e sul latte, due sugli integratori mineral-vitaminici e due sul caffè. Come dire all’arrembaggio delle sostanze più nefaste e lucrative. Pertanto anche qui ci sono di mezzo importantissimi sponsor e non c’è spazio per scherzare.

C’è molta gente al mondo che, non essendo contenta di mangiar male, vuole darsi ulteriori zappate ai piedi e bastonate alla testa, in una assurda gara con se stessi a come farsi male di più. Una specie di gioco al massacro e di sindrome masochistica dove il perdente è sempre quello e non c’è nemmeno la suspense delle solite sfide tra un vincente e un perdente.

Uno che fuma e beve caffè merita davvero un plauso. Se ha davvero deciso di autodistruggersi e di suicidarsi a rate, ha infatti prescelto la ricetta giusta, l’accoppiata vincente. Entrambi i vizi sono gravissimi di per sé ma, se acquisiti in perfida associazione, moltiplicano addirittura i loro effetti letali.

Abbiamo già affrontato l’argomento ma, vista la diffusione epidemica di queste dissennate abitudini di vita (o meglio di morte), vediamo di parlare più a fondo di questo farmaco drogante chiamato caffè.

1) Il caffè non è cibo e non è bevanda, ma è farmaco in tutti i sensi. Agisce e va a modificare i delicatissimi meccanismi del sistema simpatico.

2) Il caffè è autentica droga che causa dipendenza fisica e psicologica e sindromi da astinenza. Può essere paragonato a una versione legalizzata della cocaina, in versione più leggera ma con risvolti e conseguenze non meno inquietanti.

3) Il caffè è teratogeno. Causa difetti di sviluppo e difetti di nascita tipo il diabete dei neonati. Mamme topo cui è stato somministrato caffè misto a latte hanno dato regolarmente alla luce topini con gravi difetti agli arti.

4) Il caffè è mutageno e provoca mutazioni genetiche che portano al cancro. Causa rotture molecolari nel DNA, che è il nostro codice genetico. Contiene considerevoli quantità di materiale combusto tipo il methylglyoxal, prodotto della pirolisi. Una tazzina contiene 250 mg di pericolose sostanze mutagene e altamente tossiche tipo acido clorogenico, actractilosidi, glutatione induttrici-transferrine, kahycal-palmitati e cafestolo-palmitati.

5) Il caffè è cancerogeno una seconda volta. È associato a diversi tipi di cancro: cancro alle ovaie, alla vescica, al pancreas, allo stomaco, all’intestino crasso.

6) Il caffè contiene caffeina, un alcaloide tossico che eccita e irrita il sistema nervoso centrale e causa aritmie cardiache. La caffeina è parente non lontana del micidiale acido urico. È classificata tra le 20 sostanze più nocive esistenti.

7) Il caffè ha effetti caustici. Provoca un troppo rapido rilascio del cibo dello stomaco e un troppo rapido passaggio nell’intestino e un conseguente non-assorbimento degli elementi nutritivi (che finiscono inutilizzati nei servizi igienici). Rallenta la peristalsi intestinale.

8) Una tazzina di caffè impiega 24 ore per passare attraverso i reni e il sistema urinario (come del resto succede col tè), a dimostrazione di quanto male faccia ai delicati tessuti dell’apparato emuntore.

9) Il caffè ha un effetto micidiale sui reni. Il suo impatto sul nostro apparato filtrante dei liquidi in uscita è davvero pessimo. Il caffè può essere classificato come distruttore autentico del sistema urinario. Bastano sette-otto tazzine al giorno per fare di te un candidato o un cliente prossimo e probabile della macchina da dialisi, se non addirittura un predestinato al trapianto di rene.

10) Il caffè provoca idropisia, dovendo il corpo isolare e alleviare la sua velenosità creandogli intorno uno schermo protettivo di acqua biologica.

11) Il caffè è un aggravante di eventuali carenze (ferro, vitamina C, ecc.)

12) Il caffè agevola lo sforzo intellettuale, ravviva le percezioni sensoriali, aumenta l’acutezza mentale, e ha un profumo e un sapore grati e intriganti, tutte virtù portentose, ma di breve periodo e pagate a prezzo carissimo in termini di un lungo elenco di conseguenze: assuefazione, digestione difficile, irritazioni gastrointestinali, ulcera gastrica, instabilità emotiva, ipersensibilità, palpitazioni, insonnia, malattie depressive, nevrastenia, debolezza, caduta sessuale, tachicardia, diminuzione del diametro dei vasi sanguigni, ronzio alle orecchie, tremito muscolare, difetti di nascita nella prole, sconvolgimento del glucosio nel sangue, cancro al pancreas.

13) La coca-cola e le cole sono stretti parenti del caffè, visto che in una piccola bottiglia c’è l’equivalente in caffeina di una tazzina di caffè (grave pericolo per bambini e ragazzi).

14) Il caffè decaffeinato è ancora peggiore del caffè normale perché gli tolgono la caffeina con solventi caustici che lasciano davvero il segno.

15) Il cappuccino è un errore alimentare e gustativo, dove il tannino del caffè causa fermentazioni che impediscono alle proteine del latte di essere assorbite e assimilate.

16) Il tè non è affatto migliore del caffè, solo perché proposto in versioni più diluite e acquose o sottoforma di bibita rinfrescante. Ha tutti i difetti del caffè, e in più è carico di purine (acidi urici

dannosissimi). Nelle bibite al tè c’è l’aggravante di dolcificanti e conservanti.

C’è da dire anche per quanto riguarda il fumo drogante della sigaretta (e del tabacco in genere).

1) Il fumo è l’invenzione più sporca e offensiva che l’uomo abbia mai congegnato. Macchia le mani e i denti, insozza gli abiti e la casa, avvelena l’alito e il corpo, ingiallisce lo smalto dei denti, infiamma e fa suppurare le gengive. Baciare un fumatore è impresa disgustosa per un non-fumatore.

2) Fumare è un atto di guerra contro il proprio corpo. Annerisce i polmoni, soffoca le arterie, disseca i nervi. Mentre uno fuma, ogni cellula del suo corpo ne risente e si indebolisce.

3) La voglia di fumo è desiderio malato e depravato, biologicamente perverso. La dipendenza dalla nicotina è identica a quella dalla cocaina.

4) Il fumo ottenebra i sensi e rende meno sensibili ai piaceri reali della vita. Impedisce per esempio di gustare e apprezzare a fondo i sapori dei cibi naturali.

5) Il fumo contiene acetaldeide che interferisce coi tessuti connettivi causando indurimento delle arterie, enfisema polmonare e fibrosi del fegato.

6) Il catrame e la pece del tabacco contengono idrocarburi aromatici polinucleici che si legano al DNA cellulare e causano mutazioni genetiche e cancro (alla bocca, alla faringe, all’esofago, ai bronchi, ai polmoni, ma anche cancro allo stomaco, ai reni, al fegato, alla vescica e al pancreas).

7) Il fumo è causa di ipoxia ovvero di grave carenza di ossigenazione. Il risultato è un sangue extra-denso che il cuore fa circolare a fatica. La nicotina poi restringe pure i vasi, aggiungendo ulteriore stress alla pompa cardiaca.

8) Il fumo soffoca la circolazione verso i reni e sfregia le delicatissime membrane dei filtri del sangue.

9) Il fumo distrugge la potenza sessuale. Nell’uomo ha effetti demascolinizzanti e porta ad anormalità nello sperma, a impotenza. Nelle donne porta a cancro al seno. C’è inoltre una crescente percentuale di mortalità infantile e di difetti di nascita tra i bambini dei fumatori.

10) Il fumo riempie il corpo di nicotina, di monossido di carbonio, di ossido d’azoto, di arsenico, di cianuro, di piombo, e di tanti altri veleni micidiali.

11) Il fumo introduce sostanze radioattive tipo torio, radio, polonio. È stato stimato che le radiazioni ionizzanti del fumo (basate su un pacchetto al giorno) espone il fumatore a una radiazione annua 12500 volte superiore alle dosi ricevute dai soggetti esposti al caso Chernobyl.

12) Il fumo causa aggregazioni piastriniche e aggregazioni rosso-globulari che finiscono per ostruire la circolazione e causare pericolosi grumi sanguigni o emboli. I fumatori corrono il 400% in più di rischi di infarto rispetto ai non fumatori. Quando l’infarto colpisce un fumatore, il caso è assai più grave perché il fumo causa spasmi ai tessuti sanguigni collaterali che cercano di alimentare i tessuti rovinati.

13) Il fumo rallenta la circolazione dal centro fino alla pelle, impedisce la nutrizione cellulare, causa arrugamento e ispessimento dell’epidermide, nonché invecchiamento precoce.

14) Il fumo interferisce negativamente sulle attività sportive e motorie.

15) Il fumo aggrava eventuali carenze mineral-vitaminiche.

16) Il fumo passivo (discoteche, locali chiusi) è peggiore di quello attivo.

17) L’assunzione di cibi grigliati equivale a fumare decine di sigarette.

Per smettere con fumo e caffè non servono mezze misure. Come è servito un grosso coraggio o una grossa irresponsabilità per associarsi con tali aberranti abitudini anti-uomo, così servirà una gran voglia e una ferma determinazione nel togliersi da questo brutto impaccio. I metodi per smettere di fumare sono tanti, come quello di tenere costantemente in bocca i rametti della pianta di liquirizia, o di rifornirsi di pacchetti di stuzzicadenti da disgregare tra i denti a ogni attacco di astinenza. Ma quello che conta davvero, e non può essere sostituito da niente altro, è una decisa e imperativa voglia di saltarne fuori una volta per sempre e di non ricadervi mai più.

Qui serve un atto di fede e di rispetto nella propria persona e nel proprio destino, una visuale positiva e ottimistica della vita. Tutte cose di segno esattamente opposto a quelle che ci hanno portato nei guai.

Valdo Vaccaro

Estratto dal libro Alimentazione Naturale 2, Anima Edizioni

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro

 

163. ERBE SPONTANEE E FRUTTI SELVATICI

163-princ
27/10/16

LETTERA

DOMANDE SULLE ERBE SPONTANEE

Ciao Valdo! So bene che sei un grandissimo esperto di erbe selvatiche e che ti dilettavi a raccoglierle sin da quando eri un ragazzino. Ti propongo ugualmente questo articolo nel caso lo ritenessi interessante e volessi commentarlo. Si tratta di una intervista all’esperta Eleonora Matarrese autrice di “La cucina del bosco”, raggiunta dalla redazione di vegolosi.it per rispondere ad alcune domande sulla raccolta delle erbe spontanee, quali sono, dove si possono trovare, meglio crude o cotte, quali sono le proprietà benefiche, se possono causare allergie e raccomandazioni su come raccoglierle.

