I Sogni e l'Infinito

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“Questo spazio è aperto a voi, Cari Entronauti, per stimolare una ricerca “altra” nella dimensione dei Sogni e in quella della Vita.

Spero che vorrete accettare la sfida di uscire dalle strade più frequentate per seguirmi in un mondo paradossale e infinito, dove potreste scoprire che non siete ciò che credete, ma ciò che sognate! Dal macrocosmo svelato dai sogni e dai viaggi astrali, vi porterò nel microcosmo/Uomo. Perché l’uno è il riflesso dell’altro, e dai nostri sogni d’Amore nascono I progetti dell’Uomo.

……Qui m’aime me suive!”

Marie Noelle Urech

IL MIO MESSAGGIO DI SALUTO

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26/01/09

Cari Entronauti,

 

Questo è il mio messaggio di saluto, anche se spero di avere in futuro l’opportunità di ancora stuzzicarVi l’anima e il pensiero. Voglio ringraziarVi per avere accolto con curiosità e apertura le mie riflessioni sui Sogni e sull’esperienza interiore. Ringrazio anche la Redazione per avermi ospitato, per il coraggio e la lungimiranza del progetto NonSoloAnimaTV. Vorrei lasciarvi come viatico, alcune raccomandazioni. Viviamo in una cultura che oggi ci offre dei punti estremi e anche degli estremismi tramite una enorme quantità di informazioni di ogni tipo. Non è facile navigare in acque tanto profonde mantenendo la rotta. Ma ricordate questo: seguite ciò che vi fa stare bene, che dà gioia e significato alla vostra vita, tutto il resto è letteratura, per dirla come il poeta Paul Verlaine. Sperimentare e praticare sono stati per me il percorso Maestro. Vi invito a prendere la responsabilità della gioia e del significato della vostra vita piuttosto che ubriacarvi di nozioni e conoscenze. La conoscenza può diventare una droga, un vortice senza fondo dove smarrirsi, senza mai osare prendere la propria vita in mano ed effettuare cambiamenti pratici. La vera Spiritualità non è sapere tutti i nomi di Dio, ma risolvere i nostri conflitti e crescere nella compassione e nel non-giudizio. E questo è il lavoro da compiere ogni giorno, qui e ora.

Vi aspetto al seminario esperienziale sui sogni il 27-28-29 Marzo, organizzato dal Gruppo Anima a Milano

Con Amore,

Marie Noelle Urech

28. IL CORPO DEL SOGNO

23/01/09

…Che cos’è il “corpo del sogno” se non quello che viene chiamato dalle grandi tradizioni esoteriche corpo sottile, corpo eterico o anche corpo astrale…?

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IL CORPO DEL SOGNO

27. I SOGNI LUCIDI

21/01/09

La parola “lucido” riferita al sogno è stata coniata alla fine del secolo scorso da uno psichiatra…

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I SOGNI LUCIDI

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26. RICORDARSI I SOGNI

19/01/09

… Accade spesso che i partecipanti ai seminari mi confessano di non sognare; cosa che sappiamo inesatta perché senza sognare non potremmo vivere…

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RICORDARSI I SOGNI

25. LA RETE DI PERLE

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14/01/09

“Si dice che nel cielo di Indra esista una rete di perle disposta in modo tale che, osservandone una, si vedono tutte le altre riflesse in essa. Nello stesso modo, ogni oggetto nel mondo non è semplicemente se stesso ma contiene ogni altro oggetto e, in effetti, è ogni altra cosa.”

Nell’universo di relazioni che la Scienza ci rivela, come possiamo sperimentare l’UNO nel molteplice, se non attraverso le nostre relazioni? Le nostre relazioni, che sia con i nostri simili o con la Natura, sono la meravigliosa officina dove l’Anima può espandersi oltre i confini personali e trascendere le illusorie separazioni create dalla mente. Sul piano dell’Anima, quando incontro l’Altro, incontro me stesso, incontro l’universo dentro di me. Il filo che unisce le perle tra di loro rappresenta metaforicamente la

connessione implicita tra ogni essere vivente che dimentichiamo nella realtà quotidiana. Alcuni mistici hanno potuto testimoniare questa connessione tramite le loro visioni, altre culture lo hanno fatto attraverso stati di coscienza modificata.

Senza dovere diventare santi o sciamani, possiamo vivere spontaneamente il collegamento tra ogni atomo, tra ogni individuo ed essere vivente nella vita di tutti i giorni. Questa esperienza è l’Amore.

