Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

157. SCIENZA E FANTASCIENZA DEL VIRUS – PARTE 2

Continua dalla parte 1

La peste e la paura

La peste e il pellegrino un bel giorno si incontrano in mezzo al deserto. La peste dice all’altro “Vado a Baghdad a uccidere 5000 persone”.

Si reincontrano sullo stesso punto dopo sei mesi. Il pellegrino obietta “Dicevi 5000, ma ne hai fatti fuori 100mila, cioè 20 volte tanto”. “Balle”, risponde quella. “Ne ho fatti fuori esattamente 5000. Tutti gli altri li ha uccisi la paura”.

Non si negano ovviamente i batteri e i virus, ma l’azione patologica scatenante dei medesimi

Gli igienisti-naturali, che nell’America odierna preferiscono autodefinirsi salutisti, sono gli esponenti delle due scienze più importanti e vicine agli interessi autentici dell’uomo, che sono Scienza della Salute e Scienza dell’Alimentazione, entrambe in netto contrasto con le due tecnologie dominanti e opposte che sono Medicina e Dietologia. È ovvio che essi non neghino l’esistenza dei batteri e dei virus, e nemmeno la presenza dei medesimi ogni qualvolta si va a indagare e a fare delle analisi sui malati e sui sani. La negazione riguarda i motivi causatori della malattia, che è cosa ben diversa.

La malattia è un processo di guarigione diretto intelligentemente dal sistema immunitario

La malattia non è un’entità individuale e differenziata dalle altre 40mila malattie, come vogliono farci credere i medici. La malattia è un processo iniziato dal corpo stesso (dal saggio direttore generale interno che si chiama sistema immunitario), al preciso scopo di rifiatare, ripulirsi, ristabilirsi, rigenerarsi, riadattarsi al nuovo clima o al nuovo ambiente. Un processo iniziato, diretto, gestito e terminato dal corpo stesso, e non da un miliardo di piccole bestie assatanate.

Non esiste e non è mai esistita una prova scientifica che germi e virus provochino le malattie

Non c’è, e non c’è mai stato, un frammento di prova che i germi e i virus possano provocare delle malattie. Non a caso, il mondo è letteralmente saturo di batteri e virus. Se essi fossero davvero degli infidi assalitori, come descritto sulle enciclopedie dell’establishment, il mondo si sarebbe estinto da secoli e da millenni.

La medicina medievale e gli spiriti maligni

La medicina medievale affibiò la colpa delle malattie agli spiriti maligni, a qualcosa che non poteva essere visto, tastato e provato, ma che poteva attaccare a sua discrezione e a suo piacimento il corpo e l’anima della gente. Ma l’incredulità e lo scetticismo erano sempre più marcati. La reputazione di preti, papi, esorcisti, speziali, fattucchieri, stregoni e medici stava davvero sotto i tacchi. Era l’epoca in cui il regresso della religione davanti alla scienza lasciava un vuoto enorme.

La santificazione del dio Pasteur

Luigi Pasteur l’occupò con arguzia, rivestendo contemporaneamente le virtù di un santo e gli attributi di un dio. L’immagine mitica di Pasteur, simbolo di una civiltà nuova, razionale, progressista, si adornò dell’aureola dorata dello scienziato e del padre dell’umanità. La sua prestigiosa parola diventò sacra più del vangelo. Guai all’eretico che osasse contestarla e metterla in dubbio.

Ma le malattie continuavano imperterrite a colpire la gente

Pasteur adattò dunque la sua teoria dei germi (conosciuti e non) a tutte le malattie, e convinse il mondo che sono i microbi ad attaccare e ad invadere il nostro corpo. Ma, a dispetto delle vaccinazioni e delle pastorizzazioni, delle bolliture e delle cotture di ogni alimento, della disinfezione di ogni possibile oggetto a portata di mano, di bocca e di naso, della protezione profilattica plastificata di ogni membro e di ogni vagina, le vecchie malattie continuavano a farsi le beffe della scema civiltà bipede.

I vaccini e i veleni al chinino o al mercurio, escogitati per combattere i batteri, portavano solo all’avvelenamento puro e semplice dei pazienti, e a malattie ben più gravi di quelle originarie. Fu lo stesso Pasteur, tardivamente e sul letto di morte, a dar ragione a Robert Koch, con l’ormai celebre frase “Il terreno è tutto ed il microbo è niente”.

