Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

48. VOGLIAMO UNA CIVILTA’ IN SINTONIA CON LA NATURA

VOGLIAMO IL RINNOVO DELLA MAGNA CHARTA

Cosa chiediamo in concreto noi igienisti? Abbiamo delle pretese e delle ambizioni che vanno molto al di là del cavolfiore, delle castagne e dei ravanelli. Non possiamo chiuderci nel nostro orticello e disinteressarci di quanto sta avvenendo intorno a noi, come se si trattasse di cose ne non ci riguardano. Ci riguardano eccome.

48aVogliamo una civiltà in sintonia e in simbiosi con la natura, e non in conflitto insanabile con essa. Una civiltà in logica continuazione con quelle del passato: Inca, Maya, Egizia, Indiana, Cinese e Greco-Romana.

Chiediamo il rinnovo della Magna Charta a tutela dei diritti fondamentali. Una Magna Charta contro lo schiavismo, contro il razzismo, contro la sopraffazione del più debole, contro il consumismo esasperato, contro l’impoverimento progressivo dei popoli, contro la plutocrazia e l’oligarchia dei nostri giorni, contro tutte le armi di offesa e in particolare contro le armi psicotroniche di ultima generazione, più che mai disumane ed angoscianti, che caratterizzano gli arsenali segreti dei despoti al potere.

UNA PLEBISCITARIA RIBELLIONE MONDIALE CONTRO ROTHSCHILD E ROCKEFELLER

Vogliamo senza mezzi termini una pacifica e plebiscitaria ribellione mondiale contro l’infido ed iniquodominio dei Rothschild e dei Rockefeller, dei regnanti d’Olanda e d’Inghilterra, delle 15 famiglie che hanno in mano le sorti del pianeta, contro i galoppini presidenziali tipo Bush, Clinton e Obama, e contro i servitori del soldo e del potere tipo Soros, Murdoch, Brezynski, Kissinger e Gorbachev, contro i lustrascarpe politici di tutti i governi e di tutti i ministeri, contro lo strapotere delle maggiori banche, manovrate dai soliti ignoti.

INDIGNATI MA NON-VIOLENTI

Siamo di sicuro indignati, per usare un termine di grande attualità, ma non vogliamo affatto spaccare tutto, come successo a Roma lo scorso ottobre. Condividiamo l’opinione che i facinorosi vadano fermati, individuati ed arrestati. E che debbano pure pagare i danni. Incitiamo la gente all’amore, alla calma e non alla violenza.

Non cerchiamo tensioni e meno ancora scontri contro le forze dell’ordine, non intendiamo praticare offese di alcun tipo contro cose o persone. Vogliamo soltanto avvertire questa gente, targata “Bilderberg”, che sta portando il pianeta verso il baratro, che è arrivato il momento di mollare l’osso. Vogliamo dirglielo tutti in coro e all’unisono. Sette miliardi di persone contro centomila o al massimo un milione incluso i lobbisti, i reggi-gabbana e gli opportunisti.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE

Vogliamo dire loro chiaro e tondo che non ci stiamo. Vogliamo dirglielo in faccia che hanno superato il limite di guardia e che sono delegittimati a dirigere e a governare le sorti del pianeta. Vogliamo mettere in chiaro che ilNuovo Ordine Mondiale (NWO) che stanno furtivamente allestendo nell’ombra, come un uovo di Pasqua con sorpresina finale per tutti noi, con tanto di portafogli vuoti e carte di credito telecontrollate, con tanto di vaccinazioni obbligatorie e microchippate, e con tanto di sovra-religioni stile New Age, è una buffonata pazzesca, come diceva il grande Fantozzi a proposito del film filo-sovietico “La Corazzata Potyomkin”.

Pretendono di far marciare il mondo a bacchetta lungo la falsariga della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, costruite a tavolino dai loro avi solerti e complottanti? Vogliono far cadere come birilli i Saddam, i Gheddafi e tutti i regimi scomodi (non certo per le loro probabili malefatte, ma perché regimi non manovrabili, amalgamabili e gestibili a piacere)?
Vogliono ridurre la popolazione mondiale avvelenandola con le scie chimiche, debilitandola e sterilizzandola con ivaccini, ammonendola con terremoti, tsunami e cambi climatici innescati ad arte?
Vogliono far implodere l’economia e impedire ai giovani di trovarsi un decente posto di lavoro?
Vogliono innescare uno sviluppo alla rovescia? Vogliono una Terza Guerra Mondiale in rispetto del “Non c’è il due senza il tre” o della data cabalistica del 21 Dicembre 2012?

SIAMO IN TROPPI?

Non ci stiamo alle loro inquietanti e sinistre trame nere.
Siamo in troppi? Rispondiamo che c’è posto per tutti a questo mondo.
Troveremo modo di divertirci di più e di generare di meno, di pregare di più (per santi e asceti) e di rapportarci di più, di farlo con più piacere e più libera giocosità, con meno calcoli e meno ipocrisia (per carnali e peccatori).
Troveremo insomma il modo di convivere più serenamente e più sani.

NON ESISTE CARNE DA MACELLO

L’umanità non è carne da macello.
Ogni persona ha il suo carattere, la sua preziosa valenza, il suo valore individuale, il suo ruolo karmico e sovrannaturale.
Nemmeno gli animali sono carne da macello, beninteso. Chi ci garantisce che in essi non alberghino delle anime umane? In ogni caso, umani o non umani, gli animali hanno una grande anima così come sono e come appaiono, ed è dovere civile, morale, etico e legale di tutti gli uomini, dal primo all’ultimo, operare attivamente per la loro liberazione.