Un abbraccio.
Elena Fasulo

INTERVISTA A ELEONORA MATARRESE
(Sintesi e sottotitoli di Valdo Vaccaro)

Capelli rossi, sorriso contagioso e una cultura infinita sul mondo vegetale: lei è Eleonora Matarrese, proprietaria di Pikniq, il primo ristorante italiano che serve esclusivamente ricette vegetariane preparate con erbe selvatiche e autrice di “La cucina del bosco”, blog che si occupa di folklore e cucina naturale. Abbiamo raggiunto Eleonora per farle qualche domanda sul mondo delle erbe spontanee e carpire qualcuno dei suoi segreti in cucina.

IL SOLITO PREZIOSO INSEGNAMENTO DELLE NONNE

Come e quando è nata la tua passione per la cucina vegetariana e vegana a base di cibo selvatico? Per me è il modo in cui sono cresciuta, abituata sin da piccola a una cucina di campagna con ricette semplici, a base di ciò che la natura offre spontaneamente. Mia nonna mi ha insegnato a riconoscere e utilizzare il cibo selvatico e poi, crescendo, ho approfondito e sviluppato in chiave vegana ricette e proposte alternative.

PRIMATO ASSOLUTO DEL TARASSACO

tarassacoQuali sono le erbe selvatiche irrinunciabili e dove si possono trovare? Un’erba irrinunciabile è il tarassaco, perché è la più facile da riconoscere e quindi non comporta la possibilità di essere confusa con sosia tossici. Il tarassaco, tra l’altro, può essere utilizzato nella sua interezza: le foglie in primavera per depurare l’organismo dopo l’inverno, i boccioli e i fiori per tante ricette stuzzicanti, le radici dalla fine dell’autunno alla fine dell’inverno.

GLI AGHI DI PINO

Un altro tipo di cibo selvatico che consiglio sempre, soprattutto ai vegani, sono le Pinacee. L’albero del pino è riconoscibile senza alcuna difficoltà, i suoi aghi hanno una percentuale di vitamina C di molto superiore a quella degli agrumi e sono versatili, possono essere utilizzati in molte ricette sia dolci che salate.

BOLLIRE LE ERBE MA SOLO LEGGERMENTE

Le erbe da usare crude e quelle che invece devono essere tassativamente cucinate? La maggior parte del cibo selvatico andrebbe cotto per cautela, o almeno essiccato. Ci sono infatti degli oli essenziali e dei componenti (ossalati, terpeni, turioni) che si modificano o addirittura possono scomparire con la cottura. Tuttavia, non si deve pensare a una bollitura a lungo. Nel caso di erbe selvatiche fresche, infatti, è sufficiente porle in acqua bollente per neanche un minuto di modo da farle appassire, e poi metterle in una ciotola con acqua ghiacciata per far sì che conservino il loro colore e non si ossidino. Diversamente, bollite a lungo, ma questo vale per tutte le verdure, perderebbero tutti i loro principi nutritivi.

PUNTE FRESCHE DI PUNGITOPO IN PRIMAVERA

Alcuni tipi di cibo selvatico, come i turioni (tamaro, vitalba, pungitopo, che è pianta protetta in molte regioni italiane) vanno obbligatoriamente cotti e trattati perché a rischio di una forte tossicità. I licheni e i muschi vanno bolliti a più riprese per pulirli e eliminare sostanze nocive. Le ghiande, infine, vanno bollite a lungo per eliminare i tannini.

ORTICA, AGLIO SELVATICO, PARIETARIA E FINOCCHIETTO

orticaErbe spontanee e allergie: c’è il rischio di combinare guai? È naturale che nelle persone predisposte ci possano essere dei rischi. Basti pensare alla parietaria, che è una normalissima erba commestibile ma che in molte persone scatena crisi allergiche. Bisogna però sottolineare che tra il cibo selvatico si può trovare qualcosa che aiuta a minimizzare le crisi allergiche: la camomilla, il finocchietto, i vari tipi di aglio selvatico, ma soprattutto l’ortica, che contiene quercitina in grandi quantità: un antistaminico naturale ad azione rapida. Non va utilizzata in gravidanza e bisogna come sempre fare attenzione alle interazioni con eventuali altri farmaci (ma questo è vero anche per il cibo non selvatico), ma un decotto di foglie secche aiuta.

PERIODI ADATTI

Esiste un periodo più adatto di un altro per raccogliere il cibo selvatico? Direi che potremmo definire un “calendario per la raccolta”. Foglioline, teneri germogli e turioni in primavera. Poi i boccioli, e i fiori. Subito dopo, con l’arrivo dell’estate, i frutti, le bacche, i semi. L’autunno porta le ultime bacche, i primi frutti a guscio. Dalla fine dell’autunno alla fine dell’inverno le radici.

IN PUGLIA SI UTILIZZANO 20 TIPI DI ERBE SELVATICHE

Erbe selvatiche: in cucina ma non solo, giusto? L’utilizzo del cibo selvatico in cucina in Italia riprende in molti casi la tradizione, e anche per questo è un bene non far scomparire questa cultura. In Puglia ancor oggi si utilizzano fino a venti tipi di erbe selvatiche diverse per realizzare il piatto noto come “cicoriette”.

SERVE UN MINIMO DI PREPARAZIONE, DI ESPERIENZA E DI PRUDENZA

Quali sono le raccomandazioni da seguire per raccogliere le erbe selvatiche? Innanzi tutto durante la raccolta bisogna fare attenzione al luogo, che dev’essere il più lontano possibile da fonti di inquinamento (inclusi gli alpeggi). Poi, bisogna raccogliere solo piante che si è sicuri al 100% di conoscere. Non bisogna mai improvvisarsi raccoglitori e neanche basarsi solo sui tanti manuali presenti in rete, è meglio un corso con chi ha cognizione di causa e può insegnarci a riconoscere le piante sicure. In particolare consiglio di prestare molta attenzione alle piante della famiglia delle Ombrellifere che comprende carota, prezzemolo, sedano, finocchio ma anche la Cicuta, che è mortale.

MODERAZIONE NEL RACCOGLIERE

Un’altra regola da seguire è la moderazione. Anche se siamo di fronte a una pianta ben presente sul territorio, non bisogna esagerare. Raccoglierne solo alcuni esemplari, lasciandone altri per gli animali e per Madre Natura affinché possa preservare la specie e per i raccoglitori dopo di noi.

IL CIBO SELVATICO NON SI VENDE

img3E se qualcuno tra noi, particolarmente pigro, volesse comprarle? Il cibo selvatico non si vende. Si raccoglie. Certo, esistono alcuni raccoglitori che lo forniscono ai ristoratori, ma a mio avviso la gioia più bella è quella di ricominciare a vivere la Natura e ritrovare qualcosa di perduto. Raccogliere è un momento che ci fa ritrovare noi stessi, e fa anche bene alla salute. In più, si torna a casa con qualcosa da mangiare o per la cura di noi stessi.

LA CUCINA SELVATICA È SFIZIOSA E NUTRIENTE

I vegetariani e ancor più i vegani dovrebbero avvicinarsi alla cucina selvatica perché è molto ricca di nutrienti, per di più facilmente assimilabili. L’ortica, ad esempio, è ricca di ferro. Ugualmente l’acetosa, l’acetosella e gli aghi di pino e di abete sono molto ricchi di vitamina C, che aiuta a fissare il ferro e altri minerali. Infine, come non pensare alle immense possibilità di cucinare qualcosa di nuovo, diverso, sfizioso, sfociando nel crudismo o mischiando stili e rivisitando ricette?

(Fine dell’articolo)

COMMENTO

NOTEVOLI DIVERSITÀ TRA LE VARIE ZONE CLIMATICHE

Ogni regione ha le sue erbe e le sue tradizioni ovviamente. La Puglia in particolare è ricca di fichi d’India selvatici, di mele cotogne selvatiche, di finocchietto, che in Friuli e nel Settentrione non si trovano.

FRUTTI SELVATICI

baccheL’elenco dei frutti selvatici reperibili nel Nord-Est include i corgnoli, le bacche di biancospino (utilizzabili pure i fiori e le foglie), i frutti rossi della rosa canina, le bacchette viola di prunus selvatico, le ciliegie selvatiche, le fragoline di bosco, i lamponi rossi, i mirtilli rossi e blu in montagna, l’uva ursina in montagna, i lamponi blu lungo il margine dei torrenti, le more di rovo, le more di gelso, le mele selvatiche, le noccioline, le noci, i pinoli, le castagne.

VEGETALI, GERMOGLI, FIORI, RADICI, FUNGHI E TARTUFI

Per le erbe si parla di tarassaco, acetosa, valeriana o dolcetta selvatica, radicchio selvatico, cicoria, aglio selvatico, papavero, portulaca, ortica, aglio ursino, selene, ruchetta selvatica, crescione di terra, crescione d’acqua, malva, farinaccio, amaranto, fitolacca, piantaggine, bardana, germogli di luppolo, germogli di pungitopo, asparagi selvatici, topinambur selvatico, primule, margheritine, violette, verzotti selvatici, parietaria. Ovvio che non vanno poi dimenticati i funghi, dove serve ancor più preparazione, competenza ed esperienza. E non vanno dimenticati i tartufi.

Valdo Vaccaro

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro     


Fonte

Immagini reperite via web

 

162. MESSAGGIO AI LETTORI PREOCCUPATI

162
16/09/16

Valdo Vaccaro sta ricevendo centinaia di lettere di supporto dopo l’intervento dei carabinieri avvenuto questa estate presso la sua abitazione dove gli hanno sottratto computer, agenda e materiale vario. A quanto pare la magistratura si è mossa a seguito della puntata delle Iene dove Valdo Vaccaro si è personalmente esposto spiegando perché l’AIDS non esiste (per chi vuole saperne di più, può trovare alcuni riferimenti in questo articolo). A seguire, una delle recenti risposte di Valdo.

