Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

146. DIGESTIONE E PROBLEMI GASTROINTESTINALI

Buona parte delle affezioni gastrointestinali ha origine nel mangiare affrettato e stressato, nella masticazione insufficiente e incompleta, evidenziata poi dalla presenza nelle feci di frutta e verdure mal-masticate e mal-digerite. Non si può pensare di avere dei denti all’interno dello stomaco.

Quando si è nelle condizioni di soffrire di disturbi gastrointestinali, di stitichezza e di dissenteria alternate, è obbligatorio riconquistare l’equilibrio interno al più presto possibile, e questo richiede una normalizzazione della digestione, con stop alla pirosi e ai bruciori di stomaco.

Aerofagia, mancanza di appetito, giramenti di testa, bocca amara, alitosi, bruciore di stomaco, difficoltà a digerire, nausea, tremori, vomito, sono i sintomi più comuni della gastrite. Le cause scatenanti di questo problema estremamente diffuso sono numerose e di varia natura, non escludendo stress, fumo, alcol, caffè, dolci, bevande gassate, brodi di carne, cibi grassi, frutta secca, patatine, insaccati, vita poco sana.

Buona regola è mangiare più spesso e in quantità più ridotte, mangiare lentamente, evitare piatti che contengano simultaneamente proteine e carboidrati, evitare i fritti, mangiare la frutta lontano dai pasti.

Tra gli alimenti che si sono rivelati utili per alleviare i sintomi della gastrite, ci sono camomilla, patate, zenzero e peperoncino in quantità moderate, avena, finocchio, melone, cavoli, broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, sedano, prezzemolo, riso e cous-cous.

Per la gastrite l’ideale è l’estratto di carote (150 grammi), una tazza al mattino e una alla sera prima di coricarsi, anche allungata con acqua e miele. L’uva fuori pasto, senza semi e bucce, va pure bene. Erbe come assenzio, melissa, finocchio, genziana, rosmarino, salvia, basilico, equiseto, bardana, aglio, peperoncino, zenzero, servono tutte a cicatrizzare eventuali ulcerate e a calmare i bruciori di stomaco.

Contro enterocoliti e coliti, e contro la diarrea, vale sempre la cura delle carote a digiuno, mentre durante il giorno è opportuno ricorrere a 2 bicchieri di estratto di foglie di cavolo, da mantenere per un mese intero con pazienza e determinazione. Se il crudo dà fastidio anche a questi livelli, va bene ricorrere alle minestre di verdure a cottura rapida di 15 minuti in pentola col coperchio, con patate non irradiate, verze, porri, cipolla, salvia, aglio e rosmarino. Purè di patate, fagiolini… sono ottimi a pranzo e cena.

Valdo Vaccaro

(Estratto dalla tesina Digerire male è quanto di peggio ti possa capitare)

8/05/15
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