Il sano scetticismo della gente

Agli inizi del XX secolo, la gente dotata di cervello cominciò a capire e a riflettere saggiamente che i microbi stavano dappertutto e che tuttavia si sopravviveva, per cui era lecito non credere una virgola di quanto sostenevano i medici e i biochimici. Con questo crescente scetticismo, la sanità mondiale si sentiva persa e vagava senza speranza, col vuoto negli occhi, il gelo nell’anima e, quel che è peggio, pochi centesimi bucati nel portamonete.

A salvare la medicina ci pensarono i virus col loro Dna

Per fortuna vennero fuori i virus e il loro DNA. Ecco gli autori del misfatto chiamato malattia. I virus furono immediatamente catapultati sul banco degli imputati. Si dimenticavano, i miseri, di considerare che i virus erano in ogni caso particelle estremamente piccole, nonché prive di movimento e di vita propria, pari dunque alle vitamine, agli ormoni, agli enzimi, ai minerali.

I virus sono detriti mitocondriali di cellule morte

I virus, come scrive l’indimenticato T.C. Fry, salutista americano e direttore del gruppo igienistico scissionista Life Science di Tampa (Florida), premiato con laurea in medicina ad honorem dalla Sorbona di Parigi, “sono dei puri miti”. Trattasi di detriti mitocondriali di cellule morte. Perdiamo centinaia di miliardi di cellule al giorno, da un organismo che ne contiene più o meno 75000 miliardi, e la maggior parte di tali perdite viene regolarmente rimpiazzata e ricostituita.

CDC, la fabbrica mondiale dell’isteria

La CDC, prostituta ufficiale e concubina mercantile di quel mostro tentacolare che si chiama Big-Pharma, è specializzata nel fabbricare isterie preparatorie per le sue odiose campagne commerciali. Si crea il panico e si produce il vaccino. Si crea la paura dello spirito maligno e si commercializza l’acqua santa in convenienti e comode boccette. Il contagio è una pura superstizione dei secoli bui, quando la morte nera e la peste bubbonica imperversavano, favorite dalla sporcizia e dalla miseria, dalla fame e dal freddo, dalla mancanza di acqua corrente, di servizi igienici e di sistemi fognari, dall’ignoranza e dai tarocchi, dalle oppressioni del clero e dei signorotti di turno, dalla continua paura di finire in prigione o sul patibolo per i più assurdi e futili motivi.

Le peggiori malattie sono causate proprio da farmaci e vaccini

Il potere medico-farmaceutico usa in lungo e in largo questa credenza vuduistica, allo scopo di trasformare la Terra in un mercato planetario dei suoi infidi veleni, come se l’umanità non ne consumasse già abbastanza. Ironia della sorte, le peggiori malattie, quelle più croniche e indebolenti, quelle che fanno saltare il sistema immunitario, derivano proprio dai troppi farmaci e vaccini prescritti e distribuiti generosamente da Mamma Medicina. Le droghe, i farmaci tutti e i vaccini tutti, sono altamente distruttivi per le facoltà umane, specialmente per le facoltà difensive svolte dai linfociti (creati dalle cellule linfatiche come la milza), e dai leucociti (creati nel midollo osseo).

I veri causatori di deficienza immunitaria

Linfociti e leucociti circondano le sostanze nocive e le accompagnano regolarmente al punto di espulsione più vicino che può essere la pelle, i polmoni, i reni o gli intestini. Prima di essere espulsi, i veleni possono essere ulteriormente disintegrati dai linfonodi e dal fegato.

Chi prende droghe, eroina, anfetamine, caffè, the e fumo a ripetizione, nonché chi assume farmaci, e magari consuma pure alimenti non della specie umana (carni, pesce, latticini, uova), soffre di grave deficienza di globuli bianchi, ovvero di linfocitopenia o leucocitopenia. La classe medica definisce come deficienza immunitaria il possedere meno di 5000 globuli bianchi per mm3.