Senza relazionarci con gli altri non potremmo mai comprendere chi siamo, quanto siamo vivi e importanti. Il bambino sa di esistere perché sua madre lo vede e lo ama. Anche la Luna esiste perché sta in relazione con il Sole e, dal momento che la guardiamo, entriamo in relazione con essa e sperimentiamo il nostro aspetto lunare. Nell’Altro possiamo vedere ciò che esiste dentro di noi e di cui non abbiamo coscienza. Attraverso le nostre relazioni possiamo completare i vuoti del nostro puzzle e quello degli altri. Continuamente la trama dell’universo si riversa nelle nostre piccole vite. Attraverso la connessione amorevole non facciamo altro che replicare sul piano umano un qualcosa che esiste da sempre e che le varie tradizioni religiose, da oriente a occidente hanno puntualizzato (relazione e religione non provengono entrambi da religere?). Se Scienza e Religione concordano su ciò, possiamo veramente credere che ogni nostra azione e pensiero volti all’Amore avranno una ripercussione sull’intera rete. A tale consapevolezza tutti siamo chiamati per operare un salto qualitativo nella nostra evoluzione umana e per costruire sulla Terra la rete di perle nel cielo di Indra.

24.VITE PARALLELE

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9/01/09

Provate ad immaginare: vi trovate di fronte a una scelta da compiere e qualcosa, magari una telefonata o un ingorgo stradale, interviene a farvi intraprendere una strada piuttosto che un’altra. Immaginate che in quel preciso momento il vostro mondo si divida in due : uno stesso presente e due futuri, forse anche molto diversi. Immaginate che questo si ripeta molte volte e che una miriade di mondi si aprano all’interno della vostra vita. Tali scenari, abilmente resi nel film Sliding doors, sono la conseguenza esperienziale di una rigorosa teoria matematica, la Teoria de Multiversi (Multiple Universes), elaborata nel 1957 dal fisico Hugh Everett III. L’idea alla base è quella dell’esistenza di miriadi di mondi nell’Universo in aggiunta al mondo che percepiamo fisicamente. I molti mondi prendono inizio ogni volta che avviene un evento quantistico, che sia in un laboratorio di fisica o nella vita di tutti i giorni. Per ogni evento possibile esiste una realtà quantica alternativa, ossia un universo parallelo. In parole povere, se lanciando per aria una moneta in questo universo, questa ricade per terra dal lato della croce, esiste una realtà parallela in cui la moneta mostra invece la testa, e persino un’altra in cui la stessa moneta rimane di taglio. Tutti gli esiti possibili, di tutti i possibili eventi, possono potenzialmente verificarsi in un infinito numero di universi multipli. Maggiore è la portata dei cambiamenti avvenuti, più aumenta la differenza fra gli universi; in una realtà alternativa potrebbe cambiare solo la posizione di un singolo atomo, mentre in un’altra potrebbe essere mutato il destino dell’intera galassia.

Senza addentrami in spiegazioni scientifiche, vorrei soffermarmi invece sull’incredibile supporto che la teoria dei Multiversi dà alle nostre esperienze oniriche. Nella dimensione quantistica dei sogni, mi posso trovare a compiere scelte opposte o a vivere esperienze totalmente diverse da quelle dello stato di veglia. Questi sogni sono i molti mondi che si sviluppano all’interno del mio universo. Ritornato allo stato di veglia, potrei scegliere o meno di dare seguito alle indicazioni dei miei sogni. Se fosse il caso creerei istantaneamente un evento: dove l’osservatore porta la sua attenzione e intenzione, si crea una nuova storia e un nuovo mondo. Gli universi paralleli sono uno “specchio” della nostra dimensione e provano che la nostra non è l’unica “realtà”. Questi mondi alternativi mostrano i diversi svolgimenti che la storia avrebbe potuto prendere. I sogni sono quindi universi paralleli che offrono la possibilità di vedere “concretamente” le versioni alternative della nostra realtà su piani dimensionali di esistenza simultanei, ma separati. Questa prospettiva quantistica dei sogni rimette in discussione il paradigma causale della psicoanalisi e apre dibattiti affascinanti. Non ci dovremmo più meravigliare forse delle vite sotto copertura delle spie oppure della doppia vita di molte persone che, senza saperlo, vivono in multiversi.

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UNIVERSI PARALLELI

23.UN TOCCO DI FOLLIA

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7/01/09

Nessun ingegno grande fu mai senza mistura di pazzia.