 

[…] Vorrei dare a tutti una risposta, un grazie per il loro interessamento e soprattutto una rassicurazione.

Peccherei di faciloneria se dicessi che tutto va per il meglio. Il sequestro prolungato dei miei strumenti di lavoro mi ha spogliato di indirizzi, telefoni, appunti e date, mettendomi in gravi difficoltà organizzative. Sono uno abituato a vivere con accanto una agenda. Ieri mi è successo di scordare che era l’11 settembre compleanno di mio figlio Francesco. Una figura davvero grottesca e fastidiosa per un padre. È solo un esempio dei tanti disagi grandi e piccoli che mi hanno causato i sequestratori.

QUESTA È UNA VIOLAZIONE TOTALMENTE IMMORALE E INGIUSTIFICATA

Quando ti violano l’abitazione, quando si impossessano delle tue cose private e personali, quando ti controllano il telefono, quando creano lo scompiglio, lo sconcerto e lo sconforto in seno alla famiglia, quando ti trattano come un criminale, quando ti colpiscono al cuore e sotto la cintura, c’è ben poco da stare allegri, sereni e rilassati.

PERDERE LA FIDUCIA E LA POESIA È QUANTO DI PEGGIO TI POSSA SUCCEDERE

Mi ritrovo non come una persona libera di circolare, di parlare, di fare e di esprimermi. Potrebbero benissimo aver inserito delle cimici segrete a nostra insaputa in qualche angolo dell’abitazione. Ormai c’è da aspettarsi di tutto e la sicurezza se ne è andata a pallino. Confesso che la mia fiducia nelle istituzioni e nello stato italiano ha subito una caduta verticale. Confesso pure, ed è la cosa che più rode e grida vendetta anche per chi non è vendicativo, che mi hanno sottoposto a un ignobile processo di spoetizzazione e di demolizione spirituale.

LA SICUREZZA È UN VALORE IRRINUNCIABILE

Hanno colpito non me soltanto, ma la mia compagna e i miei due figli, ovvero gli affetti familiari ai quali ovviamente tengo, e questa è una cosa gravissima e insopportabile. Quello che sto facendo al momento avviene in regime di stress e di emergenza. Mi sento come qualcuno che opera in trincea, circondato da mine, da tranelli e da nemici pronti a colpire. Togliere la sicurezza a qualcuno è come tramortirlo. Non ho ancora scartato l’idea di lasciare questo paese. Il mio permanere sta principalmente in funzione dei tanti che mi chiedono di non demordere. Sono circondato in realtà da persone eccezionali per le quali mi sentirei di dividermi in quattro.

L’ANDAMENTO DEL LAVORO PROCEDE MA CON EVIDENTE LENTEZZA

Quel poco che sto producendo attualmente assume un particolare significato e una speciale valenza, per cui invito tutti a leggere con maggiore attenzione i miei scritti, e a tener pazienza per le risposte.

Lavoro con un computer preso a prestito e sto procedendo con lentezza, mentre le mail sono in progressiva espansione. C’è chi ancora invia messaggi a libero.it, e gmail.com, dove ho dovuto cancellare migliaia di messaggi senza nemmeno leggerne uno. Ricordo pertanto che il mio solo indirizzo al momento è valdovaccaro@me.com, oppure i vari indirizzi periferici di supporto tipo info@hygeaedizioni.it, oppure info@ondeluce.com, oppure a fiorenza.guarino@aghape.it

L’OSCURAMENTO DEL BLOG POTREBBE AVVENIRE MA NON MI PREOCCUPA

Il buono dell’intera faccenda è che, quello che avevo da dire l’ho detto sul blog e sui libri, per cui chi ha genuino interesse alla Health Science, alla mia libera scuola di salute, alimentazione e scienza comportamentale, ne può sempre fare buon uso. Potranno forse oscurare il blog, ma anche in tal caso faranno un buco nell’acqua.

POPOLARITÀ IN FORTE INCREMENTO

Ci sono migliaia di persone che hanno registrato e classificato con buon ordine nei loro personal computer le mie tesine. Mi stanno dicendo in molti che esiste un lato buono anche negli eventi negativi, e che la mia popolarità si è decuplicata in questi giorni. Magra consolazione, visto che il mio obiettivo non è esattamente quello.

CHIEDO ALLE FORZE DELL’ORDINE DI ESSERE LASCIATO IN PACE

Non mi ritrovo affatto nei panni di una vittima, di un santo o di un eroe. Vorrei essere però rispettato come libero ricercatore e informatore, come libero cittadino di uno stato serio e privo di collusioni con chi intesse trame e trabocchetti, con chi pensa di poter comprare tutto col vile danaro. Chiedo e pretendo solo di essere lasciato in pace dalle istituzioni e dai mascalzoni che tirano le fila di questo vile e debosciato attacco. Non chiedo certo sovvenzioni ed elemosine a questo stato corrotto e spiritualmente claudicante. Chiedo di essere messo in condizioni di rispondere alle mail, e di dare una mano e un consiglio a chiunque liberamente me li chiede.

Un grande abbraccio a tutti voi.

Valdo Vaccaro

161. RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE E DIAMOCI DA FARE

161
18/08/16

CHI DIGERISCE BENE NON OSPITA IN SÉ IDEE SCHIZOFRENICHE E FURIA OMICIDA

Vorrei ricordare che alimentarsi bene, ossia in modo semplice e sano, implica digestioni semplici e sangue fluido. Non dico che questo basti a garantire una immunità assoluta. Non dico che questo basti alla gente per diventare fantastica sotto ogni punto di vista. Ma digerire bene significa vivere rilassati e sereni, significa ragionare in modo equilibrato, significa essere contenti di noi medesimi e mettersi in allineamento con Madre Natura, con l’ambiente e con le altre creature che ci circondano. Significa anche incrementare notevolmente la nostra autostima. Significa impedirci di fare delle sciocchezze e di compiere atti sgradevoli e offensivi nei riguardi del prossimo.

NESSUNA TOLLERANZA ALLA BIECA CATTIVERIA

Mentre scrivevo la presente tesina, arrivavano le notizie drammatiche dei morti di Nizza e delle centinaia di feriti tra cui molti bambini e molti feriti gravi. Crimini orribili che non trovano alcuna giustificazione e nessuna comprensione da parte di nessuna divinità reale o immaginaria. Il trionfo della follia e della cattiveria gratuita contro liberi cittadini in vacanza.

SRADICARE LA VIOLENZA E LA SOPRAFFAZIONE

Serve più che mai ripristinare un clima di salute e di bontà. Serve più che mai sradicare dalla mente e dalla cultura ogni forma di violenza, di cattiveria e di cinismo, ogni forma di indifferenza alla sofferenza e ai crimini che si stanno realizzando ai danni di persone e di creature innocenti e indifese. Il giudizio su qualsiasi pensiero umano, sociale, politico, culturale e religioso si fa sulla base di quanto esso produce nei fatti concreti. Gli accadimenti dei nostri tempi stanno dimostrando che stiamo precipitando in un inarrestabile clima di paura, di miseria fisica e spirituale, e di atrocità. Come diceva Erasmo da Rotterdam “A forza di sterminare animali, si era capito che anche sopprimere l’uomo non richiedeva un grande sforzo”.

LA CATTIVERIA STA NEL FANATISMO RELIGIOSO

Se una religione produce terrore e morte facendo riprecipitare la civiltà nei secoli della violenza cieca e dell’oscurantismo, significa che non ha ragione di esistere. Chiese e sacristie fecero cose spaventose nei secoli passati. Moschee e minareti stanno producendo oggi, volenti o nolenti, cose ancor più orribili che non possono trovare tolleranza e comprensione.

Fanatismo religioso e politico vanno debellati in tutti i modi e in tutte le forme. Se una società è basata su regole sbagliate, su leggi inique, su stati che perseguono i cittadini con tasse inique e insostenibili, su dirigenti che usufruiscono di superstipendi e superpensioni che gridano vendetta di fronte ai salari di fame della povera gente, su banche che rubano i risparmi a chi glieli ha affidati in buona fede, su principi di convivenza precari e ingiusti che portano alcuni a isolarsi, a dare di volta al loro cervello, a usare armi proprie e improprie, persino autocarri da lanciarsi contro dei passanti in vacanza, servono dei correttivi radicali e di emergenza.

LA CATTIVERIA DERIVA ANCHE DAL MALESSERE EMOZIONALE

Ma vanno debellati anche gli stati di salute precaria e gli stati d’animo alterati. Se uno è malato, depresso, sofferente, traumatizzato internamente da problemi emozionali, da drammi familiari, da rovina finanziaria, finisce per odiare la vita, per odiare se stesso e il mondo che lo circonda. Se uno si carica internamente di sentimenti di acredine e di ostilità contro se stesso e il mondo intero, finisce per diventare una mina vagante e per commettere delle stragi.

STAR BENE È UN DIRITTO MA ANCHE UN OBBLIGO SOCIALE

Se uno invece sta bene nel corpo, nella mente e nello spirito, non può ospitare in sé furia distruttiva, furia omicida, cattiveria infinita, voglia di farsi del male e di fare del male, voglia di masochismo e di sadismo, di torturare e di uccidere deliberatamente non solo se stesso ma anche il prossimo che è interessato a vivere la vita senza traumi e in piena sicurezza.

NON C’È POSTO PER GENTE CHE SI CHIUDE, CHE GUARDA STORTO E CHE SI INCATTIVISCE

Chi si incattivisce e si acidifica internamente nel corpo, nella mente e nello spirito finisce prima o poi per isolarsi dal contesto sociale, per diventare una persona inaffidabile ed estremamente pericolosa.

Gente che abbraccia delle armi e spara su cittadini innocenti, pilota depresso della Lufthansa che decide di morire guidando un areo carico di ignari passeggeri contro le montagne, terroristi che in nome di un grande Allah o di qualsiasi altra demenza mettono ordigni esplosivi negli aerei, illudendosi di essere premiati nel loro pazzesco aldilà… Cos’altro ancora dobbiamo tollerare?