Non si acquistano le carenze e nemmeno le malattie, ma si contraggono coi propri comportamenti e coi propri cibi

Asserire che la deficienza si può acquisire, come nel caso dell’AIDS dove la A significa Acquired, vuol dire coprirsi di ridicolo. Non si può acquisire una carenza altrui con nessun mezzo, nessun atto, normale o anormale che sia. Non siamo dei vasi comunicanti, e le carenze, materiali o immateriali, non sono sostanze trasportabili e cedibili. Il mondo medico-farmaceutico ha escogitato tramite il CDC (Center Disease Control) il mito dei virus maligni.

L’onere della prova è a carico dell’opposizione

Il mondo contemporaneo vive in questa fase precaria e derelitta, in netto contrasto con tutte le meraviglie della tecnologia che lo circondano. I sostenitori del virus, i monatti e gli untori di manzoniana memoria, includono non solo i produttori di vaccini e i commercianti coinvolti nel business, gli immunologi e certi virologi, non solo certi medici e certi farmacologi, ma anche le vittime stesse dell’intera operazione truffaldina, per non dire di presidenti, ministri, attori e VIP di ogni categoria e specie. A questa gente non serve portare prove o dare dimostrazioni. Se ne fregano altamente. L’onere della prova è a carico dell’opposizione, o a carico della gente.

Il potere sta nella canna della siringa

La prova che hanno è inconfutabile. Consiste nel fatto di poter tenere la siringa nella destra e la mascherina nella sinistra, indossando un camice bianco che vale ancor più della divisa militare. Consiste nel fatto di poter entrare nelle antenne televisive, nei tipi dei giornali, nelle scuole e nelle case della gente, senza nemmeno dover bussare e chiedere permesso. “Il potere sta nella canna del fucile”, diceva un certo Mao Tse Tung. Oggi per il mostro medico-farmaceutico, vale un altro motto: Il potere sta nella canna della siringa.

Generato il panico, esso si trasmette automaticamente come uno tsunami. C’è da aspettarsi un vaccino contro il virus della paura.

Questa gente è troppo potente perché una piccola voce come quella del movimento igienistico mondiale, o quella ancora più insignificante di chi scrive, possa minacciarla. Oggi occorrono milioni di Euro per diffondere un messaggio o un semplice slogan, ripetendolo adeguatamente e provocando il lavaggio del cervello. L’ondata di paura, quando è generata, si diffonde da sé in modo gratuito e progressivo come un’onda tsunami. Il vero virus è dunque la paura. Chissà che non stiano studiando un vaccino anche contro di essa.

La diffusione capillare del dogma vaccinatorio

Esiste una propaganda incessante che prepara tutta la popolazione mondiale a credere con fede e reverenza al potere sanitario mondiale. Il dogma dell’innocuità e dell’efficacia dei vaccini è protetto e diffuso in modo capillare. Più un paese è sottosviluppato o colonizzato, più è paese delle banane, è più grande è il dominio di Rockefeller e compagni, di Coca-Cola e McDonalds. Se in Europa il rateo di vaccinazione tocca il 30%, in Filippine si va al 90%.

Fin dall’infanzia, dalle scuole materne alle elementari, al collegio e al liceo, i giovani si abituano all’idea della vaccinazione, a considerarla come una formalità utile, indispensabile e senza pericoli. Nella mente ricettiva e malleabile dei ragazzi il credo vaccinatorio viene sistematicamente inculcato.

Non esistono solo i devianti bollettini ministeriali

Esiste una vasta e convincente letteratura sui pericoli, sulle bugie, sulle statistiche manovrate ed artefatte, sui misfatti della vaccinazione. Lunghe liste di casi terribili e sconvolgenti, di gente caduta in serie come mosche stecchite, in barba a una decina di marchi vaccinatori sulle braccia, di poliomielitici diventati tali grazie ai vaccini di Sabin e compagni. Una serie impressionante e tragica di casi terribili, di foto sconvolgenti.

Informarsi meglio, sentire tutte le campane, prima di decidere sul da farsi

Una mente scientifica dovrebbe esigere lo studio di tutti gli aspetti del problema, per fare almeno una sintesi integrale, sottoponendo l’argomento vaccini alla prova dei fatti. Ma la medicina è tutto fuorché una scienza. È piuttosto una sofisticata tecnica mestieristica e mercantile, basata troppo frequentemente sul marketing, la promozione vendite, la commissione e la venalità.

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Valdo Vaccaro

Alimentazione Naturale 2 Valdo Vaccaro     

 

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21/04/16
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