Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

60. LA VERA RIVOLUZIONE E’ UNA RIVOLUZIONE DI VALORI

CAPIRE LA NOSTRA INTERIORITA’ NON E’ TEMPO PERSO

Cerchiamo la felicità vera o una sua caricatura? … Come la gratificazione egoistica, il rifugiarci nel nostro antropocentrismo, nella nostra meschinità, nella nostra piccolezza materialistica? 
La mediocrità non è una soluzione, ma una ennesima sabbia mobile che ci imprigiona e non ci libera dai nostri conflitti e dalle nostre angosce. Per capire quello che siamo, dobbiamo scoprire cosa abbiamo dentro sotto la scorza, dobbiamo capire cos’è che ci muove, cosa vogliamo nell’intimo ed esteriormente.

IL NOSTRO REBUS ESISTENZIALE

“Se facciamo chiarezza su questo punto”, dice il grande J. Krishnamurti (1895-1986), “non abbiamo bisogno di peregrinare alla ricerca di maestri, di guru, di religioni, di chiese e di nuovi profeti”.
Posso cercare rifugio nelle illusioni, nel denaro, nello sport, nella politica, nella competizione sociale. Posso venerare qualcuno, struggermi di dolore per i miei peccati o per i miei morti. Posso pregare, accendere ceri e candeline ma, se ignoro me stesso, non risolverò mai il mio rebus esistenziale. Il punto è che l’uomo sta in eterna fuga, in costante alienazione da se stesso.

PIU’ FUGGIAMO DA NOI STESSI E PIU’ DIPENDIAMO DAI GURU

Se non comprendiamo appieno la nostra struttura mentale-emozionale. Come possiamo con l’azione concreta produrre un cambiamento, una scossa nella società paralizzata e sclerotica in cui viviamo? Che serve affannarsi, leggere, studiare, meditare? Possiamo girare la Terra in lungo e in largo, possiamo scalare il K2 e affrontare il mare gonfio e in tempesta, possiamo incontrare gli Osho Rajneesh, i Sai Baba, i Dalai Lama e le venerabili Ching Hai ma, alla fine, dobbiamo sempre tornare su noi stessi.

ESSERE ACRITICI VUOL DIRE SOSTENERE I SOPRUSI

Fin quando viviamo acritici e collusi in un consenso mondiale, nazionale e locale fondati sull’avidità, sull’invidia, sul consumismo, sulla sopraffazione del forte sul debole, dell’armato sul disarmato, del legale sull’illegale, dell’azzeccagarbugli sul 60vvpaesano, del dottore sul comune mortale, del bipede sul quadrupede, dell’impallinatore sul volatile, del marinaro sul marino… non si fanno passi avanti né con la salute a 360 gradi né col nostro percorso karmico.

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE, DEL PIU’ FURBO E DEL PIU’ CATTIVO

La società tende costantemente a cristallizzarsi, ad ossificarsi. Tende alla staticità e al consolidamento delle abitudini che diventano comportamenti aberranti e leggi del più forte, del più furbo e del più cattivo.
Dobbiamo costruire qualcosa di nuovo. Costruire non significa solo imitare e replicare, ma tirar fuori le nostre forze migliori, la nostra intelligenza creativa depurata da ogni istinto cinico di prevalenza.

SERVE UNA RIVOLUZIONE NEI VALORI

Il cancro della società umana è l’imitazione, l’impecorirsi,l’adeguarsi alla mediocrità, quello che porta all’obbedienza acritica, all’autoritarismo dei peggiori despoti. Non possiamo peraltro ritirarci dal mondo e vivere in isolamento. Quello non è conoscere se stessi.
La conoscenza di noi stessi si realizza in rapporto dinamico con gli altri e con l’ambiente.
La vera rivoluzione non è di sinistra o di destra, ma è una rivoluzione di valori.

SVINCOLARSI DAI DOGMI

La conoscenza di noi stessi è l’inizio della saggezza, della felicità, della autorealizzazione, della salute. Ma conoscersi per quel che si è veramente richiede una mente eccezionalmente vigile, svincolata da qualsiasi dogma o credenza.

SVUOTARE IL CERVELLO DALL’INUTILE CIARPAME

Essere creativi non significa necessariamente dipingere quadri, scrivere poesie, fare dei goal spettacolari, correre i 100 metri in 9 secondi, per quanto lodevoli queste performance possano risultare. Essere creativi significa saper annullare il proprio sé, svuotare il proprio cervello da ogni concetto-spazzatura e diventare ricettivi.

LA TAZZA E’ UTILE QUANDO E’ VUOTA

Vogliamo tutti essere qualcosa di diverso. Il basso vuole diventare alto, il peccatore vuol diventare santo, il carampano vuole risvegliare gli antichi ardori come ai bei tempi, Bill Clinton vuole diventare vegano e noi gli diamo comunque il benvenuto, soprattutto quando distribuirà in autentica beneficienza (e non in Scientology) tutti i miliardi accumulati con la farsa Aids.
Una tazza è utile solo quando è vuota. La stessa cosa succede alla mente. Se siamo già strapieni di certezze, di convinzioni, di dogmi, di asserzioni apprese meccanicamente, avremo una mente nozionistica, mnemonica e ripetitiva, ma non spumeggiante e creativa.

(Estratti dalle Conferenza di Udine del 19/1/12 e Conferenza di Verbania del 15/2/12)

9/03/12

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