SALUTE SIGNIFICA PRINCIPALMENTE SICUREZZA E SPIRITO DI COLLABORAZIONE

Salute significa innanzitutto vivere in sicurezza, vivere in abbondanza di cultura pacifica e costruttiva, vivere in abbondanza di mezzi economici per ogni cittadino del mondo, vivere in un clima politico e religioso di grande tolleranza, vivere con spirito di amore, di collaborazione, di tolleranza e di rispetto. Troppa gente alterata e troppo consumo di pasticche e di droghe, come evidenziato da Assassini in Pillole, best-seller dell’amico Pietro Bisanti, carabiniere doc di Milano, per cui dietro ogni dramma personale c’è il consumo di psico-farmaci e la mancanza di una cultura del vivere corretto, del pensare corretto, del mangiare e del bere corretto.

L’INDIFFERENZA NON È UN BUON SEGNO

Non voglio dire che chi mangia la mela sia sempre e necessariamente migliore di chi addenta ignorantemente e mediocremente il pollo e la bistecca. Non sarebbe realistico né veritiero. È probabile però chi fa delle scelte alimentari innocenti e salutistiche sia più sensibile e meno indifferente. L’indifferenza e il lavarsi le mani può essere in alcuni casi una buona strategia di sopravvivenza egoistica. Ma l’indifferenza al male e alla sofferenza altrui non è certamente un buon segno di civiltà e di solidarietà.

ALCUNE DRITTE ALIMENTARI E COMPORTAMENTALI MERITANO LARGA DIFFUSIONE

Nessuno pretende che una tesina sugli alimenti risolva le grandi disgrazie che ci è dato assistere in questi tempi travagliati. Ma ogni contributo a favore di una nuova cultura mondiale basata sul vivere pulito, sereno, equilibrato, fecondo e responsabile, diventa prezioso e fondamentale, diventa un buon esempio da seguire. Per imboccare la strada giusta urgono idee nuove e coraggiose, necessitano insegnamenti e buoni principi, servono progetti, prospettive e lavoro dignitoso e conveniente per tutti i giovani.

OGNUNO PORTI IL SUO IMPEGNO ED IL SUO CONTRIBUTO, IN PROPORZIONE ALLE SUE POSSIBILITÀ

Non siamo su questa terra a sprecare la nostra esistenza e a perdere tempo. Rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare. Chi ha le leve del potere, gli strumenti della conoscenza scientifica e della conoscenza spirituale, chi si trova su un gradino superiore porta con sé enormi responsabilità. Ma ogni cittadino del mondo ha l’obbligo morale e materiale di entrare in questa ottica e di portare il suo mattone costruttivo individuale per far crescere il pianeta, e non per affondarlo con comportamenti e scelte devastanti, prive di impegno, prive di buonsenso e di etica.

Valdo Vaccaro

Estratto dalla tesina “Mangiare semplice e sano optando per pensieri etici e solidali è un obbligo per tutti”.

 

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro     

  

160. RIMEDI NATURALI PER LA COLITE

160
14/07/16

La Sindrome del Colon Irritabile o Colite Spastica è una patologia che interessa l’ultimo tratto dell’intestino, detto colon. Viene comunemente chiamata “colite”, termine generico per indicare una infiammazione del colon. Siamo di fronte al tipo di colite più diffusa e in fortissimo aumento […]

CAUSE

A oggi non sono ancora del tutto chiare le cause che possono provocare la sindrome dell’intestino irritabile, anche se dai risultati di molte ricerche scientifiche sembra ormai certa una correlazione diretta tra la malattia e il ripetersi nel tempo di condizioni di stress psicologico, di ansia e di agitazione. Queste condizioni psicologiche agirebbero più facilmente in un contesto di sedentarietà, alimentazione disordinata e povera di fibre, situazioni molto comuni nella società moderna.

SINTOMI

Tra i sintomi vari della Colite Spastica dominano 1) Fastidi addominali con crampi e spasmi soprattutto concentrati nella parte alta intestinale a sinistra, verso la milza, 2) Meteorismo, sensazione di gonfiore per presenza di aria nell’intestino, 3) Flatulenza e tensione addominale, 4) Nausea, 5) Cefalea, 6) Depressione, 7) Ansia, 8) Stanchezza, 9) Alitosi, 10) Difficoltà nella concentrazione o nello svolgimento delle normali attività quotidiane, 11) Alterazione consistenza feci, dalla stitichezza ostinata alla diarrea alternata.

FORTE COMPONENTE ANSIOGENA E NERVOSA

In genere questo disturbo affligge le persone sensibili, perché è acuito da una forte componente nervosa, psicosomatica. Fattori come lo stress e l’ansia, infatti, favoriscono tutte le alterazioni funzionali dell’apparato digerente, come la gastrite nervosa, ad esempio.

INTOLLERANZE, ABUSO DI ALCOL O DI FARMACI, OBESITÀ

Tuttavia, all’origine della colite ci possono essere anche cause di tipo organico, come ad esempio un’intolleranza alimentare trascurata, come quella al lattosio o al glutine, ovvero la malattia celiaca. Un’alimentazione scorretta, abuso di alcol e di farmaci, obesità e sedentarietà sono infatti fattori predisponenti alla sindrome dell’intestino irritabile.

PREVALENZA DELLA COMPONENTE EMOTIVA

Quando però si parla di colite spastica, allora la componente emotiva è determinante, infatti in questo caso la colite è puramente funzionale, non causata da infiammazione, e si associa a personalità ossessivo-compulsive con la mania del controllo gastro-intestinale. Anche aver sofferto di disturbi dell’alimentazione, come la bulimia, può predisporre alla colite spastica.

CONSIGLI GENERALI PER CURARE LA COLITE SPASTICA

Meglio fare 5 mini pasti al giorno piuttosto che 3 abbondanti. Mangiare in modo leggero, masticare a lungo e bene ogni boccone e bere adeguata acqua lontano dai pasti.

Si eviteranno, poi, tutti i cibi precotti o conservati inclusi gli insaccati e lo scatolame, i fritti, i cibi stracotti, le carni sia bianche che rosse, i grassi saturi e gli zuccheri raffinati, così come gli edulcoranti artificiali. Al bando anche bibite gassate e bevande alcoliche, e meglio limitare anche quelle eccitanti come il caffè e le cole. Per alleviare i sintomi possiamo aumentare l’apporto di cereali, meglio se integrali, frutta e verdura, yogurt alla soia.

RISORSE NATURALI AMICHE DELL’INTESTINO

Albicocca, arancia, avocado, carota, carciofo, castagna, cavolo, cotogna, dolcetta o valeriana, fico, fico d’India, gelso nero, lattuga, mandorla, mela, melagrana, mirtillo, mora, nespola, orzo, ortica, pesca, patata, pomodoro, pompelmo, portulaca, rapa, ribes, riso, tarassaco, uva, zucca.

Un bicchiere di succo di carota al giorno, 2 bicchieri di succo di cavolo al giorno. Ottimo anche il succo di ortica, una tazzina diluita con acqua e miele a digiuno, un giorno sì e uno no, per il tempo che serve. Con questo specifico trattamento in breve si vince ogni affezione cronica dell’apparato digerente.

TUTTO IN SUCCO NEL CASO DI STITICHEZZA

Se colite con stitichezza e costipazione, lavorare molto con verdure crude centrifugate o liquefatte mediante estrattore anche per uno o due mesi se serve, fino a quando non ci sono netti segnali di guarigione. Consumare cibi fibrosi come carote, patate, patate dolci, germe di grano.

Stare rigorosamente lontano da tutti i cibi muco-formanti e acidificanti come carni, latticini, dolciumi, cibi-spazzatura, bevande-spazzatura. A volte, nella fase iniziale, serve stare su cibi cotti tipo minestra di verdura con patate-cavoli-carote a breve cottura di 15 minuti, purea di patate, vellutata di zucca.

CAMOMILLA, SALVIA E ASSENZIO COME PURIFICANTI IN CASO DI DIARREA

Nel caso di colite diarroica, con 4-10 scariche giornaliere, è consigliato il digiuno per un paio di giorni, bevendo solo infuso di camomilla, salvia e assenzio, addolciti con miele, vegetali assai validi per la purificazione dell’intestino. Al mattino succo di limone con mezzo bicchiere d’acqua senza zucchero. Dieta a base di frutta di stagione, specie cotogne, castagne, nespole germaniche, melanzane, mandorle. Ricordarsi che zenzero, peperoncino piccante e aglio sono ottimi come cicatrizzanti in caso di ulcera, e si possono aggiungere in quantitativi limitati nei succhi di verdure.

RIMEDI ALLE CRISI EMORROIDALI

Se ci sono crisi emorroidali, queste sorgono per vene dilatate o varicosi, per precaria circolazione dovuta a sangue grasso, ovvia conseguenza delle digestioni complicate e difficili, e per un fegato che non sta funzionando a dovere. Per normalizzare le vene, servono vitamine E, C, K, D e A, tutte ovviamente nella versione naturale.

La dieta sarà vegan-crudista tendenziale, carica di vitalità Angstrom e di onde vibrazionali all’infrarosso, ovvero ai punti massimi della scala Simoneton. Includerà peperoncino, zenzero, aglio, cipolla, colina o vitamina J (creme di verdura, zuppe di patate, rape e bietole, spinaci, piselli, cavoli, germe di grano, noci, funghi neri, cavolfiori, frutta secca, legumi) nonché vitamina B7 (pompelmi, arance, germe di grano, meloni, piselli, noci, funghi, carote, legumi).

SENZA MAI SCORDARE LE CONDIZIONI EPATICHE ED URINARIE

Viste le precarie condizioni di fegato, vescica e varici, occorre fare ricorso ai vegetali amici che includono carciofo crudo (la famosa cinarina), finocchio, tarassaco, ortica, prezzemolo, piantaggine, carota, sedano, tarassaco, salvia, fitolacca, aglio, peperoncino, acetosa, succo di ciliegia, succo di uva, asparago, avocado, crescione, fagiolini, fragole, lattuga, mela di stagione, melanzana, mirtillo, oliva, orzo, patata, pompelmo, prugna, ravanello, ribes, tarassaco, uva.

Specifiche per le vie urinarie e la vescica: fico, lampone, portulaca, ribes, zucca, mirtillo, porro. Per l’iperviscosità sanguinea, alghe, arancia, asparagi, pomodoro, pompelmo, segale.

Valdo Vaccaro

Fonte

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro     

Credits Img

159. SCIENZA E FANTASCIENZA DEL VIRUS – PARTE 4

159
17/06/16

Quarta e ultima parte. Continua dalla parte 3.

