Codex Veganus

“La natura è sovrana medicatrice dei mali” diceva Ippocrate, e l’igienismo non ha fatto altro che adottare questo sano principio come sua inalterabile legge.
Per l’igienismo la malattia non è affatto un mostro diabolico, ma piuttosto una intelligente, logica, positiva e risolutiva espulsione di tossine; una fase costruttiva indispensabile per realizzare un processo guaritivo. L’igienismo non è un semplice sistema alimentare ma un vero e proprio stile di vita, in grado di restituire o favorire l’equilibrio e la salute.

Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

68. BENEFICIO ENZIMATICO-CRUDISTA E OBIEZIONI DELLA BIOLOGA

LETTERA

CAMMINO MERAVIGLIOSO E RICCO DI SODDISFAZIONI

Valdo carissimo come stai? Il nostro cammino vegan-crudista continua meravigliosamente. Avrei un interrogativo da porti. Parlando con una persona in merito al beneficio apportato dai cibi crudi ricchi di enzimi, mi sono sentita rispondere con delle obiezioni.

LE OBIEZIONI DI UN’AMICA BIOLOGA

“Il pH dello stomaco, che è molto acido (livello 2 in una scala che va da 1 a 14), distrugge (o meglio denatura) tutte le proteine, e anche gli enzimi sono delle proteine che si ingeriscono con l’alimentazione, cibi crudi compresi”. “Il processo è necessario ed estremamente efficace, al fine di permettere l’assimilazione delle molecole così ottenute una volta che arrivano nel primo tratto dell’intestino tenue, dal quale altrimenti non potrebbero essere assorbite!”
Questa ragazza si è espressa da biologa qual è.
Tu cosa mi dici? Cosa avrei dovuto rispondere?
Ti abbraccio.
Cristina da Roma

*

68vvRISPOSTA

DOVE VOLEVA ARRIVARE? TENTAVA FORSE DI SCARDINARE IL CRUDISMO SOTTOVALUTANDO GLI ENZIMI ALIMENTARI?

Ciao Cristina, è una questione di mettersi d’accordo sui termini. L’amica biologa non ha detto nulla di stravagante. Tutto sta a vedere a cosa volesse arrivare. Se il suo scopo era quello di sottovalutarel’importanza dei food-enzyme o delle vitalie contenute esclusivamente nei cibi crudi e innocenti, con la sua frase non ha dimostrato un bel nulla.

LA VERITA’ SCIENTIFICA DA’ FASTIDIO E IL PROFESSOR HOWELL NE SA QUALCOSA

Tieni presente che il maggior enzimologo mondiale Edward Howell, pur essendo docente universitario da lunga data, fu costretto ad aspettare decenni prima di poter pubblicare le sue rivoluzionarie ricerche e inserire le medesime nei suoi programmi di insegnamento, e questo ritardo, dovuto a evidente boicottaggio da parte delle industrie alimentari, ha portato anche a dei vuoti culturali e a delle enormi lacune nella comprensione approfondita dei fenomeni biologici in tema alimentare e digestivo.

SENZA BASI CULTURALI COMUNI E CONDIVISE DIVENTA UNA TORRE DI BABELE

L’ignoranza sugli enzimi alimentari è un dato di fatto che coinvolge testi e cattedre universitarie, per cui bisognerebbe trovare una base culturale comune, prima di affrontare certi argomenti. La tua amica dovrebbe almeno leggersi il testo Enzyme Nutrition, dello stesso autore, o altri testi espliciti sull’argomento, che al momento non mi risultano essere nemmeno tradotti in lingua italiana.