LA CINGHIALETTA-CATERPILLAR DI NOME GINA

Mio figlio Francesco mi ha minacciato qualche giorno fa di denunciarmi all’Ente Protezione per maltrattamento animale nei riguardi di una cinghialetta vietnamita, prontamente denominata “Gina”, grande non più del gatto.48b In pochi giorni è diventata padrona del cortile e dell’orto, amichetta di famiglia, ciarlona, sempre pronta a fare ridicoli e vorticosi giri su se stessa, pronta a seguirti dovunque, persino a correre dietro la tua bicicletta per chilometri lungo i campi.

Due chili di peso ma la forza esplosiva di un Caterpillar. Non appena ho sistemato l’orticello, mettendo accuratamente a dimora trecento piante di radicchio invernale, prima delle piogge in arrivo, mi ha messo letteralmente sottosopra l’intero impianto. Reti di protezione, rinforzi, rimproveri e altri mezzi ancora… Nulla da fare.
Dopo aver rifatto l’orto per tre volte, e avermelo visto distrutto il giorno dopo, ho deciso di trasferirla nel mio bosco recintato sotto casa, assieme a caprette ed anatre, suscitando le critiche dei miei ragazzi.

Sapevate forse che maialini e cinghiali sono esseri dolci e amichevoli, ma anche molto permalosi?
L’ho scoperto da me.
Sono andato nel bosco due giorni dopo a portare un grosso secchio di mele, di mais, di bucce di patata e di scorze di melone. Le caprette mi hanno fatto festa e mi si sono strusciate contro. La Gina invece, si è defilata dal gruppo e se ne è rimasta a qualche metro di distanza, senza dire niente, senza un singolo grugnito. La fine temporanea (spero) di una luna di miele.
Dovrò darmi molto da fare per recuperare l’affetto perduto.

Queste sono le creature che noi chiamiamo “bestie”, e che pretendiamo essere senza sentimento senza personalità e magari senz’anima!

AUSCHWITZ NON FINISCE MAI

Torniamo a noi per dire che Auschwitz non è per niente superato. Non voglio usare queste inenarrabili tragedie umane del passato per banali scopi discorsivi. Ma Auschwitz è diventato il simbolo di tutte le peggiori cattiverie. Auschwitz non sta purtroppo dietro i fili spinati di Oswiecim in Polonia.
Quello è il luogo storico dove sono successe cose che non sarebbero mai dovute succedere, e che nessuno avrebbe mai voluto vedere e conoscere.

Auschwitz, fatte le debite proporzioni, sta nel nostro frigorifero, nella nostra dispensa, nel tipo di fame e di gusti perversi che alberghiamo nelle pieghe dello stomaco e della mente.
Auschwitz inizia quando in televisione si propongono ricette basate sui fichi al salame e allo speck, irrorati magari di cabernet al sangue di bue.
Auschwitz si realizza quando entriamo nel bar di qualsiasi stazione ferroviaria e troviamo cento panini sovrapposti che trasudano odore di morte e cadaverina, con pane bianco allo strutto, con coscia disossata di pollo e mortadella, e nemmeno un panino integrale con della crema di olive, dell’insalata e delle melanzane.

DOPOTUTTO “SONO SOLO ANIMALI”

Auschwitz prosegue quando guardiamo indifferenti e cinici un vagone-bestiame o un camion sovraffollato di bovini vocianti e disperati, affamati ed assetati, destinati alla voracità vampiresca dei bipedi mangiatori di cadaveri.
Auschwitz si attua quando passiamo accanto a un mattatoio, a una macelleria, a una salumeria, a una stalla-prigione con persone senzienti e sensibili come noi, e pensiamo che “dopotutto sono soltanto animali senza feeling, senza diritti, senza bisogno di dare e ricevere affetto”.
Auschwitz consiste nell’addensare il sangue con le brodaglie e le diete alto-proteiche della medicina, e nel fluidificare lo stesso sangue con l’eparina di maiale, derivata dalla pressatura di budella porcine.

I VERI MACELLAI SIAMO NOI

Consumiamo carne, pesce, uova e latticini?
Per qualche uovo e per qualche formaggio crudo di malga, si potrebbe anche chiudere un occhio, se la creatura vivente che ci regala questo prodotto venisse almeno premiata, rispettando il suo diritto di vivere e morire secondo natura, e non per mano di un boia.

Siccome questo accade raramente è meglio che ci ripensiamo.
Il peccato proteico non è certo veniale ma mortale, è un voler male agli altri, oltre che a noi stessi. Quando facciamo una scelta di quel tipo, siamo noi i veri macellai e i veri satrapi, non i garzoni della macelleria, non il loro coltellaccio che gocciola, fuma e olezza sangue.
I macellai esistono in funzione nostra.
I pescatori delle tonnare, i cacciatori di delfini e di balene esistono in funzione nostra, in funzione delle nostrescelte quotidiane.

Beppino di Branco, mio caro amico, macellaio più per tradizione paterna che per scelta, mi confessò, con estrema chiarezza, un paio di mesi prima di passare a migliore vita, ”Valdo, non hai torto a difendere gli animali. Tu sai però che sono vittima del sistema”.
“Ho le mie colpe, le mie magagne, le mie debolezze e non le nascondo. Non sono riuscito a trovare una via alternativa, e non ho avuto il coraggio di andare contro il business di famiglia!”

(Estratto dalla conferenza di Tolmezzo-Udine del 22 Ottobre 2011)

4/11/11

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