Ristudiamo il grande John Tilden e il suo illuminante concetto di tossiemia

Lo studio delle leggi del dr John Tilden sulla tossiemia è certamente mille volte più importante ed illuminante di tutte le nefandezze sciorinate dalla medicina negli ultimi anni. La tossiemia è il terreno. La tossiemia è la presenza nel sangue, nella linfa, nei fluidi, negli organi, nei tessuti e nelle cellule, di non importa quale sostanza estranea e incompatibile con la salute del nostro corpo. Un livello minimo di tossiemia ce l’abbiamo sempre, ed è pertanto fisiologico, innocente.

I guai cominciano quando si passa il limite di tolleranza

La tossiemia diventa tossica quando il suo accumulo oltrepassa il limite di tolleranza, e produce la goccia che fa traboccare il vaso. La tossiemia può essere endogena naturale (autointossicazione da scarti cellulari mitocondriali non espulsi regolarmente), endogena intestinale (autointossicazione da decomposizione alimenti non digeriti), ed esogeno-chimica (dovuta a farmaci, vaccini, coloranti, fumi, insetticidi). Senza un’elevata tossiemia non svilupperemo mai alcuna malattia.

Gli antibiotici e i microrganismi

Nel caso di raffreddore o febbre, i batteri hanno il compito di sgomberare il terreno, per cui occorre lasciarli fare tranquilli il loro lavoro. Se si prendono degli antibiotici, i batteri muoiono e la febbre se ne va, ma il terreno rimane tossico come e più di prima, col risultato che alla prossima occasione ci ritroviamo con una crisi peggiore da dover risolvere. Chiaro che gli antibiotici non servono contro i virus, perché nei virus non c’è bio, non c’è vita (ennesima prova di quanto squinternate siano le asserzioni contro i mostriciattoli virali, non solo vivi ma pure sadici e agguerriti).

La carica dei virus e dei batteri di origine esterna

Quanto ai virus esterni, provenienti da altre persone o da animali o piante, è sempre un giochino da ragazzi per il nostro sistema immunitario isolare e fagocitare questo tipo di invasori. A condizione che il proprio sistema immunitario non sia stato messo fuori uso dai vaccini e dai farmaci. Ed è proprio per tutti questi motivi che non esistono e non sono mai esistite malattie propriamente microbiche, cioè causate direttamente da batteri e virus, ma soltanto malattie tossicologiche e malattie di carenza.

Chiaro che i consumatori di carni altrui si imbottiscono pure di virus e tossine degli animali morti, nonché dei batteri che intervengono in soccorso, ovvero di materiali che mettono a dura prova il sistema immunitario.

Nessuna trasmissione di malattia e nessuna vera ereditarietà

Ognuno ha il suo grado individuale di tossiemia, e questa realtà non può essere trasmessa. Al massimo, se uno è intossicato brutalmente, la sua pelle trasmetterà odori pesanti e sgradevoli, portatori di asfissia e di fastidio. Tutti i sintomi influenzali, inclusi quelli del cosiddetto AIDS (febbre, diarrea, tosse, eruzioni cutanee, debolezza estrema), rappresentano un indispensabile processo di eliminazione. Nessuna malattia può essere propriamente ereditaria. Possiamo però ereditare una predisposizione, una diatesi (inclinazione) nervosa, tubercolare, artritica, linfatica, cardiaca, cancerogenica. Oppure possiamo ereditare degli organi piccoli, un petto piccolo, una carenza di difese immunitarie.

La teoria del contagio proviene dalla antica stregoneria

Ecco spiegato il perché il contagio non esiste se non nella mente distorta e superstiziosa dei monatti. La teoria del contagio proviene direttamente dalla magia e dalla stregoneria antica, dalle fattucchiere e dalle streghe con la scopa. Il dr Luc Montagnier, premiato col Nobel, parla spesso di germi che possono moltiplicarsi in numero incontrollabile. Lo hanno premiato per questo. Dove e quando mai ha visto in natura un germe moltiplicarsi in modo incontrollabile? Forse sui cartoni televisivi dei mostriciattoli giapponesi?

Mai contrastare la natura

La natura controlla tutto, proprio tutto. Se tiri una fucilata a una lepre, essa muore. Nel giro di poco tempo, se i corvi non l’hanno già divorata, i microbi si moltiplicano per mangiare il suo cadavere e, quando non restano che le misere ossa e della peluria, anche i germi spariranno. La natura controlla anche la febbre. Non c’è alcun pericolo di sforare, poiché il corpo non si suicida mai, per cui il pericolo è nullo. Quando i batteri hanno finito di gozzovigliare al nostro interno con le porcherie che trovano in surplus, per cui la tossiemia è rientrata nei limiti, essi spariscono. L’unico pericolo mortale sta semmai nel voler contrastare testardamente la natura.

Una salubre bevuta di colera all’Università di Vienna

Il dr Max Joseph von Pettenkofer (1818-1905), fisiologo igienista bavarese, professore di batteriologia all’Università di Vienna, pur disinteressandosi delle diatribe dei suoi contemporanei Pasteur, Béchamp e Koch, era arrivato da anni alla conclusione che i microbi non causano alcuna malattia.

Un giorno, mentre dava un corso nel laboratorio di batteriologia, con grande stupore dei suoi allievi, prese un bicchiere colmo di un liquido, e lo fece verificare strumentalmente uno per uno dai suoi ragazzi. Tutti si accertarono che conteneva milioni di microbi viventi di colera. Richiamò la loro attenzione e inghiottì l’intero contenuto. Il dr Kruif, che era presente alla lezione, scrisse poi che in quel bicchiere erano presenti milioni di bacilli attorcigliati, fatti apposta per infettare e sterminare potenzialmente un intero reggimento. Pettenkofer non si prese alcuna malattia.

I vani sforzi di ammalarsi di colera e di peste bubbonica del dr Powell

Il dr Thomas Powell, morto a 80 anni, negli anni 30, aveva ridicolizzato l’intero mondo della medicina. Aveva lanciato la sfida di produrre nel suo corpo anche una sola malattia, inoculando in lui sotto controllo di una giuria, i germi del colera, della peste bubbonica, e microbi di ogni genere, facendo a gara nel recuperare ogni schifezza non velenosa reperibile sul pianeta e mescolabile in un bicchiere. Si fece spargere questi microbi in tutti gli alimenti che mangiava. Si spennellò varie volte la gola con i germi della difterite. Ma tutti gli sforzi per ammalarsi non approdarono a nulla.

Gli esperimenti di Fraser con la difterite

Il dr John B. Fraser di Toronto, descrisse sulla rivista americana Physical Culture (maggio 1919) i suoi 150 esperimenti realizzati dal 1914 al 1918 per determinare se i microbi causano davvero la malattia, o se invece sia la malattia generata da altre cause a produrre i microbi in eccesso. Cominciò nel 1914 a dissetare gruppi di volontari con dell’acqua contenente 50 mila microbi di difterite. Si attese qualche giorno, e nessuno si ammalò. Passò allora a un secondo esperimento, con del latte contenente 150 mila microbi di difterite. Nessun sintomo. Nel terzo esperimento, si spennellarono le tonsille, il palato, le narici ed il sotto-lingua. Nemmeno farlo apposta, nessun caso di malattia. Si pensò che la difterite fosse poco adatta.

E quelli con la meningite, il tifo, la polmonite e la tubercolosi

Si intraprese un’altra serie di prove con i più pericolosi microbi della meningite. Si invasero ancora le mucose nasali, le pareti delle narici, le tonsille, il sotto-lingua e la parte posteriore della gola, spennellando milioni di microbi. Non apparve alcun segno di malattia. Altro tentativo venne fatto con la tubercolosi, attendendo lunghi mesi, ma anche lì andò buca. Si utilizzarono pure combinazioni diversificate di microbi (tifo con polmonite, meningite con tifo, polmonite con difterite). Niente ancora.

E quelli col raffreddore e l’influenza

Presero poi 10 soggetti maschi diversi, di varia provenienza e corporatura, e li tennero 45 minuti accanto a 10 casi freschi di raffreddore acuto, appositamente selezionati tra i più gravi. Dieci malati diversi che tossivano in faccia contemporaneamente a ciascuna persona sana, senza barriere e senza mascherine. Ma nessuno dei volontari sviluppò sintomi di influenza o di raffreddore.

Le conclusioni sono molto semplici e chiare: la malattia è pre-esistente ai microbi

La verità è molto semplice. Batteri e virus sono onnipresenti ed ubiquitari sia nei sani che nei malati. Le malattie scattano per motivi che esulano totalmente dai microrganismi.  Lo stato di malattia, sempre di derivazione tossicologica e mai microbica, porta in seconda istanza a disfunzioni metaboliche e a conseguente intasamento cellulare-virale e intestinale.

I virus e i batteri che accompagnano e caratterizzano la malattia senza esserne minimamente la causa

L’accumulo di virus non espulsi da un lato e di tossine gastriche e intestinali dall’altro, stimola la moltiplicazione dei batteri, che sono gli unici microrganismi vivi e in grado di proliferare. Ed è a questo punto che alla malattia pre-esistente si aggiunge l’intensificato traffico interno di microrganismi che la accompagnano, comportando pure qualche ulteriore fastidio e febbre prolungata, visto che i batteri mangiano e defecano, e a loro volta muoiono e si virusizzano all’interno del corpo, prima che tutto ritorni tranquillamente alla normalità, non appena le immondizie in eccedenza sono state divorate e la tossiemia è rientrata sotto il suo livello di tolleranza corporale, sotto il livello di guardia.

Valdo Vaccaro
Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)
Scritto in data 1 Settembre 2009

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro     

 

Nota
A proposito di Aids e di voci non ufficiali, un lettore di Valdo ci segnala il seguente documentario e lo riportiamo:

Attenzione: le notizie riportate in questo post non sono da intendersi come suggerimento per sospendere o modificare eventuali cure mediche, ma trattasi di materiale divulgativo per quanto concerne il punto di vista della scienza igienistica. Per ogni dubbio di carattere medico e salutistico, invitiamo il lettore a consultarsi sempre con il proprio medico di fiducia.