CRITERI VALUTATIVI SULLA VITALITA’ DEI CIBI

La digestione è un processo di trasformazione e quindi anche di distruzione e di denaturazione. Questo è verissimo. La vitalità del cibo ingerito non si misura però col risultato intermedio che sono le ceneri alcaline (nel caso della frutta e della verdura cruda) o acide (nel caso delle proteine animali, ed anche di quelle vegetali se consumate in eccesso). Si misura piuttosto in termini di spesa digestiva, di costi assimilativi, di tempi impiegati dai residui per essere evacuati lasciando un canale intestinale libero e pulito adatto all’assimilazione disinvolta e agevole dei cibi successivi.

LA SEMPLICE DIFFERENZA TRA UN’ARANCIA E UN TETRAPACK DI SUCCO PASTORIZZATO

Prendiamo l’esempio più semplice e classico che spesso cito alle conferenze, ed è quello del raffronto tra una bella arancia fresca e verace, e una confezione di succo d’arancia di qualità al 100%, virtualmente e semplificativamente carichi, entrambi, di 100 calorie.
L’arancia mi darà le sue 100 calorie a costo digestivo zero, essendo dotata dei suoi enzimi e dei suoi micronutrienti naturali.
Il tetrapack, pieno di succo d’arancia ma sempre pastorizzato e quindi privo dei suoi enzimi (che muoiono già a 60 gradi) mi darà 100 calorie totali, meno 80 calorie rubate al corpo in termini di fatica enzimatica, di fatica leucocitosica, di fatica acido-tamponatrice, di fatica ritentiva ed evacuativa. Alla fine mi resteranno 20 calorie nette e utili, contro le 100 dell’arancia vera.

LA VALUTAZIONE CHE CONTA E’ QUELLA A LIVELLO FUNZIONALE E OPERATIVO

Se poi facciamo un raffronto tra cibo vivo vegano e cibo morto animale, vengono fuori tutti i costi ed i balzelli di uninquinamento corporale micidiale, con occupazione prolungata e abusiva dei canali digestivi, con sovraccarichi immunitari, con impigrimenti linfatici, e con sottoutilizzo dei 2 campi da tennis assimilativi intestinali, dove i 5 milioni di villi, anziché assorbire gli alimenti nutritivi continuano ad annaspare, incollati dalle caseine e dalle cadaverine, dove i 2,5 milioni di glomeruli renali e i 22 km di tubuli uriniferi, anziché filtrare i loro 500 litri al giorno di sangue fluido, devono sobbarcarsi 500 litri di sangue grasso e viscoso, stancandosi a morte e portando alla temibile insufficienza renale.

GLI STRUMENTI DI VERIFICA E DI APPROFONDIMENTO ESISTONO, MA SOLO PER CHI E’ MOSSO DA GENUINA VOGLIA DI SAPERE

Se uno ha voglia genuina di approfondire, senza chiudersi nella miseria e nella presunzione dei propri limiti accademici, gli vengono in aiuto i risultati di Cambridge (maggiore esperimento mondiale insabbiato dai servizi segreti britannici), o la scala vibrazionale di Simoneton, con i valori della frutta e della verdura cruda che schizzano allegramente ai massimi vertici degli 8-10 mila Angstrom e dell’infrarosso, mentre gli alimenti devitalizzati, morti e cotti, vagano a malapena sulle onde grigie dei 1000-3500 Angstrom, ben sotto il limite di sicurezza del corpo sano che emette almeno 6500 Angstrom.

L’OBIETTIVO PER TUTTI E’ QUELLO DI VIVERE SENZA L’ASSILLO E IL TORMENTO DELLE INSUFFICIENZE

Il conto si fa dunque alla fine dell’intero processo, e non su quanto succede all’enzima, o alla proteina o al minerale. L’obiettivo-salute è quello di mantenere il corpo in efficienza operativa, senza cadere nella trappola delle digestioni difficili, della stitichezza, dei miasmi risalenti e relative infiammazioni, delle insufficienze epatiche, pancreatiche, endocrine e renali, per non dire poi di quelle più importanti che sono le insufficienze etiche, estetiche e spirituali.

Valdo Vaccaro

17/05/12

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