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55. VEGAN: DA CHE PARTE COMINCIARE?

Illustrissimo dr Vaccaro, mi chiamo Matteo, ho 55 anni ed è da almeno 35 anni che consumo regolarmente tabacco, caffè, alcool, non escludendo sporadicamente analgesici e antibiotici. Volevo chiederle cosa fare, in modo dettagliato, per passare da onnivoro a vegano.

In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente.
Matteo

RISPOSTA

SIAMO PER UNA NORMALE E RESPONSABILE ALIMENTAZIONE DESTINATA ALL’UOMO

Ciao Matteo, trovi nel mio blog diverse tesine dedicate all’argomento. Vorrei anche aggiungere una considerazione. Il termine “vegano” non è la parola più adatta. La usiamo tuttora solo perché ci manca un’alternativa sintetica e azzeccata per descriverci meglio.
Ci chiamiamo vegani per convenzione. Siamo degli esseri umani normalissimi che praticano un modo di vivere, di pensare, di agire e di nutrirsi, secondo determinate regole e determinati criteri di salutismo e di rispetto ambientale.
Siamo per un’alimentazione umana, salutista, piacevole, appagante e responsabile.

55vvDIECI PASSI FONDAMENTALI

1) Crearsi una cultura alternativa a quella corrente e maggioritaria, fortemente impregnata da ideologie di comodo e di interesse. L’unica scuola al mondo radicalmente alternativa alla medicina e alla “curomania” dilagante, nonché al becero nutrizionismo corrente, è proprio l’igienismo naturale. Ho due libri in circolazione come Alimentazione Naturale Storia dell’Igienismo Naturale, Anima Edizioni – Milano, e penso che ti potrebbero servire. Dovresti anche pescare tra le 1500 tesine del mio blog.

2) Cambiare al più presto alimentazione, seguendo lo schema vegano tendenzialmente crudista e adattandolo a te stesso, secondo le tue personali tendenze, gusti, necessità, ma sempre rispettandone i principi fondamentali.

Si tratta in breve di massimizzare l’apporto di frutta piazzandola in 5 pasti sazianti (3 colazioni al mattino e 2 merende pomeridiane), trasformando pranzo e cena in buona occasione per un gran piatto di verdure crudecome primo, e in un secondo di compromesso coi cibi cotti in modo limitato e intelligente (patate, cavolfiori, cavolini, legumi, cereali integrali, passato di verdure, pasta vegana, pizza vegana).

3) Già il semplice cambio di alimentazione dovrebbe generare degli effetti eliminativi, ovvero degli effetti temporanei fastidiosi, derivanti dal lavoro detossificante intrapreso dal sistema immunitario, liberato dalle leucocitosi digestive del passato e dunque più reattivo sul campo suo specifico. Occorre prepararsi a questo e saper resistere nella fase iniziale.

4) C’è il rischio che il corpo, non abituato più alla frutta e alla verdura crude, abbia qualche difficoltà iniziale di adattamento. Occorre in questo caso procedere per gradi. Sarebbe il caso anche di fare un digiuno fai-da-te di 3 giorni circa per ripulire il sistema ed evitare che i nuovi cibi producano gonfiori ed irritazioni, al contatto con vecchi residui in zona intestinale. Partire però subito con un digiuno sarebbe forse un po’ troppo pesante. Meglio in caso una settimana a centrifugati di tuberi (carote-sedano-mele, rape-carote-mele, sedanorapa-topinambur-patata- zenzero, ecc).

5) In ogni caso vietato l’uso di farmaci e integratori.

6) Siamo in presenza non di una dieta ma di un sistema alimentare e comportamentale commisurato al corpo umano, per come è fatto e disegnato, e per quali sono le sue reali esigenze di salute e di armonia. Un sistema basato sui cibi al naturale e sul basso-proteico, in ossequio a principi che l’igienismo conosce da sempre, ma che ora persino le autorità mediche cominciano a riconoscere (vedi 24-30 grammi/giorno come tetto massimo proteico oltre il quale il sangue va in acidificazione).

7) Tieni presente che la frutta va mangiata da sola senza fare troppe mescole. Succo d’arancia meglio a digiuno da solo. Meloni e angurie rigorosamente da soli e lontano dai pasti di pranzo e cena. Tutta la frutta lontano da pranzo e cena, anche se per mela, ananas e papaia si possono accettare prima-durante-dopo il pranzo e la cena, per le loro doti antifermentanti.

8) Altro principio importante, in caso di più pietanze a tavola, prima quelle a rapida digestione, poi quelle a medio tempo di digestione e infine quelle a tempi lunghi.
La frutta (escluso banana e avocado che richiedono un paio d’ore), se consumata correttamente a stomaco vuoto, finisce nel sangue in mezz’ora. Ma non si mangia comunque ai pasti principali, anche per evitare che porti via spazio all’insalata. Pertanto, a pranzo e cena, importante rimane anticipare qualsiasi piatto di cibo cotto con unpiatto di crudità (d’inverno si tratterà di cicorie, carciofi, finocchi, carote, rafano, rape, valeriana, sedano, ecc).

9) Non si beve a tavola, se non mezzo bicchiere di acqua.

10) Non mi resta che darti il benvenuto nella comunità umana che ha scelto un’alimentazione sana, responsabile verso se stessa e l’ambiente, non crudele verso le altre creature animali.

A presto.
Valdo Vaccaro..

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