Credits Img

158. SCIENZA E FANTASCIENZA DEL VIRUS – PARTE 3

158
27/05/16

Continua dalla parte 2

Il vero significato di virus

Ogni virologo e ogni microbiologo vi dirà che tutto ciò che viene definito virus consiste di materiale morto. Morto, in lingua italiana, significa morto. Stessa cosa per dead, in quella inglese e americana. In effetti il virus non è mai stato vivo, essendo un frammento o un pulviscolo. Non è nemmeno un veleno, come intendevano i romani, trattandosi di normalissimo scarto fisiologico. Diventa veleno, ovvero pulviscolo scomodo e ingombrante, solo se rallentiamo patologicamente il nostro ritmo metabolico.

Il suo DNA dice solo che è stato vivo come mitocondrio cellulare punto e basta, prima di essere frantumato ed espulso. Virus significa non creatura vivente, non significa nemmeno zombie o spirito, ancor meno vuol dire pianta o animale. Virus significa pietra, ovvero frammento di sostanza pietrificata.

Materiale genetico morto e tritato, mai più resuscitabile

Ogni microbiologo serio vi dirà che il virus è costituito da materiale genetico morto, con Dna e proteine, privo di facoltà e poteri, privo di capacità di agire e uccidere. E aggiungerà che i virus derivano dalla miriade di cellule che abbiamo, o più precisamente dai mitocondri, chiamati anche organelle o piccoli organi, i creatori della nostra energia, che nelle cellule sanguigne stanno al ritmo di un migliaio per cellula, ma che in quelle del tessuto muscolare arrivano a 30mila per cellula.

Volendo, ti dirà pure che un mitocondrio è più o meno grande quanto un batterio, che è dotato di suo specifico metabolismo e di DNA, e che metabolizza il glucosio fornendoci energia sottoforma di ATP (adenosin-trifosfato).

Il ruolo disgregatore dei lisozomi

Alla fine dunque, essendoci nel corpo 75 trilioni di cellule, con migliaia di mitocondri per ciascuna di esse, avremo qualcosa come quadrilioni o quintilioni di questi minutissimi forni autonomi intracellulari. Quando una cellula muore, viene rimpiazzata da un’altra cellula, creatasi per mitosi o suddivisione di un’altra cellula ancora. La cellula morta viene disintegrata da un enzima corporale chiamato lisozoma, il quale la frantuma in minuscoli frammenti allo scopo di farli espellere metabolicamente come rifiuti.

Morendo la cellula, muoiono pure le migliaia di sue organelle interne, e tutto il DNA protetto da doppia membrana, nonché i virioni improtetti, e tutto questo materiale subisce lo stesso trattamento sminuzzatorio dei lisozomi.

Le meraviglie stupefacenti di una singola cellula

Insomma, siamo di fonte a una cellula infinitesimale e invisibile, eppure dentro di essa avvengono più fatti, più attività, più azioni e reazioni di quelle che hanno luogo in una grossa metropoli con i suoi sovrappassi e le sue stazioni, coi suoi taxi e le sue metropolitane, con le sue fabbriche e le sue abitazioni, col suo vociare e il suo traffico. Tutto ordinato e incredibilmente affascinante. Qualcosa di stupefacente, che dovrebbe indurre l’uomo a inginocchiarsi e pregare, in omaggio reverente al suo creatore, per avergli affidato una realtà corporale-spirituale così incredibilmente ricca e straordinaria.

L’unica cosa stonata è la spiegazione virale data dai bifolchi

L’unica cosa dissonante e fuoriposto, stridente e stonata, in tutta questa storia è proprio la barzelletta virale inserita bifolcamente da bipedi parassiti, incompetenti e irreligiosi, che qualcuno ha fatto ingiustamente studiare e piazzare accanto a degli strumenti preziosi ma assai male-utilizzati. Ecco allora come si sviluppa la storia ufficiale dei testi medici ed enciclopedici, per cui i virus oltrepassano le barriere e si intromettono nelle cellule, ordinando loro di riprodurre le proprie magagne virali e poi di esplodere. Una storia che sa da giornale del brivido e dei misteri, e che ha ben poco di scientifico addosso.

I ragazzini non si fanno incantare dalle scemenze

Molto più sensato, razionale e logico definire i cosiddetti virus come frammenti subcellulari o meglio ancora mitocondriali. Tanto più che, anche se vuoi convincere tuo figlio piccolo, che non si fa incantare dalle scemenze, non puoi raccontargli che un virus, grande quanto un miliardesimo di cellula, può prendere controllo di un universo un miliardo di volte più grande di lui. Sarebbe come pretendere che un moscerino velenoso si introducesse in un grosso elefante africano e ordinasse al pachiderma di riprodurre miliardi di moscerini fino a farlo scoppiare.

La vita sana crea salute, tutto il resto sono balle

Ignorare le farabutte balle sull’AIDS e su tutte le malattie infettive è il minimo che si possa fare. Vivete tutti in modo naturale e rilassato. Fate una sonora pernacchia alle sconcezze che arrivano a ripetizione dal video o dalla carta stampata. Primi causatori di malattie immunitarie sono i farmaci e i vaccini. La vita sana crea salute e libera da tutte le malattie. Gli igienisti sono testimoni viventi di tutto questo.

Continua con il prossimo post

Valdo Vaccaro

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro     

 

Credits Img

157. SCIENZA E FANTASCIENZA DEL VIRUS – PARTE 2

157
21/04/16

Continua dalla parte 1

La peste e la paura

La peste e il pellegrino un bel giorno si incontrano in mezzo al deserto. La peste dice all’altro “Vado a Baghdad a uccidere 5000 persone”.

Si reincontrano sullo stesso punto dopo sei mesi. Il pellegrino obietta “Dicevi 5000, ma ne hai fatti fuori 100mila, cioè 20 volte tanto”. “Balle”, risponde quella. “Ne ho fatti fuori esattamente 5000. Tutti gli altri li ha uccisi la paura”.

Non si negano ovviamente i batteri e i virus, ma l’azione patologica scatenante dei medesimi

Gli igienisti-naturali, che nell’America odierna preferiscono autodefinirsi salutisti, sono gli esponenti delle due scienze più importanti e vicine agli interessi autentici dell’uomo, che sono Scienza della Salute e Scienza dell’Alimentazione, entrambe in netto contrasto con le due tecnologie dominanti e opposte che sono Medicina e Dietologia. È ovvio che essi non neghino l’esistenza dei batteri e dei virus, e nemmeno la presenza dei medesimi ogni qualvolta si va a indagare e a fare delle analisi sui malati e sui sani. La negazione riguarda i motivi causatori della malattia, che è cosa ben diversa.

La malattia è un processo di guarigione diretto intelligentemente dal sistema immunitario

La malattia non è un’entità individuale e differenziata dalle altre 40mila malattie, come vogliono farci credere i medici. La malattia è un processo iniziato dal corpo stesso (dal saggio direttore generale interno che si chiama sistema immunitario), al preciso scopo di rifiatare, ripulirsi, ristabilirsi, rigenerarsi, riadattarsi al nuovo clima o al nuovo ambiente. Un processo iniziato, diretto, gestito e terminato dal corpo stesso, e non da un miliardo di piccole bestie assatanate.

Non esiste e non è mai esistita una prova scientifica che germi e virus provochino le malattie

Non c’è, e non c’è mai stato, un frammento di prova che i germi e i virus possano provocare delle malattie. Non a caso, il mondo è letteralmente saturo di batteri e virus. Se essi fossero davvero degli infidi assalitori, come descritto sulle enciclopedie dell’establishment, il mondo si sarebbe estinto da secoli e da millenni.

La medicina medievale e gli spiriti maligni

La medicina medievale affibiò la colpa delle malattie agli spiriti maligni, a qualcosa che non poteva essere visto, tastato e provato, ma che poteva attaccare a sua discrezione e a suo piacimento il corpo e l’anima della gente. Ma l’incredulità e lo scetticismo erano sempre più marcati. La reputazione di preti, papi, esorcisti, speziali, fattucchieri, stregoni e medici stava davvero sotto i tacchi. Era l’epoca in cui il regresso della religione davanti alla scienza lasciava un vuoto enorme.

La santificazione del dio Pasteur

Luigi Pasteur l’occupò con arguzia, rivestendo contemporaneamente le virtù di un santo e gli attributi di un dio. L’immagine mitica di Pasteur, simbolo di una civiltà nuova, razionale, progressista, si adornò dell’aureola dorata dello scienziato e del padre dell’umanità. La sua prestigiosa parola diventò sacra più del vangelo. Guai all’eretico che osasse contestarla e metterla in dubbio.

Ma le malattie continuavano imperterrite a colpire la gente

Pasteur adattò dunque la sua teoria dei germi (conosciuti e non) a tutte le malattie, e convinse il mondo che sono i microbi ad attaccare e ad invadere il nostro corpo. Ma, a dispetto delle vaccinazioni e delle pastorizzazioni, delle bolliture e delle cotture di ogni alimento, della disinfezione di ogni possibile oggetto a portata di mano, di bocca e di naso, della protezione profilattica plastificata di ogni membro e di ogni vagina, le vecchie malattie continuavano a farsi le beffe della scema civiltà bipede.

I vaccini e i veleni al chinino o al mercurio, escogitati per combattere i batteri, portavano solo all’avvelenamento puro e semplice dei pazienti, e a malattie ben più gravi di quelle originarie. Fu lo stesso Pasteur, tardivamente e sul letto di morte, a dar ragione a Robert Koch, con l’ormai celebre frase “Il terreno è tutto ed il microbo è niente”.

Il sano scetticismo della gente

Agli inizi del XX secolo, la gente dotata di cervello cominciò a capire e a riflettere saggiamente che i microbi stavano dappertutto e che tuttavia si sopravviveva, per cui era lecito non credere una virgola di quanto sostenevano i medici e i biochimici. Con questo crescente scetticismo, la sanità mondiale si sentiva persa e vagava senza speranza, col vuoto negli occhi, il gelo nell’anima e, quel che è peggio, pochi centesimi bucati nel portamonete.

A salvare la medicina ci pensarono i virus col loro Dna

Per fortuna vennero fuori i virus e il loro DNA. Ecco gli autori del misfatto chiamato malattia. I virus furono immediatamente catapultati sul banco degli imputati. Si dimenticavano, i miseri, di considerare che i virus erano in ogni caso particelle estremamente piccole, nonché prive di movimento e di vita propria, pari dunque alle vitamine, agli ormoni, agli enzimi, ai minerali.

