Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

27. I VIRUS E LA MONONUCLEOSI (parte 3)

L’IGIENISMO NATURALE HA RAGIONE DA VENDERE

Un organismo pieno di microbi e di virus, e magari appesantito da qualche formazione tumorale, messo a digiuno con acqua distillata, senza cibo e senza farmaco alcuno, non viene affatto consumato dai batteri e tanto meno divorato dai virus assassini, e non viene affatto saccheggiato dalle metastasi, come suggerirebbe in modo univoco e dogmatico la medicina allopatica.
Un corpo in quelle condizioni, viene al contrario riabilitato a vivere, perdendo ogni carica batterica e rinormalizzando il flusso dei propri detriti cellulari (endo-virus), azzerando le crescite tumorali per autolisi.

CONTAGIO E TOSSICITA’ CORPORALE

Il morbillo, checché ne dicano i pediatri e i medici stile lazzaretto, non è per niente contagioso. Metti il bambino di una famiglia vegano-igienista in mezzo a 100 bimbi col morbillo e non gli succede un bel niente. La sola cosa contagiosa delle malattie cosiddette infettive sono le pessime abitudini di vita che portano tanta gente in contemporanea a quella malattia.
Malattie che rappresentano poi utili azioni liberatrici del corpo e quindi alleate del corpo stesso in vista di un pronto recupero. Non si può catturare, o prendere dagli altri, una tossicità corporale, a meno che non si faccia una trasfusione massiccia del sangue altrui.

IL SISTEMA IMMUNITARIO

La verità è che c’è soltanto un autore e un direttore d’orchestra a dirigere i benefici processi di eliminazione chiamati “malattie”. Il suo nome è sistema immunitario. Il contagio avviene al massimo tra due persone in stretta simil-condizione, per l’effetto grilletto che scatta in entrambe, causando solo una breve anticipazione del fenomeno, essendo esse caratterizzate da una saturazione tossiemica pronta a esplodere in stato infiammatorio e febbrile.
27B (1)Gli stessi virologi, messi alle strette, ammettono che non esistono virus vivi ma solo virus morti , ovvero detriti di cellule esauste ed espulse dal fluido cellulare.
Le cellule vive sono in grado di ingerire di nuovo tali detriti per pinocitosi e fagocitosi, ed in quel caso i virus rappresentano materiale proteico-minerale riciclato nel sistema.
Virus che vengono ingeriti come cibo, e non replicati, si intende.

IL MORTO CHE MANGIA

Sono le cellule vive che agiscono su quelle morte, e non viceversa, come i masnadieri dei lazzaretti CDC pretendono di insegnare al mondo, rilasciando fotografie al microscopio elettronico che mostrano inesistenti virus HIV nell’atto di penetrare nella cellula per divorarla!
In natura non si sovvertono le leggi. E’ sempre il vivo che mangia il morto, e non il contrario. Ma nell’AIDS e in tutte le malattie virali, si pretenderebbe l’esistenza del fenomeno opposto.
Non ho mai visto il morto che mangia, tantomeno il morto che mangia il vivo (e spero che di nessuno osi chiedermi la fonte scientifica di tale affermazione)

BATTERI E VIRUS INCAPACI DI CAUSARE E DIRIGERE PATOLOGIE

Quando la cellula ingerisce del materiale virale, lo incapsula in una sacca stomacale, dove potenti enzimi chiamatilisozomi provvedono alla disgregazione. Né i batteri, né tantomeno i detriti morti e polverosi chiamati virus, sono in grado di scatenare e condurre operazioni di avvelenamento e di ammalamento.

La prova del nove? Esiste per chi fa uso del cervello. Esiste ed è sotto gli occhi di tutti, fuorché della medicina che porta come al solito uno spesso paraocchi.

SE AVESSERO RAGIONE…

Come detto in precedenza, se avessero ragione i monatti del contagio, se fosse vero che sono i batteri o i virus a circondarci e ad aggredirci con fini bellicosi, privi di vaccini e di bombe farmacologiche al napalm, non avremmo scampo e, una volta colpiti e invasi da essi, assisteremmo impotenti e inorriditi alla nostra disfatta progressiva, sotto i morsi di un esercito di microscopici alieni affamati, di implacabili piranha capaci di fare scempio di ogni nostro brandello di carne e di ossa.
Se avessero ragione quelli del CDC, non esisterebbe guarigione veloce come nel caso del digiuno, e nemmeno esisterebbe un rallentamento della patologia, come nel caso di decorso puro e semplice, privo di specifici interventi correttivi medicali o igienistici.

LA CAUSA STA NELL’INTOSSICAZIONE DEL SANGUE

Il fatto reale è che i cosiddetti virus e i batteri, nulla hanno a che fare con le cause di malattia. La causa sta sempre e solo nella tossiemia, e il rimedio sta sempre e solo nel sistema immunitario forte e indisturbato, e quindi capace di ingenerare il processo guaritivo e di portarlo a felice compimento.

