Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

106. IL GRANDE MARCO AURELIO

Passa il resto della tua vita come chi ha affidato con tutta l’anima agli dèi le proprie cose, senza farti mai tiranno né schiavo di nessuno.
(Marco Aurelio)

Marco Aurelio (121-180 d.C.), fin da bambino, dimostra per dote naturale un carattere mite e tranquillo, nutrito dai sereni piaceri della vita di campagna, dalle meditazioni filosofiche maturate nel contatto con la natura. Dal nonno adottivo ha ereditato la calma e la gentilezza, dal padre il riserbo e la fermezza, dalla madre il sentimento religioso, l’altruismo, la ripugnanza non solo a compiere il male, ma persino a pensarlo. È per questo che impara ad autogovernarsi, a mantenere il buonumore in ogni circostanza e specie nelle difficoltà e nelle malattie, a compiere il proprio dovere senza mai lamentarsi, a evitare gli intrugli, gli impiastri e i farmakon, ossia i veleni dei medici che ai suoi tempi ricominciavano a riapparire timidamente sulla scena, dopo 600 anni di divieto legale di ogni attività medica.

NON SCIUPARE LA VITA IN MODO BANALE

“Conosci te stesso” e “Vivi secondo natura” diventano ben presto i suoi motti. È per questo che invita i romani a compire ogni loro azione come fosse l’ultima della loro vita. L’uomo ha raggiunto la perfezione quando vive ogni suo giorno come fosse l’ultimo, senza agitarsi, senza paralizzarsi e senza fare scenate. È per questo che predica la noncuranza verso le cose futili e di scarsa importanza, il disinteresse per le chiacchiere di ciarlatani ed imbroglioni, l’avversione ad addestrare quaglie da combattimento, strana moda di quegli anni.

PERLE DI SAGGEZZA VALIDE PER TUTTI I TEMPI

Pensa in modo autonomo e indipendente. Non farti né tiranno né schiavo di alcuno. Pensa cose giuste e conformi alla tua personalità. Agisci sempre in vista di un bene comune. Parla sempre in modo semplice e schietto. Frugalità, benevolenza, riserbo, tolleranza e magnanimità siano i tuoi obiettivi. Adattati alla sorte che ti è toccata e ama sinceramente le persone con cui ti è stato dato di vivere, sia in famiglia sia nella società.

VIVERE NEL PRESENTE E FARE LE COSE AL MEGLIO

“Quand’anche potessimo vivere 3000 anni, nessuno perde altra vita se non quella che sta vivendo all’istante e al presente”. Ieri e domani non contano, conta il dominio attuale sulle cose. Non vivere come se avessi migliaia di anni davanti a te. Il destino incalza. Non dedicarti più del necessario a cose effimere e di scarsa importanza. Fa le cose giuste e virtuose non per le lodi o per la fama di domani o per l’immortalità. Ciò che è bello, lo è di per se stesso. Non vivere per i posteri. Cos’è il ricordo, anche se eterno? È pura e semplice vanità.

PRENDI ESEMPIO DALLA VITE E DAL FICO

Credi forse di essere stato creato per startene al calduccio e sotto le coperte? Credi di essere nato per non fare niente? Non vedi che le piante, gli uccelli, i ragni, le formiche, le api svolgono il loro compito, contribuendo con la loro parte alla vita dell’universo? Chi ha compiuto qualcosa di buono non lo va poi a sbandierare ai quattro venti. Passa ad una ennesima buona azione, come la vite e il fico che, quando è la loro stagione producono frutti e grappoli uno dietro l’altro.

UNA FAMA ETERNA A DISPETTO DELLE SUE ATTESE

Paradossalmente, quasi in secca smentita alle sue attese, a distanza di due millenni, Marco Aurelio rimane uno degli autori più letti e apprezzati in tutto il mondo, e particolarmente negli Stati Uniti. E questo nonostante egli offra non soltanto armonia e rilassatezza. A tratti si trovano in lui più dubbi che certezze, più contraddizioni che coerenza logica, più velato pessimismo che motivi di speranza e di consolazione religiosa.

(Estratto dalla Conferenza di Volta del Vescovo – Piacenza, 21 Maggio 2013)

4/06/13
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