I virus sono detriti mitocondriali di cellule morte

I virus, come scrive l’indimenticato T.C. Fry, salutista americano e direttore del gruppo igienistico scissionista Life Science di Tampa (Florida), premiato con laurea in medicina ad honorem dalla Sorbona di Parigi, “sono dei puri miti”. Trattasi di detriti mitocondriali di cellule morte. Perdiamo centinaia di miliardi di cellule al giorno, da un organismo che ne contiene più o meno 75000 miliardi, e la maggior parte di tali perdite viene regolarmente rimpiazzata e ricostituita.

CDC, la fabbrica mondiale dell’isteria

La CDC, prostituta ufficiale e concubina mercantile di quel mostro tentacolare che si chiama Big-Pharma, è specializzata nel fabbricare isterie preparatorie per le sue odiose campagne commerciali. Si crea il panico e si produce il vaccino. Si crea la paura dello spirito maligno e si commercializza l’acqua santa in convenienti e comode boccette. Il contagio è una pura superstizione dei secoli bui, quando la morte nera e la peste bubbonica imperversavano, favorite dalla sporcizia e dalla miseria, dalla fame e dal freddo, dalla mancanza di acqua corrente, di servizi igienici e di sistemi fognari, dall’ignoranza e dai tarocchi, dalle oppressioni del clero e dei signorotti di turno, dalla continua paura di finire in prigione o sul patibolo per i più assurdi e futili motivi.

Le peggiori malattie sono causate proprio da farmaci e vaccini

Il potere medico-farmaceutico usa in lungo e in largo questa credenza vuduistica, allo scopo di trasformare la Terra in un mercato planetario dei suoi infidi veleni, come se l’umanità non ne consumasse già abbastanza. Ironia della sorte, le peggiori malattie, quelle più croniche e indebolenti, quelle che fanno saltare il sistema immunitario, derivano proprio dai troppi farmaci e vaccini prescritti e distribuiti generosamente da Mamma Medicina. Le droghe, i farmaci tutti e i vaccini tutti, sono altamente distruttivi per le facoltà umane, specialmente per le facoltà difensive svolte dai linfociti (creati dalle cellule linfatiche come la milza), e dai leucociti (creati nel midollo osseo).

I veri causatori di deficienza immunitaria

Linfociti e leucociti circondano le sostanze nocive e le accompagnano regolarmente al punto di espulsione più vicino che può essere la pelle, i polmoni, i reni o gli intestini. Prima di essere espulsi, i veleni possono essere ulteriormente disintegrati dai linfonodi e dal fegato.

Chi prende droghe, eroina, anfetamine, caffè, the e fumo a ripetizione, nonché chi assume farmaci, e magari consuma pure alimenti non della specie umana (carni, pesce, latticini, uova), soffre di grave deficienza di globuli bianchi, ovvero di linfocitopenia o leucocitopenia. La classe medica definisce come deficienza immunitaria il possedere meno di 5000 globuli bianchi per mm3.

Non si acquistano le carenze e nemmeno le malattie, ma si contraggono coi propri comportamenti e coi propri cibi

Asserire che la deficienza si può acquisire, come nel caso dell’AIDS dove la A significa Acquired, vuol dire coprirsi di ridicolo. Non si può acquisire una carenza altrui con nessun mezzo, nessun atto, normale o anormale che sia. Non siamo dei vasi comunicanti, e le carenze, materiali o immateriali, non sono sostanze trasportabili e cedibili. Il mondo medico-farmaceutico ha escogitato tramite il CDC (Center Disease Control) il mito dei virus maligni.

L’onere della prova è a carico dell’opposizione

Il mondo contemporaneo vive in questa fase precaria e derelitta, in netto contrasto con tutte le meraviglie della tecnologia che lo circondano. I sostenitori del virus, i monatti e gli untori di manzoniana memoria, includono non solo i produttori di vaccini e i commercianti coinvolti nel business, gli immunologi e certi virologi, non solo certi medici e certi farmacologi, ma anche le vittime stesse dell’intera operazione truffaldina, per non dire di presidenti, ministri, attori e VIP di ogni categoria e specie. A questa gente non serve portare prove o dare dimostrazioni. Se ne fregano altamente. L’onere della prova è a carico dell’opposizione, o a carico della gente.

Il potere sta nella canna della siringa

La prova che hanno è inconfutabile. Consiste nel fatto di poter tenere la siringa nella destra e la mascherina nella sinistra, indossando un camice bianco che vale ancor più della divisa militare. Consiste nel fatto di poter entrare nelle antenne televisive, nei tipi dei giornali, nelle scuole e nelle case della gente, senza nemmeno dover bussare e chiedere permesso. “Il potere sta nella canna del fucile”, diceva un certo Mao Tse Tung. Oggi per il mostro medico-farmaceutico, vale un altro motto: Il potere sta nella canna della siringa.

Generato il panico, esso si trasmette automaticamente come uno tsunami. C’è da aspettarsi un vaccino contro il virus della paura.

Questa gente è troppo potente perché una piccola voce come quella del movimento igienistico mondiale, o quella ancora più insignificante di chi scrive, possa minacciarla. Oggi occorrono milioni di Euro per diffondere un messaggio o un semplice slogan, ripetendolo adeguatamente e provocando il lavaggio del cervello. L’ondata di paura, quando è generata, si diffonde da sé in modo gratuito e progressivo come un’onda tsunami. Il vero virus è dunque la paura. Chissà che non stiano studiando un vaccino anche contro di essa.

La diffusione capillare del dogma vaccinatorio

Esiste una propaganda incessante che prepara tutta la popolazione mondiale a credere con fede e reverenza al potere sanitario mondiale. Il dogma dell’innocuità e dell’efficacia dei vaccini è protetto e diffuso in modo capillare. Più un paese è sottosviluppato o colonizzato, più è paese delle banane, è più grande è il dominio di Rockefeller e compagni, di Coca-Cola e McDonalds. Se in Europa il rateo di vaccinazione tocca il 30%, in Filippine si va al 90%.

Fin dall’infanzia, dalle scuole materne alle elementari, al collegio e al liceo, i giovani si abituano all’idea della vaccinazione, a considerarla come una formalità utile, indispensabile e senza pericoli. Nella mente ricettiva e malleabile dei ragazzi il credo vaccinatorio viene sistematicamente inculcato.

Non esistono solo i devianti bollettini ministeriali

Esiste una vasta e convincente letteratura sui pericoli, sulle bugie, sulle statistiche manovrate ed artefatte, sui misfatti della vaccinazione. Lunghe liste di casi terribili e sconvolgenti, di gente caduta in serie come mosche stecchite, in barba a una decina di marchi vaccinatori sulle braccia, di poliomielitici diventati tali grazie ai vaccini di Sabin e compagni. Una serie impressionante e tragica di casi terribili, di foto sconvolgenti.

Informarsi meglio, sentire tutte le campane, prima di decidere sul da farsi

Una mente scientifica dovrebbe esigere lo studio di tutti gli aspetti del problema, per fare almeno una sintesi integrale, sottoponendo l’argomento vaccini alla prova dei fatti. Ma la medicina è tutto fuorché una scienza. È piuttosto una sofisticata tecnica mestieristica e mercantile, basata troppo frequentemente sul marketing, la promozione vendite, la commissione e la venalità.

Continua con il prossimo post

Valdo Vaccaro

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro     

 

Credits Img

156. SCIENZA E FANTASCIENZA DEL VIRUS – PARTE 1

156
25/03/16

Parlare oggi di salute e di malattia significa in concreto parlare dei valori massimi, ossia di soldi e di investimenti, di capitali e di profitti, non certo di benessere e di sofferenza umana, non certo di ecologia globale, e men che meno ancora di etica animalistica o di etica dello spirito. C’è gente che, al posto degli occhi e delle pupille, porta il simbolo dorato del dollaro, in diretta concorrenza col Paperone di Walt Dysney.

Quanto scientifica è mai la scienza ufficiale?

Se ti dai una rinfrescata culturale sull’Enciclopedia Britannica, che è in teoria il massimo della scienza libera e indipendente raccolta nel cartaceo, ci sono decine di pagine dedicate a virus e infezioni. Ma neanche due righe dedicate al pulviscolo virale e alla non-infezione. Neanche due righe dedicate agli enzimi, all’anima, ai minerali organicati e disorganicati. Neanche due righe dedicate alla vera causa delle malattie. Neanche due righe dedicate alle centinaia di esperimenti scomodi e imbarazzanti per il potere. Neanche due righe dedicate ai medici igienisti. […]

I libri di scienze e quelli di storia, sempre scritti dai vincitori

Come dire che la storia, ma purtroppo anche la scienza, vengono sempre scritte dal pugno dei vincitori. Tutte le enciclopedie, tutti i testi, dalle materne alle elementari, dalle medie inferiori-superiori alle università, dai Vangeli ai Corani, dai Capitali ai bollettini di Wall Street, dalle prediche papali ai telegiornali, dalle rubriche televisive alle pubblicità più sconce, portano il DNA e il marchio dei vincitori. Il problema è che i valori più importanti, come quelli riguardanti la salute del corpo e dell’anima, non stanno mai tutti da una parte. Non intendiamo qui dire che ha sempre ragione il perdente. Non sarebbe nemmeno vero. Però non è vero nemmeno che ha sempre ragione il vincitore.

La guerra non l’ha vinta l’America e persa la Germania. Il vero vincitore è stato Rockefeller.

I vincitori poi, guarda caso, sono a volte i più lazzaroni e i più opportunisti, quelli che si incuneano sempre nelle posizioni trasversali e trasformistiche. La Seconda Guerra Mondiale l’hanno vinta l’America e l’Inghilterra, e l’ha persa la Germania? Sono penose frottole. Il vero vincitore è stato l’impero Rockefeller, un misto perfetto di America-Nazismo, di Standard Oil-Auchswitz, di Pfizer/ Bayer/ Hoechst/ SKKL/ Novartis-IG.Farben. I perdenti sono i marines americani che hanno sacrificato la vita per un ideale nobile, ma ben presto snobilitato e monetizzato da chi stava comodo in retroguardia, a seguire col binocolo, la radio e la telescrivente, l’andamento del conflitto. I perdenti sono quelli sotterrati nei tanti cimiteri di guerra del pianeta, con la consolazione di una croce bianca che non vale un millesimo di un’esistenza stroncata a vent’anni.