L’area corporale in cui avviene il misfatto, ovvero la crisi eliminativa, ovvero le ferite dell’herpes e del vaiolo, le vescichette e gli essudati della scarlattina, viene usata dalla medicina per denominare il tipo di malattia (“labiale” se l’herpes appare sulle labbra, “genitale” se si presenta in zona riproduttiva).
27A (1)Quando l’eritema riguarda una zona intima, si salvi chi può… La sinistra etichettatura è pronta a partire e si chiama VD, che sta per “venereal disease”, e dunque per peste contagiante, voluta da Dio contro la lussuria dell’umanità, secondo la santa alleanza tra i monatti della Sanità e i preti dell’Inquisizione.

DIGIUNO E VIVERE SANO

La seccatura più grossa che rode nel cuore e nell’anima della Sanità Mondiale è una sola. Ed è che il maledetto digiuno e il maledetto vivere sano pongono fine definitiva a tutte le malattie dell’armamentario medico, nel giro di pochi giorni o al massimo di poche settimane, ed in più a costo quasi zero, mettendo a soqquadro tutte le ipotesi, tutte le tesi, tutte le regole e tutte le prescrizioni sanitarie.

L’influenza e i comuni raffreddori vengono pure etichettati contagiosi e causati dai virus.
Dove mai contraggono i loro raffreddori e le loro diffuse influenze, e persino le loro malattie sessuali i frati trappisti e le suore di clausura che vivono in completo isolamento?

Quando si ragiona e si ricorda che il corpo è padrone di se stesso e che non è mai preda di agenti infettivi esterni, solo allora una persona, medico o non-medico, può vantarsi di capire qualcosa della fisiologia umana.

I BATTERI PROLIFERANO MA SOLTANTO QUANDO C’È DEL MATERIALE MORTO DA ELABORARE

La teoria pasteuriana della causazione batterico-virale cadde già agli inizi del secolo scorso, perché non rispettava i semplici e chiari postulati di Koch.
I batteri sono una forma debole di vita, una forma di vita che non riesce a sopravvivere e tantomeno a proliferare in mancanza di terreno propagativo.
I batteri non sono in grado di penetrare nelle cellule viventi di animali e vegetali.
Potete mettere una mela cotta e una viva nella stessa stanza. Nel giro di 48 ore la mela cotta fermenterà e marcirà, mentre quella cruda resisterà per settimane e mesi prima di decomporsi.
Questa è la dimostrazione che i batteri non hanno il predominio e il controllo sulla materia vivente, ma sono invece portati ad attaccare la materia morta e priva di vita.

LE MINI-CACCHETTE DEI BATTERI

Se pensiamo poi che a ogni respiro ed a ogni ingestione di cibo o bevanda prendiamo dall’esterno miliardi di batteri, ci rendiamo conto che non c’è nulla da temere dai batteri.
Quando c’è del materiale tossico dentro di noi, esso non è certamente causato dai batteri, le cui mini-cacchette possono solo avere un leggero effetto addizionale nei momenti di picco infiammatorio.
I batteri sono gli scarafaggi e le mosche della situazione. Teniamo pulito il bidone delle immondizie e lasceranno sul posto solo qualche attenta sentinella. Non creano le situazioni patologiche, non causano le malattie, ma amano stare sulla scena in conseguenza di esse.

L’INCAPACITÀ DI DARE SPIEGAZIONI

Le maggiori deficienze esplicative di chi predica il contagio stanno nell’incapacità di dare spiegazioni logiche, conseguenti, complete e scientifiche del meccanismo contagiante, punto per punto e senza salti dialettici.
Se sostengo una tesi scientifica sul contagio, devo essere in grado di spiegare da cima a fondo l’origine del medesimo, il dove-come-quando-perché, e devo dare soddisfacenti risposte anche alle peggiori obiezioni che arrivano dalla critica.

I monatti non riescono a dare una spiegazione sommaria del meccanismo contagiante. Prendiamo ad esempio l’irritazione cutanea in area vaginale, tipo la candida albicans. I medici sostengono la causa micologica e prescrivono liberamente dei fungicidi. La vittima in questione prende creme e sostanze antibiotiche per anni e non risolve niente. Come mai? E’ evidente che il corpo continua a eliminare del materiale velenoso, ed è quello il vero problema causativo, non tanto il fungo bianco in sé.

SONO LE CONDIZIONI INTERNE DEL CORPO A CONDURRE LA DANZA

Perché poi la proliferazione non avviene dovunque ma solo in quell’area del corpo? Il corpo ha prescelto evidentemente quella zona per scaricare i suoi veleni che arrivano dall’interno, e non da fuori.
Perché la malattia contagiosa chiamata influenza non colpisce in estate, quando i batteri dovrebbero essere al massimo della loro attività, ma preferisce il freddo invernale o primaverile?
Le risposte logiche ai vari quesiti portano tutte in una sola direzione, e cioè che sono le condizioni interne del corpo, e non gli agenti contagianti, a determinare l’incidenza, l’intensità e la localizzazione delle malattie.

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo
Pubblicato da Valdo Vaccaro

Estratto dalla tesina online LA MONONUCLEOSI E LA TRABALLANTE SCIENZA DEL DR RIFE

26/04/11

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