Seneca

Dibattuto la prima volta in Grecia oltre venticinque secoli fa, il sottile confine tra genio e follia non ha perso nulla del suo fascino e della sua urgenza. Nella nostra società che tende ad omologare e quindi a “normalizzare” le persone, c’è una forte insorgenza di malattie e di depressioni. Da piccola sentivo spesso dire di persone che a me risultavano alquanto affascinanti e straordinarie: ”non sono normali”. Quarant’anni dopo, non ho ancora capito cosa è essere “normali” e chi è “normale”. Mi sembra che per normali si alluda ad alieni di un pianeta grigio e uniforme, mentre sul pianeta Terra posso osservare una umanità variopinta, capace di grande opere e di grande ispirazione. Ma anche la Terra ha le sue zone grigie con i manicomi e le prigioni…

La normalizzazione è forse il processo più pericoloso al quale siamo esposti quando accettiamo i modelli che ci vengono propinati. L’individualità, l’unicità degli esseri umani è pericolosa per il collettivo nel momento in cui essa sconvolge certi parametri di normalizzazione imposti dal Potere. Nell’antichità molti folli sono stati tacciati di essere corruttori della gioventù; nel medioevo si chiamavano eretici quelli che osavano fare girare la terra attorno al sole o che contestavano i dogmi di fede. Oggi li chiamiamo Geni …

Nemesi storica!

E i geni di oggi, come vengono etichettati? Si è instaurata una situazione curiosa: i geni vengono semplicemente ignorati finché non vanno all’Estero ad offrire le loro idee e talenti… dove, invece, vengono puntualmente accettati. In tale caso, parliamo pacatamente di fuga di cervelli….

Un genio è folle per gli altri quando gli altri non arrivano a vedere quello che lui vede. Il genio non si preoccupa di quello che è, non nasconde e non si nasconde. Solitamente è deriso, sbeffeggiato e offeso perché è anticonformista, a-normale. Sfiora con un dito Dio e questo è insopportabile per l’establishment. Ma tutti i folli sono dei geni? Non vorrei prendere il rischio di una tale affermazione. Penso comunque che tutti i folli sono funzionali alla crescita collettiva e hanno un senso – mi si passi il gioco di parole-che non è quello comune. Il Folle non si preoccupa di quello che non è, vede cose che gli altri non vedono, nasconde, ma non si nasconde. Ha qualcosa da insegnarci sui confini che ci imponiamo e che ci allontanano dalla luce. Genio e Follia sono i buchi bianchi e neri della coscienza. Entrambi disturbano l’ordine stabilito, ma portano arricchimento e audacia attraverso la diversità. Possiamo solo augurarci che sia un tocco di follia-genio a farci fare un salto di qualità nel 2012.

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22. IL RITUALE DELLA LUCE

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23/12/08

L’osservazione della Natura è sempre una grande scuola di Vita. I suoi misteri, le sue epifanie ci raccontano in chiave metaforica l’intreccio costante della vita con la morte, le resurrezioni e le metamorfosi della materia. I Pitagorici chiamavano “porte” i due solstizi: una Porta conduce alla manifestazione fisica della Vita e alla sua esternazione (Estate-Cancro), l’altra agevola la fuoriuscita dal mondo per entrare negli stati superiori della coscienza (Inverno -Capricorno). Antiche culture credevano che queste porte aprissero una comunicazione diretta fra visibile e invisibile. Fra pochi giorni milioni di esseri umani nel mondo apriranno la porta Invernale per consentire alla Luce di riversarsi sulla Terra e sull’Umanità. Questo è il senso profondo di Natale che, dal sanscrito, significa appunto, rinascita. Non a caso, è stato scelta la nascita di un bambino straordinario e luminoso a rappresentare l’illuminazione della Materia. A Natale, quindi, abbiamo una opportunità unica per illuminarci, per ri-aprire una connessione con stati superiori della coscienza. Un significato che si è diluito nella febbre consumistica e nei formalismi sociali.

Vorrei solo invitarvi ad eseguire un piccolo rituale, più profondo del cenone della vigilia e dello scambio dei regali. A mezzanotte del 24 dicembre, accendete una candela dorata, simbolo della Luce che ritorna, e chiedete che arrivi nella vostra vita qualcosa che vi renda infinitamente felice. Chiedete anche cosa dovete fare per attirarla nella vostra vita e poi ascoltate la risposta nell’intimità del vostro essere. Può darsi che essa arriverà subito, può darsi che arriverà un po’ dopo, tramite un sogno o una sincronicità. La nostra felicità è fondamentale per potere contagiare gli altri. Non possiamo immaginare di rendere felici gli altri se prima non abbiamo assaporato l’abbondanza della Vita e dell’Amore. Poi, lasciate che la candela si consumi tutta. Dopo abbracciate con calore e affetto tutte le persone, conosciute e sconosciute, che incontrerete da quel momento.

Ci ri-vediamo il 7 Gennaio!