Il diktat del Codex Alimentarius

Le conseguenze le stiamo provando oggi sulla nostra pelle. La farsa giapponese SMON, la farsa AIDS, la farsa Papilloma, la farsa SARS, la farsa della Legionella, la farsa del Nobel a Montagnier, la farsa della pandemia aviaria-suina (che preferisco chiamare asinina), non sono altro che un derivato diretto dei diktat impostati e programmati diligentemente dal Codex Alimentarius.

La descrizione del virus sui testi ufficiali del potere

Sull’Enciclopedia Britannica, targata Glaxo-Smith-Kline e Codex Alimentarius, si apprende che un virus è una particella minuta e sottile che non si può osservare con un microscopio ottico. Consiste in un pacchetto di composti organici (acido nucleico, Dna) circondato da un velo o da un involucro proteico chiamato capside. Misura dai 20 ai 250 nanometri di diametro (un nanometro uguale 10 metri elevati alla meno 9, che dovrebbe equivalere a un centomillionesimo di metro), mentre il più piccolo batterio conosciuto misura 400 nanometri).

I voli pindarici e i movimenti immaginari

E fin qui tutto va bene. Le cose cominciano a guastarsi quando, abbandonati gli strumenti, la mente ballerina dell’uomo comincia a fare i voli pindarici, per cui scattano inesorabili le cinematografie preordinate e i movimenti immaginari. Ecco allora che il virus, riconosciuto come morto e cadavere, ma forse qualcosa di meno di cadavere, privo di qualsiasi meccanismo metabolico, privo di coglioni e di bocca, si comporta improvvisamente da Gesù Cristo e resuscita.

Un virus che si stiracchia, dorme, si sveglia male, si incazza di brutto e decide di fare il Lanzichenecco

Diventa scattante e attivo, non si sa come e non si sa perché. Non si sa tra l’altro cosa ha mangiato e come l’ha digerito, essendo privo di stomaco e intestino. Tutto questo lo fa non da solo. Lo fa con la collaborazione e la complicità della vittima. Non appena entra in qualche modo nella cellula vivente di una pianta, di un batterio, di un animale o di un uomo, avviene il miracolo cruciale del morto che respira, mangia e cammina. Alimentato dagli enzimi della cellula ospite, si stiracchia e fa una bella dormita, si nasconde sotto le lenzuola e fa il latitante, poi si risveglia e prende possesso della cellula stessa.

Siccome è pure incazzato nero, non si sa bene perché, o forse per aver avuto degli incubi, decide di fare il Lanzichenecco e di distruggere la cellula che lo ospita e, per effetto domino, l’intero organismo all’interno del quale si è insinuato.

Un lavoro sofisticato di proliferazione diabolica e mefistofelica

Una volta che la cellula subisce l’informazione genetica di un virus, le sue istruzioni genetiche vengono alterate ed essa va a formare tante altre copie degeneri di se stessa. Un lavoro davvero diabolico e mefistofelico, con il divino creatore che sta magari sadico a sghignazzare, quanto e più del demonio, per lo scherzo da prete inflitto alle sue creature.

Per dare un maggior tocco di credibilità al tutto, si scomoda il retrovirus (tipo i LAV, gli HTLV-I, II e III) che immagazzina il suo programma genetico nell’acido nucleico RNA, e usa un particolare enzima, la trascrittasi inversa, per fare una copia del DNA dal RNA, in una conversione che permette facilmente ai retrovirus di insinuarsi nel DNA delle cellule, trasformandole in fabbriche malvage di altri virus mortali.

Un’interpretazione paradossale e fantascientifica che calza a pennello all’apparato medicale

Trattasi di un’interpretazione che definire inverosimile, paradossale e fantascientifica è addirittura generoso ed eufemistico, degno delle favole dysneyane in versione malefica. Interpretazione che possiede però una qualità fondamentale, ed è quella di inquadrarsi alla perfezione negli schemi terroristici che fanno comodo al venale apparato medico-farmaceutico.

Il bello è che pure il movimento contestatore, quello che si oppone al monattismo internazionale, cade nella stessa trappola ideologica e terminologica, e finisce per utilizzare pure lui termini e concetti aberranti. Come nel caso del dr Mercola (www.Mercola.com), che su Internet informa giustamente come le vaccinazioni siano un grave pericolo per il corpo umano, il quale già possiede le IgA (immunoglobuline o anticorpi) per proteggere le mucose del naso, della bocca, del sistema polmonare e del tratto digestivo, nonché le IgD, le IgE, le IgG e le IgM, che fanno da barriera contro gli agenti inquinanti esterni ed interni. Introdurre dei vaccini non è solo rovinoso per le sostanze micidiali in sé, ma anche sballante, perché iniettare un vaccino significa bypassare ed esautorare il sistema immunitario, mettendo a soqquadro l’intero organismo.

Anche il dr Mercola, cade nella trappola ideologica e nella litania del virus vivo

Ma poi, pure il dr Mercola cade indecorosamente nei consueti tranelli, nelle solite str…, quando parla degli ingredienti del vaccino. I maggiori ingredienti del vaccino, dice, sono i virus morti e quelli vivi, che sono stati attenuati, cioè indeboliti e resi meno nocivi. Qui cade il palco e tutti i burattini. Meglio restare coi monatti e predicare vaccinazione a oltranza, se prima non ripuliamo il nostro dizionario e i nostri residui di cultura monatta.

Lo squalene è solo la punta dell’iceberg

Adottando i ragionamenti contorti e antiscientifici del monattismo, corriamo il rischio di inficiare il tutto e di rendere le nostre giuste affermazioni controproducenti. Tutta l’argomentazione successiva verte poi sulla sicurezza dei vaccini, la quale viene messa in dubbio dalla presenza di adiuvanti tipo lo squalene. Capirai che scoperta. Lo squalene è solo la punta dell’iceberg.

I virus, caro Mercola, e cari i tanti che lo bofonchiano, non sono mai vivi

I virus, caro Mercola, non sono mai vivi, e trovo strano che tu l’abbia scritto, a meno che non sia stata la traduttrice Cristina Bassi (www.Thelivingspirits), o il blog Lampis, a modificare il tuo testo. Quanto all’attenuazione, stesso discorso. La qualità di un morto non si modifica. Morto è e morto rimane. Pulviscolo minerale è e pulviscolo minerale rimane. Sporcizia esautorata col marchio (DNA) è e sporcizia rimane. Polvere sei e polvere ritornerai, pare aver detto Dio negli scritti biblici, in ammonimento alla protervia e alla superbia umana. Se ti può servire un dolcetto per consolazione, te lo do all’istante: sei in grande e bella compagnia.

Le attenuazioni del virus e le ipotesi sull’uovo di gallina

L’unica cosa che possono fare, negli ovetti di gallina usati come mezzo di cultura rivitalizzante o resuscitante, rinforzante o attenuante, è di variare la quantità di materiale virale iniettato nell’uovo stesso, aggiungendoci poi tutti gli adiuvanti e le porcherie che vogliono. Le ipotesi che si possono fare in proposito è che il pulviscolo virale venga raccolto dalle cellule del pulcino, ancora vive per poco, con una sfarinatura del pulviscolo introdotto, realizzata grazie ai trasferoni virali del pulcino stesso.

Sarei curioso di seguire al microscopio, cinematograficamente, quello che accade a quegli ovetti. Se sono fecondati, l’operazione di inoculazione virale fa morire il pulcino-feto, per cui le sue cellule morte degenerano in miliardi di virus aviari. Se non sono fecondati, niente feto morente, ma semplice trasformazione di materiale proteico che va in putrefazione. Probabilmente la Novartis e la GSK sceglieranno con accuratezza solo uova fecondate.

Occorre colpire e disintegrare, o comunque smantellare pezzo per pezzo, una montagna di schifo e di sopraffazione, se vogliamo davvero il progresso dell’uomo sul pianeta Terra

Tutta la montagna di ghiaccio sommersa, tutto il processo vaccinatorio è il mostro da colpire. Tutta la montagna di iniquità e di vigliaccheria, di farabutti imbrogli contro l’innocenza dei bambini e la debolezza della gente ignorante, insiti nel discorso vaccini e farmaci in generale, insiti nel discorso guerre batteriologiche e virologiche, sono materiale da colpire e da estirpare al più presto, se vogliamo che la civiltà umana possa finalmente progredire e svilupparsi, e non finire devastata e distrutta da un branco di fanfaroni arrivati nella torre di controllo e insediativisi a tempo indeterminato, per l’inerzia e la fiacchezza, la pigrizia e l’incompetenza, il lasciar-fare e il colludersi di una opposizione al potere che non esiste, se non nella forma di misere bollicine di acqua e sapone.

Accordo completo invece sulle vie alternative al vaccino

La tesi del dr Mercola offre alla fine delle vie alternative ai vaccini, che invece condivido in pieno, tipo eliminare radicalmente tutti gli zuccheri industriali in commercio (in tutte le forme e variazioni evidenti e nascoste), che hanno effetti di mostruosa debilitazione del sistema immunitario (mentre resta chiaramente fuori da tale considerazione la frutta viva, che è amica intima del sistema). O tipo ottimizzare il livello di vitamina C-naturale (soprattutto nel periodo estivo) e il livello di vitamina D-naturale (soprattutto nel periodo freddo), nonché eliminare le paure e lo stress, che spaccano le reni al sistema immunitario quanto e più dei veleni.

Il corollario di ogni comportamento saggio e salubre, anti-influenza, anti-virus, anti-polio, anti-meningite, anti-epatite

Frutta e verdura crude, movimento, respirazione ed esposizione al sole, diventano poi il corollario automatico e indispensabile di ogni comportamento saggio e salubre, accompagnati da una eliminazione sistematica di bevande assurde, imbottigliate e inlattinate (cole, aranciate, the, caffè, integrazioni liquide e droghe liquide alla taurina e alla caffeina), e di cibi non della specie (carni, pesce, latticini, uova, cibi concentrati, lavorati e cotti, dolcificati e aspartamizzati), nonché di sostanze micidiali (fumo, farmaci, aspirine, statine, antipiretici, droghe). E, su questo, qualcosa viene detto, ma con poca grinta e poca completezza.

Continua con il prossimo post

Valdo Vaccaro

 

Credits Img