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21. RITORNO ALLA SEMPLICITA’

CampOk
22/12/08

Semplice: da “sine plico” ovvero “senza piega”, etimologicamente parlando, esteso a “puro”, “senza commistione”, “senza artificio”. Gli ultimi trascorsi mondiali sono per noi un potente invito ad interrogarci sullo stile di vita che conduciamo, sugli sprechi estremi caratterizzanti una civiltà basata sui consumi e il profitto, ma che non appaga i bisogni più profondi degli esseri umani. Ritornare alla semplicità e farne una scelta di vita consiste nell’adottare un modo di vita meno dipendente dal denaro, ma che mira a soddisfare i bisogni umani oltre quelli legati alla sopravvivenza. La semplicità volontaria fu praticata da Socrate e Epicuro 2500 anni fa, ma anche dalle comunità monastiche, le prime organizzazioni di vita a scegliere volontariamente la semplicità e a praticare l’autosufficienza. San Francesco d’Assisi viene considerato come un modello di semplicità volontaria così come la vita di Gandhi ne è un altro.

Semplificare la nostra vita per migliorare la sua qualità. I problemi mondiali ci dimostrano in quale circolo vizioso siamo caduti: trascorriamo il nostro tempo a guadagnare sempre di più per soddisfare dei bisogni prevalentemente materiali. E il tempo non basta mai per fare altre cose. Questo comportamento, diventato ormai compulsivo, ha conseguenze disastrose non solo sulla nostra salute, ma anche su quella del nostro pianeta. Semplicità di vita non significa povertà né sacrificio. È una scelta cosciente di vita che ci aiuta a liberarci da ciò che è superfluo e a tornare a ciò che è essenziale. Vivere meglio con meno, ma con la consapevolezza delle cose che contano davvero. Essa si applica quindi anche a domini meno materiali come le attività e le relazioni umane. Molti formalismi sono una forma di controllo inutile e comportano un notevole spreco di energia. In qualche modo, il ritorno alla semplicità accompagna una ricerca di autenticità. Ci mette in contatto con l’amore degli altri, con le meraviglie della Natura, con la chiarezza e la serenità che nascono dal silenzio e dalla contemplazione.

Il ritorno alla semplicità non ha l’ambizione di cambiare il mondo, ma di favorire la riflessione necessaria a cambiare il proprio stile di vita per aumentare il nostro benessere fisico, mentale e spirituale che deleghiamo, spendendo molto, alle palestre, ai medici e ai guru. Inoltre, ci permette di agire immediatamente e autonomamente senza dover attendere che i governi cessino di tergiversare!

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Intanto prosegue il video – viaggio tra Sogno e Realtà…

CONSAPEVOLEZZA E SOGNO

20. GLI ANIMALI DI POTERE E IL POTERE DEGLI ANIMALI

Leop
19/12/08

Succede spesso che nei nostri sogni, incontriamo animali familiari o sconosciuti, fiere oppure creature mitologiche che sommano varie componenti animali nella loro raffigurazione. Sono protagonisti importanti del sogno in quanto rappresentano energie vitali profonde che guidano la nostra vita inconscia. Nell’ambito della psicanalisi, gli animali onirici sono stati definiti come la parte istintuale/sessuale del nostro essere che irrompe e viene poi interpretata e “addomesticata” secondo i canoni morali della nostra cultura occidentale. Curiosando invece nelle tradizioni sciamaniche, vediamo che la connessione tra gli esseri umani e il mondo animale è fondamentale. In queste culture, non solo la carne dell’animale rinvigorisce il corpo, ma il suo spirito è anche necessario per ridare energia allo spirito umano malato o indebolito. Perciò mentre i cacciatori andavano in cerca di prede nella realtà ordinaria, gli sciamani andavano a caccia di un animale di potere nel mondo degli spiriti per riportarlo a chi ne avesse bisogno. Lo spirito dell’animale infonde nel corpo un potere che gli permette di resistere all’intrusione di forze nocive esterne (conosciute nella realtà ordinaria come malattie). Non solo, essi trasferiscono anche qualità intrinseche come astuzia, coraggio, saggezza, prudenza ecc. Pertanto vengono solitamente chiamati animali di Potere. Una delle modalità più diffuse per la ricerca e recupero del proprio animale di potere è il viaggio sciamanico. Il viaggio sciamanico è una esplorazione in uno stato di coscienza modificata che non si discosta dal sogno, anzi, è un sogno indotto e guidato. Gli animali di Potere che si presentano sono energie di cui ci siamo dimenticati o che abbiamo abbandonato in un percorso di vita in binari ristretti. L’uomo moderno viene deprivato dalla sua forza, dagli istinti e dall’intuizione per diventare “sociale”e per essere governato. La politica, la scienza e la religione obbligandoci a rientrare in modelli artificiali per essere socialmente accettati, ci ha tolto i nostri poteri naturali.

Perciò, quando sognate, accogliete con gioia e curiosità leopardi, lupi, aquile, orsi, coccodrilli, lontre ed altri animali perché essi vengono per ricordarvi che siete Natura e, quindi, infinitamente potenti!

continua